Rainbow Islands - Master System | Retrogaming History
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    Rainbow Islands

    Finalmente nel 1993 anche il Master System poteva vantare la sua conversione di Rainbow Islands!

    Essendo il seguito di Bubble Bobble, la trama del gioco prosegue precisamente dove la precedente avventura terminava. Ecco le esatte parole scritte sul retro della confezione: “L’avventura di Bubble Bobble continua! Bubby sta compiendo un viaggio magico, misterioso. La brava gente delle isole Rainbow è tenuta prigioniera e solo il potere dell’arcobaleno di Bubby può salvarla.”

    Questo titolo possiede un gameplay diverso da quello di Bubble Bobble, primo perché si presenta come platform a scorrimento verticale, dal basso verso l’alto, e secondo perché le bolle del primo episodio vengono “rimpiazzate” con dei più colorati arcobaleni dall’utilizzo completamente diverso.

    Tutto il gioco è costituito da 8 isole che fungono da schemi; ognuna di esse è divisa in 4 stage, possiede un suo boss e ovviamente è contraddistinta da un “paesaggio” a tema.
    Ogni stage deve essere completato entro il tempo limite fornito dal gioco, pena la comparsa di acqua che salendo dal basso, compre tutto lo schermo uccidendo il nostro “omino” digitale.
    I nemici vanno eliminati con i rainbows (arcobaleni).
    L’uccisione del “cattivo” può avvenire in 2 modi: 1- gli si lancia direttamente un arcobaleno; 2 – si fa cadere l’arcobaleno sopra di lui (grande innovazione questa).
    Nel primo caso otterremo SOLITAMENTE in premio un bonus di punti, nel secondo otterremo bonus più golosi e importanti.
    L’utilizzo dell’arma descritta appare tattico ed intelligente, favorendo diverse tecniche di utilizzo da parte del giocatore; ecco due piccoli ed interessanti trucchi: 1-è possibile “sparare” più rainbows nello stesso punto e poi farli cadere. Il potere distruttivo viene aumentato in base a quanti più arcobaleni sono stati creati. 2-Gli “archetti colorati” posseggono la grande capacità di creare un effetto domino a catena se posizionati l’uno sopra l’altro. Posizionandoli, quindi, uno sopra l’altro in maniera “sfasata”, coprendo un’ampia parte di schermo, si può creare una sorta di super arma.
    Questo variopinto mezzo offensivo, oltre ad essere indispensabile per eliminare i nemici, è anche utilissimo per “scalare” i livelli, perchè può fungere da sostegno (ci si può camminare sopra).

    Tra i migliori bonus troviamo: la scarpetta che aumenta l’andatura del personaggio, le pozioni che velocizzano lo “sparo” e aumentano il numero di arcobaleni lanciabili contemporaneamente (da 1 a 2) e i diamanti. Questi ultimi sono 7 per ogni livello, ognuno di colore diverso, e sono tutti fondamentali per poter terminare il gioco nel migliore dei modi. Alla fine dello schema, se si posseggono tutti e 7 i diamanti, viene regalato un diamantone grosso.
    Il colore dei diamanti (piccoli) dipende da dove viene schiacciato il nemico.

    Tutti gli schemi godono di grandissima varietà e di un level design assolutamente supremo.
    I nemici godono di un vasto numero di tipologie, di differenti stili di attacco e possono persino arrabbiarsi (diventando più veloci)!

    Analizzando in dettaglio la versione per Sega Master System bisogna dire che, differentemente dal coin-op che ha 7 livelli “evidenti” + 3 segreti (7 diamanti + 3 specchi), questa trasposizione ne ha 7 + 1 raggiungibile solo se si hanno 7 diamanti grandi. mancano quindi 2 livelli sul totale rispetto all’arcade.
    I controlli sono perfetti ma sembrano leggermente più “legnosi” di quelli provati in sala giochi.
    La longevità del titolo è assicurata dai molti stage, dalla buona difficoltà e dai numerosi segreti/trucchi.
    La grafica, per quanto riguarda il dettaglio è buona ma soffre di rallentamenti che onestamente, potevano essere meno frequenti. Dal reparto sonoro non giunge niente di cui lamentarsi e anzi svolge ottimamente il suo ruolo rimanendo un accompagnamento piacevole.
    Una mancanza abbastanza grave è il fatto che non si possono creare più di due “archetti” contemporaneamente, quando l'originale e altre conversioni ne permettono tre! Il difetto è notevole perché il terzo arcobaleno consente di colpire avversari più lontani garantendo anche, un più facile recupero dei bonus.
    Come ultimo difetto vi è una lentezza troppo marcata per il nostro alter ego digitale quando è sprovvisto di scarpetta.
    Considerato tutti i difetti e i pregi Rainbow Islands per Master System, ne consegue che è un buon gioco, divertente e longevo ma lontano dai fasti dell’originale e anche dalle vette raggiunte dalle conversioni migliori.
    Nel 1993 però l’otto bit Sega era ormai al termine della sua carriera (trascurando alcuni mercati particolarmente floridi), sono quindi del parere che se il titolo fosse uscito prima sarebbe stato di sicuro meglio.

    Come finale 2 piccole curiosità riferite, ovviamente, a questa versione: 1-qui è presente un livello mancante nell’arcade “Kiki-Kaikai world”. Questo livello si fregia un’ambientazione tipicamente Giapponese. 2 -la successione degli schemi è differente: per esempio. Il primo e il secondo livello sono come nella versione originale mentre il quarto corrisponde al sesto del coin-op.





    Buona conversione di un arcade eccelso. La maggior parte degli elementi che rendevano grande l'originale è stata riproposta anche qui. Il risultato è un grande e lungo platform con avanzamento verticale, distinto da un' altissima giocabilità e da una buffa quanto meravigliosa personalità. Resta il grande rammarico per l'impossibilità di lanciare più di due arcobaleni alla volta, a mio avviso, una mancanza grave.

    Dario "Dariolino78" Lanzetti





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    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Gioco bellissimo, ancora più di Bubble Bobble, esiste una versione fedele all'originale presente nella raccolta per Ps1 e Saturn, da provare anche la versione per Pc Engine cd.

      Spoiler:


    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      mi manca la versione pc engine..belli i video di confronto