Fire Shark - Megadrive | Retrogaming History
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  • Fire Shark

    Fire Shark

    Considerate le ben 28 conversioni da coin-op che videro la luce durante il secondo anno di life cycle del sistema, alla fine del 1990 si poteva avere la legittima impressione che il Mega Drive non fosse poi così distante dalla sala giochi. In effetti, le specifiche tecniche del 16 bit Sega non si discostavano molto da quelle di un arcade board medio della fine degli anni '80 e, in non pochi casi, i maggiori problemi nello sviluppo dei porting derivavano dai limiti di memoria legati ai supporti silicei. Anche se le trasposizioni da coin-op relativamente fedeli erano tutto sommato una minoranza, risultarono comunque piuttosto importanti nel contesto della Mega Drive line-up ed ebbero una certa influenza sull'attrattività della console.
    Quali furono i porting da arcade e le "reinterpretazioni" che integrarono significativamente la ludoteca del 16 bit Sega nel primo anno dei mitici nineties? Sono senz'altro degni di menzione titoli come After Burner II, Atomic Robo-Kid, Columns, Crack Down, ESWAT: City Under Siege, Fire Shark, Hellfire, Klax, Midnight Resistance, The New Zealand Story, Rainbow Islands Extra, Darius II, Shadow Dancer: The Secret of Shinobi, Strider, Super Monaco GP e Wonder Boy III: Monster Lair.

    Al di là degli arcade hit più in vista, è interessante sottolineare la presenza di alcuni shoot 'em up meno noti, tra cui Fire Shark / Same! Same! Same! (1989/90), un vertical shooter poco conosciuto firmato da specialisti del genere e nobilitato da un famoso predecessore.


    Tra i numerosi hit Taito, spicca un eccellente sparatutto a scorrimento verticale datato 1987: Flying Shark. Questo apprezzatissimo vertical shooter “militare” era realizzato da Toaplan, un talentuoso team interno della nota etichetta nipponica che aveva già dato prova di indubbia perizia con due titoli appartenenti al medesimo genere: Tiger-Heli (1985) e Slap Fight (1986). Negli anni successivi gli stessi autori svilupparono altri due successi Taito: Twin Cobra (1987) e Truxton (1988).

    Il 1989 fu l'anno del debutto ufficiale di Toaplan che si presentò ai videogiocatori con il proprio logo in bella vista nella title screen di ben quattro coin-op: Hellfire, Zero Wing, Demon's World e, per l'appunto, Fire Shark. Quest'ultimo vertical shooter, conosciuto in Giappone come Same! Same! Same! ("Squalo! Squalo! Squalo!"), è comunemente considerato il seguito ideale di Flying Shark, visto che ne condivide tematiche e contenuti, riproponendoli con un sostanzioso aggiornamento audiovisivo e qualche piccola modifica strutturale mutuata dal weapon system di Truxton.


    Fire Shark, dunque, si configura essenzialmente come un “more of the same (Same! Same!)” del ben più noto arcade hit realizzato due anni prima. Ancora una volta il destino del mondo è affidato al pilota (fantasma) di un biplano che deve affrontare gli agguerritissimi S Corps lungo una serie di ambientazioni distribuite nell'arco di ben 10 livelli. In questo vertical shooter, Toaplan prende le mosse dalla "formula Flying Shark", vi riversa elementi già collaudati in Twin Cobra e Truxton e ne completa il format videoludico con un piccolo extra legato alla classica "Giant Bomb", la cui gittata può essere variata in relazione alla pressione sul relativo tasto.

    Nell'obbligatorio confronto con l'illustre "predecessore", Fire Shark si avvale di un hardware più performante di quello in dotazione al modello per proporre un ritmo maggiormente sostenuto, una notevole velocità dei velivoli da combattimento e parecchi sprite a video, anche di generose dimensioni. Questo erede nominale di Flying Shark, inoltre, può contare su una memoria pari al doppio di quella messa in campo dal "prequel" e sfruttare una tavolozza arricchita per delineare un comparto visivo più raffinato.


    Come già accennato, le innovazioni legate al weapon system sono solo nominali, dal momento che gli autori si limitano a replicare le tre tipologie di arma a codice cromatico e il "potenziamento rateizzato a gruppi" già visti in Truxton. Quest'ultimo sistema, mirato a ridurre la frustrazione causata dal doloroso "reset" del fuoco a seguito di un incontro troppo ravvicinato con un proiettile / aereo nemico, prevede che il power-up sia applicato ogni 3 "P" raccolte, per un totale di 3 “stadi” e 9 item. Se l'idea ha lo svantaggio di rallentare l'indispensabile potenziamento del biplano, consente, in ogni modo, di conservare i bonus inutilizzati della terna corrente in caso di abbattimento.

    Per quanto riguarda le weapon mode, l'unica effettiva novità è data dalla presenza del lanciafiamme, arma quanto mai insolita in un titolo di questo genere che, in un certo senso, trasferisce in un contesto "storico" il fantascientifico Blue Laser di Truxton. Interessante rilevare come il flame-thrower, una volta adeguatamente potenziato, coniughi ad una copertura pressoché completa, grazie anche a devastanti pattern di movimento "tipo tergicristallo", una notevole capacità distruttiva. Gli altri fire mode risultano, invece, abbastanza canonici: una sorta di laser "intrecciato", simile al Counter-Air Laser di R-Type, e il classicissimo spread shot che esordisce con un "generoso" fuoco tripartito.


    Volendo includere Fire Shark in una formula di comodo, lo si potrebbe etichettare come un “Flying Shark turbo e ipervitaminizzato”. Le dinamiche di gioco del titolo Toaplan, infatti, sono decisamente rapide e frenetiche e si sommano all'impronta "massiccio-extralarge" che caratterizza armamenti e nemici per garantire un impatto visivo più che rispettabile e un indubbio appeal nei confronti degli shooter fan. Gli autori, peraltro, hanno implementato una veloce escursione laterale dello scrolling, con relativo incremento della vivacità d'azione, che viene nondimeno controbilanciata da un livello di difficoltà abbastanza abbordabile, grazie anche alla notevole potenza di fuoco sviluppabile dal biplano.

    Se Fire Shark non può certamente definirsi originale, la sua sostanziale canonicità non ne offusca in ogni caso le rilevanti qualità tecnico-ludiche. Com'è tradizione per un coin-op Toaplan, questo vertical shooter mette un solido comparto grafico e un'incisiva colonna sonora synth-rock composta da Masanori Yuge al servizio di un gameplay solidissimo che non manca di soddisfare in pieno l'estimatore del genere.


    Le differenze tra la versione giapponese e la successiva "revisione" internazionale dello sparatutto firmato dagli autori di Twin Cobra ricalcano quelle che intercorrono tra quest'ultimo e il corrispettivo Japan-only Kyukyoku Tiger. Se infatti Same! Same! Same! si caratterizza per uno skill level più severo, per l'adozione dei classici restart points e per l'alternate 2-player mode, Fire Shark, viceversa, mitiga la difficoltà e aggiunge la possibilità di giocare in due contemporaneamente, avvalendosi di un provvidenziale continuous play vincolato a tale modalità, nonché alla sopravvivenza a video di almeno un biplano.

    Se il 4° titolo d'esordio ufficiale di Toaplan non gode di un successo paragonabile a quello del ben più celebre Flying Shark, è comunque apprezzato dagli shooter fan e, di conseguenza, oggetto di un valido porting per Mega Drive basato sulla versione giapponese e sviluppato dagli stessi autori dell’arcade.


    Fire Shark, dunque, è una delle 10 conversioni da coin-op Toaplan realizzate sul 16 bit Sega tra 1989 (Truxton) e 1994 (Grind Stormer). Inevitabilmente la casa nipponica si trova a dover fare i conti con le limitazioni grafiche del sistema e le ristrettezze imposte dalla cart di 4 Mbit (512 kB). Se si considera, infatti, che l'arcade ha una "taglia" pari al triplo del supporto siliceo adottato per il porting e una tavolozza "4X" rispetto alla modesta palette del Mega Drive, va da sé che i compromessi sono indispensabili. Così Toaplan è costretta a sottoporre il "massiccio" comparto estetico del coin-op ad una sostanziosa "cura dimagrante" mirata a stiparne i 10 livelli in un'umile cartuccia da 4 Mbit, con la complicità di una cospicua barra di status che, di fatto, riduce la risoluzione a 240X224.

    Il risultato di questo drastico snellimento visivo è comunque tecnicamente apprezzabile, dal momento che la trasposizione su Mega Drive di Fire Shark, grazie ad un coding pressoché impeccabile, conserva buona parte del suo "feeling salagiochistico". Nonostante il taglio imposto dalla status bar, difatti, la grafica si mostra in ogni caso pulita e definita e il livello di dettaglio, complice il "parsimonioso" ma ben calibrato utilizzo dei colori, restituisce con sufficiente fedeltà le ambientazioni originali.


    Al di là dell'ovvio depauperamento estetico legato ai limiti del supporto e alle specifiche tecniche del Mega Drive, la conversione di Fire Shark vanta sicuramente alcuni significativi punti di forza. La velocità e la frenesia dell'arcade, infatti, vengono a grandi linee riproposte nella controparte domestica e l'azione si mantiene sempre fluida, a fronte di compromessi accettabili sulle animazioni. Grazie alla sostanziale attinenza al ritmo imposto dal coin-op e all'opportuna presenza di tre skill level (vista la mitezza della difficoltà, è consigliabile affrontare il gioco ai livelli NORMAL o HARD), il porting per il 16 bit Sega garantisce un divertimento immediato e piuttosto duraturo.
    In effetti, è innegabile che Toaplan abbia replicato su Mega Drive le caratteristiche essenziali dell'arcade... peccato, però, che il modello non sia l'internazionale Fire Shark, ma il giapponese Same! Same! Same! e, dunque, l'ambito 2-player co-op mode risulti ancora una volta... "Lost in Translation".


    Il fronte sonoro merita considerazioni alquanto diverse da quelle relative al graphic side, visto che il coin-op monta un chip audio YM3812 (Yamaha OPL-2) e accompagna l'azione frenetica con grintose BGM sintetizzate in linea di massima accessibili all'YM2612 (OPN2) in dotazione al Mega Drive. La soundtrack originale, quindi, è un classico esempio di Frequency Modulation (FM) synthesis che, salvo compromessi sulla polifonia, sarebbe stata agevolmente replicabile sul 16 bit Sega. Nonostante la suddetta "parentela" tra i due chip e la peculiare resa della OST di Masanori Yuge, le musiche della versione Mega Drive si caratterizzano, invece, per una timbrica più cruda, grezza, metallica e "penetrante" rispetto alle "limate" BGM dell'arcade e testimoniano di un sound driver non sufficientemente ottimizzato.
    Benché il comparto audio di Fire Shark non possa dunque definirsi raffinato, risulta comunque efficace nei "fracassoni" FX e beneficia, in ogni caso, della straordinaria orecchiabilità delle irresistibili chiptune, che confermano in pieno il talento dei compositori Toaplan e la sorprendente personalità delle loro pur minimalistiche creazioni.



    COMMENTO FINALE


    "Valida trasposizione su Mega Drive di un apprezzabile coin-op Toaplan, Fire Shark costituisce un'ottima scelta per gli estimatori degli sparatutto a scorrimento verticale rientranti nel solco militaresco tracciato da Flying Shark. Nonostante le cospicue differenze estetiche nei confronti dell’originale arcade, un comparto sonoro tecnicamente poco brillante e l'assenza del 2-player co-op mode, questo divertente quanto longevo shoot 'em up ha comunque il merito di fungere da parziale compensazione al mediocre porting di Twin Cobra, nonché da interessante alternativa alla scialba conversione di Twin Hawk. Se si considera, poi, che nella line-up del Mega Drive la relativa categoria non conta molti rappresentanti, va da sé che Fire Shark concretizza un buon punto di riferimento per i fan del genere."

    Alessio "AlextheLioNet" Bianchi





    Video gameplay



    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Complimenti per il servizio alex. Io che son grande patito di shoot em up non me lo voglio perdere e me lo gusterò fino in fondo
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Splendida recensione davvero. Mai conosciuto in sala giochi, il mio primo contatto con Fire Shark fu sulle pagine del primo CVG da me acquistato, mi pare di Febbraio 1991, dove si parlava di questo gioco che mi attirava parecchio. Tempo dopo lo provai in emulazione ed onestamente non mi esaltò. Frizzantezza di sprites a parte, mi sapeva quasi di 8-bit.
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Citazione Originariamente Scritto da musehead Visualizza Messaggio
      Tempo dopo lo provai in emulazione ed onestamente non mi esaltò. Frizzantezza di sprites a parte, mi sapeva quasi di 8-bit.

      In effetti, Fire Shark paga un po' lo scotto di essere "costretto" in una cart da 4 Mbit e di essere comunque sviluppato in 10 livelli. In ogni modo, velocità e "densità" dell'azione testimoniano comunque che si tratta di un 16 bit... con tutta l'elasticità che bisogna dare a questo "16 bit" (l'"ibrido" PC Engine sembra solo saltuariamente un "8 bit"... nonostante la CPU possa, in via teorica, qualificarlo come tale).

      A mio avviso la conversione, al netto dei notevoli compromessi visivi, è complessivamente valida, visto che azione e sfida (specialmente se si seleziona lo skill level "HARD") non mancano davvero.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Bella rece Alex ho provato questo gioco un paio di mesi fa ,mi è arrivata insieme ad uno stock di cartucce per mega drive vinte su Ebay , e devo dire che non è malvagio ,un buon shoot 'em up abbastanza giocabile e divertente ,pecca lo scotto di una grafica essenziale senza picchi artistici ...comunque un discreta conversione per con cui sfogarsi un mezz'oretta dopo una dura giornata di lavoro.

      Su emulazione rende ancora meno...