The Legend of Zelda: Spirit Tracks - Nintendo DS | Retrogaming History
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  • The Legend of Zelda: Spirit Tracks

    The Legend of Zelda: Spirit Tracks

    Storia
    Moltissimi anni fa, sulla terra regnavano gli dei e il mondo era un posto accogliente e pacifico. Ad un certo punto fece la sua comparsa un essere spregevole chiamato “Re Demone” (che fantasia!) che stravolse la pace. Gli dei affrontarono il malfattore e dopo alcuni secoli riuscirono ad avere la meglio; confinarono il Re Demone negli abissi da cui era venuto e sigillarono il tutto con una bella torre. A questo punto, ormai stremati, gli esseri che avevano salvato il pianeta se ne tornarono nel loro regno e lasciarono la Terra nelle mani degli uomini. Da allora tutto filò liscio fino a quando …
    Proprio oggi la Principessa Zelda consegna segretamente una lettera a Link con cui gli chiede di incontrarsi. Quindi, Link si reca a trovare Zelda, ma la trova pensierosa e scossa: è preoccupata che qualcosa di malvagio sia all’opera perché le rotaie stanno scomparendo. (Ovviamente) Link si fa carico delle grane della bella principessa e decide di aiutarla. Mentre i due compagni d’avventura si dirigono verso la “torre degli spiriti” per investigare sugli strani accadimenti ed incontrare Doruotea (protettrice della torre) vengono attaccati. Il Ministro Mirona che vuole risvegliare il Re Demone ruba il corpo di Zelda e se ne va. Il danno è grave, ma Zelda riesce nonostante la sua forma spiritica a comunicare con Link e insieme dovranno affrontare mille pericoli per rispedire il cattivo dei cattivi dove si merita e recuperare il tenero corpicino.
    Questa è la trama che fa da sfondo a “Spirit Tracks”, titolo che esce dopo “Phantom Hourglass” e che molti appassionati della saga aspettavano con trepidazione (me compreso).

    Trasporti
    Devo essere sincero, il precedente episodio non mi ha fatto impazzire, ma allo stesso tempo, non mi ha nemmeno deluso. Il maggior difetto che ho attribuito a Phantom Hourglass è la noia derivante dalle lunghe sezioni a bordo della barca (difetto riscontrabile anche in “Wind Waker”) e mi aspettavo che, nell’episodio qui in esame, il problema venisse eliminato. Purtroppo alla Nintendo devono pensare che lo stratagemma del “mezzo di trasporto noioso” sia una buona trovata, perché anche in Spirit Tracks hanno riproposto la stessa formula ma cambiando mezzo: dalla barca sono passati ad un treno. Rispetto alle sezioni “acquatiche” il treno dona meno libertà di movimenti, ma fortunatamente percorre tratte mediamente più corte. La locomotiva permette di spostarsi sulla mappa e di raggiungere le varie locazioni più o meno importanti per il prosieguo del gioco e lungo il suo tragitto può svolgere una serie di interessanti azioni: si possono incontrare nemici (sia normali sia boss) a cui bisogna sparare col proprio cannone, spostare animali con l’utilizzo del fischio del locomotore, distruggere massi per recuperare energia o rupie, evitare dei particolari treni nemici e addirittura acciuffare dei coniglietti. I controlli del mezzo di trasporto su binari sono molto semplici ed intuitivi ed è possibile migliorare e personalizzare lo stesso scambiando dei tesori con un personaggio già conosciuto in precedenza (eh no, non vi dico chi è), ma nonostante tutto ciò e soprattutto dopo la metà di gioco, quando il player avrà imparato tutto sulla guida, le sezioni di transito saranno solo un’inutile perdita di tempo.

    Ma che gioco è?
    Bene, fatte queste premesse, andiamo a vedere com’è questo nuovo Zelda. Beh, come dire, Zelda è sempre Zelda. Un superbo action-RPG in cui si gioca nei panni di Link e dove, nel corso della propria avventura, si evolvono diverse caratteristiche del personaggio principale, si risolvono svariati enigmi, si “parla” con parecchi personaggi e si uccidono diversi nemici.

    Controlli
    Ovviamente per controllare Link i programmatori, esattamente com’era successo per il capitolo precedente, hanno studiato un metodo che sfrutta appieno le capacita del Nintendo DS. Controllare il vostro personaggio è piacevole e facile grazie ad una vincente e studiatissima accoppiata di pennino e touch screen. La direzione di marcia viene data poggiando la stilo sullo schermo e più la si allontana dal personaggio più questi aumenta la velocità di transito. Picchiettando sui nemici o “sfregando” in direzione di essi o, ancora, disegnando velocemente un cerchio si compiono svariate mosse d’attacco. Ad ogni modo si fa proprio tutto con il sistema “touch” come, ad esempio, alzare massi, spostare elementi, rotolare, esaminare e quant’altro. Il DS ha anche il microfono ed ecco che i “creativi” si sono dati da fare ed hanno inventato un’arma, la “ventelica”, in cui soffiare per creare vortici e il “flauto delle terre” in cui bisogna ancora soffiare e, unitamente al pennino che sposta lo strumento, suonare nel vero senso della parola (anche se il fatto di suonare qualcosa non è certo una novità per i giochi di Zelda).

    Progressione dell'avventura
    Ora cercherò di spiegarvi come evolve il gioco. Tralasciando le svariate “missioni” secondarie, il resto progredisce secondo uno schema che quasi sempre segue un sistema ripetitivo. Si comincia dalla Torre degli Spiriti dove si completa una sezione che corrisponde ad un piano, al termine della quale si riceve un pezzo di mappa; grazie alla mappa si raggiunge un santuario in cui si trova un saggio e, insieme a lui, si intonano canzoncine utilizzando il flauto (il procedimento è utile, poiché creerà nuove e assolutamente necessarie rotaie); con le nuove rotaie si raggiunge il dungeon che contiene il boss e lo si elimina. A questo punto si torna alla Torre e si “risolve” il piano appena sbloccato, poi si ripete il tutto. Come avrete capito il procedimento non è molto vario, ma bisogna dire che, molto spesso, prima di un dungeon o di un santuario bisogna raggiungere i “paesi” segnati sulla mappa e risolvere diversi e intriganti enigmi che precludono l’accesso alle zone interessate.

    Cianfrusaglia varia
    Link può, come sempre, contare su un vario e ben studiato insieme di armi e oggetti. Tra di essi si possono trovare: il classico boomerang utile anche per “trasportare” fuoco o ghiaccio, il già menzionato flauto, l’immancabile spada (quella normale e la Spada degli Spiriti), l’irrinunciabile scudo (quello normale e lo scudo antico) e l’interessantissima ventelica che oltre ai combattimenti viene utile per molti enigmi, e sono solo l’inizio di un vasto campionario di oggetti. Oltre a questi possiamo usare anche l’utilissimo arco con le frecce, le dirompenti bombe, un martello per “spiaccicare” alcuni specifici oggetti e l’interessante frusta che permette di “dondolarsi” oltre i precipizi e di eliminare alcuni nemici. Veramente gradito e nuovo (per la saga) è il “bastone sabbia” che, utilizzato sopra il terreno adeguato, innalza blocchi di sabbia.
    Ovviamente tra gli oggetti non potevano certo mancare le rupie da utilizzare nei negozi, i cuori e nemmeno il famosissimo porta cuori che aumenta la riserva massima di energia. Come in ogni “The Legend of Zelda” che si rispetti troviamo le pozioni, le ampolle, le chiavi (aprono le porte dei dungeon) e... e la retina! Quest’ultima è utile per catturare dei coniglietti sparsi per tutto il mondo di gioco.
    Molto utili saranno anche dei tesori che si possono trovare nascosti un po’ ovunque che si potranno vendere o scambiare con “pezzi” di treno.

    Possessione
    La più grossa novità di “The Legend of Zelda: Spirit Tracks” è la possibilità di utilizzare le “guardie” della Torre degli Spiriti (contemporaneamente a Link) grazie al fatto che lo spirito della Principessa Zelda può “possederle” (anche se potrà farlo solo dopo aver recuperato tre oggetti). Il controllo di Link più “Zelda dentro l’armatura di una guardia” è davvero ben fatto e di facile utilizzo. Link continuerà ad essere controllato in modo usuale, mentre con la stilo si traccia il percorso che dovrà fare Zelda. Alla principessa, comunque, può essere chiesto di sostare in un punto, di lanciarsi contro un nemico (magari per distrarlo) o di seguirci e, qualora i due protagonisti dovessero trovarsi troppo lontani per poter essere visualizzati entrambi su di una schermata, è possibile sceglierne uno grazie ad una comoda icona e passare da Link a Zelda in modo veloce e fluido. Queste sezioni dispongono, tra l’altro, anche di meccaniche tendenzialmente stealth, ma non aspettatevi un “Metal Zelda Solid”.

    Enigmi
    Gli enigmi sono stupendi e divertenti. Il mio parere da questo punto di vista è entusiasta. Le situazioni sono così varie e articolate che è difficile annoiarsi. La soluzione dei vari rompicapo richiede spesso l’utilizzo di vari oggetti combinati fra loro e mentre la difficoltà degli stessi all’inizio è veramente bassa, limitandosi al colpire alcuni interruttori o a mettere nella giusta posizione dei massi, col proseguire del gioco gli interrogativi che il giocatore dovrà porsi saranno sempre di più e l’osservazione e l’ingegno a lui richiesti sempre maggiori. Non si raggiungono comunque vette di frustrazione e, forse, gli appassionati di vecchia data della saga non troveranno una difficoltà adatta ai loro palati; ciò non toglie che i rompicapo siano comunque ben strutturati e che sfruttino perfettamente il lodevole e complesso level design di molti dungeon.

    Combattimenti
    I combattimenti contro i nemici sono ben fatti. Merito anche dell’ottimo sistema di controllo, gli scontri con le creature ostili che popolano le varie locazioni sono sempre divertenti ed appaganti e non restituiscono mai un senso d’impotenza o d’ineluttabilità al player. Soprattutto i boss implementano sezioni complesse e varie (tranne il primo). Solo verso la fine del gioco la difficoltà dei duelli diventa importante e, ad essere sinceri, non si raggiungono mai livelli consoni a chi era abituato con “The Legend of Zelda: A Link to the Past”.

    Realizzazione Tecnica
    La grafica di questo capitolo è veramente eccezionale. Già ottima in Phantom Hourglass qui viene ulteriormente migliorata. I molti poligoni vengono coperti da texture varie e ottimamente colorate e solo di rado si assiste a qualche fenomeno di calo di frame. Forse i dungeon potevano essere realizzati un tantino meglio, ma per il resto siamo su vette eccelse per un Nintendo DS. Per lo stile invece faccio un discorso a parte. La caratterizzazione grafica, infatti, è quella “da cartone animato” vista per la prima volta in “Wind Waker” su Game Cube e a me personalmente non piace. Preferisco di gran lunga lo stile di “Twilight Princess” o di “A Link to the Past” o ancora di “Ocarina of Time”, ma è solo un parere del tutto personale ed esule da considerazioni oggettive. Ad ogni modo, tralasciando i miei gusti, devo ammettere che le varie espressioni dei personaggi e di Link sono spassose e divertenti.
    Il sonoro è di sublime fattura con effetti in pieno stile Zelda e musiche meravigliose, alcune di esse poi ricordano, richiamano o si rifanno ai temi classici che tutti gli appassionati di Zelda conoscono e ascoltano con commozione.

    Connessione
    E’ possibile sfidare un amico mediante la modalità "Sfida" e vi si accede solo utilizzando altri DS “vicini” (wireless). Giocando con “Sfida” avrete a disposizione otto arene in cui, per vincere, dovrete recuperare più gemme degli altri. (una cartuccia consente una partita fino a 4 giocatori).
    Inoltre è possibile scambiare con altri possessori del gioco i tesori scoperti esplorando le zone di gioco.

    Giocabilità e Longevità
    The Legend of Zelda: Spirit Tracks è un prodotto d’alto valore ludico. Divertentissimo e ben articolato nel suo svolgersi, offre innumerevoli situazioni da risolvere e molti combattimenti avvincenti contro svariati nemici. Il design dei livelli è stupefacente, i controlli sono calibrati in maniera perfetta e la possibilità di prendere appunti su alcune mappe dona quel tocco in più che è sempre gradito. La longevità non fa girare la testa e questo è dovuto anche ad una difficoltà non proprio proibitiva ma comunque si attesta su livelli ampiamente più che sufficienti. Dopo tutti questi pregi non si possono trascurare alcuni difetti. Primo fra tutti la già ampiamente discussa noia “da trasporto”. In più, come spiegato, vi è la possibilità di aggiungere/cambiare parti al treno; ecco, ho trovato questa caratteristica potenzialmente positiva, ma realizzata male poiché sono riuscito a finire il gioco con il treno a livello “base” senza difficoltà e non ho mai sentito il bisogno di “truccarlo”. Le molte quest secondarie sono ben implementate e soddisfacenti, basti pensare, ad esempio, al recupero dei timbri o delle lettere, alle richieste dei vari abitanti delle zone esplorate, ma solo un vero appassionato sentirà il bisogno di terminarle tutte. Poi, detto tra noi, Link vestito da macchinista a me non piace per niente.




    "Uno Zelda ben realizzato e consigliabile a chiunque. Tecnicamente superbo e ben programmato, questo capitolo non lesina divertimento e sa appagare il desiderio d’avventura d’ogni amante delle peripezie di Link e degli action-rpg in generale. Resta la noia di dover salire sulla locomotiva ogni volta che si desidera raggiungere qualche zona e qualche aspetto secondario poteva essere realizzato con più cura. Ad ogni modo, dopo aver giocato e finito Spirit Tracks ho preso la mia cartuccia per Game Boy Advance di “A Link to the Past” e l’ho inserita nel DS; beh, che ci crediate o no, mi sono divertito molto di più con quello. Chi ha orecchie per intendere intenda."





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    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..questo zelda mi è piaciuto - ma con riserva - link con un treno c'azzecca assai poco secondo me
    1. L'avatar di sawyerlost
      sawyerlost -
      D'accordissimo con la recensione. Comunque per la grafica, una volta inserito il gioco sul mio DS ho fatto così la prima volta
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da sawyerlost Visualizza Messaggio
      D'accordissimo con la recensione. Comunque per la grafica, una volta inserito il gioco sul mio DS ho fatto così la prima volta
      certamente graficamente è una gioia per gli occhi..sono certe soluzioni/accorgimenti nel corso del procedersi della storia che fanno storcere un pò il naso...
    1. L'avatar di Fulvio
      Fulvio -
      Ho iniziato a giocarci da alcuni giorni.
      Sono ancora all'inizio, per intendersi (per chi l'ha giocato) mi sto recando all'area innevata, e già gli spostamenti in treno cominciano veramente a stancare.
      Ad ogni modo fin qui la difficoltà mi sembra adeguata e ben calibrata e gli enigmi simpatici.
      Piacevoli anche i dungeon.