Splatterhouse: Wanpaku Graffiti - NES | Retrogaming History
Registrati!
  • Splatterhouse: Wanpaku Graffiti

    Splatterhouse: Wanpaku Graffiti

    Splatterhouse è essenzialmente un picchiaduro a scorrimento contraddistinto da un tema horror. Su questo sito potete già gustarvi le recensioni delle versioni arcade e Pc Engine del primo Splatterhouse. Molto famosi sono anche i due episodi pubblicati su Megadrive, ma chi è a conoscenza di questo “Splatter House: Wanpaku Graffiti” per Nintendo Famicom uscito nel 1989?

    Cominciamo dalla trama: il nostro personaggio è morto! La sua ragazza va triste, al cimitero per piangere sulla tomba... un fulmine e... ecco che compare un “omino” tozzo, basso e grasso, con la classica maschera alla “Venerdì 13” in testa. Il vostro personaggio è risorto!!! (alla Altered Beast per intenderci). Il problema è che un altro fulmine colpisce una bara vicino da cui esce un demone “zucca”, sullo stile del mostro di Halloween. La zucca malefica rapisce la ragazza e a noi spetta il compito di andare a recuperarla.

    Praticamente la versione per Nes è una rivisitazione in chiave super deformed degli elementi caratteristici del titolo da sala giochi. Mostri e ambientazioni, pur rimanendo in tema, hanno acquisito un aspetto goffo e non fanno più paura. Una delle novità di Wanpaku Graffiti è l’introduzione delle parodie di alcuni famosi film come Alien, la Mosca, l’Esorcista.

    Se da un lato queste introduzioni sono sempre ben fatte e simpatiche da vedere (come per esempio la scena “Alien”, in cui da una ragazzina distesa saltano fuori una cinquantina di ragni/alien e alla fine la stessa si alza e come se niente fosse e se ne va) dall’altro vanno a snaturare un po’ l’originalità e la personalità del titolo da cui prende spunto.

    Per fortuna oltre ai film sono anche presenti gli elementi che hanno reso celebre la saga; quindi, coltelli che volano, acque putride, sanguisughe, morti/nonmorti, oggetti che si animano, eccetera.

    Altra novità è la possibilità di far evolvere il personaggio protagonista: uccidendo i nemici si incrementa un contatore e a fine conteggio la barra di energia aumenterà di un tot di tacche. Per finire, questo gioco può fare affidamento su comode password.

    La bellezza di veder spappolare i nemici o di vederli sbattere contro una parete spiaccicandosi e rimasta intatta, anche se con risultati ovviamente meno “forti”; mi pongo però una domanda: che senso ha fare una versione deformed di Splatter House mantenendo però teste che si staccano, nemici che se sbattuti contro una parete vanno in “pappa” e frattaglie intestinali che volano via alla morte di alcuni boss? La domanda mi sorge spontanea perché , secondo me, i programmatori, o creavano un gioco totalmente innocente e privo di frattaglie volanti e motoseghe inseguitrici oppure si potevano limitare a creare una conversione più o meno fedele all’originale. Questo videogioco non è adatto ai bambini troppo piccoli per via delle caratteristiche appena descritte ma non è nemmeno così cruento come il titolo originale.

    L’unica risposta che appare adeguata è che alla Namcot abbiano voluto creare un titolo destinato comunque ad un pubblico adulto o quasi, ma con elementi e trovate simpatiche e divertenti.

    Il gameplay di Graffiti è leggermente diverso dal predecessore, qui l’azione è molto più veloce e fluida, non si usano mai calci e pugni ma si avrà sempre a disposizione un ascia e rarissimamente un fucile, il che permette di considerare questo videogioco uno Slash’em-up a tutti gli effetti. In ogni caso il divertimento offerto è buono, costringendo il giocatore a trovare di volta in volta le migliori tecniche di attacco e difesa da attuarsi con i diversi boss e anche con i diversi nemici minori. Il level design non è particolarmente elaborato ma è una caratteristica intrinseca del gameplay, estremamente arcade.

    Il reparto tecnico è contraddistinto da sprite grossi (per un nintendo) buone animazioni, scrolling fluido e veloce; le ambientazioni mi sono parse realizzate ottimamente alcune e approssimativamente altre. Gli effetti sonori, tutto sommato sono adeguati, le musiche invece paiono per la maggior parte decisamente anonime e non hanno trovato approvazione nei miei gusti personali.

    La longevità non è alta; nonostante un buon livello di difficoltà (comunque inferiore agli altri capitoli), l’avventura del nostro personaggio risorto non è ardua da completare, il merito di ciò va attribuito anche alle password. Sono sempre favorevole a questo sistema o a un sistema di salvataggio automantico, tanto che ho criticato l’assenza delle stesse in altri videogiochi, soprattutto se vissuti da un giocatore moderno abituato da sempre a salvataggi e quant’altro, ma se questo sistema viene implementato, allora bisogna anche allungare il gioco. Per farmi capire meglio faccio un esempio: in Wonder Boy Dragon’s Trap o in uno Zelda qualunque, password o sistemi di salvataggio hanno un senso perché il gioco è lungo (tanto da non poterlo completare in poche ore) e il personaggio evolve in maniera decisa durante l’avventura.

    Ad ogni modo, personalmente preferisco la presenza delle password anche quando non sono necessarie piuttosto che l’assenza di esse, perché un giocatore può scegliere se usarle o no, aumentando o diminuendo la longevità a sua discrezione.

    In definitiva, una buona produzione anche se non ci troviamo di certo di fronte a un capolavoro. Attenzione: i fans dello Splatter House genuino potrebbero non apprezzare.

    • Questo gioco è non è disponibile per NES, ovvero la versione del Famicom europea e americana.




    "Splatter House sul Nintendone 8 bit acquista un'immagine meno cruenta, preferendo atmosfere cariche di sarcasmo e ironia pur rimanendo nel tema dei morti (o non-morti). Oltre a ciò si può notare una maggiore velocità di esecuzione rispetto allo Splatterhouse originale. Sicuramente non è un game che ha fatto la storia dei videogiochi e non ha dalla sua nessun elemento di spicco ma questo non vuole dire che non sia apprezzabile, nei fatti il titolo si comporta bene e genera alcune ore di divertimento. Io l'ho apprezzato."





    Altre immagini:



    Commenti 7 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      titolo molto lungo con gameplay elevato...a me è piaciuto.
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Carino questo gioco, a me è piaciuto per il suo humor, un 7 mi sembra poco, forse è meglio un 7,5
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Diamine, mi ripropongo sempre di approfondire il discorso con questo videogioco ma mai che mi decido...
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Carino questo gioco, a me è piaciuto per il suo humor, un 7 mi sembra poco, forse è meglio un 7,5
      no, il sette è giusto...un titolo che sa distinguersi
    1. L'avatar di gORE70hp
      gORE70hp -
      splatter house su NES non esiste, capisco che magari chi ha scritto la rece l'abbia giocato sull'emulatore. ma attenzione a non creare cattiva informazione
    1. L'avatar di Dariolino78
      Dariolino78 -
      Citazione Originariamente Scritto da gORE70hp Visualizza Messaggio
      splatter house su NES non esiste, capisco che magari chi ha scritto la rece l'abbia giocato sull'emulatore. ma attenzione a non creare cattiva informazione
      Ho provveduto a correggere. Sinceramente credevo che, vista l'immagine della confezione e del titolo del gioco, si capisse che era un videogame giapponese e quindi per Famicom. Spero che ora sia più chiaro.
    1. L'avatar di gORE70hp
      gORE70hp -
      Citazione Originariamente Scritto da Dariolino78 Visualizza Messaggio
      Ho provveduto a correggere. Sinceramente credevo che, vista l'immagine della confezione e del titolo del gioco, si capisse che era un videogame giapponese e quindi per Famicom che è la stessa macchina. Spero che ora sia più chiaro.
      si può anche ammettere l'errore e ringraziare per la dritta e nn per forza arrampicarsi sui vetri

      ocio che è rimasto:

      Sistema: NES

      anche "beat em up" non mi sembra molto corretto, ma nn vorrei romperti troppo i cohones