Laser Ghost - Master System | Retrogaming History
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    Laser Ghost

    Una città fantasma compare dal nulla ogni 13 anni. Le creature che la popolano, detestano tutto ciò che di buono esiste ed è loro norma rubare le anime alle persone più brave ed innocenti. Questa volta i demoni hanno preso l’anima di una bambina di nome Caterina e l’hanno portata al tredicesimo piano dell’hotel della città fantasma. Il corpo della bimba viene invece buttato nel seminterrato della residenza di un demone ben lontana dall’albergo.
    Questa è la trama strampalata del gioco e al player spetta il compito di difendere Caterina che vaga alla ricerca della propria anima. Come possa un essere vivente camminare senza la sua anima non è dato saperlo poiché le istruzioni del gioco non ne fanno menzione.
    E’ possibile giocare a Laser Ghost in due modi. Uno utilizzando solo il joypad e, l’altro, associando al controller la pistola Light Phaser.
    Con la prima modalità di gioco viene visualizzato un mirino sullo schermo che si controlla col tastierino direzionale, mentre con i pulsanti si utilizza lo sparo di base o quello secondario. Con la seconda modalità invece, si utilizza la Light Phaser nel modo più ovvio possibile mentre il controller è utile solo per lo sparo secondario che funge da super colpo.
    I sette livelli del gioco, che devono essere completati entro un tempo limite, scrollano orizzontalmente e sono ricolmi di mostri il cui scopo è uccidere la bambina (ma non è già senza anima?!). Le tipologie di nemici sono sufficientemente varie e spaziano dai transilvanici pipistrelli alle auto incattivite, dai quadri viventi alle sedie volanti, senza dimenticare schifezze come morti viventi o impiccati che vomitano insetti . Le ambientazioni oltre al classico cimitero, alla casa posseduta e altre amenità tenebrose possono contare anche su una caratterizzazione urbana e sull’ovvio hotel finale (ovvio perché sta nella trama).
    Sparando al muro o distruggendo specifici oggetti ,come tombe o finestre è possibile recuperare qualche bonus come i cuori che ripristinano l’energia, le B che regalano cento punti o, per finire, le S che aggiungono un “colpo speciale”. Un po’ pochini per dire la verità.
    Difendere Caterina non sarà sempre facile anche perché lei non sta mai ferma, deve sempre camminare, oltretutto se viene colpita può anche indietreggiare facendo perdere tempo prezioso. Un po’ per la paura o forse perché deve andare in bagno, lo sprite che la identifica e che dobbiamo difendere è incontrollabile ed irrequieto. Non è raro, infatti, che la bimba vada in contro ai suoi carnefici di proposito.
    Graficamente ci si trova di fronte ad un prodotto ben programmato che può contare su alcuni sprite di dimensioni generose, su buone colorazioni e sull’ assenza di difetti quali sfarfallii o rallentamenti. Il sonoro invece è di qualità mediocre con effetti ripetitivi e accompagnamenti musicali di scarso rilievo.
    Per analizzare la giocabilità del prodotto è necessario approfondire i distinguo fatti precedentemente sul sistema di controllo. Utilizzando solo il pad si ha un controllo sul mirino innaturale, poiché lo stesso tende sempre a tornare in centro. La sua velocità è, a mio avviso, troppo bassa, per cui questa modalità di gioco, è incentrata molto sul ricordare gli schemi di attacco dei nemici e anticiparli, raggiungendo per tempo la posizione adeguata. Avvalendosi, invece, anche della pistola, si ha un divertimento più marcato e, a conti fatti, renderebbe il titolo più facile da giocare se non fosse per il fatto che, con questa modalità di gioco, è possibile colpire Caterina infliggendole dei danni, cosa che non succede utilizzando solo il controller. Insomma è quasi come giocare a due giochi differenti.
    Io preferisco di gran lunga giocare con la pistola.
    Per finire un cenno sulla difficoltà del titolo: la definirei media con la pistola, medio/alta con il joypad.
    A dire la verità, questo gioco dovrebbe essere la conversione dell’omonimo titolo arcade. Beh, le somiglianze sono poche perché si possa chiamare “conversione”, io la chiamerei più “rivisitazione”. Giusto qualche nemico lo si può riconoscere in entrambe le versioni. Anche in quella a gettoni c’è una bambina da salvare ma, a parte le pistole a raggi infrarossi, lo svolgimento del gameplay è molto più frenetico e istintivo. La bimba non compare a schermo se non nella fase finale e il coin-op non dispone di una modalità di controllo aggiuntiva come su Master System.
    Detto tutto ciò devo ammettere che Laser Ghost non mi ha né impressionato, né coinvolto, né divertito più di tanto; di sicuro un prodotto più che sufficiente ma che non riesce ad elevarsi sopra la massa . Se dovessimo fare un paragone con un'altra cartuccia che sfrutta la Light Phaser, possiamo dire che il classico e diffusissimo Rescue Mission è molto più divertente di questo Laser Ghost, almeno secondo il sottoscritto, ma quest’ultimo si fregia di una maggiore varietà grafica e di una difficoltà leggermente più marcata, nonché di un doppio sistema di controllo





    Laser Ghost per Master System è, a mio avviso, ampiamente dimenticabile. Non è un brutto gioco ed è anche programmato con professionalità ma non riesce a distinguersi dalla mediocrità e comunque porta con sè alcuni difetti non trascurabili, come la bambina che dobbiamo difendere che va incontro ai nemici con naturalezza per chissà quale motivo. Se fossi in voi lo lascerei perdere ma, si sa, i gusti sono soggettivi. Prima di acquistarlo magari provatelo.

    Dario "Dariolino78" Lanzetti





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