Dr Mario - Nes | Retrogaming History
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    Dr Mario

    La febbre del videogame nel 1990 aveva ormai contagiato tutto il mondo, tutti volevano giocare con i migliori titoli prodotti da grandi case come Sega, Capcom, Konami, Compile, Midway, Taito o Nintendo. Sul finire dell'estate di quell'anno, però, una terribile influenza molto contagiosa colpisce i sistemi della Nintendo, tre nefasti virus si alleano e attaccano portatili e console casalinghe! A chi rivolgersi per debellare i virus mutanti che si annidano tra processori e chip grafici di Game Boy e NES? Solamente una persona può salvarci dalla malattia e trattandosi di un virus originario di Kyoto, non può essere che il nostro grande eroe: Super Mario, per l’occasione promosso addirittura a medico curante! Arriva il Dottor Mario!



    Un passo indietro


    1980. Tra le piattaforme traballanti dei grattacieli in costruzione di New York facciamo la conoscenza di Jumpman, un coraggioso falegname in salopette intento a salvare la sua fidanzata Pauline da uno scimmione folle che l'ha rapita e che terrorizza la città.
    1983. L'eroico Jumpman, nato col semplice nome di Mr.Video, diventa famoso per questa sua impresa e, forse con il denaro ricavato dalle interviste per le tv locali, decide di aprire una propria società di riparazioni idrauliche. Scopriamo finalmente il suo vero nome, Mario Mario, e anche quello del fratello, Luigi Mario: una famiglia di chiare origini italiane orgogliosa dei propri baffi. 1985. Ormai pronto per nuove avventure, Mario è costretto nuovamente ad un salvataggio: la sua nuova fidanzata, Peach Toadstool, elegante biondina di nobili origini, è stata infatti rapita, proprio come era successo cinque anni prima! Assunto il suffisso “Super”, il nostro Mario diventa protagonista di tre celebri avventure (oltre ad una rimasta oscura per lungo tempo e conosciuta solo in Giappone), diventando una star di fama mondiale.


    Mario MD, Medicinae Doctor

    Mario ha vissuto tante avventure, ma tra una storia e l'altra sono spesso passati molti anni. Cosa avrà fatto nei ritagli di tempo Senz'altro avrà seguito dei corsi di aggiornamento sulle nuove tubature realizzate in fibra di vetro e materiali innovativi, ma non solo. Nintendo pare suggerirci che l'idraulico, forse non soddisfatto dei semplici mestieri manuali, si sia iscritto ad una scuola serale giapponese ed abbia conseguito, in gran segreto, la tanto sognata laurea. Nell' Estate 1990 (Ottobre per l'occidente) il mondo scopre finalmente un nuovo Mario, con tanto di camice, stetoscopio, cartella clinica sotto braccio ed occhialini. Nasce il Dr Mario. E la medicina non sarebbe mai più stata la stessa!


    Oltre le frontiere del platform game


    All'approssimarsi del nuovo decennio, Nintendo pare ormai aver sfruttato ampiamente il filone platform del suo franchise principale, ovvero Super Mario, gioco sul quale basa tuttora la maggior parte delle sue idee. Mario era pronto per gli anni 90 o sarebbe rimasto una icona ludica relegata agli anni 80? Mancava l’espansione di Mario verso nuovi generi, la consacrazione definitiva dell’idraulico sarebbe potuta avvenire solo attraverso la sua rinascita in spin-off della serie principale, che esploravano nuove frontiere. Negli anni questa idea si sarebbe concretizzata in saghe parallele di ogni genere, come sotto serie sportive, giochi di ruolo e party games, genere inventato proprio da uno dei titoli extra della saga, quel Mario Party che ha dato il via ad un filone tuttora molto attivo. Ma nel 1990 tutto questo doveva ancora accadere. Oltre al platform c'era un genere particolare che andava per la maggiore presso il grande pubblico: il puzzle. Più che un genere in realtà era un titolo in particolare che tutti volevano giocare, Tetris. L'intricato passatempo russo, basato su matematica precisione, aveva da pochi anni avuto un successo mondiale, ed allora i creativi della casa di Kyoto si sono chiesti se non potesse essere realizzato un puzzle a tema “mariesco”. Il progetto sembrava folle ma è la follia a volte la strada vincente per proporre qualcosa di nuovo.



    Primo impatto

    All'accensione del nostro NES ci si para davanti una semplicissima schermata introduttiva, in cui Mario si ritrova nei panni di un dottore, con accanto un piccolo virus ballerino e sormontato da una enorme pillola bicolore. Per chi è abituato ai classici platform è chiaro che ci si trova in qualcosa di strano e diverso. Segue un'altra schermata di selezione, del tutto simile a quella vista in Tetris, in cui si possono scegliere livello di intensità dei nemici, velocità e musica di sottofondo. Dopo queste poche impostazioni ecco partire il gioco vero e proprio. Un “falling block puzzle” semplice ed immediato, la cui cosmesi coloratissima nasconde però un titolo capace di sfidare per bene il giocatore di turno. Al centro dello schermo c'è un grande alambicco medico in cui si trovano a galleggiare alcuni virus. Alla sua sinistra il tabellone del punteggio, che si presenta come una cartella medica, ed una lente d'ingrandimento che monitora da vicino lo stato di salute dei virus. Sul lato destro ecco apparire Mario, nelle insolite vesti di dottore, intento a lanciare pillole a ripetizione per sconfiggere la malattia ed al di sotto un'altra cartella clinica che indica livello, velocità e nemici rimasti.


    Tachipirina? Aspirina? Levotuss? Sternuton Beta? Meglio tutte insieme!


    La diagnosi del Dr. Mario è semplice: febbre da videogames. Cura proposta: tutte le medicine possibili gettate velocemente nello stomaco a raffica finché quelle giuste, combinandosi col colore del virus, non lo estingueranno! La tecnica ideata dal medico curante può sembrare alternativa ed estrema, ma pare che alla fine sia davvero efficace.
    Il campo di gioco presenta infatti tre virus differenti, Red Virus, Yellow Virus e Blu Virus. Le pillole da lanciare, dalla caratteristica forma tubulare, hanno due estremità diverse che possono contenere uno dei tre colori. Per eliminare un virus è quindi necessario che almeno quattro pedine uguali siano a contatto, non importa se virus o pillole. Anche quattro porzioni di pillole colorate identiche scompaiono se unite, ma questo serve decisamente a poco, poiché lo schermo è solo più sgombro e i virus restano integri. Il gameplay si differenzia molto da quello del classico Tetris, che proprio l'anno prima aveva fatto da killer application per il fratello portatile Game Boy. La disposizione virale è collocata a random all'inizio di ogni stage e può quindi capitare di avere virus anche molto vicini all'imboccatura del battlefield. Quando lo schermo si riempie troppo conviene però eliminare anche le mezze pillole rimaste per liberare spazio, soprattutto utilizzando l' utilissima pillola monocolore che offre due porzioni uguali. Con l'avanzare dei livelli l'alambicco è sempre più pieno di virus ed anche la velocità aumenta. Per fortuna non sono stati previsti ulteriori tipi di virus da far entrare in scena successivamente, oltre ai tre iniziali, cosa che avrebbe forse complicato troppo le combinazioni da utilizzare. Con soli tre colori da gestire, invece, il gioco rimane immediato e controllabile, seppur frenetico ai livelli avanzati. Di fatto è semplice anche progettare piccole combo o reazioni a catena, sovrapponendo questo o quel colore e far esplodere il tutto in sequenza.



    Dottore, apro gli occhi e vedo colori sgargianti ovunque... sarà la febbre?

    Il comparto audiovisivo non spinge certo ai limiti le potenzialità del NES ma offre una buona qualità visiva e degli accostamenti cromatici tipici della fine degli anni 80. Un semplice sfondo a quadrettini grigi e neri che lascia spazio al total black nel campo di gioco vero e proprio. Ottimi gli accostamenti cromatici, poche ma decisamente divertenti le animazioni dei virus che assumono espressioni assurde quando colpiti! Anche il font del nome del gioco diventa tondeggiante e rassicurante con una grossa scritta Dr. Mario in game che sembra quasi venire da un cabinato. I virus stessi si rifanno ai colori primari, base dell'arte pittorica: giallo, rosso e blu. Lo sfondo della schermata introduttiva poi è un vero classico della grafica bitmap ed alterna quadratini verde chiaro ad altri verde scuro. Gli stessi sfondi li vediamo spesso in buona parte dei titoli dei primi anni 90, che magari possono fare da sfondo ad un livello di Sonic come a svariati giochi del parco Amiga.


    Hip's Fever Music!


    Le linee guida del design sembrano essere sobrietà ed essenzialità ma è sul versante sonoro che Dr. Mario esplode in un vero festival di creatività. La colonna sonora è composta di due soli brani alternati intitolati Fever e Chill, entrambi orecchiabili e molto ben composti, sicuramente tra quelli più noti delle colonne sonore Nintendo. La musica a volte sembra bloccarsi in attesa di un passo falso, aumentando la suspense e l'ansia del giocatore, similmente all'escamotage sonoro del classico Space Invaders che accelerava il ritmo per aumentare la paura nel giocatore mimando il suo battito cardiaco. Stesso discorso per gli ottimi effetti, divertenti, taglienti e decisamente azzeccati. Dietro alla colonna sonora si nasconde un nome noto ai fans della casa di Kyoto, Hirokazu “Hip” Tanaka. Il talentuoso autore giapponese ha musicato moltissimi titoli classici dai tempi del NES e nel suo nutrito curriculum figurano pietre miliari del videoludo come Super Mario Land, Metroid, la serie ruolistica Mother e il qui presente Dokuta Mario, questo il titolo originale giapponese, le cui melodie appaiono decisamente ispirate!


    Assuefazione, frenesia e movimenti incontrollati.
    I sintomi sono chiari, è febbre da puzzle!


    L'universalità del puzzle game è nota a tutti, è un genere trasversale che piace ad ogni categoria di giocatore, Dr Mario in particolare è uno di quei titoli semplici, coinvolgenti e senza tempo, ai quali non si rifiuta mai una partita. Il fattore “addictive” è molto alto e l'assenza di tempi morti rende appassionanti tutte le sessioni. La sfida offerta dal gioco durante tutti e ventuno i-livelli è buona e diventa difficoltosa solo negli stage più avanzati. Niente paura: pratica e dedizione porteranno presto ogni giocatore a padroneggiare il titolo. La scelta di Nintendo è stata quella di “edulcorare la medicina” ovvero di non insistere troppo su difficoltà elevata o necessità di combo impossibili. Questa scelta appare sensata poiché negli anni successivi spesso si minerà invece la giocabilità di altri titoli del genere, come del resto quella dei picchiaduro che hanno seguito una evoluzione parallela. Non introdurre mai nuovi tipi di virus riduce il livello di sfida, poiché tutto si basa sempre sui tre colori fondamentali. Il punteggio segue una progressione molto lineare e non aumenta nel caso si elimino solo porzioni di pillole invece che virus solo per sgomberare il campo da gioco.



    La teoria evolutiva virale si risolve nella formula V=(ns+1)4

    I virus presenti nel gioco seguono una evoluzione progressiva di assoluta precisione matematica, secondo il principio che l'incognita V rappresenta il numero di virus, uguale al numero di stage (ns) più uno moltiplicato per quattro. Il gioco presenta venti livelli veri e propri più un primissimo livello che è da considerare più che altro un tutorial. Nel livello zero ce ne sono infatti 4, nel primo 8, nel secondo 12, e così via... Questo vuol dire che nell'ultimo quadro ci sono ben 84 virus diversi da sconfiggere! Riuscirete a superare tutti e ventuno gli stages?


    Giocare è più facile con... Nintendo!


    Benchè Nintendo segua anche in Dr Mario la via dell' “easy playing”, tradizione che molti ricorderanno pubblicizzata già sui Topolino degli anni 80, la sfida si mantiene abbastanza alta, specie ai livelli più avanzati e a velocità elevata. Certo non è folle come Tetris e chi cerca una sfida davvero impegnativa potrebbe annoiarsi nei primi livelli.


    L'associazione genitori versus l'onorevole Dokuta Mario!


    Vedendo Mario che gettava allegramente pillole dalla dubbia composizione nello stomaco virtuale dei ragazzini americani, alcuni membri di una associazione di genitori a un certo punto iniziarono a farsi delle domande. Il gioco, pur nella sua semplicità, avrebbe potuto influenzare negativamente i giocatori? Si ipotizzava addirittura un’ istigazione all'abuso e al consumo spropositato di farmaci da parte dei più giovani. A sentirla adesso questa storia fa quasi sorridere, ma all'epoca ha sollevato un bel polverone. Dove Mario avesse potuto prendere la laurea, visti i suoi trascorsi da idraulico e prima ancora falegname, era per quei benpensanti un mistero irrisolto! Ma in fondo perché non ipotizzare che fosse una semplice laurea honoris causa, data per meriti sul campo nella materia “teorie e tecniche del platform perfetto”? In ogni caso il signor Mario Mario è riuscito a conseguire il titolo accademico, si fa chiamare DR. Mario e può prescrivere ogni sorta di medicina! Nel gioco ci troviamo nel bel mezzo di una epidemia influenzale e grazie al nostro nuovo titolo di studio possiamo cercare di combattere i virus nemici a suon di pillole. Questo a quanto pare ad alcune persone non piaceva ed ha quindi scatenato le ire delle associazioni americane. Certo Mario un po’ se la è cercata: le proteste dei genitori U.S.A. contro l’abuso di stupefacenti partono da trascorsi storici innegabili, risalenti alle prime avventure dell'ex idraulico promosso dottore. Non bastavano i funghi allucinogeni, ora si da direttamente ai farmaci da banco!


    Il contagio si diffonde


    Il virus ormai dilaga ovunque. La febbre di Dr Mario non si ferma al solo NES. Contemporaneamente alla versione da casa, è stato riscontrato dai medici di tutto il mondo un ceppo virulento secondario che infesta coi suoi bacilli anche il Game Boy, con una versione del titolo giocabilissima e molto adatta per le partite mordi e fuggi. Dopo quattro anni oramai la malattia sembrava sconfitta, quando ecco che nel 1994 arriva una ricaduta. Stavolta la prognosi è riservata perché pare che i tre virus originali di Dr Mario si siano associati con un altro temibile ed importante virus: quello di Tetris. Tetris & Dr Mario si rivela quasi una killer application per gli appassionati di puzzle su SNES, grazie alle sua innovativa modalità Mixed Match che mescola due grandi classici in un unico gameplay. Tre anni dopo è la volta di Dr Mario BS, il titolo è uno dei primi della storia ad essere distribuito tramite un canale non fisico, cioè attraverso il Satellaview, accessorio del Super Famicom per scaricare giochi via satellite. Un antenato del moderno digital delivery via web. Il nuovo millennio non è esente dall'invasione di virus e arrivano anche Dr Mario 64 per N64, e una riedizione del gioco all'interno della collezione Nintendo Puzzle Collection per il solo GameCube giapponese. Quest'ultimo titolo contiene anche Yoshi's Cookie e Panel De Pon, oltre a sfruttare la connettività col GBA. Dieci anni dopo l'ottima versione per SNES, nel 2004, Dr Mario torna a fare capolino sul Game Boy Advance anche stavolta in coppia con un altro gioco, in Dr Mario & Puzzle Legue.
    Sempre sul GBA lo ritroviamo anche sotto forma di minigioco in WarioWare.


    Virus in rete

    Con l'arrivo dei nuovi servizi online per la distribuzione digitale la febbre ha presto contagiato anche i canali di digital delivery. Ecco apparire i nostri amici virus su WiiWare nel 2008 grazie a Dr Mario & Sterminavirus, e nell'anno successivo anche in versione tascabile DsiWare con Dr Mario Express. Se il primo cerca di rinnovare il classico attraverso inedite modalità multigiocatore, la sua controparte portatile ritorna decisamente alle origini con un single player che fa
    esplodere i termometri!.


    L’ “influenza” di Tetris

    Tetris è il grande classico che tra i primi ha dato il via al filone dei puzzle games ed ha molto influenzato il gioco Nintendo. Grazie alla sua caratterizzazione e all'escamotage narrativo dell'ambientazione medica, Dr Mario riesce però a distinguersi e a dimostrare una propria personalità. E' indubbio però che il titolo russo abbia lasciato un grande segno. Tetris risale al 1985, ma è proprio la versione Game Boy del 1989 che diviene quasi uno status symbol e crea una vera e propria mania. Dal 1990 infatti c'è un enorme proliferare di titoli basati sul cosiddetto “falling blocks”, ovvero un gameplay incentrato sulla necessità di sistemare pezzi diversi che cadono dall'alto in un campo di gioco generalmente verticale. Sega ha il suo Columns, Compile il suo Puyo Puyo e Capcom il suo Super Puzzle Fighter II turbo, solo per citare i più noti. Per non parlare poi degli eredi diretti come Hatris o Breakthru e degli infiniti cloni su vari formati.


    Nota sugli sviluppatori

    Il team che ha creato il gioco è uno dei più importanti developers interni di Nintendo, Research & Development 1, forse meno acclamato dello studio EAD capitanato da Miyamoto, ma capace negli anni di ideare e portare avanti serie interessanti ed alternative allo scontato mainstream videoludico come Metroid, Super Mario Land o Wario Ware, oltre a moltissimi titoli che spaziano da Kid Icarus per NES a Mario Clash per Virtual Boy. La squadra era presente già alle origini dell'ingresso di Nintendo nel settore gaming ed è responsabile di quasi tutti gli arcade da sala giochi come Othello, Donkey Kong o Sheriff. C'è poi la serie Game & Watch che è stata ideata dal geniale inventore Gunpei Yokoi, leader del gruppo R&D1 e mente creativa dietro ai maggiori progetti della casa oltre a talentuosi programmatori come Takahiro Harada ed altri meno noti.

    Le parole di Shigeru Miyamoto

    Parlando del rapporto che Mario ha con il lavoro, il suo creatore Shigeru Miyamoto ha tirato in ballo il Dr.Mario, dichiarando: C'è una sola regola per i lavori che Mario può svolgere. In generale, è più dalle parti dei colletti blu: è instancabile e tende a dedicarsi più ai lavori fisici, che gli si addicono di più. Il dottore è stato il suo ruolo più inaspettato e meno credibile. Forse il Dr. Mario a cui state pensando, in realtà, non era veramente un dottore qualificato.

    Localizzazione, presentazione e reperibilità

    “E' in arrivo il Dr Mario, per portarti un rimedio sicuro!” Con questo “strillo” arrivava nei negozi italiani l'edizione PAL del gioco, la cosiddetta Mattel Version. La localizzazione si limita ovviamente alla scatola ed al manuale, che hanno una traduzione completa nella nostra lingua. Forse per evitare anche nel vecchio continente eventuali proteste da parte dei benpensanti, come già successo negli States, le pillole dalla dubbia composizione chimica propinate dal sedicente medico sono state trasformate in ben più innocue “vitamine”. Il package ha come colore dominante il giallo, ovvero uno dei virus, e gli artworks sono decisamente simpatici e ben realizzati. La reperibilità del titolo è molto alta, grazie alla sua buona diffusione e se proprio non doveste trovare l'edizione NES il gioco è comunque disponibile sui maggiori formati Nintendo a prezzi bassi.



    La prova del tempo

    Un puzzle game non finisce mai. Si può giocare e rigiocare tantissime volte per cercare di migliorare il punteggio e diventare sempre più bravi a sfidare l'intelligenza artificiale. Dr Mario in particolare ha retto benissimo la prova del tempo ed è divertente oggi come ieri. Un puzzle game ben realizzato è spesso come un diamante, è un oggetto inscalfibile che dura per sempre.


    Bonus et malus

    I pregi maggiori del gioco sono semplicità ed immediatezza, si viene catapultati nell'azione senza tanti preamboli, non c'è bisogno di lunghe storie o complicazioni. Del resto siamo in un puzzle game e tutto deve essere massimamente funzionale al gameplay. Per contro persistono i difetti endemici del genere, che sono alta ripetitività delle azioni da compiere e scarsa varietà, ma il tutto è compensato da una giocabilità molto alta e un fattore rigiocabilità che rende il gioco eterno. Nel titolo è presente anche la possibilità di giocare in due contemporaneamente, ma la sfida più intrigante resta quella umano versus Ricoh 2A07 (il processore del NES Pal)!




    "Dr Mario è un ottimo titolo, magari meno blasonato dei mostri sacri del genere come Puyo Puyo, Tetris, Puzzle Bobble o Hexic HD ma decisamente imperdibile per chi ama i falling blocks games. Semplice, divertente e capace di coinvolgere per ore, offre un buon comparto grafico ed una colonna sonora che vi entrerà in testa per non lasciarvi mai, firmata dal veterano “Hip” Tanaka. Il contagio è ovunque. E stavolta non si tratta di Lupus. E' Dr Mario l'unica soluzione per la febbre da puzzle games!"





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    Commenti 11 Commenti
    1. L'avatar di PukkaNaraku
      PukkaNaraku -
      Bella recensione, ma è un gioco questo Dr.Mario che ho sempre e profondamente odiato (come odio profondamente Tetris!)!!!
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bellissima recensione, lo ho sia per nes che gameboy advance all'inizio mi piace poi lo odio chissà pechè comunque per passare un pomeriggio rilazzante è perfetto
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      Valium Tavor Serenase, Fedeli alla lineaaaaa!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Eccellente articolo relativo ad un titolo che a suo tempo ebbi modo di vedere sul GameBoy di un amico. Lì per lì non mi colpì molto, visto che, come debitamente specificato nella recensione, mi sembrava a grandi linee un "clone farmaceutico" di Columns. E tuttavia ricordo che il mio amico nel lodava l'ottima giocabilità...
    1. L'avatar di dxMARIO82
      dxMARIO82 -
      Bella rece, molto dettagliata.
      Un must have da avere in tutte le sue edizioni, anche se quella a cui sono più affezionato è quella NES. Scusatemi ma ora torno allaTV: quel virus giallo li proprio mi sta antipatico ...
    1. L'avatar di Majinga
      Majinga -
      Concordo sul fatto che in fondo è una specie di strano ibrido tra Tetris e Columns.
      Io Dr. Mario lo giocai su Game Boy e personalmente l'ho sempre trovato più divertente di Columns per GG, soprattutto per via della colonna sonora, quella di columns mi metteva una tristezza ...

      La scelta di rilasciarlo su Game Boy fu molto coraggiosa, in fondo Dr. Mario andava a scontrarsi direttamente con Tetris, che però era venduto in bundle con la console.
      In effetti credo che la vera ragion d'essere di Dr. Mario vada cercata nella sua versione per NES e nel tentativo della Nintendo di sganciarsi da Tetris proponendo un proprio puzzle game.
    1. L'avatar di Simo21
      Simo21 -
      Incredibile come tu riesca a scrivere così tante cose anche per i giochi più semplici! Bravo Fabio bella recensione!
    1. L'avatar di Homerdoh46
      Homerdoh46 -
      Carino come gioco ma per me Tetris non si batte!
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      A me piaci un po' più sintetico, ma rimane un articolo come sempre validissimo. Il gioco, però, l'ho sempre trovato un puzzle game di alcune lunghezze dietro agli esponenti sia vecchi che nuovi del genere. Come se gli mancasse proprio quel pizzico di irresistibilità che la Nintendo è sempre stata capace di mettere.
    1. L'avatar di For_Great_Justice
      For_Great_Justice -
      Uno dei pochi puzzle game che mi siano piaciuti realmente
    1. L'avatar di Imperius_Rex!
      Imperius_Rex! -
      "I am Doctor Mario and I am saving lives
      I look different in this game,
      (I lost the hat, got a coat, doctor's light, stethoscope)
      I am Doctor Mario and I prescribe high fives
      Laughter's the best medicine so BAH-HAH-HAH you fell down."

      Adoro questo gioco