Kingdom Hearts Re Coded | Retrogaming History
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  • Kingdom Hearts Re: Coded

    Kingdom Hearts Re: Coded

    Circa otto anni fa nasceva sul nobile monolite nero Sony una serie che inizialmente fu vista come un esperimento poco convincente, poiché si basava sull'audace sintesi tra due immaginari considerati davvero troppo diversi per poter coesistere, ovvero l'universo della tanto amata (e mai troppo rimpianta) Squaresoft e il "mondo fantastico" per eccellenza da ormai quasi un secolo, ovvero quello Disney.
    Il primo Kingdom Hearts (da ora KH), stregò letteralmente pubblico e critica, donando ai possessori di console Sony, ciò che solo uno Zelda su Nintendo poteva regalare (esperimento peraltro già tentato in passato con il poco riuscito Dark Cloud). Dopo soli due capitoli principali e una sfilza infinita di spin-off più o meno rilevanti (anche se, a detta dei fan, tutti importanti), ecco giungere sul piccolo e ormai quasi al tramonto gioiellino a due schermi Nintendo l'ennesimo spin-off. Sarà effettivamente un titolo considerevole nella ormai ultrasfaccettata trama dai mille risvolti che fa impallidire Soap del calibro di Beautiful? Scopriamolo insieme…


    Il loro dolore sarà alleviato, quando tornerete a mettergli fine…

    …con questa misteriosa frase, comparsa apparentemente senza motivo alcuno nel Grillario della primissima avventura di Sora & Co, inizia la nostra storia.
    Il Grillo Parlante porta tal enigmatico avvenimento agli occhi di Re Topolino, che, non conoscendone le origini ed essendo deciso a svelarne ogni arcano, decide alquanto avventatamente e, aggiungeremmo, “fantasiosamente” (per quanto si tratti di una storia di fantasia, digitalizzare un diario può sembrare alquanto bizzarro), di digitalizzare il Grillario. Ciò che ne ricaverà, però, non sarà esattamente quello che si aspettava. Digitalizzando il Grillario, infatti, porterà alla luce alcuni “bug” che lo infestano, mettendo a rischio i mondi in esso contenuti e, insieme a questi ultimi, tutti i ricordi appuntati.
    Cos'altro si potrebbe fare ora se non chiedere l’aiuto di qualcuno? E chi meglio del “Sora” digitalizzato insieme a tutto il resto?
    Da qui la trama si dipanerà abbastanza velocemente... anche se ci renderemo conto fin dall'inizio che qualcosa non quadra. Per quanto, difatti, voglia portare avanti un discorso in parte concreto e plausibile (e lo fa anche in modo abbastanza soddisfacente, direi, ma nulla di più), la trama si rivelerà fin da subito piuttosto scialba e riempitiva, e alla fine rivelerà sì alcuni piccoli retroscena davvero gustosi, ma farà davvero poco per giustificare lo svolgimento di determinati eventi! Insomma se l’acquisto di KH è nei vostri piani, non aspettatevi granché sotto questo aspetto, se non qualche chicca per i fan sul finale (e in quello segreto). Se siete nuovi alla serie o vi siete persi qualche episodio precedente, non troverete particolari soddisfazioni nell'intraprendere una storia fin troppo appendice delle altre, senza le quali, del resto, non avrebbe senso di esistere.



    CPU, chip, cavi, matrici e bug…chiamate un tecnico!!!

    Sì avete letto bene, in questo KH avremo a che fare anche con tutto ciò! Ma andiamo con ordine...
    Vera colonna portante di questo KH, ed unico reale motivo di acquisto, è il Gameplay. Per la prima volta nella serie avremo di fronte un mix riuscitissimo di più generi, capitanati ovviamente da quello di riferimento principale per il titolo, cioè l'Action/jRpg. Sì, perché oltre ad accompagnare il nostro Sora Virtuale nelle tipiche scorribande che lo hanno visto protagonista nei capitoli precedenti, ci troveremo anche, in alcuni frangenti di gioco, di fronte a soluzioni più o meno originali davvero ben ideate, nonché validamente amalgamate al resto del gameplay, che proporranno varianti davvero significative. Dimenticatevi quindi della fastidiosa (per quanto ottima per una console portatile) struttura a missioni del precedente capitolo sviluppato su DS, per riabbracciare viceversa la religione a cui la nostra cara Square ha portato a “credere”, con piccole aggiunte davvero avvincenti.
    In sostanza, verso la fine di alcuni mondi e in prossimità della consueta Serratura, il gioco ci catapulterà in una sorta di dimensione parallela. In questa sorta di "universo alternativo", affronteremo la sfida in maniera completamente inedita per la serie: avremo sessioni platform, oppure shooter, o ancora un intero mondo da giocare secondo la struttura di un classico jRpg a turni! Sì avete letto bene, KH proporrà anche un mondo in cui, una volta al cospetto di un nemico, abbandonerete le redini dirette del vostro eroe, per destreggiarvi tra turni, tecniche e abilità speciali inedite.
    Alla guida del nostro Data Sora, viaggeremo sì attraverso mondi Disney già visti e rivisti, ma questi ultimi saranno comunque riproposti in salsa leggermente diversa, preparata ad hoc per questo capitolo (in breve le sottotrame dei vari mondi non sono le stesse dei precedenti giochi, almeno questo). Le differenze col passato, poi, non si limiteranno solo alle piccole modifiche al plot narrativo, ma comprenderanno la comparsa dei già citati “bug” nelle aree che compongono i mondi. Questi saranno inoltre rappresentati da cubi su cui arrampicarsi, saltare e camminare, dando così quel tocco platforming che la serie ha sempre accennato ma mai abbastanza approfondito. I bug, peraltro, saranno molto variegati ed estremamente congeniali alle situazioni (vi lasceremo il gusto di scoprirne i vari usi da soli), dando al gameplay quella marcia in più che la saga richiedeva da tempo.



    Per quanto concerne il combattimento standard, se avete giocato a Birth By Sleep per PSP, non avrete grandi sorprese, dato che il Battle System di questo Coded, ricalca pari pari (con alcune riduzioni) quello già visto e ottimamente collaudato sul portatile Sony. In pratica avremo una Matrice dei comandi sul lato sinistro dello schermo, di cui una sezione sarà adibita al classico “Attacco”, eseguibile con la pressione ripetuta del tasto A, così da concatenare un numero crescente di combo portate con il nostro fido Keyblade. I restanti tre settori (aumentabili fino ad un massimo di 8) sono adibiti ai comandi speciali (Magie, Oggetti e Tecniche Speciali), selezionabili con il tasto dorsale L ed eseguibili con X. Questi ultimi necessiteranno generalmente di tempo per ricaricarsi (chi più, chi meno, chi nulla -come gli oggetti-). Infine si potrà, come di consueto, saltare con il tasto B, mentre il tasto Y sarà relegato alla schivata o la parata (una volta apprese). Portando a segno i fendenti col nostro Keyblade, si andrà via via riempiendo una barra denominata Clock. Una volta riempita quest'ultima, si potrà beneficiare di un incremento di livello, acquisendo così abilità esclusive e talvolta uniche a seconda del Keyblade impugnato. Solo al raggiungimento del livello Clock massimo si renderà disponibile un devastante “Attacco Finale” (equipaggiato in precedenza tra quelli ottenuti) che permetterà di far fuori un generoso numero di nemici in una volta sola!

    Unico neo del gameplay è l'ormai stra-odiata Telecamera. Questo difetto non è nuovo nella serie, né si poteva sperare che si risolvesse su di un portatile, dove si hanno a disposizione meno tasti rispetto al controller di una console casalinga e dove anche la sola presenza di una levetta analogica avrebbe reso la vita sicuramente più facile. Purtroppo i possessori di DS dovranno accontentarsi del tasto R che riporta la ballerina telecamera alle spalle del nostro eroe; in ogni modo, non è nulla che non si risolva con un po’ di pratica.
    Il Sistema di Sviluppo del nostro eroe invece ci vedrà alle prese con un’impostazione a metà strada tra la Sferografia di FFX e il sistema utilizzato nel capitolo precedente su DS. In altre parole ci ritroveremo a gestire le nostre riserve di Chip e Debugger su di una sorta di scheda madre per PC, con tanto di CPU, cavi e matrici varie. Partendo dalle CPU, unica fonte di energia nel circuito di crescita, andremo a piazzare chip di vario genere che aumenteranno le nostre caratteristiche base (Level Up+1, Attacco+2, Magia+1, Difesa+3, ecc.), concatenandoli per raggiungere i punti strategici dove attivare abilità passive e non, ampliare gli slot di equipaggiamento di comandi ed accessori o attivare alcuni trucchi (come quello che diminuisce la percentuale massima dei nostri punti vita per aumentare la percentuale di tesori rilasciati dai nemici o quello che, in perfetto stile TWEWY, vi lascerà settare in qualsivoglia momento la difficoltà del gioco tra le 4 selezionabili). Insomma, se riuscirete a passare sopra alle magagne del "copione", potrete godervi il miglior KH che sia mai stato realizzato sotto il profilo del Gameplay!



    Il DS delle Meraviglie

    Relativamente al comparto tecnico, KH lascia davvero sbalorditi! Il DS non ha mai svolto lavoro migliore. Vero è che il motore del precedente capitolo apparso su DS è stato preso di peso e riutilizzato in questo episodio, ma i ragazzi di h.a.n.d. non si son certo fermati qui e ne hanno realmente "smussato tutto lo smussabile", rendendo così l’impatto con la Grafica 3D una gioia per chiunque ci posi gli occhi sopra. Si resta quasi increduli nel vedere i modelli poligonali dei personaggi, gestiti alla perfezione dall’ormai obsoleto e stra abusato hardware del piccolo portatile della grande N, che non mostra il fianco nemmeno nelle situazioni più concitate. I colori sono ancora più luminosi e sfavillanti che in passato, con effetti particellari e di luce davvero esemplari per le future creazioni su questa console.

    Altrettanto pregevole quanto variegato il lavoro svolto sul Bestiario di turno, con animazioni e proporzioni dei nemici ottimamente riprodotte sulle esigue dimensioni degli schermi del DS... nulla da invidiare alla controparte casalinga insomma. Per quanto riguarda i fondali invece, se da un lato non ci si può aspettare di certo di più dall'hardware DS, non si può certo negare che siamo ben lontani dai risultati ottenuti su console casalinga o anche solo su PSP. Tutto sommato senza troppi giri di parole possiamo assicurare che, pur nei suoi limiti, i possessori del doppio schermo Nintendo, potranno godere del titolo che sfrutta al massimo la potenza di calcolo di questa console.



    Sul versante del Sonoro possiamo costatare come tutte le vecchie glorie musicali tornino a farsi sentire anche su questi lidi con tutta la loro magia e sinfonia, ma nonostante ciò, non possiamo non far notare che di nuovo c’è poco e nulla (più nulla che poco) e che ad alcuni potrebbe non far piacere sentire e risentire motivetti che avrà già ascoltato per centinaia di ore di gioco in passato.
    A proposito di ore di gioco, eccoci giunti sul finire, a parlare della Longevità: la Story-Line di base è sufficientemente longeva per il genere, anche se non vi porterà via oltre le 15-20 ore di gioco circa (fattore fortemente soggettivo, influenzato dalla difficoltà e dai vari game over), per poi allungarsi prepotentemente ben oltre le 40 ore nell'eventuale Post-Game. Quest'ultimo, difatti, propone tante missioni secondarie, collezionabili da cercare e ben 30 Trofei da conquistare (20 dei quali presi a caso, sbloccheranno il finale segreto, vera ed unica chicca della trama, per cui vale la pena finirsi il titolo).

    Articolo presente anche nel Blog di PukkaNaraku

    COMMENTO FINALE


    "Questo KH Re: Coded, per quanto non brilli di luce propria per trama, personaggi e mondi (ri)proposti, offre comunque un'esperienza davvero unica nel suo genere. Se si riesce a sorvolare sugli evidenti difetti di copione e sulle incertezze della telecamera, si potrà, infatti, gustare uno degli ultimi capolavori che l’era DS potrà regalare, un titolo davvero apprezzabile in quanto a forza bruta di poligoni e giocabilità frenetica. KH è esaltante e divertente, paragonabile a pochi altri esponenti del genere. Thanks, Naminè!"


    Daniele "PukkaNaraku" Puca





    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      In effetti l'idea di giocare a dei titoli basati su un crossover Disney-Square poteva lasciare di primo acchito un po' perplessi... e invece...
      Considerato il successo dei vg legati a questa serie, direi che l'audace idea di mixare questi due immaginari è stata piuttosto azzeccata. Come dire: la fortuna (e aggiungerei la bravura degli sviluppatori) aiuta gli audaci.
      Prima o poi mi deciderò a provare un titolo della serie Kingdom Hearts... magari cercando di non farmi scoraggiare leggendo la trama (in questo caso, ad esempio, non invoglia molto...). Di certo questa interessante review è un buon incoraggiamento ad entrare nel mondo di KH.
    1. L'avatar di PukkaNaraku
      PukkaNaraku -
      Il problema principale della saga è che è stata, purtroppo, frammentata su troppe console, ed essendo la trama un pippone esagerato continuo, pieno di colpi di scena ed imprevisti (alcuni decisamente tirati, ma è una storia di fantasia, ci si passa sopra, senza contare che, imho, KH va giocato per il gameplay), risulta difficile avvicinarsi incautamente, correndo il rischio di non capire un accidenti di niente o di spoilerarsi eventi importanti. Il mio consiglio, semmai dovesse giungere in Europa, è di recuperare la collection HD in uscita su PS3, altrimenti recuperare i capitoli PS2 ancora reperibilissimi.
      Ovviamente, il tutto è da giocare nell'ordine di uscita:
      - KH1 (PS2/PS3);
      - KH: Chain of Memories (GBA/PS2, entrambe le versioni sono buone, io preferisco quella GBA che aiuta ad accontentarsi della pochezza di gameplay considerando la piattaforma di uscita);
      - KH2 (PS2/PS3);
      - KH: Birth by Sleep (PSP, è un prequel);
      - KH: Dream Drop Distance (3DS);

      Poi, se si vuole, ci sono i due episodi filler che sono KH: 358/2 Days e questo KH Re:Coded, entrambi per DS. Il primo ha un gameplay decisamente ripetitivo, ma qualche accenno di trama in più (svela qualche retroscena particolare NON necessario alla fruizione della trama ed è ambientato in parte prima di KH2 ed in parte dopo KH2), mentre il secondo è un completo filler, ma con un gameplay davvero stellare (il migliore della saga, probabilmente, dal punto di vista del gameplay...è ambientato dopo KH2, per quanto sia del tutto filler)!