Gaiares - Mega Drive | Retrogaming History
Registrati!
  • Gaiares

    Gaiares

    Dal 3008 l’umanità inizia la colonizzazione dello spazio, essendo ormai la Terra in procinto di divenire inabitabile a causa dell’inquinamento.
    Purtroppo il degrado ambientale sopraggiunge, infine, troppo velocemente e il vecchio e generoso pianeta d’origine degli uomini diventa, a causa di questi ultimi, incapace di sostenere la vita. Mentre la Terra si trasforma in un immenso deserto, le troppo giovani e fragili colonie ne seguono progressivamente il triste destino e il genere umano sfiora, così, l’estinzione.
    Nel frattempo il Sistema Solare è raggiunto e colonizzato dal potente Impero della stella Leezaluth. L’Impero non è interessato al tragico destino degli uomini, né a quel che rimane del loro pianeta. Gli alieni, infatti, sono impegnati in un difficile conflitto con il gruppo terroristico Gulfer, intenzionato a rovesciare l’Impero e dominare la galassia con la forza delle armi.
    L’unico mezzo per contrastare Gulfer è il rivoluzionario TOZ System, una potentissima arma intelligente capace di clonare quelle delle navicelle da combattimento nemiche, drenando la loro energia e riconfigurandosi di conseguenza.
    Il destino vuole che la giovane Alexis, coraggioso braccio destro di Natasha, ammiraglio dell’armata imperiale, s’innamori dell’ultimo eroe terrestre, il pilota Dan Dare e trafughi per lui il progetto segreto del TOZ System. Alexis fornisce, così, a Dan e a quanto resta della razza umana una potente arma che consentirebbe agli uomini di riconquistare la Terra e di costringere l’impero a farla rifiorire.
    Natasha approfitta della situazione, facendo una proposta ai terrestri: se Dan, con l’aiuto di Alexis, utilizzerà il TOZ System per sconfiggere Gulfer e ci riuscirà, l’Impero risanerà la Terra e la concederà ai suoi abitanti originali, in caso contrario gli alieni della stella Leezaluth distruggeranno definitivamente il pianeta, condannando così gli uomini alla completa estinzione.

    La trama sopra esposta, piuttosto complessa per uno shoot ‘em up, è narrata nella raffinata introduzione, in puro stile anime, di Gaiares.
    Il titolo Telenet / Renovation, datato 1990, è, sostanzialmente, un classico space shooter, ispirato a Gradius II e R-Type, che fonde gli elementi più rappresentativi di questi titoli in un gameplay molto arcade, vi aggiunge, opportunamente, un’idea vincente, il Toz System e valorizza, infine, il tutto con una realizzazione tecnica di ottimo livello.

    Gaiares si articola in 8 stage, di cui 6 che alternano: scrolling orizzontale con relativamente ampia escursione interattiva in verticale, bivi con conseguenti percorsi alternativi, sottolivelli con radicali cambi di scenario, sezioni automatiche a scorrimento verticale e improvvisi cambiamenti di “inquadratura” nonché di velocità dello scorrimento. Lo stg. 7, invece, è il classico “livello megamix”, dove si affrontano in sequenza tutti i 6 boss precedenti, per poi concludere il gioco con lo stage 8, che vede la nostra navicella alle prese con il boss finale.
    La varietà di scenari e nemici di Gaiares è sviluppata, dunque, nell’arco di 6 livelli piuttosto lunghi ed articolati, con relativo ricco “assortimento” di navicelle, mechs e robots da abbattere, impegnativi middle boss e guardiani di fine livello particolarmente difficili che intimoriscono e opprimono il giocatore con le loro notevoli dimensioni, sorprendendolo, poi, con la velocità dei loro insidiosi attacchi.

    La navicella è dotata di un pod che protegge dai colpi meno potenti, può essere manovrato a piacimento, in quanto mantiene una minima distanza dal caccia spaziale seguendolo costantemente, ed è, soprattutto, utilissimo come arma d’attacco e “drenaggio” di energia. Il potente TOZ System risiede, infatti, nel suddetto pod che, lanciato contro un nemico, ne assorbe l’energia, ricavandone, così, un nuovo armamento o potenziandolo se questo è già presente. Per effettuare un power-up è, però, necessario “vampirizzare” più volte lo stesso nemico o altri mezzi da combattimento dello stesso tipo (un sistema simile sarà utilizzato nello shoot ‘em up per PlayStation Einhander, realizzato dalla Square).
    La varietà di armi è piuttosto ampia e richiede un’attenta sperimentazione per individuare i prelievi d’energia più proficui e, di conseguenza, le classi di nemici disponibili che forniscono armi più potenti e adatte ad una determinata situazione.
    La navicella, inoltre, può avvalersi di uno scudo che la protegge da 4 colpi prima di lasciarla di nuovo indifesa. La velocità del caccia spaziale, infine, è selezionabile tra “Slow”, “Middle” e “Fast”. Naturalmente, “Fast” è consigliabile per gli scontri con middle boss e boss finali, con le debite eccezioni, nel caso non si disponga di sufficiente libertà di manovra.
    Ogni stage di Gaiares ha un limitato numero di “checkpoints” da cui ripartire in caso di abbattimento. I boss finali, naturalmente, hanno un checkpoint posto più o meno "in vista" della loro locazione. In alcuni casi, purtroppo, è obbligatorio ripartire da un punto non particolarmente vicino al boss e affrontare, infine, di nuovo le sue, talvolta differenziate, modalità d’attacco.



    I programmatori della Telenet / Renovation realizzano con Gaiares un vero e proprio tour de force tecnico. La grafica, infatti, è decisamente notevole.
    Il look anime sfoggiato nella presentazione è confermato nel design di sfondi e nemici, in particolar modo nei bellissimi boss finali (degna di nota la geniale “sirena robot” del 2° stage che, come una Venere cibernetica, esce da un veicolo spaziale a forma di ostrica).
    La pulizia grafica, la definizione e la quantità di colori utilizzati avvicinano Gaiares ad alcune produzioni arcade del periodo e certi titoli per PC Engine CD-ROM2. È, infatti, insolito che in un videogioco per Mega Drive si arrivi ad utilizzare un numero di colori variabile da 30 a circa 50, con picchi di oltre 60 sfumature che sfiorano il limite hardware di 64 tonalità del 16 bit Sega. In Gaiares, dunque, lo spettacolo grafico è pressochè costante: ottima definizione e notevole livello di dettaglio con ampia e oculata selezione cromatica, fluidissimo scrolling parallattico con sezioni multistrato e vertiginosi incrementi di velocità, effetti di distorsione applicati anche a sfondi in parallasse multipla, enormi boss finali costituiti da numerosi sprite sincronizzati e azione veloce e frenetica con pochi e circoscritti rallentamenti.
    Tutta la suddetta raffinatezza grafica è consentita da una cart di 8 Mbit (1 MB), che ammonta al doppio della memoria utilizzata dai programmatori della Technosoft per Thunder Force III.



    Sembra, dunque, inevitabile che il titolo Telenet / Renovation risulti superiore a quello Technosoft, grazie all’impeccabile programmazione e al più capiente formato siliceo adottato. In realtà, Gaiares, pur essendo un titolo di assoluto rilievo nella ludoteca Mega Drive, non riesce a superare in appeal il, giustamente, più celebre Thunder Force III. Il capolavoro Technosoft, infatti, mantiene una lieve ma indiscusso sprimato, grazie alla sua maggiore giocabilità che ne consente la fruizione ad un pubblico più ampio. Gaiares è, invece, penalizzato da una difficoltà eccessiva che tende a scoraggiare l’entusiasmo di molti estimatori del suo raffinato design da cartone animato.

    Per portare a termine il titolo Telenet / Renovation è necessaria molta abilità e una notevole pazienza che deve consentire al giocatore di superare numerosi momenti di frustrazione, associati, anche, alle estenuanti ripetizioni delle sezioni particolarmente ostiche. In Gaiares, poi, non è consentito un ridimensionamento della difficoltà: nel “Configuration mode” è disponibile solo il livello di default “Normal” e un livello ancora più ostico “Very Hard”. Thunder Force III, invece, grazie al più moderno gameplay caratterizzato dalla continuità dell’azione (niente “checkpoints”: la navicella abbattuta è subito sostituita) e ai 3 livelli di difficoltà, è molto più “flessibile” dell’ostico sparatutto della Telenet / Renovation.

    Altro punto relativamente debole di Gaiares è l’audio, in particolar modo se confrontato con quello di Thunder Force III. Le musiche sono generalmente gradevoli per composizione e ispirazione e, tecnicamente, si avvalgono di un’elaborata sintesi FM dal sound piuttosto “soft” e di raffinati effetti di panning. Purtroppo i brani risultano penalizzati da una base ritmica abbastanza fiacca. Le percussioni sintetizzate sono, infatti, povere di corpo e carenti in incisività. Non mancano, comunque, BGM notevoli come la trascinante musica da cartone animato dello stage 1, l’epico pezzo che commenta lo stage 3 e le adrenaliniche boss tunes. Gli effetti sonori, invece, sono poco entusiasmanti: una varietà di semplicistici FX legati alle armi e alcuni noises, piuttosto poveri e flebili, di rumore bianco per le esplosioni che fanno rimpiangere quelle sorde, ma già più convincenti, di Thunder Force III.



    Forte di un comparto estetico d'eccezione caratterizzato da un brillante stile anime-like, un’orecchiabile colonna sonora e un peculiare weapon system, Gaiares avrebbe tutte le carte in regola per essere uno shoot ‘em up particolarmente appetibile. Purtroppo il severo livello di difficoltà e l’adozione di un numero eccessivamente ridotto di restart points rispetto alla rilevante lunghezza degli stages possono renderne il gameplay tendenzialmente frustrante.

    Alessio "AlextheLioNet" Bianchi





    Altre immagini:



    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      frustrante a dir poco...è molto severo nel gameplay il settaggio..action replay amore mio
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Uno shooter davvero difficilissimo nelle fasi avanzate, l'ho completato col save state... Comunque molto bello!
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      uh... ma allora era oggettivamente difficile, non ero solo io la schiappa. Comunque, sicuramente uno dei migliori shmup per l'MD.
    1. L'avatar di hazyel
      hazyel -
      magnifico!
    1. L'avatar di _NaPulenhio_
      _NaPulenhio_ -
      ohoh.....propio quello che cercavo