Gauntlet: Dark Legacy - PS2 | Retrogaming History
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  • Gauntlet: Dark Legacy

    Gauntlet: Dark Legacy

    Chi come me ha più di 30 anni avrà sicuramente già sentito parlare di Gauntlet, un titolo che ha fatto la sua prima apparizione nel lontano 1985.
    Da allora fino ai giorni nostri non esiste un sistema di intrattenimento domestico che non abbia ospitato una o più versioni dei tanti capitoli di Gauntlet.
    Mi permetto di spendere due parole sulla tipologia di gioco, a beneficio dei più giovani: nel Gauntlet originale (quello del 1985) si poteva scegliere di impersonare un guerriero, un elfo, un mago o una valchiria e, a suon di legnate, ci si doveva aprire la strada in una serie di labirinti visti dall'alto e infestati da ogni tipo di mostro. Gauntlet dopo un po' poteva diventare ripetitivo: la sua vera forza era infatti la possibilità di poter giocare in quattro contemporaneamente, aumentando così il divertimento.


    Proprio a causa della sua intrinseca monotonia, Gauntlet é stato oggetto di implementazioni che pur non rivoluzionando quasi per niente il gameplay, offrono più attrattive al giocatore. Riguardo alla meccanica di gioco va detto che non si discosta molto da quella del capostipite della serie. Chi abbia giocato uno qualunque dei precedenti capitoli non avrà problemi ad abituarsi al nuovo. I comandi, da sempre semplici ed immediati, sono stati arricchiti con nuove mosse, quali lo strafe laterale, la parata e un super-attacco, più la possibilità di effettuare combo in puro stile beat'em up. Ritroviamo poi i soliti personaggi di un tempo, con l'aggiunta del giullare, del nano, del cavaliere e della sacerdotessa, più una lunga serie di combattenti segreti da sbloccare.
    Per quel che riguarda i personaggi é stata fatta un'ulteriore aggiunta, ossia le caratteristiche: ogni combattente ha 4 parametri (forza, armatura, velocità e magia) con valori diversi a seconda della classe d'appartenenza (un mago, ad esempio, avrà inizialmente l'abilità “magia” con un valore più alto di un guerriero).



    Durante il gioco e col salire di livello, questi valori aumenteranno, migliorando le prestazioni del nostro alterego e modificando il suo aspetto esteriore. In sostanza, questo Gauntlet: Dark Legacy altro non é che un beat'em up "travestito" da GDR. Esso ha infatti alcuni elementi che lo differenziano dal solito clone “medievaleggiante” di Double Dragon/ Final Fight, come ad esempio le caratteristiche migliorabili, i livelli d'esperienza, gli “oggetti leggendari” che aiutano nel combattimento contro i vari boss di fine livello, piccoli enigmi che possono offrire un minimo di ragionamento fra una zuffa e l'altra.
    Da un punto di vista tecnico possiamo osservare che c'é stato il passaggio (forse non necessario) da 2D a 3D e che la grafica fa bene il suo lavoro con tanto di elementi ad effetto (si veda in proposito la nebbia, le fiamme ed altri effetti particellari). Per quanto riguarda l'audio, gli effetti sonori sono molto azzeccati e d'atmosfera e le musiche sono tutte abbastanza accattivanti e, a tratti, "epiche", anche se a volte si ha la sensazione che la musica abbia poco a che fare con lo stage che si sta affrontando (ma succede raramente, non temete).



    Qualcuno potrebbe dunque chiedersi: “Quanto merita questo Gauntlet?”.
    Ho giocato questo titolo molte volte, finendolo e poi ricominciandolo da capo con un nuovo personaggio e mentre abbattevo l'ennesimo mostro mi domandavo “Qual'é il vero fascino di Gauntlet, perché rigiocarlo?”. Onestamente non so cosa rispondere. Qualcuno lo fa per vedere come cambia l'aspetto del personaggio, qualcuno per il gusto di riempire di legnate orde di nemici (spero di non innescare nessuna polemica riguardo alla violenza nei videogiochi), qualcun altro ancora per ritrovarsi con due o tre amici con i quali divertirsi (come accennato in apertura, il divertimento che Gauntlet può offrire é direttamente proporzionale al numero di persone con le quali si gioca).
    In definitiva se siete dei fan "storici" della saga, compratevi Gauntlet: Dark Legacy senza indugio, tanto più se sapete di poter contare su due o tre compagni d'avventura, in caso contrario, il gioco rischia di perdere parte del suo fascino. A tutti coloro che non sono fan di Gauntlet posso dire che molti di quelli che conosco lo giocano avidamente pur non essendo degli "aficionados", segno evidente che ha una propria attrattiva.
    Personalmente credo che gli unici motivi per non comprare Gauntlet siano un'avversione totale per il genere di gioco al quale appartiene o l'eventuale mancanza di amici coi quali condividere le partite.



    Per quel che mi riguarda, ho idea che prima o poi dovrò ricomprarmi il gioco, il mio CD sta cominciando ad usurarsi!
    Piccola nota doverosa: se doveste decidere di procedere all’acquisto del qui presente titolo in versione PS2 e voleste giocare in tre o quattro, dovete mettere in conto anche la spesa per un multitap, perché purtroppo la console Sony ha solo due porte joypad anziché quattro, come invece avevano tutte le altre dell’epoca (Xbox, Dreamcast e Gamecube).


    COMMENTO FINALE


    "Ad un occhio distratto, i vari capitoli di Gauntlet possono apparire tutti uguali e forse in parte lo sono, ma è una critica che può essere mossa praticamente a tutte le serie videoludiche. E’ un gioco particolare: più giocatori si è e più è divertente, ma anche più caotico se non si riesce a coordinarsi. In ultima analisi, poiché giochiamo fondamentalmente per divertirci (sembra ovvio ma ogni tanto vale la pena ripeterlo), se avete qualcuno con cui dividere l’avventura e non ritenete troppo noioso abbattere orde su orde di nemici coi vostri amici, Gauntlet: Dark Legacy può regalarvi molte ore di divertimento. Era divertente nell’85 ed è divertente anche oggi. Un divertimento vecchia scuola, dirà qualcuno. Si, ma pur sempre divertente."





    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Non lo conoscevo fino ad oggi, lo devo provare subito
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Non sono mai stato capace di appassionarmi ai Gauntlet, ma posseggo entrambe le uscite su PS2.

      Premetto che non l'ho mai provato in multiplayer ed è certamente per questa ragione che non sono mai stato catturato dall'esperienza. Gusti personali, semplicemente, anche perché qui hanno sostituito il massacro dei mostri per punteggio con quello per salire di livello e se non si passa un bel po' di tempo a spazzare tonnellate di nemici solo per crescere diventa praticamente impossibile andare avanti nel gioco. Quasi ogni avversario va giù con un colpo, un'esperienza alla quale preferisco di netto quella dell'hack'n'slash alla God of War.

      Di buono però c'è una spiccata attenzione verso i fan degli originali che, in perfetto accordo con la recensione, trovano in questo Dark Legacy una buona interpretazione da nuova generazione.

      Una cosa, tuttavia, è imperdonabile: l'oscena grafica, che non era giustificabile neppure per la PS2 dei primi tempi, figuriamoci su Xbox o Gamecube. Probabilmente è colpa del coin-op con cui è imparentato che non aveva prestazioni fenomenali.
    1. L'avatar di Fulvio
      Fulvio -
      Premesso che non ho mai giocato la versione Ps2 (la mia play2 è deceduta, anzi è in coma - chissà forse è ancora viva!, prestissimo), ho giocato tanto la versione GCube.
      In singolo è simpatico e divertente, in quattro garantisce, per me, un divertimente spensierato straodinario!
      Tra l'altro la mia personale esperienza di test del gioco somministrato ai giocatori più diversi mi ha portato a concludere che risulta uno spasso per gli imbranati totali come per i giocatori più smaliziati.
      Ricordo anche partitoni di ore con mogli e morose (ormai anni addietro, quando ancora la cicogna non aveva recapitato i pargoli ), davvero uno spasso.
      Per i possessori di GCube un gioco da avere assolutamente, a mio avviso. Penso anche per i possessori di PS2 (funzionante...), anche se come detto non ho provato questa conversione.
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Un titolo divertentissimo ed anche molto longevo, grazie all'alta rigiocabilità donata dai vari personaggi tra cui scegliere, inclusa l'abbondanza di quelli nascosti. Un gioco che mette davanti divertimento a piene mani alla grafica, magari un po povera ed essenziale ma perfettamente funzionale al gameplay. Ricco anche di citazioni dei vecchi classici, basta pensare al mondo che si chiama Ataria, o ai minigiochi in 2D. Imperdibile per chi ama la saga, aggiunge forse poco al precedente Gauntlet Legends, ma ne migliora ogni aspetto. Rigiocare i livelli già completati con una maggiore XP in molti titoli è una cosa noiosa, qui invece, non si sa bene per quale strana alchimia, è divertentissimo. Io ho sia la versione Cubo che quella PS2, mentre mi manca quella Xbox, ma ci sono davvero poche differenze, qui si parla di sostanza pura. Divertimento dal primo all'ultimo livello, non serve altro, a mio avviso, per un gioco che, nel tempo, si rigioca spessissimo. Nella mia carriera videoludica personale associo il titolo al periodo in cui soggiornavo alle isole eolie e mi ero fidanzato part-time con una ragazza del luogo (che saluto se ci legge) con cui passavamo ore e ore a giocarci nella sua camera in riva al mare. Titolo eccezionale da avere a tutti i costi. Non ci sono scuse!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Purtroppo ho avuto modo di giocare solo al coin-op Gauntlet II... devo dire che la struttura, benchè semplicissima e piuttosto ripetitiva, era assolutamenmte perfetta per garantire un tipico divertimento immediato da sala giochi. A quanto apre, parte di queste caratteristiche vincenti sono rimaste invariate nel passaggio al 3D... un vero peccato che non abbia acquistato a suo tempo il valido capitolo per Nintendo 64.