Flashback - Amiga | Retrogaming History
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    Flashback

    Trovandomi a recensire (dopo averlo completato per la “sola” seconda volta nella mia seppur lunga carriera videoludica) un videogioco del calibro di Flashback, la prima cosa che sobbalza nella mia mente è una precisazione: FLASHBACK NON E’ IL SEGUITO DI ANOTHER WORLD! Nel periodo in cui Flashback fu programmato, dopotutto, i sequel non erano una “facile norma” come avviene nel presente, tantomeno George Lucas, spostando lo sguardo al cinema, ci aveva ancora abituati a spulciare dietro le origini di una saga. Che sia di materia cinefila o videoludica, la voglia di perpetuare una storia di successo è sempre stata alta, specialmente nell’utenza appassionata di videogiochi che, spesso, non si vedeva accontentata dal ricevere i tanto agognati sequel dei titoli amati. Non era affatto difficile, dunque, per la nostra fantasia, arrivare ad accomunare titoli fra loro che, di fatto, non avevano nulla da condividere se non lo stile del gameplay, etichetta distributrice e, casomai, i nomi dei programmatori.

    Tornado al titolo oggetto di recensione e relativo “falso” prequel, la questione fu
    ancora più delicata poiché Another World, nel 1991, fece letteralmente impazzire chiunque fosse incappato nei sui floppy disk, con un seguito “ufficiale”, Heart of Alien, che non fu mai portato su macchine Amiga. Lo spasmo di un seguito, quindi, era quantomeno palpabile in tutta l’utenza di questa beneamata macchina. Quando nel 1993 arrivò Flashback, in copertina aleggiava lo stesso logo del precedente prodotto, quella Delphine Software che tra le proprie fila vantava mostri sacri della programmazione come Eric Chahi e Paul Cuisset. Il primo dei due è (quasi) l’unico responsabile dietro Another World, mentre il secondo, insieme al suo staff, era l'artefice di Flashback. Entrambi i programmatori, tuttavia, avevano già lavorato spalla a spalla sempre sotto etichetta Delphine Software per realizzare un’altra grande avventura grafica di fine anni Ottanta, quel Future Wars che vedeva Eric Chahi alla direzione grafica, mentre Paul Cuisset si preoccupava del codice. A tutte queste assonanze va aggiunto che entrambi i titoli sono spiccatamente degli action adventure con spruzzatina da platform game, entrambi di taglio cinematografico con a seguito uno stile grafico a poligoni non tanto di norma per il periodo. Cut scenes e storyboard a base di alieni chiudevano un quadro che facilmente riusciva a fare breccia nei nostri cuori, assegnando quell'inopportuno “sequel” al titolo di Paul Cuisset.

    Chiusa questa parentesi, lasciate che vi parli di questo piccolo gioiello della programmazione che, ancor’oggi, riesce a mantenere valida la definizione di "fuoriclasse" assegnatagli da quei giocatori che lo hanno gustato e terminato.

    Flashback è pura antologia di action-adventure, giocandolo sembra di trovarsi dinanzi a quei film che hanno fatto la fortuna di attori come Schwarzenegger e Stallone dove, al di sotto di una trama fitta d’intrighi e cospirazioni, trovava spazio l’azione pura costituita da rocambolesche sparatorie e fughe mozzafiato. Ecco, Flashback coglie in pieno quello stesso spirito tramutandolo in videogame, trascinando il videogiocatore in situazioni dove sia la materia grigia sia la mano lesta sul joypad/stick saranno chiamate in causa per proseguire correttamente nella vicenda. A dire la verità, comunque, in Flashback sarà la componente action a farla da padrona, tramite sparatorie a tutta birra che ingaggeremo contro gli ostili alieni. Non a caso, infatti, settando il livello di difficoltà nel menù iniziale, scegliendo tra easy, normal e hard si andrà ad incidere sulla sola quantità dei nemici, bassa partendo da easy, sempre più alta scegliendo tra normal e hard (e vai di sparatorie continue!), mentre tutto il resto, cioè gli enigmi, resteranno i medesimi. La parte “cervellotica” del gioco, come già accennato, non si rivelerà particolarmente acuta, richiedendo nella maggior parte dei casi la sola ricerca di tale chiave per aprire tale porta, quest’ultima collocata (ovviamente) all’altro capo del livello in corso. Il tutto è intervallato da situazioni leggermente più intricate come quando, per acquistare un biglietto utile al viaggio di ritorno sulla Terra, ci ritroveremo indaffarati in molteplici situazioni tra cui, tanto per fare un esempio, lavorare da facchino! L’inventario in nostro possesso, richiamabile tramite il tasto F1, conterrà al suo interno varie icone rappresentanti il nostro arsenale degno del miglior agente 007 come: tessere, chiavi, pistola, cinture gravitazionali e via discorrendo. Insomma, tutto il necessario utile per farci uscire da una situazione ad alto rischio come quella proposta in Flashback.

    Tecnicamente siamo su livelli di vera eccellenza: lì dove ho segnalato la presenza di grafica poligonale nell’intro, nell’outro e nelle scene d’intermezzo, nel gioco vero e proprio verremo, invece, catapultati in un ambiente costituito da schermate fisse disegnate a mano d’indubbia originalità. La grafica degli scenari usata in questo prodotto si potrebbe definire “quasi unica”, o perlomeno difficilmente replicabile. Lo stile del disegno è minimale quanto incisivo, astruso nel suo mostrarsi “estraneo” agli occhi dello spettatore, colmo di tecnologia mista a primordialità, come mostrato proprio nel primo livello dove, in una foresta fitta di rami delineati da morbide e improbabili curve, trova spazio la pura meccanica fatta di ascensori, passerelle e ponti levatoi. Tutto sommato, comunque, l’intero parco grafico mostrato in questo lavoro della Delphine Software non lascerà mai veramente di stucco, poiché, in realtà, spetterà ad altro tale compito. Parliamo della monumentale animazione del nostro eroe che delizierà lo spettatore accarezzandolo con soffici movimenti talmente realistici da far impallidire prodotti odierni stracolmi di animazioni poligonali. La tecnica usata per creare tale spettacolo in movimento è il famigerato rotoscoping (antenato del motion capture, cioè quella particolare tecnica di animazione che prevede il filmare movimenti da un soggetto reale, passando in secondo momento il tutto alla digitalizzazione) già ammirato in titoli come Prince of Persia e Another World ma a differenza di quest'ultimo, in Flashback ogni fotogramma è precalcolato. Vedere scorrazzare il nostro alter ego digitale sullo schermo è una cosa meravigliosa: salti, corse, arrampicate, tutto eseguito nel modo giusto, senza che sbavatura di sorta possa interrompere quell’idilliaco godere che, puntualmente, sarà iniettato nel videogiocatore di turno. Non si pensi comunque che tale cura dei movimenti sia stata dedicata al solo personaggio principale, poiché tutto il comparto nemico godrà della medesima e intensa attenzione. Un vero spettacolo!
    L’audio si presenta con una title track atmosferica al punto giusto e con “spezzoni” musicali in-game nella media. In Flashback, di fatto, le sinfonie non saranno una costante compagnia, bensì si faranno ascoltare solo per evidenziare passaggi più o meno importanti. Per il resto del comparto audio, invece, avremo oltre che effetti ambientali come cinguettii nella foresta e ventole meccaniche nei sotterranei, tutta una serie di sfx discretamente eseguiti. Una nota di merito va sicuramente all’effetto sonoro creato per lo sparo della nostra arma (e quella dei nemici), di eccellente caratura. Potente e pompato quanto basta, quest’ultimo restituisce quasi la sensazione di poterne percepirne la potenza distruttiva ad ogni click effettuato, trasformando ogni sparatoria in un festival di esaltazione estrema scaturita da tale effetto. Inciderà ovviamente sul tutto avere un buon impianto audio collegato al proprio computer.

    Grandissima la cura risposta anche nella stesura della trama, coinvolgente ed entusiasmante, scivola via con uno stile sci-fi di prim’ordine. Si parla della “solita” invasione aliena, certo, ma per nulla scontata e diretta con dovizia da buon cineasta. Ottimi anche i pochi colpi di scena, che vanno ad arricchire un copione composto di alieni, lobotomie, sparatorie, fughe, scoperte e cospirazioni planetarie, tutto lasciato nelle fervide mani del videogiocatore che altro non chiede di portare a compimento questa fantastica avventura, evitando un‘invasione aliena e restituendo, allo stesso tempo, la memoria persa all’interprete principale: Conrad B. Hart.



    Note:

    • Flashback, oltre ad essere disponibile per il sistema scelto per la recensione (Amiga OCS-ECS), esiste nei formati Acorn Archimedes, Mega Drive, MS-DOS (Floppy Disk & CD-Rom), NEC PC-9801, SuperNes, Mega-CD, FM Towns, 3DO, CD-I, Atari Jaguar, Mac OS, iOS, Symbian.

    • Su Amiga OCS-ECS, Flashback è situato su quattro floppy disk non installabili su hard disk. Per ovviare a questa piccola mancanza si può comunque fare affidamento sulla famigerata distribuzione WhdLoad benché, giocato tramite floppy, caricamenti e relativo swap disk risultino del tutto indolore. Il gioco e tradotto in ben quattro lingue tra cui, fortunatamente, anche l’italiano.

    • Nel corso del 1995, Paul Cuisset e soci, sempre sotto etichetta Delphine Software, ripresero in mano il brand di Flashback con il seguito ufficiale Fade to Black, prodotto in accoppiata con Electronic Arts. Trattasi di uno tra i primi action adventure interamente 3D, prima ancora che la signorina Lara Croft entrasse prepotentemente nell’immaginario collettivo videoludico. Fade to Black continua la medesima narrazione di Flashback dove quest’ultimo termina, tramutandosi in un must-have da ripescare per tutti coloro che abbiano la voglia e l’interesse nel sapere che fine abbia veramente fatto Conrad B. Hart. Il titolo in questione è disponibile nei soli formati PSOne e DOS CD-Rom.

    • Ultimamente è stato ideato un motore grafico dal nome Reminescence, che permette di caricare il titolo recensito su diversi sistemi odierni senza incappare in errori e incompatibilità di sorta. Reminescence, nel momento della stesura dell’articolo, è disponibile per Windows, AmigaOS 4.x, Android, GP32, PalmOS, Sega Saturn, Sony PSP, Sony PS2.


    COMMENTO FINALE



    "Videogioco d’indubbia qualità e importanza storica, fuoriclasse nel periodo d’uscita tanto quanto perla da ricercare nell’affollato mondo del retrogaming. Non giocarlo e conoscerlo equivale a perdersi un rilevantissimo esponente della cultura videoludica. Flashback, ieri come oggi, si presenta come un grande esempio di action-adventure, e lo sarà anche per le generazioni a venire. Semplicemente monumentale!"

    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




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    Commenti 12 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      bellissimo, perchè me l'hai fatto vedere adesso devo trovarlo e provarlo
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Ed in effetti, chi ci ha giocato un pelino se ne sarà accorto che non c'entra una mazza con Another World. Flashback è un gioco molto più "gioco", a partire dalla longevità consistente, però fa meno impressione. Ad ogni modo, lo adoro e presto lo rigiocherò sul Jaguar.
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Grandissimo titolo! Visto a suo tempo sul 16 bit Commodore di un amico e, in seguito, noleggiato e giocato su Mega Drive. Peccato che tra le numerosissime conversioni non figuri un porting su Atari ST... nel 1992, difatti, Delphine Software rinunciò a tale progetto quando era ancora negli stadi inziali: Atari ST Flashback : scans, dump, download, screenshots, ads, videos, catalog, instructions, roms . Interessante rilevare che sulla falsariga di Prince of Persia e Flashback si inserisce un altro multipiattaforma: Blackthorne / Blackhawk (Super Nintendo / PC MS-DOS / Mac / 32X / Gameboy Advance -Blizzard, 1994-; Hardcore Gaming 101: Blackthorne ).
    1. L'avatar di Moro
      Moro -
      Giocato ai tempi su Super Nintendo, confermo un grandissimo gioco.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Robbey ci pigli in giro? Non conosci Flashback ?Ma che cavolo di retrogiocatore sei?Ottima recenzione Amy ,quelle che leggo volentieri e molto dettaglita ,mi sarebbe piaciuto anche la foto dei floppy come avevi fatto con Addams Family,per rendero tutto più nostalgico.Comunque ottimo gioco ,quante nottate perse ai tempi ,tra i vari rompicapi e salti impossibili,capolavoro assoluto della mitica Delphine...che bei tempi .
    1. L'avatar di spaccher
      spaccher -
      Ragazzo, mi hai riportato indietro di almeno 12 anni!Avevo quasi dimenticato questo gioco, come adventure la mia memoria si era fermata a bioforge (un altro must have per ogni Videogamer che si rispetti!Grazie, vado subito a ripescarmelo!ps su dosbox gira!?
    1. L'avatar di LordBritish
      LordBritish -
      Splendida recensione per un capolavoro imprescindibile, che ho giocato fino allo sfinimento su PC e SuperNes! So di essere un eretico, ma io lo preferisco ad Another World, pur riconoscendo la maggior importanza storica ed artistica di quest'ultimo. Ok, ho capito, vado a rigiocarmelo DI NUOVO @spaccher: su Dosbox gira una meraviglia!
    1. L'avatar di saxabar
      saxabar -
      La versione Sega CD è ottima, ha anche le musiche in game (oltre alle sequenze animate rifatte). A suo tempo ne avevo fatto una recensione per Archimedes (cancellate pure se fosse spam): Flashback Archimedes
    1. L'avatar di For_Great_Justice
      For_Great_Justice -
      lo ricordo bene perchè era l'unico titolo decente che abbia mai trovato sul CDI
    1. L'avatar di JULIUS
      JULIUS -
      Quanti "Flashback" mi ha fatto tornare questa recensione!

      A parte le battute, giocone stratosferico: le animazioni sono formidabili ancora oggi, la difficoltà è ben calibrata, la storia è accattivante e coinvolgente.... altra pietra miliare del mondo Amiga.
    1. L'avatar di vitali80
      vitali80 -
      Vedo questa bella recensione solo ora, dopo 4 anni e dopo aver letto su internet altre recensioni sia in italiano che in inglese e dopo aver scritto pure la mia (da poco).

      Finalmente una recensione dove non si parla male di FB e di Cuisset come uno che "ruba le idee". In realtà FB è strutturato in maniera eccelsa e ha rinnovato il gameplay di Prince of Persia e pure dato spunto a Tomb Raider (che tutti ritengono prenda il gameplay da PoP ma, invece, viene tutto da FB).

      Altre frasi con cui sono al 100% d'accordo sono: "colmo di tecnologia mista a primordialità, come mostrato proprio nel primo livello dove, in una foresta fitta di rami delineati da morbide e improbabili curve, trova spazio la pura meccanica fatta di ascensori, passerelle e ponti levatoi.", anche io sono d'accordo che il primo livello sia quello più evocativo in assoluto (senza sminuire gli altri livelli); "in Flashback ogni fotogramma è precalcolato. Vedere scorrazzare il nostro alter ego digitale sullo schermo è una cosa meravigliosa: salti, corse, arrampicate, tutto eseguito nel modo giusto, senza che sbavatura di sorta possa interrompere quell’idilliaco godere che, puntualmente, sarà iniettato nel videogiocatore di turno.", io ho usato il termine "movimenti precalcolati" ma non cambia da ciò che hai scritto tu e in effetti FB mi ha colpito veramente, ai tempi, proprio per questa peculiarità mentre in PoP rischiavi pure di cadere da una piattaforma sbagliando un salto.

      Ottima recensione sotto tutti gli aspetti, non c'è che dire. FB è un gioco che ha fatto la storia proprio per delle caratteristiche innovative e assenti in tutti gli altri giochi dell'epoca.
    1. L'avatar di dvd123
      dvd123 -
      lo dovrebbero aver rimasterizzato x ps3 e xbox...grande non direi ma di +, solo che quando girava ai tempi dei floppy ero solo in fase adolescienziale e non ho capito molto del gioco che nemmeno ho finito...rimasto li nella mia testa, fino ad ogni richiamo che fremo, come un bambino, ma mai e siamo alle solite preoccupato di scovare una copia o rom da sfruttare...penso che reperiro' una versione qualsiasi e mi prendero' il tempo dovuto per giocarlo bene anchio