La Macchina del Tempo: Aprile 2002 | Retrogaming History
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  • La Macchina del Tempo: Aprile 2002

    La Macchina del Tempo: Aprile 2002


    Il PC non è sotto la luce dei riflettori, ma è tutto normale. Il suo momento è sempre al termine delle generazioni di console e con le agguerritissime piattaforme sul mercato proprio non sembra il caso di armarsi per ottenere le attenzioni della massa. Il focus dedicato al pubblico storico è evidente e questo mese si traduce in titoli di qualità media molto apprezzabile persino con brand che hanno generato delle serie oltre ai consueti vecchi ritorni.

    Apriamo le danze con la LucasArts che cavalca il buon momento dei sempreverdi FPS con Jedi Knight 2: Jedi Outcast, seguito di un videogame stupendo e amato anche dagli esigenti fan storici di Guerre Stellari. Le attese sono elevatissime ma la Lucas si fa furba ed affida lo sviluppo ai veterani della Raven Software che tengono onore alla loro fama confezionando un titolo molto curato, pieno di armi e situazioni interessanti ed abbastanza gradevole anche tecnicamente grazie al motore di Quake III. I critici più pignoli hanno rilevato la solita intelligenza artificiale deficitaria e combattimenti un po' caotici, ma nulla che riesca ad intaccare la solida ricostruzione dell'atmosfera dei film.
    Heroes of Might & Magic IV è un episodio importante per questa serie di spin-off. Purtroppo, è l'ultimo firmato dallo sviluppatore originale New World Computing, nonché dal publisher 3DO ormai in condizioni disperate. Il legame coi predecessori è evidente dato che mantiene la vecchia e solida formula arricchendola in una maniera impressionante in fatto di creature e classi ed operando anche un cambiamento grafico passando dalla visualizzazione ad esagoni ad una più moderna in isometria. Nonostante qualche perplessità per il nuovo look, il gioco è stato ben accolto un po' ovunque e rimane lo Heroes of Might & Magic più genuino dato che l'acquisizione dei diritti da parte di Ubisoft volgerà la serie verso una direzione differente.
    La Electronic Arts fiuta il potenziale di redditività dei first-person shooter online e muove passi importanti nel genere con Global Operations del team Barking Dog, oggi Rockstar Vancouver. Il nome del gioco è di una banalità sconcertante ma è effettivamente appropriato: al giocatore viene richiesto di partecipare ad operazioni militari in giro per il mondo, prevalentemente locazioni esotiche come Sri Lanka o Cina meridionale. I server del gioco non sono rimasti affollati a lungo, ma difetti grossi pare non ne abbia mai avuti, anzi, molti sono stati gli elogi per la varietà delle partite multigiocatore fino a 32 partecipanti. Come al solito, la campagna single-player è trascurabile.
    Diablo è ancora fresco nella memoria dei giocatori, nonché giocatissimo su internet, e qualcuno medita su come proporne una variante al passo coi tempi anche graficamente. La Gas Powered Games di Chris Taylor ne viene fuori con Dungeon Siege che, grazie al potente publisher Microsoft che dimostra di tenerci ancora a Windows, centra un bel successo. Molti i punti a favore del gioco che porta l'hack'n'slash ruolistico nel campo della tridimensionalità completa con buon dettaglio grafico, ma convincente è anche la scelta di puntare su un mondo senza livelli, come una mappa unica e continua. Il multiplayer va alla grande con una campagna basata su quella single-player con nuovi boss e cambiamenti vari. Difetti ce ne sono, come un gameplay che concede poca libertà di scelta al giocatore, ma l'operazione commerciale è andata indubbiamente a segno.
    Ritorniamo a parlare per l'ultima volta in assoluto della New World Computing che affonda per sempre con Might & Magic IX, pubblicazione finale, almeno per ora, del filone principale della serie. Stavolta, però, lo sviluppatore è colpevole di aver portato nei negozi un videogame pieno di problemi, a partire dai bug. E' presente un motore tridimensionale semplicemente obsoleto ed una sceneggiatura che manca di ispirazione, nonostante i combattimenti siano più godibili. La reputazione di Might & Magic era in netto calo e questo nono capitolo non è capace di riscattare le due uscite precedenti, ritenute delusioni, e il declino massiccio del gioco di ruolo occidentale in prima persona ha seppellito, speriamo non definitivamente, il brand.
    Worms è già una popolarissima serie di videogiochi e come molte altre comincia a seminare fuori dal recinto del suo genere. Worms Blast è uno spin-off che prende Puzzle Bobble come ispiratore, ma stiamo usando un eufemismo dato che le somiglianze sono notevoli. Si tratta sempre di far esplodere oggetti sullo schermo grazie alle consuete combinazioni di colore, ma stavolta è presente la tipica fisica di Worms, con armi varie che risentono massicciamente della gravità. Pur conservando le meccaniche vincenti del classico Taito, la sensazione di trovarsi di fronte ad un quasi plagio distante dalle peculiarità dei titoli originali risulta fastidiosa anche e soprattutto per i fan. Il vero problema di Worms Blast è di non avere argomenti convincenti per risultare preferibile al buon vecchio Puzzle Bobble.

    Il Game Boy Advance è in piena fase di consolidamento della posizione dominante trovando vita facile anche sulle vecchie versioni della console, in calo fisiologico dopo anni al vertice del mercato. In assenza di rivali seri, l'hardware ne approfitta quantomeno per sfatare il luogo comune che lo vede come un Super Nintendo portatile. Alla causa è utile Dark Arena della Majesco, una delle compagnie che hanno meglio supportato l'inizio di carriera del GBA, che fu proprio il primo FPS annunciato per la console, anche se sugli scaffali è stato preceduto da illustri colleghi come lo stesso Doom. Dark Arena è uno sparatutto senza fronzoli, sorretto da uno storyboard esile che coinvolge abusati cliché come gli alieni mutanti che minacciano la Terra. Interessanti alcune armi più elaborate del classico fuoco diretto, ma mappe e intelligenza artificiale ci riportano agli albori del genere. Anche il motore grafico non è molto avanzato e presenta caratteristiche comparabili più a Wolfenstein 3D che a Doom.
    Molto legato ai giochi di corse di vecchia generazione è sicuramente MotoGP della Namco. Dopo aver fatto fruttare il brand già sulle console maggiori, nell'edizione GBA c'è un tentativo di far valere le conoscenze nel genere racing della casa giapponese. Il risultato è un prodotto che con gli episodi da salotto ha da spartire il solo nome dato che in pista è molto più stretta la parentela coi classici da sala giochi sulla falsariga di Super Hang-On. Peccato per alcune imperfezioni come alcuni elementi troppo pixellosi ed una distanza visiva eccessivamente limitata.
    Proprio come ha fatto la Nintendo coi Pokémon, anche la Konami si è costruita una saga extra-videoludica capace di ingrossare le casse della società. Ovviamente parliamo di Yu-Gi-Oh e per logica conseguenza sono spuntati dei tie-in, come questo Yu-Gi-Oh!: Forbidden Memories che era comunque già stato pubblicato sulla prima Playstation. Il fulcro del gioco sono come sempre i combattimenti, ma è altrettanto importante una parte di esplorazione e conversazione. La trama è piuttosto insolita, dato che al giocatore spetta viaggiare nel tempo fino all'antico Egitto per cercare un antenato di Yugi, incontrando tuttavia sfidanti di ogni sorta. Forbidden Memories, però, non convince molto.
    C'è il porting di un titolo storico: Wolfenstein 3D, predecessore di Doom e primo grande gioco fra gli FPS come li concepiamo oggi. La storia è un pretesto per il divertimento che ha la buona idea di sfruttare ambientazioni fanta-naziste, con le fila di Hitler che si arricchiscono di soldati biomeccanici. Le regole che scrive per il first-person shooter sono così valide che il gameplay è ancora apprezzabile, ma è innegabile che il tempo abbia portato esponenti di ben altro spessore ed anche nell'ancora giovane softeca del GBA, già munita di rivali più competitivi. Sarebbe stato legittimo un upgrade grafico, ma così com'è è appetibile soprattutto per i nostalgici.
    La Konami con Motocross Maniacs Advance riesce nell'arduo compito di unire i giochi di motocross con i platform game. Sembrerebbe impossibile, eppure utilizzando un inquadratura laterale e riempiendo le aree di gioco di tanti saliscendi a diverse altezze l'obiettivo è stato raggiunto, ovviamente rinunciando a qualunque velleità simulativa. Fra l'altro, questo è una sorta di remake del Motocross Maniacs già pubblicato per Game Boy Color, ma nel passaggio dall'una all'altra console si è persa una quota di giocabilità, forse perché i controlli stavolta sembrano meno precisi.
    E' divertente leggere le recensioni di Britney's Dance Beat: la stampa semplicemente non appare preparata per affrontare i casual games, al punto che un titolo effimero come quello in esame viene lodato o insultato a seconda del critico. La formula è quella classica del rhythm game nel quale bisogna solo premere la giusta sequenza di tasti col giusto tempismo, ma qui bisogna dire che le cose sono alquanto semplificate proprio per abbracciare un pubblico ampio. La grafica è quasi inguardabile, le musiche sono adattamenti decenti delle melodie originali. Un titolo del genere proprio non si può dire che sia invecchiato bene.
    Il team WayForward debutta sul Game Boy Advance con The Scorpion King: Sword of Osiris, tratto dall'ultimo blockbuster cinematografico. La struttura è quella dell'hack'n'slash platform con rimandi abbastanza evidenti a Castlevania ma ogni aspetto della produzione è curato dignitosamente. L'azione è molto arcade e questo si ripercuote negativamente sulla longevità che, come spesso accade per i tie-in, è piuttosto risicata. Oltre ad un aspetto grafico non certo rivoluzionario ma piacevole, spiccano le buone trovate per mantenere a dovere il ritmo di gioco, con battute dapprima compassate che catturano il giocatore progressivamente ed efficacemente.
    Il GBA sembra una piattaforma nata per i remake e la Capcom già alla fine del 2001 aveva portato una ripubblicazione di Breath of Fire. Devono essere andate bene le vendite se a neppure sei mesi di distanza si ripresenta con Breath of Fire II, già pubblicato nel 1994 sul Super Nintendo, ed i miglioramenti rispetto al primo episodio si sprecano ma la novità più interessante è la possibilità di costruire con una certa libertà la propria cittadina. Il gioco presenta anche una trama più matura ed articolata, qualche recensore si sbilancia definendo questo titolo persino migliore di Golden Sun, peccato per una soundtrack non incisiva ed una difficoltà abbondantemente sotto la media.
    Terminiamo la nostra carrellata con Star X del team Graphic State che si rivela come uno sparatutto in scia a Star Fox. Anche qui viene abbracciata la classica struttura da rail-shooter che limita le possibilità di spostamento del giocatore, ma è interessante la capacità del GBA di destreggiarsi con la grafica poligonale imitando con discreti risultati le glorie del chip Super FX. Manca, inevitabilmente, tutto il carisma delle produzioni nintendiane e Star X non offre personaggi memorabili né passaggi straordinari, tradendo un level design sicuramente migliorabile.


    PC e GBA


    Premettiamo dicendo che si tratta di un mese fin troppo tranquillo sul fronte console. Se la Playstation 2, per una questione di pura inerzia, è più interessante per quantità di titoli in uscita, le rivali faticano un po' in tutto, ma il Gamecube qualcosa di interessante la porta. Disney Paperino: Operazione Papero non è una novità, anzi, si tratta di un videogame presente su qualunque console compresa la generazione precedente, ma evidentemente il pubblico Gamecube sembrava idoneo all'acquisto. Per chi non lo conoscesse, dobbiamo controllare Paperino in una struttura di gioco che ricalca fedelmente quella di Crash Bandicoot, con la stessa inquadratura dalle spalle del protagonista. Operazione Papero è meglio di quanto si potrebbe pensare, ma è chiaramente indirizzato a un pubblico giovane.
    Altra conversione è quella di Burnout. Si tratta del capostipite della serie di racing games di straordinario successo della Criterion, una fama non guadagnata certo casualmente: bandiere di questi titoli sono un ritmo super-frenetico e una spiccata tendenza agli incidenti spettacolari. Per fortuna, come da buona tradizione di questo team, il reparto tecnico è ineccepibile e risalta soprattutto per la solidità dell'aggiornamento dello schermo a sessanta fotogrammi al secondo per sostenere l'adrenalina. L'arrivo sul Gamecube è un po' tardivo, ma tutte le qualità risultano ancora perfettamente conservate.
    Il vero asso del mese per tutto il panorama console è un remake: quello del primo Resident Evil. Nintendo riesce a strappare a Capcom un accordo per un'esclusiva nel tentativo di dare al Gamecube un'immagine di console adulta oltre che nella speranza di ravvivare le vendite, ed il risultato è sicuramente un titolo di qualità. Tutto si basa ancora sulla successione di schermate fisse, ma la loro realizzazione è eccellente ed il taglio generale, protagonisti e mostri compresi, è complessivamente più realistico. Non sono mancati i soliti giudizi discordanti, soprattutto dalla parte del pubblico, che si aspettava forse più contenuti esclusivi dato che Capcom ha definito questo Resident Evil come qualcosa di nuovo al 70%. Per i fan, tuttavia, la carne al fuoco non manca.

    Quasi da piangere l'offerta Xbox, che consiste in un unico titolo nuovo: F1 2002. La licenza ufficiale della Formula 1 è nelle mani di Electronic Arts ormai convinta sostenitrice delle uscite con cadenza annuale ed affida la programmazione dell'edizione 2002 alla squadra dei Visual Sciences. Non siamo affatto di fronte ad un brutto gioco, anzi, il realismo è davvero apprezzabile così come la possibilità di sfruttare il gioco a diversi livelli, spensieratamente o da veri hardcore della messa a punto, a proprio piacimento. Come ogni serie sportiva o pseudo-tale della EA, però, anche questo F1 2002 presenta la solita questione dei pochi passi avanti mossi rispetto all'anno passato.

    La prima Playstation non è proprio sulla cresta dell'onda, ma si becca una pubblicazione, precisamente un advergame. Per chi non conoscesse il genere, l'advergame è un gioco sponsorizzato da qualche tipo di azienda che cerca di trovare clienti nel pubblico dei giocatori. Talvolta sono gratuiti ed allegati al prodotto, altre volte sono da acquistare come il più banale dei videogames e tra questi c'è Hooters Road Trip. Il nome è quello di una compagnia di ristorazione americana nota per il suo staff, esclusivamente costituito da donzelle vestite di abiti succinti e striminziti. Un brand che ha fatto il giro del mondo per la sua particolarità, ma il videogioco è qualcosa di assai meno unico, dato che si configura come un blando racing game che ha l'unico pregio di costare poco. E' sicuramente il peggior titolo del mese.

    Neanche sulla Playstation 2 c'è aria di grandi novità. Pro Rally 2002 è la risposta francese della Ubisoft a WRC della Sony, ma purtroppo il risultato archiviato non insidia i sonni tranquilli del rivale. E' un rally game piuttosto prevedibile che non porta alcuna novità di rilievo nella categoria, ma svolge diligentemente il suo dovere munendosi di licenze ufficiali per venti automobili (con prevalenza di modelli francesi) ed offrendo un modello di guida pensato per venire incontro ai giocatori meno pignoli in fatto di velleità simulative. La grafica non è bella ma non soffre in quanto a fluidità, tuttavia le ragioni per preferire questo a WRC faticano ad emergere.
    Le sprint cars sono delle automobili dalla forma molto peculiare studiate per competere su percorsi ovali e fondi prevalentemente sterrati che in Europa sono poco popolari, per cui ha avuto poca visibilità anche World of Outlaws: Sprint Cars 2002. Il team dietro le quinte è quello dei Ratbag, veterani del racing, che arrivano dalla riuscita esperienza passata con Powerslide con il quale avevano accumulato esperienza con derapate e altre manovre estreme. Non casualmente, Sprint Cars 2002 è un prodotto sorprendentemente simulativo, amatissimo dagli appassionati di corse un po' più originali ma sconsigliato a chi non ha intenzione di dedicarci il lungo tempo necessario per acquisire la manualità adatta per primeggiare nelle competizioni.
    L'intera serie di Army Men ha vissuto di alti e bassi ed ha abbracciato così tante tipologie di gioco che quasi perde senso la distinzione tra spin-off e filone principale. Army Men RTS è appunto uno strategico in tempo reale pubblicato inizialmente per la PS2 e successivamente convertito per PC e Gamecube e di sicuro non risalta per importanti novità apportate alla categoria. Eppure risulta un episodio molto godibile in quanto permette all'universo di Army Men di sfogare per bene la sua creatività con scenari veramente suggestivi per un'azione bellica strategica. Divertenti e ben fatti anche i filmati di intermezzo, complice la buona riuscita del design dei character, mentre il gameplay, una volta tanto, può fare della semplicità un pregio.
    Savage Skies viene pubblicato dalla BigBen Interactive sul suolo europeo ma lo sviluppo è tutto a carico della iRock. E' grossomodo identificabile come sparatutto a matrice fantasy, dato che il giocatore dovrà cavalcare creature di ogni genere per solcare i cieli ed avere la meglio sul perfido negromante di turno. Interessante la possibilità di non essere vincolati ad una sola bestia e di poter rigiocare le missioni con quella che ci pare dopo averla precedentemente sbloccata, e lo stesso level design è apprezzabile. Purtroppo la grafica non spicca per spettacolarità, sebbene alcuni frangenti siano gradevoli per espressione creativa. Curioso scoprire che per questo titolo era prevista una partecipazione di Ozzy Osbourne che doveva fornire l'accompagnamento musicale ma che sarebbe stato persino disponibile come personaggio selezionabile, ma problemi di budget fecero presto crollare questa possibilità.
    Dopo avere impressionato il pubblico PC ed avere fatto incetta di premi come “gioco dell'anno” nel 2000, Deus Ex della Ion Storm fa il grande passo verso le console per scoprire che non si tratta affatto del suo pubblico d'elezione, almeno per il momento. La conversione prevede alcuni miglioramenti, soprattutto per quanto riguarda le animazioni che finalmente possono vantare un motion capture, ma sono stati anche inseriti dei curati filmati prerenderizzati per rimpiazzare quelli precedenti in real-time, oggettivamente piuttosto freddi. La Playstation 2, però, deve anche fare i conti con la poca memoria in confronto ai PC e di conseguenza molte aree sono state ridimensionate o suddivise in ambienti più piccoli. Rimane la splendida sceneggiatura e il sistema di potenziamento del personaggio, ma di sicuro l'ambiente Windows rimane più appropriato per godersi questo capolavoro.
    La Namco può vantare Smash Court Tennis, la Sega ha il celebre Virtua Tennis e l'altro colosso nipponico Konami è intenzionato a dire comunque la propria con WTA Tour Tennis. Il mercato sembra rispondere che non c'era assolutamente necessità di un'ulteriore simulazione di racchetta e pallina soprattutto se programmata con poca voglia. Nonostante siano presenti i requisiti minimi dei giochi di tennis, sempre validi per offrire del sano divertimento, resta molto criticabile l'insieme audiovisivo con animazioni fastidiosamente legnose ed anche la precisione dei controlli non riesce in alcuna maniera a reggere il paragone coi migliori concorrenti. Rimane la licenza ufficiale della WTA, che consente al gioco di vantare qualche noto atleta femminile, ma niente altro.
    I giochi dell'Uomo Ragno sono praticamente sempre esistiti, ma al cinema vi è un aumento esponenziale della popolarità di questo supereroe grazie alle acclamate pellicole dirette da Sam Raimi. Treyarch ed Activision, allora, decidono di cavalcare l'onda presentando un titolo direttamente tratto dal film e non più a sceneggiatura libera, ma cercando di non cadere nella solita trappola dei tie-in che li vede soprattutto come stratagemmi per spillare qualche banconota ai fan. Spider-Man: The Movie non è affatto un capolavoro, ma presenta un'azione comunque godibile che si fa vanto persino di miglioramenti rispetto agli episodi tradizionali, con grande attenzione per i combattimenti volanti, aggrappati alle ragnatele, che risultano davvero spettacolari.
    Prima dell'arrivo di Demon's Souls e Dark Souls, il brand di King's Field della From era noto a pochi. Un legame ufficiale in realtà non c'è ma la vicinanza è tutta concettuale, anche se questo antenato viene molto criticato per la scarsa spettacolarità. King's Field IV presenta una telecamera in prima persona ed un ritmo molto compassato, al punto che per vedere davvero di che pasta sia fatto il gioco è necessario superare lo scoglio iniziale delle prime ore. Da lì in avanti si può apprezzare un prodotto che regala un gradevole senso di libertà e non-linearità, in contrasto con le regole tipiche dei giochi di ruolo giapponesi del periodo. Di soddisfazioni può regalarne molte, ma non certo per quanto concerne l'estetica: è un titolo di sola sostanza.
    Terminiamo il mese con quella che può essere considerata l'uscita più prevedibile dell'anno: 2002 FIFA World Cup. L'inferiorità della serie Electronic Arts rispetto a quella Konami permane anche con questa edizione speciale che presenta un engine perfettamente a metà strada fra il vecchio FIFA 2002 ed il successivo 2003. Peccato che rispetto agli episodi ordinari siano presenti stadi e maglie ufficiali degli imminenti Mondiali mentre sparisce tutto quanto relativo ai club che normalmente garantiscono la fetta grossa della longevità. E per questo mese è davvero tutto!

    Gamecube, Xbox e Playstation 2




    Gianluca "musehead" Santilio



    Commenti 6 Commenti
    1. L'avatar di Fulvio
      Fulvio -
      Adoro Breath of fire, non per niente l'ho finito 6/7 volte, e che fatica scoprire tutto in tempi in cui non esistevano faq.
      Diverso il discorso per il citato Breath of fire II.
      Davvero bello per complessità, durata, trama, se possibile migliorate rispetto al primo episodio.
      Ma (confermo) molto più difficile di BoF e anzi difficile in senso assoluto, in certi passaggi pure troppo. In particolare, poi, se si vuole raggiungere il finale migliore (che, per non spoilerare, non è solo una schermata speciale) bisogna sbattersi non poco e, per me, in assenza di guide a tratti snervarsi.
      E poi l'ultimo dungeon, per chi come me ha un pessimo senso dell'orientamento, senza mappe e save states è una tortura.
      Ad ogni modo, su emulatore (per i save states) e con guide/mappe (al bisogno), è fantastico ancora oggi.
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      E' proprio vero Muse, per apprezzare King's Field IV bisogna armarsi di pazienza, ed abituarcisi, però l'atmosfera rimane davvero impareggiabile.
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Citazione Originariamente Scritto da Cthulhu Visualizza Messaggio
      E' proprio vero Muse, per apprezzare King's Field IV bisogna armarsi di pazienza, ed abituarcisi, però l'atmosfera rimane davvero impareggiabile.
      Già. E' una serie che andrebbe analizzata da principio, credo che abbia un potenziale di interesse notevole.

      Stilando l'articolo, comunque, sono rimasto colpito da Sword of Osiris su GBA, sembra veramente giocabile. E mi piacerebbe giocare anche Jedi Outcast. Per gusti personali, invece, pollice giù per Dungeon Siege, non mi ha coinvolto per nulla.
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      pollice giù per Dungeon Siege, non mi ha coinvolto per nulla.
      Pensa che a me invece prese tantissimo, non so se mi colse in un momento buono, ma l'ho trovato divertente, d'atmosfera e non troppo menoso (pochi dialoghi, tanta azione), e pensare che il seguito fu creato in modo da andare in contro alle critiche dei giocatori rispetto al primo episodio e guarda caso... Mi sono presto rotto di giocarci e l'ho mollato ; per me il primo rimane il migliore.
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      F1 2002 non l'ho mai provato ma i Visual Sciences dovrebbero essere gli stessi di F1 '98, capitolo che mi deluse molto, soprattutto perchè provenivo da mesi e mesi passati sull'ottimo F1 '97 della (da poco defunta, fra l'altro) Bizarre Creations.
      Non sapevo che Deus ex fosse stato convertito su PS2. Ma non l'avrei comunque preso: il PC pare il suo habitat naturale, sono d'accordo.
      Tristissimo Hooters road trip! Almeno potevano far guidare l'auto a una delle loro donzelle in abiti succinti: il gioco avrebbe acquistato qualche punto
      Complimenti per la rubrica, Muse, come al solito ben curata e molto interessante. Ora che la durata dei video è diminuita neppure i tuoi peggiori detrattori potranno più muovere una sola critica
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Citazione Originariamente Scritto da JoustSonic82 Visualizza Messaggio
      Complimenti per la rubrica, Muse, come al solito ben curata e molto interessante. Ora che la durata dei video è diminuita neppure i tuoi peggiori detrattori potranno più muovere una sola critica
      Grazie, ma dipende soprattutto dalla quantità di giochi presenti nel mese. Con la puntata 16-bit capirai cosa intendo... ahimè!