James Noir's Hollywood Crimes Nintendo 3DS | Retrogaming History
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  • James Noir's Hollywood Crimes

    James Noir's Hollywood Crimes

    Considerato che una serie come quella del Professor Layton è riuscita a riscuotere un notevole successo (attestato da diversi seguiti, spin-off, libri e film), ci si può interrogare sulle motivazioni che hanno portato il docente detective ad un tale livello di popolarità.

    Del tutto giustificabile, in ogni modo, l'operato della Ubisoft, che ha ben pensato di dar vita sulla neonata console Nintendo a una nuova serie, quasi parallela nelle meccaniche e, sulla carta, di buon livello in ogni comparto. Peccato, però, che i risultati siano stati inferiori alle previsioni, sia in termini di critica sia di vendite.
    Analizzando il gioco in sé, difatti, sono rimasto piacevolmente colpito dall'esperienza in generale. La storia è avvincente, la grafica buona, gli enigmi ben studiati... ma alla fine, il risultato complessivo non supera la sufficienza, nonostante certe chicche che andrò testé a descrivere.
    Forse si è voluto fare tutto troppo di fretta, e alla fine è chiaro come in nessun campo si sia avuto il coraggio di osare di più.

    Iniziamo dalla storia: nel 1969 il protagonista prende parte al gioco televisivo “The Incredible Puzzle Masters”, fittizio show americano in cui due concorrenti si sfidano a colpi di prove basate su logica, intuito e ragionamento. In James Noir's Hollywood Crimes avremo tanti piccoli puzzle da superare, ma anche un risvolto thriller. Nella settimana in cui andrà in onda il programma, infatti, i precedenti vincitori della trasmissione moriranno, uno dopo l'altro. La storia inizierà così a tingersi di giallo e ci si chiederà chi potrebbe essere il colpevole: l’anchorman del programma, la co-presentatrice, la signora che lavora dietro le quinte, un nostro vecchio amico d'infanzia, il nostro sfidante, noi stessi... o qualcuno di completamente diverso. Tranquilli: ci vorranno solo poche ore per giungere al termine della narrazione, e questo spiace, visto che la trama è ben dipanata, si avvale di buone inquadrature e mostra un discreto uso del 3D. I filmati di gioco, poi, sono stati ben confezionati e l'impressione è che siano riusciti a ricreare la giusta atmosfera... peccato, però, che di magagne questo Hollywood Crimes sia pieno...



    Le belle sorprese non mancano, però: il protagonista sarà proprio chi si troverà al di qua dello schermo (ci verrà scattata una foto quando inizieremo una nuova partita: fatevi belli!), ed ogni tanto comparirà la nostra immagine sul giornale (del gioco, eh!), dapprima per celebrare i nostri ripetuti successi al programma, e successivamente anche i sospetti che in poco tempo sorgeranno attorno alla nostra figura. Decisamente apprezzabile, poi, il doppiaggio, visto che il gioco è stato interamente localizzato in italiano e la recitazione risulta buona, con una voce del presentatore più che azzeccata (Alberto Olivero, doppiatore di lunghissimo corso in anime e giochi) e una valida "caratterizzazione" dei pochi altri personaggi.

    E se il doppiaggio è buono, non altrettanto lo sono le animazioni dei personaggi. Quest'ultime a prima vista si presentano ottime, ma alla fine tendono a ripetere gli stessi due o tre movimenti. Su questo fronte si sarebbe potuto fare davvero di più, poiché i vari characters che incontreremo (pochini, in effetti), sembreranno troppo innaturali, data la loro pochezza di espressioni. In confronto, Hotel Dusk e seguito per il normale DS, mostravano una varietà di espressioni pazzesca, pur trattandosi di animazioni disegnate a mano ed in bianco e nero. Al di là delle valide scene animate, il resto della grafica è insufficiente. Un esempio significativo sono le inquadrature dello studio. Perché mostrare i palchi con gli spettatori, se poi questi sono completamente immobili? Si mostrano le gradinate gremite, si fa sentire le grida d'incoraggiamento della folla... e poi si ripiega una distesa di corpi immobili. Evitabile.
    Da notare, poi, durante la risoluzione dei puzzle l'effetto 3D sia davvero risibile: eccetto un paio di cubi, il 3D è quasi ignorato. Ed è un peccato, perché Ubisoft ha comunque saputo sfruttarne l'effetto di rinnovata profondità (basti vedere i buonissimi video). Ciò nonostante si è deciso di rappresentare in 2D quasi tutti gli enigmi, risolvendoli con lo stilo sul touch screen inferiore. Nulla di grave, intendiamoci... e tuttavia questa scelta sa un po' di occasione mancata.



    Che la trama sia ben raccontata è fuori discussione... peccato, però, che il gioco sia davvero troppo breve: cinque o sei ore per arrivare alla fine, anche meno "barando". Magari non proprio barando, ma utilizzando i molti aiuti forniti dal gioco, difatti, si arriverà alla fine in men che non si dica. Si sbloccheranno molti nuovi enigmi che ci saranno inviati tramite le lettere dai fan e si avrà la possibilità di rigiocare le varie puntate dello show, ma apparirà anche chiaro che i giochi sono in larga parte sempre gli stessi. I mini-games, infatti, saranno ogni volta più difficili, ma riproporranno comunque lo stesso concetto e le stesse regole: i vari giochi logici coi numeri, gli spostamenti dei cavalli sulla scacchiera, gli shikaku, lo spostamento dei vermi, quello dei tronchi, certe azioni coi cubi.... Questi e diversi altri saranno declinati in una mezza decina di forme diverse. Circa centocinquanta enigmi, dunque, ma non molto diversi tra loro.



    Come già accennato, le varie prove sono un po' ripetitive e, considerando i moltissimi aiuti di cui disporremo, non sarà neppure un problema venirne a capo. Questa volta, peraltro, il giocatore è realmente incentivato a "barare", poiché non sono moltissimi gli enigmi che verteranno sul ragionamento visivo o matematico. Buona parte di essi, infatti, si risolverà con un po' di fortuna (quando, ad esempio, ci sarà da spostare dei pezzi, su scacchiere particolari a mo' di dama, per giungere ad avere un ultimo pezzo, dopo aver mangiato tutti gli altri, o dal momento che si dovranno spostare i cavalli su altre strane scacchiere), dove si sarà spinti a far grande uso degli aiuti.



    The Incredible Puzzle Masters Show è un po' particolare: si avanzerà totalizzando un determinato punteggio e si avranno, inoltre, dei punti bonus nel caso non si utilizzino gli aiuti. Dico io: in un gioco visto da milioni di telespettatori, far superare ai concorrenti delle prove talmente semplici con pure molti aiuti, beh... sa un po' di forzato, è innegabile.
    Se enigmi e annessa cornice non saranno chissà cosa, almeno le fasi prettamente investigative risulteranno più azzeccate. Con l'investigatore dell'FBI, vecchio amico d'infanzia, visiteremo le varie scene del delitto e le zone dove comunque il killer ha lasciato indizi. Registicamente non c'è nulla da eccepire in queste fasi che, tuttavia, non permetteranno la minima libertà di scelta. Il nostro amico, infatti, ci guiderà in tutto e per tutto e noi non faremo altro che vedere una bella scena in 3D, risolvere un enigma, vedere un'altra scena, e così via... Per quanto piacevoli, anche queste fasi in cui risolveremo gli originali enigmi del killer (che un po' ricorda lo stile di Saw l'Enigmista) dureranno davvero poco, come del resto il gioco stesso.
    James Noir's Hollywood Crimes, in ogni modo, si risolleverà un po' nel finale, in cui affronteremo delle fasi di gioco piuttosto originali, che certamente non posso svelare.

    COMMENTO FINALE


    "Una mezza dozzina di ore che scivolano via, passate magari piacevolmente, ma in cui non mancherà mai quella sensazione, che forse proviamo troppo spesso, in cui potremmo dire: "Bello, ma si poteva fare di più". James Noir's Hollywood Crimes propone una buona cornice in cui racchiudere una raccolta di minigiochi troppo uguali a se stessi. Se l'assenza di ulteriori sfide o modalità online porta il titolo Ubisoft a essere scarsamente rigiocabile, gli appassionati di enigmi potrebbero comunque trovarlo piacevole al primo giro... soprattutto se si considera le ridotta concorrenza nell'ambito del genere (a parte quelli della serie Professor Layton non ci sono molti titoli validi). Sufficiente ma nulla più."





    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Recensione molto interessante e titolo tanto intrigante nelle premesse, quanto alla fine, almeno stando alla review, inconsistente nella sostanza. A grandi linee, quasi un Professor Layton minore, insomma...