Asterix - Atari 2600 | Retrogaming History
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    Asterix


    Introduzione

    E’ un fatto noto che la Atari degli anni ’80 localizzava le proprie ragioni inventive, produttive e commerciali nel nuovo continente in cui gli “autoctoni” (…) americani, forti del loro status quo, osavano e facevano praticamente tutto ciò che gli passava per la mente ! Un tipico atteggiamento americano, peraltro mai cambiato nemmeno di una virgola, che spesso portava ad oscurare completamente quello che, invece, poteva essere, per Atari come per molte altre aziende non solo del panorama commerciale videoludico, il “terreno” più fertile, più produttivo ed economicamente più redditizio... l’Europa, in questo specifico caso, non era, infatti, stata propriamente “toccata” da quell’ondata apocalittica culminata con la ben nota “crisi del videogame” dell’83. Come già più volte detto in altri miei articoli, infatti, “qui da noi” si pensava quasi esclusivamente a comprare software e a giocarci, fregandosene altamente (e per certi versi era anche lecito farlo !) di ciò che succedeva dall’altra parte dell’Oceano Atlantico...

    La Storia
    Detto ciò, a partire da quello stesso drammatico periodo, in Europa cominciarono a proliferare numerose software house che, a differenza della Atari-U.S.A., vollero sfruttare il momento propizio per potersi accaparrare una ingente fetta del mercato locale dei videogiochi. La conseguenza estremamente positiva, sia dal punto di vista commerciale che ludico, di questa “operazione” fu la produzione di una colossale quantità di titoli di ogni genere, esclusivamente in formato PAL e perciò giocabili pressochè solo sulle console di produzione europea ! Questa tendenza si stava diffondendo anche in svariate altre zone del pianeta, anch’esse come l’Europa “escluse” dai già noti piani commerciali di Atari, causando, com’era prevedibile, anche l’insorgere di veri e propri mercati “paralleli” ed anche delle prime forme di pirateria !
    [ Una ragione, questa, da sola sufficiente a spiegare l’innumerevole quantità di cartucce gioco di qualsivoglia tipo, forma, caratteristiche in generale tuttora esistenti disponibili nel solo formato PAL ! ]
    Fortunatamente, ad un certo punto della sua lungimirante epopea, Atari si accorse FINALMENTE che l’ Europa avrebbe potuto essere una grossissima fonte di guadagno, e pensò, quindi, di rendere partecipe del suo successo anche una “parte” di essa, anche se, in questo specifico caso, il coinvolgimento non vedeva implicato un paese piuttosto che un team di sviluppo “locale”, bensì solamente uno dei personaggi europei più noti al mondo... Un personaggio immaginario, inventato da due dei più famosi e fortunati disegnatori di fumetti che la storia abbia mai potuto conoscere !
    Ed ecco che dalle menti dei designer americani, dai codici dei programmatori americani e anche dalle idee degli addetti al marketing americani, nasce il primo gioco prodotto da Atari ufficialmente destinato esclusivamente al mercato europeo !
    Almeno, questo è quanto hanno fatto credere agli allora ignari giornalisti locali del settore videoludico...
    Il motivo di questa mia ultima affermazione lo svelerò in seguito, anche se so benissimo che una buona parte di pubblico “atariano” di RH che sta ora leggendo queste righe già ha capito di cosa si tratta...

    Il gioco

    Uno staff ancora interamente statunitense, quindi, tanto per non uscire completamente dai canoni e sbilanciarsi in una maniera tale che per gli americani stessi sarebbe quasi assimilabile ad una “sottomissione”, per un prodotto magistralmente plasmato a seconda delle preferenze riscontrate dal pubblico “nostrano” durante il periodo di “beta-testing” !
    Asterix è infatti risultato dai sondaggi effettuati uno dei personaggi più amati da ragazzi, ragazze,uomini, donne, bambini ed anche anziani ! Complici la sua carica di simpatia e le note, rocambolesche e divertentissime avventure che lo vedono protagonista negli omonimi famosissimi fumetti a colori !
    Da qui ne è scaturito questo gioco, estremamente semplice e di facile approccio per chiunque, indipendentemente dall’età o dal sesso del videogiocatore !


    In sostanza si tratta di un platform in cui il protagonista principale è costretto in una sorta di “griglia” formata da 8 corridoi contigui e a sviluppo orizzontale nei quali entrano, scorrono ed escono svariati tipi di oggetti, taluni “benèfici” ed altri invece nocivi. Il classico joystick Atari ad 8 direzioni permette di controllare i movimenti di Asterix (visualizzato sullo schermo con un blandissimo sprite monocromatico di forma vagamente somigliante al volto del protagonista e provvisto del suo personale e famoso elmetto alato): movimenti che sono “continui” se ci si sposta a sinistra o a destra all’interno di un determinato corridoio orizzontale, e invece “a scatti” se ci si vuole spostare verso l’alto o verso il basso, “saltando” in un’altro corridoio.


    Tra gli oggetti da raccogliere, tutti eccellentemente rappresentati da sprites multicromatici, si possono identificare alcuni “paioli” (ovvero i tipici pentoloni nei quali il druido del vilaggio era solito preparare la famosissima “pozione magica”), gli elmi dei soldati romani (oggetti da collezione per i guerrieri gallici), alcuni scudi, sempre dei romani, e delle lampade a petrolio. Tutti questi oggetti hanno un loro valore in punti e la loro “raccolta” consente, quindi, di incrementare il proprio punteggio di gioco, indicato dall’unico contatore numerico presente, posto nella parte bassa dello schermo. Gli oggetti assolutamente da evitare sono invece di un’unico tipo : le temibili “lire” dello stonatissimo ed odiatissimio bardo del villaggio ! Il solo contatto con uno di questi piccoli strumenti musicali causa la perdita di una delle tre vite iniziali a disposizione del giocatore, il numero delle quali è indicato da altrettanti volti identici a quello controllato sull’area di gioco e posti su di una fila orizzontale sita nella parte bassa dello schermo, proprio appena al di sopra del punteggio. Vite “residue” che si possono incrementare raggiungendo e superando determinati punteggi: 10000, 30000, 50000, 80000, 110000 e successivamente ogni 40000 punti !



    In dettaglio...
    Innanzitutto comincio a specificare che in ognuno dei corridoi può venire a tovarsi un solo oggetto alla volta, e non è detto che se questi esce dallo schermo come paiolo, per esempio, debba per forza rientrare ancora come paiolo... infatti alcune volte non è “producente” aspettare un’oggetto “al varco”, perchè ci si può trovare improvvisamente di fronte ad una delle temibili lire!
    Ognuna delle quattro “ondate” di oggetti da raccogliere è composta di 50 unità, ed una volta “arraffato” il cinquantesimo oggetto, si passa automaticamente all’ondata di oggetti successiva, “integrata” anche da un sostanziale aumento della difficoltà del gioco ! Quando Asterix prende l’ultimo oggetto della quarta ondata (una lampada, quindi) il gioco si interrompe per un’istante e sullo schermo compare un’eloquente scritta... inizia a questo punto la “Obelix Wave” !


    Fase di gioco, questa, caratterizzata dal preannunciato cambio di protagonista, che in questo caso è nientemeno che l’amico per eccellenza del piccolo guerriero, ovvero il GROSSISSIMO, fortissimo, infaticabile, sempre affamatissimo, timido portatore di menhir Obelix, rappresentato da un’ancor più scialbo, monocromatico sprite !
    Sin da subito il giocatore si accorge del considerevle aumento della velocità di gioco che comporta un livello di attenzione e di riflessi assai maggiore rispetto alla fase “dedicata” ad Asterix !
    Oggetti da prendere sono n questo frangente dei cibi di vario tipo quali mele, pesci, cosce di cinghiale e bicchieri di birra, mentre da evitare sono sempre le medesime lire del bardo.




    Terminate anche le quattro ondate di Obelix, la scena riparte dai livelli con Asterix, stavolta, però, con gli oggetti che vanno alla stessa velocità di quelli degli schermi di Obelix.


    Il libretto d’istruzioni dichiara che dopo aver completato le 8 ondate, sullo schermo apparirà di tanto in tanto un’oggetto misterioso... ma non essendo MAI riuscito a perdurare oltre la 7’ ondata (quella dei cosciotti di cinghiale) il sottoscritto non può purtroppo descrivere tale oggetto...

    Considerazioni

    Un gioco dal gameplay estremamente semplice (non è neppure necessario azionare il tasto di fuoco, se non per iniziare un partita) ma caratterizzato da una difficoltà piuttosto sbilanciata verso “l’alto”, talmente è in grado di mettere alla prova riflessi e capacità di “maneggiamento” del controller ! In effetti serve un bel po’ di pratica con il joystick per riuscire ad effettuare veri e propri “slalom” fra gli oggetti ... il “saltare” correttamente i corridoi è un’operazione da eseguire con la massima cautela e, a volte, dando solamente dei piccoli “tocchi” in alto o in basso, per evitare di trovarsi nella “corsia” sbagliata al momento sbagliato !

    Particolarità

    La più “plateale” ?
    Il fatto di non essere propriamente quel prodotto tanto acclamato come “europeo” del quale vi ho parlato nell’introduzione a questa stessa recensione...

    Innanzitutto c’è da dire che il gioco veniva venduto anche negli USA, seppur la sua produzione era stata volutamente imitata ad un ristrettissimo numero di cartridges “silver label” in formato NTSC !
    [ motivo per il quale al giorno d’oggi questa cartuccia è conseguentemente “bollata” con un livello di rarità pari a “10” , mentre invece alla corrispettiva “diffusa” versione PAL viene assegnato un ben più modesto “5” !!! ]


    L’ altra oscura verità “nascosta ma non troppo” a riguardo di Asterix è riconducibile alla presenza sul mercato americano di un gioco del tutto IDENTICO, sprites e alcune routine di gioco a parte, commercializzato giusto qualche mese prima della comparsa del titolo “gallico” sugli scaffali d’Europa, che fa capolino al nome di “Taz”.
    Il gioco in questione ha come protagonista il simpatico e maldestro “diavolo dela Tasmania”, personaggio più conosciuto come Taz, appunto, che fà parte di una serie dei Looney Toons, cortometraggi animati di proprietà esclusiva della Warner Bros. (per inciso: risaputa PARTNER di Atari U.S.A. !!! ...) nei quali “miitano” anche i più famosi Bugs Bunny, Daffy Duck ed altri ancora...


    Lo sprite principale del gioco è qui costituito da una sorta di “mini-tornado”, tipico del Taz “in azione”, animato con 2 frame diversi, mentre i vari oggetti che corrono all’interno dell’area di gioco, hanno sembianze di candelotti di dinamite (da evitare, ovviamente !), sandwich, boccali di birra (toh! ... allora quelli del gioco “gemello” sono stati “riciclati” da questi !), coni gelato e ghiaccioloni ! Superate le 4 ondate (sempre di 50 oggetti ciascuna) il gioco cambia “registro”, esattamente come all’inizio della “ObelixWave”, e la velocità degli oggetti aumenta vertiginosamente ! In queste ondate veloci, denominate “Craze Wave”, Taz deve accaparrarsi dei torsoli di mela, delle rape, pomodori, gigantesche coppe di gelato e, come anche per Asterix, un misterioso oggetto “segreto” !
    Gioco piuttosto comune negli states (rarità 4), Taz è stato realizzato anche in una versione PAL-prototipo (“Tazz”), pressochè inutile ma che però ha dalla sua parte il fatto di essere al giorno d’oggi una rarità assoluta, forse più della cartridge NTSC di Asterix !


    Insomma... due giochi praticamente identici, “partnership” Warner Bros, diritti esclusivi di produzione del gioco di Asterix in Europa... Atari l’ha combinata proprio “bella”, in questo caso come anche in altri, riuscendo a guadagnarci sopra quel “qualcosa” che sarebbe servito a risanare parzialmente il suo bilancio atrimenti quasi (...) fallimentare, ma BEFFANDO completamente con una storia a dir poco “campata per aria” la stampa videoludica europea che si era illusa di aver divulgato un’importante notizia !
    Chissà se anche il nome della programmatrice Suki Lee è inventato oppure la ragazza aveva realmente partecipato allo sviluppo ed alla scrittura del codice di Asterix, mentre invece è notizia sicura che Jerome Dourat e, soprattutto, l’americanissimo Steve Woita (Quadrun !!!) hanno realizzato Taz !

    Conclusioni

    Divergenze commerciali (e a questo punto anche etiche, oserei dire !) a parte, l’ottima definizione grafica (splendido, anche se monocromatico, lo screenshot introduttivo al gioco !) e giocabilità “intrigante” fanno di Asterix un’ottimo passatempo, forse più indicato per coloro che di anni non ne hanno proprio tanti alle spalle... i riflessi di un quindicenne non sono, infatti, nemmeno lontanamente comparabili a quelli di un quarantenne, anche se “sano di mente”, e questo Asterix, credetemi, di riflessi e di rapidità nell’impartire i comandi ne è piuttosto “affamato” !

    VOTO : 7,0



    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Ikaris
      Ikaris -
      Curioso che sull'Atari 2600 ci fosse un "Asterix" che di fatto era un prodotto "di seconda mano" e dal gameplay abbastanza classico, condito però da una difficoltà di tutto rispetto, e viceversa un "Obelix" dalle meccaniche di gioco molto originali e che avrebbe potuto essere una vera perla, non fosse stato per la curva di difficoltà troooooppo dolce...
    1. L'avatar di Ocram0806
      Ocram0806 -
      Sempre molto preciso e impeccabile, quando si parla di software per ATARI 2600 riesci a snocciolare tutti i segreti del gioco (ha no..... non sei riuscito a vedere l'oggetto segreto).Comunque, il gioco è molto divertente e longevo, consigliato a tutti i retrogamers che si avvicinano per la prima volta, al piccolo di casa ATARI.Bella recensione Mac!