Out Run 3-D - Master System | Retrogaming History
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    Out Run 3-D

    Out Run è un gioco famosissimo. Nato in forma arcade e convertito per le più disparate console nonché per gli home computer, fece sognare moltissimi videogiocatori e lo fa ancora oggi, grazie al fenomeno del retrogaming. Out Run permetteva di “guidare” una Ferrari rossa cabriolet fiammante, a tutta velocità, su strade spaziose e dotate di panorami mozzafiato. Inutile dire che il videogioco Sega è stato un campione di giocabilità e di immediatezza, per moltissimi anni il Re incontrastato nel suo genere e a cui , anche il sottoscritto, ha giocato moltissimo.
    In questo articolo vi voglio parlare di una versione decisamente speciale del grande titolo Sega, ovvero Out Run 3D.
    In vero, va detto che il Sega Master System aveva già la sua bella conversione, precedentemente uscita nel 1987 (di cui potete trovarne la recensione su questo fantastico sito), una trasposizione di buon livello anche se a mio avviso si poteva fare di più.
    Ma, allora, perché riproporre un'altra conversione dello stesso titolo? Ve lo spiego subito: la nuova cartuccia era compatibile con una particolarissima periferica: gli occhiali 3D. Questi occhiali, abbinati ai titoli appositamente sviluppati, permettevano un effetto visivo simile a quello dei vecchi cinema 3D. Più precisamente si aveva l’illusione ottica che alcune immagini “uscissero” dal televisore, anche se il tutto avveniva in maniera un po’ grezza poiché, a mia impressione, erano visibili dei piani distinti su cui i singoli sprite correvano. Gli occhiali poi avevano diversi difetti, come quello di dare fastidio agli occhi o di essere troppo grandi, soprattutto per la testa di un bambino. Al di la delle caratteristiche positive e negative della periferica, gli occhiali 3D erano sicuramente innovativi e la Sega sviluppò per essi alcuni titoli tra cui non poteva proprio mancare l’illustrissimo Out Run.
    Dunque, occhiali neri, dal look quantomeno discutibile, ben assestati sul viso, ci addentriamo nel gameplay di questa produzione videoludica.
    Beh, che dire, a parte l’effetto 3D non ci sono cambiamenti sostanziali nella struttura di gioco e questo, a dire la verità, non è una cosa negativa!
    Dobbiamo guidare il nostro bolide lungo una serie di 5 tracciati scelti da una rosa di 15 per mezzo di bivi posizionati alla fine di ogni paesaggio. Al termine di ogni tracciato vi è un check point che assegna secondi aggiuntivi al giocatore. Il sistema di controllo è lo stesso già visto nel “normale” Out Run per questa console; affida ai tasti l’acceleratore ed il freno mentre alla croce direzionale spettano lo sterzo (destra e sinistra) e la leva del cambio (su e giù). Non è proprio il massimo ma fa il suo dovere abbastanza bene.
    Graficamente siamo su ottimi livelli e rispetto alla conversione che lo ha preceduto si nota una maggiore presenza di particolari come il cielo e il mare e l’assenza di problemi di flickerio ma, purtroppo, si assiste anche ad una sensazione di velocità minore. In un gioco di corse la velocità di scorrimento è importante!
    Il sonoro: attenzione, sulla confezione del gioco campeggia il fatto che vi sono delle musiche nuove. Humm, non sembra una buona notizia, poiché quelle vecchie erano molto belle. Indaghiamo!
    Nella prima conversione di Out Run troviamo le stesse musiche dell’arcade: Magical Sound Shower, Passing Breeze, Splash Wave. In questa trasposizione 3D ascoltiamo: Magical Sound Shower, Midnight Highwai, Color Ocean, Shining Wind. Come si nota almeno una melodia originale è rimasta e le altre, fortunatamente, sono di ottima qualità sia tecnica che melodica e solo Midnight Highai non mi è piaciuta. Quindi valuto positivamente la parte “sonora” del titolo.
    Sul fronte della longevità, oltre ai 5 diversi finali e alle 15 differenti “zone”, vi è la possibilità di scegliere fra 3 livelli di difficoltà. Ovviamente, la rigiocabilità è altissima.
    In definitiva, il divertimento che questa trasposizione dona al suo utente è di buon livello e questo è dato soprattutto dallo stupendo design dei tracciati, dalla varietà di paesaggi e dalla sensazione di libertà che riesce a suscitare; peccato veramente per la resa della percezione di velocità del bolide che abbiamo sotto il sedere, hem scusate, tra le mani. Come ho già scritto, quest’ultima caratteristica non è stata sviluppata nel migliore dei modi, ed è un peccato perché se si fosse implementata almeno la stessa velocità della conversione non-3D avremmo avuto un titolo davvero interessante. Così, trovo che, messi sulla bilancia pregi e difetti, Out Run 3D si equivalga con Out Run (sempre rimanendo nel panorama Master System).

    Occhiali 3D: immersione maggiore? Il titolo può essere giocato sia con che senza questi “aggeggi”. In assenza di questa periferica tridimensionale ci si trova difronte ad una riedizione riveduta e corretta e con qualche opzione in più della prima conversione (ma più lenta). Con gli occhiali le cose cambiano un poco. Se i vostri occhi non hanno problemi ed al contrario sono caratterizzati da una buona resistenza, allora la visione 3D potrebbe piacervi. Non so se effettivamente permetta un maggiore coinvolgimento, io l’ho trovato solamente curioso e interessante per le prime volte, poi ho abbandonato la periferica e la tengo solamente per il suo alto valore collezionistico, ma in termini di giocabilità non ho riscontrato nessun elemento migliorativo.




    Una conversione onesta e con la possibilità di essere utilizzata con gli occhiali 3D del Sega Master System. Molte migliorie tecniche e qualche opzione in più vengono controbilanciate da una sensazione di velocità inferiore. La cartuccia ha un certo valore monetario, ciò è motivato dalla sua rarità, quindi, e forse unicamente per questo motivo mi sento di consigliarla soltanto ai collezionisti appassionati della console 8 bit di casa Sega. Questo però non vuole dire che il gioco sia brutto, anzi!

    Dario "Dariolino78" Lanzetti




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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Il gioco è lo stesso Out run, con gli occhiali in 3d non mi sembra una cosa pazzesca.