Suburban Commando - Amiga | Retrogaming History
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  • Suburban Commando

    Suburban Commando

    Ricordo che nel periodo della mia infanzia andava per la maggiore una disciplina sportiva (o show televisivo), il WRESTLING. Re incontrastato di tale “spettacolo telesportivo” era Hulk Hogan (vero nome: Terrence Gene Bollea), colosso dalla stazza di 200 cm dalla chioma e baffo biondo, una vera e propria istituzione Americana, dal finire degli anni ottanta fino all’alba del duemila. La fama raggiunta dal personaggio fu tale da permettergli un pronto sdoganamento fuori dal ring, facendolo atterrare nella lucente Hollywood per interpretare parecchi film, sia come spalla (Rocky3) che come “attore” principale. La simpatia di questo personaggio era nota a tutti, tanto che anche chi odiava il Wrestling riservava un occhio di riguardo verso l’’eroe di quel colorito mondo dal nome Hulk Hogan. Spesso e volentieri, dunque, Terrence Gene Bollea si ritrovava a recitare nei panni di personaggi buoni, divenendo in poco tempo l’eroe di commedie fantasy girate su misura per le famiglie. E’ questo il il caso del lungometraggio diretto da Burt Kennedy nel 1991, Suburban Commando (da noi conosciuto come: Cose dell’altro mondo), girato in coppia con Christopher Lloyd (lo scienziato “Doc”di Ritorno al Futuro) dove l’attore, nei panni di Shep Ramsey, recita per 90minuti la parte di un guerriero interstellare senza macchia né paura, forte ma buono, imbranato ma capace, in un cinefumetto di altri tempi, tutt’altro non proprio riuscito.

    E’ proprio da questo film che fu tratto il videogioco da cui vi parlo in questa recensione, l’omonimo Suburban Commando del 1993 edito dalla New Line Cinema Corporation, programmato dalla Alternative Software per C-64, Amiga e PC-MS Dos. La versione testata è quella per la macchina a 16bit targata Commodore, dove il gioco, molto comodamente, risiede su un singolo dischetto.

    Action game con venatura platform e spruzzatina da beat’em up, Suburban Commando si mostra a nostri occhi come un prodotto dai toni parecchio shareware. L’intero gioco è di fatto composto di soli quattro livelli, facilmente superabili e ognuno con la propria bella password al seguito. Non è solo riguardo alla longevità, comunque, che si riscontrano dubbi su una natura “poco commerciale” del prodotto, poiché anche tecnicamente si percepisce il medesimo effetto. Lì dove troviamo uno scrolling fluido e privo d’incertezze, nasce uno stile di disegno particolarmente “infantile”, sia come tratto sia come cromatura. Gli Alternative Software optano per una rappresentazione dei personaggi in stile super deformed, con testoni grossi poggiati su corpi piccini. La definizione è comunque alta, tanto che non è per niente difficile scorgere in video i tratti somatici del colosso americano come i già citati baffi biondi chiaramente rappresentati. Anche il sonoro segue le stesse direttive della grafica, facendosi ascoltare in pezzi oscillanti tra il rap nella title music, alla classic dance in game, di gusto molto “casareccio”. Tutto ciò non deve comunque far pensare di trovarsi dinanzi un titolo sgradevole. Suburban Commando riesce a regalare anche qualche spunto interessante per via di una giocabilità divertente, mai frustrante e con un minimo di varietà che non guasta mai. Iniziando la partita, ci ritroviamo di fatto a bordo di una navetta spaziale sulla quale viaggia il nostro eroe Shep Romsey, con una tipologia di gioco da classico shoot’em-up orizzontale che fa il verso, nemmeno tanto nascosto, a Project-X del Team-17. Scesi dalla navetta, affrontiamo tre livelli action-platform-beat’em-up in cui, il nerboruto protagonista va in giro per i livelli menando pugni, calci volanti e scivolate stile spazzata a non finire, il tutto miscelato con la ricerca di chiavi e oggetti utili al proseguimento. Alla fine di ognuno dei tre livelli action, c’è ad attenderci un boss ancora più energumeno di noi, contro cui ingaggeremo scontri a corpo a corpo senza esclusione di colpi in perfetto stile Street Fighter (beh, dai!). Peccato che tali boss, compreso quello finale, siano dei veri e propri beoti da abbattere. Non ci vorrà tanto, infatti, per portare a termine Suburban Commando, fermo poi riporre il floppy disk nella sua scatola ORIGINALE lasciandolo in balia della polvere sino all’eternità. Questa sorte è toccata a tanti altri titoli anche più blasonati, ma qui si parla di un gioco che nel 1993 costava sicuramente un bel po’ di soldini e ritrovarsi a terminarlo dopo pochissime partite, non è il massimo, soprattutto per le tasche di qualche sprovveduto ragazzino che, magari, poteva permettersi un solo titolo ogni paio di mesi. Ribadisco che si tratta di un titolo divertente e sufficientemente ben fatto, ma che avrebbe avuto un “vero e giusto valore” come prodotto shareware, non a prezzo pieno. Ma in questa sede parliamo di retrogaming, quindi…



    "Action game simpaticissimo, vario e con longevità inesistente. Suburban Commando trova il valore aggiunto nel faccione dell’eroe del Wrestling Hulk Hogan stampato in copertina tramite cui, il prodotto in questione, ha avuto facile accesso alla via della pubblicazione commerciale. Tolto il baffuto lottatore, resta un videogioco dai connotati shareware rispettabile e sincero, che viene dimenticato due giorni dopo averlo completato. Per i fan del personaggio resta ovviamente un titolo da possedere assolutamente. Peacez!"




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    Commenti 8 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      carino questo titolo però Hogan mi sta antipatico. Ma lo proverò ugualmente
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Assolutamente ignaro dell'esistenza di questo prodotto prima dell'arrivo di questa recensione. Mi pare sia fuori di testa a sufficienza.
    1. L'avatar di Ikaris
      Ikaris -
      carino questo titolo però Hogan mi sta antipatico
      Nooooo Robbey... WATCHA GONNA DO WHEN HULKAMANIA RUNS WILD ON YOU?!
      Lasciami stare il buon Hulk dai...
      Comunque il gioco non l'avevo mai sentito manco io, ma il film lo ricordo con affetto: memorabile la scena in cui Hulk cerca di andare in skateboard...
    1. L'avatar di Boyakki
      Boyakki -
      Non ho mai visto il film però avevo a casa il gioco, che però pur essendo originale con tanto di scatola e tutto andava in crash e mi riportava al prompt dopo il terzo livello, quindi non ho mai avuto modo di finirlo... Non male, anche la mescolanza di tre generi diversi non è poi così forzata.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Amy Amore ma dove scovi 'sti giochi magnifici, mi ricordo del film ,molto trash,ma non sapevo della sua trasposizione su amiga ,ne ricordo una sua recensione su TGM...
      Ottima recensione ,ottime le foto della confezione con manuale e del floppy,le recenzioni così mi piacciono molto ,sono realistiche e da vero retrogamer...GRANDE AMY!
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      maxtex74 sei troppo buono con me, anche se, non nascondo una certa gratificazione nel leggere i tuoi commenti. Spero che il "piccolo" lavoro che svolgo possa appassionare tanti come succede con te...

      Il gioco in questione, comunque, non è mai stato recensito su TGM (uno dei tanti purtroppo) però non pensavo che bibbie videoludiche umane come il buon musehead, fossero all'oscuro della sua esistenza.

      Povero Hulk Hogan, per fortuna che esiste il retrogaming...
    1. L'avatar di Axe_N_Sword
      Axe_N_Sword -
      questo me l'ero perso anch'io :S
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      O MAMMA