Super Stardust Delta - PSVita | Retrogaming History
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  • Super Stardust Delta

    Super Stardust Delta

    Premetto di apprezzare molto i titoli “cinematografici”. Vivere una storia avvincente e potervi interagire è per me una gran bella cosa e, che si tratti delle cospirazioni di Metal Gear Solid o di Resident Evil, o di impersonare arditi esploratori alla Uncharted o alla Tomb Raider, o eliminare Dei un po’ come in God of War o in Asura’s Wrath, ammetto che mi esalta non poco prendere parte ai cosiddetti titoli tripla A, giochi caratterizzati da decine di pagine di sceneggiatura, doppiaggio professionale, comandi complicatissimi e trame da Oscar. Eppure mi è ugualmente impossibile non amare anche questo Super Stardust Delta: un viscerale e cattivissimo arcade, senza uno straccio di trama o una particolare complessità di comandi. In effetti, anche in Pong non serviva alcun tasto, bastava solo ruotare il paddle.

    Housemarque, pur non essendo un team di grandi proporzioni, ha profonde radici.
    Piccola casa produttrice finlandese venne fondata nel 1995, dalla fusione di Bloodhouse e Terramarque, le quali avevano iniziato come sviluppatori per computer Amiga.
    Già nel 1993, Bloodhouse diede vita al primo Stardust, titolo che accompagnerà Housemarque per tutta la sua vita, attraversando diverse generazioni di console e apportando continui piccoli miglioramenti alla formula originale. Dopo il primo Stardust e relativo seguito creato per Amiga CD 32, tale vg fu oggetto nel 1996 di un porting per DOS. Dopo quest'ultimo non escono più titoli legati a tale serie per una decina d’anni... cioè fino all’arrivo dell’attuale generazione di console casalinghe. La Sony, infatti, era interessata ad accaparrarsi qualche titolo di un certo spessore per popolare il suo Playstation Store e dar vita alla sua idea di digital delivery.
    All’epoca, nel 2007, il PS Store era davvero scarno e non raggiungeva il livello del servizio messo su dalla rivale Microsoft: l'Xbox Live, germinato già con la prima Xbox e affermatosi con la 360 come esempio significativo di valido mercato digitale. In quel campo, dunque, la Sony aveva solo da imparare.



    La multinazionale giapponese, quindi, si accordò con Housemarque e il risultato fu il notevole Super Stardust HD.
    Quello tra 1080p e fluidità ancorata a 60 frame al secondo è un binomio che neanche nel 2012 si riesce spesso ad ottenere su console. Va bene che il tipo di gioco è ben diverso da quello di molte opere su Blu-Ray, ma osservare l’azione di Super Stardust HD era ed è comunque davvero piacevole agli occhi. Non dimentichiamo che Housemarque ha dato vita, sempre per il mercato digitale, anche a Dead Nation (PS3) e Outland (PS3/360), altri ottimi titoli, a dimostrazione del fatto che tale casa non dorme solo sugli allori dei vari Stardust. Senza dubbio il gioco è piaciuto molto a Sony, che pensò bene di commissionare allo sviluppatore finlandese anche una versione PSP di tale titolo. Peccato, però, che tale porting sia stato privato di diversi elementi, in particolar modo dell'accurato sistema di controllo basato sul doppio stick analogico che su PS3 dava un contributo molto positivo all'esperienza di gioco.

    E ad inizio 2012, ecco debuttare la PS Vita. Sony non si è così fatta sfuggire l’occasione di pubblicare una nuova versione di questo popolare sparatutto a doppio stick. C’è da dire che molti possessori di Vita avranno già messo le mani su questo titolo per diversi motivi, tra cui la mancanza di grandi alternative e il prezzo contenuto.
    Per mancanza di alternative intendo dire che il PS Store relativo alla Vita è desolatamente vuoto, come lo "Store PS3" al lancio. Ovviamente, dico ciò non tenendo conto delle versioni digitali dei giochi scatolati, che possiamo comodamente trovare in negozio (più o meno allo stesso prezzo). Considerando solo titoli esclusivi al PS Vita Store, pure dopo qualche mese dopo il lancio della console, c’è ancora molto da fare.
    Per quanto riguarda il prezzo contenuto... Insomma, difficile resistere a questo Super Stardust Delta, soprattutto tenuto conto che ce lo si può portare a casa, DLC compreso, per meno di una decina di euro.



    Per fortuna i pregi di questo titolo sono tali che esso brilla di suo e non solo perché si tratta di una delle poche vere novità dello Store. Se Uncharted è stato il "giocone" di lancio di Vita su memory stick, Stardust Delta lo è per quanto riguarda il digital delivery e almeno sul fronte della potenza visiva. Non potrete infatti esimervi dal riconoscere l’ottimo sforzo compiuto per dar vita a quella che, secondo me, risulta la miglior edizione in assoluto di questo brand. La potenza tecnica messa in campo, infatti, si mostra davvero notevole, dato che, pur nella – relativa – semplicità del gameplay, è impossibile che non balzi all’occhio la dovizia di particolari, la qualità degli effetti grafici e particellari, i movimenti naturali di asteroidi e nemici, la massima fluidità del tutto. Anche solo sul lato visivo, dunque, questo Delta si dimostra un titolo affascinante e per giungere a questo risultato contribuisce, oltre ovviamente alla perizia ottimizzatrice degli Housemarque, il notevolissimo schermo OLED di cui dispone la Vita. Se tecnicamente siamo ai livelli della versione PS3, bisogna poi dar conto delle molte novità introdotte, e non parlo solo di modalità extra (spesso davvero interessanti).

    Comparto tecnico a parte, cosa mi fa propendere per una promozione piena di questo titolo?
    Beh, essendo la serie nata quasi vent’anni or sono, moltissime cose sono cambiate, ma il fulcro è sempre quello: ai comandi di una navicella spaziale, dovremo colpire tutto ciò che ci ostacolerà, che si tratti di asteroidi, esseri viventi a noi ostili, o macchine aliene di varia grandezza, minacciosi e giganteschi boss compresi. Il cuore del gioco è deliziosamente arcade, e Housemarque ha fatto un gran lavoro nel ripresentare una formula di gioco magari non più originalissima, ma di sicuro impatto, poiché implementata nel migliore dei modi. Nella classica modalità Storia dovremo affrontare le minacce di difficoltà sempre crescente che ci si paleseranno in cinque diversi pianeti. Alla base di tutto, il controllo a doppio stick. E i piccoli analogici della Vita faranno decisamente bene il loro lavoro, cosa davvero fondamentale, dato che, mano a mano che giocheremo, lo schermo si affollerà di un’infinità di nemici e asteroidi piovuti dal cielo. In effetti i due stick sono più piccoli di quelli presenti sul DualShock, ma sono stati tarati al meglio e risponderanno alla perfezione agli input del giocatore.

    Sarà importante riuscire a capire al volo, nella (voluta) confusione generale, dove e quali saranno i nemici che ci seguiranno o ci spareranno contro dai semplici asteroidi e capire quindi in che direzioni rivolgere i nostri raggi. A proposito del laser, è stato opportunamente tolto il terzo (comparso su PS3), quello verde. Così, disponendo di due diversi tipi di armi (raggio di plasma e proiettili di ghiaccio), sarà un po' più facile alternare le armi velocemente (con R), senza pensare al tipo di raggio che potrebbe venir fuori. Fuoco o ghiaccio. Ovviamente vi saranno corpi celesti e nemici differentemente vulnerabili ai diversi tipi di armi. Un UFO rosso sarà presto distrutto se lo irradieremo col raggio di tale colore, mentre coi proiettili blu distruggeremo in pochi secondi un asteroide di ghiaccio o un serpente spaziale azzurrognolo. A proposito del bestiario alieno, tra serpentelli e ruote dentate, vedremo spesso, anche nei boss, creature ibride, bio-organiche, che mi han fatto ripensare, parlando delle caratteristiche estetiche di alcuni nemici, al vecchio Bio-Hazard Battle, sparatutto a scorrimento per Sega Megadrive.



    L’anima completamente arcade di Super Stardust Delta si può notare non solo dalla sua immediatezza, dall’assenza di qualsivoglia trama o dai caricamenti immediati (niente più UMD, solo caricamento da memory stick), ma anche dallo stile di gioco in sé. Gameplay basato su vite, di punteggi, di moltiplicatori e riflessi del giocatore. Come affermato dal trailer, “sbatti le palpebre e sei morto”.
    A meno di non essere in modalità facile, bisognerà davvero prestare la massima attenzione per arrivare alla fine della modalità Storia, o per realizzare dei punteggi decenti nelle altre difficoltà (spesso senza fine, ma ci arriviamo). Super Stardust Delta richiederà infatti il massimo sforzo da parte del giocatore di mantenere desta l’attenzione, dato che pochi millimetri faranno la differenza fra vivere e morire, colpiti da un proiettile nemico o incappando in qualcosa. Spesso si dovrà zigzagare tra pezzi di asteroidi e, quando tutto sembrerà perduto si potrà ricorrere a qualcuna delle nostre armi speciali, come una sventagliata di missili o direttamente un buco nero, da piazzare col touch screen posteriore. Scuotendo la console si provocherà un piccolo terremoto, e anche questo risulterà un attacco efficace (ma dovrete staccare lo sguardo dall’azione di gioco per un paio di secondi ed è rischioso...). Più volte vi dovrete decidere se stringere i denti e proseguire senza ricorrere alle armi speciali o sacrificare uno dei pochi bonus a nostra disposizione. Per fortuna potremo sempre disporre di un bonus di velocità, con L, che ci permetterà di allontanarci da una zona a rischio, mentre l’accelerazione ci darà qualche secondo di invincibilità. In generale, più nemici distruggeremo meglio sarà (è presente anche una modalità ad hoc).

    E non di sole nuove modalità di potrà fregiare questo episodio. Degno di nota, infatti, è che si tratti di un titolo di lancio in cui, in maniera più o meno evidente, siano state implementate tutte le caratteristiche della console, mettendo da parte solo il multiplayer, comunque mai preponderante nella serie. Qui è il giocatore che scala le classifiche e sarebbe complicato avere due navicelle su schermo, considerando che la telecamera punterà sempre alla navetta del giocatore, sempre al centro dell’azione. Interessante, poi, l’utilizzo dei sensori di movimento: non potendo per forza di cose disporre di un terzo analogico votato alla gestione della telecamera (non che sia indispensabile), basterà inclinare la console e vedremo meglio i bordi del pianeta su cui ci si troverà. Inclinando in alto, vedremo meglio la parte superiore dell’area e così accadrà spostando la console in ogni direzione. Si tratta di un piccolo tocco di classe che risulta gradito, dato che bastano davvero pochi centimetri di inclinazione per correggere la visuale e ciò non farà mai venir meno l’attenzione. Una telecamera comoda e precisa, dunque, che per tornare alla posizione “neutra” richiederà una semplice pressione sul tasto Triangolo.



    Vi sono diverse modalità di gioco, ma è probabile che si trascorrerà la maggior parte del tempo con la classica modalità Arcade: cinque pianeti, cinque fasi per ciascuno, ed una o due ore per arrivare a termine della partita a seconda della difficoltà. In realtà, selezionando la modalità difficile, si rischia di concludere una partita in pochi minuti, ma solo perché è davvero facile morire!
    Parlando delle modalità extra e del gioco in generale, debbo dire che il sistema dei Trofei è stato implementato ottimamente, dato che di questi ultimi ce n'è almeno uno ad ogni modalità, il che spingerà a impegnarsi seriamente anche in queste missioni, cercando di capire il modo migliore per incrementare il proprio punteggio. Ad esempio, nella modalità Bombardiere si dovrà totalizzare un milione di punti, oppure ottenere un moltiplicatore 99X nella modalità Impatto, o ancora sopravvivere 10 minuti nella modalità Senza Fine. Raramente mi soffermo sui Trofei, visto che di solito possono catalogarsi come o pretestuosi e superflui... e tuttavia non mancano i casi in cui possono rappresentare delle pietre miliari che descrivono l’avanzamento di una partita (come in Demon’s Souls).

    In Super Stardust Delta, tolti quelli legati all’avanzamento della modalità Arcade, i Trofei si concentreranno nel realizzare diversi obiettivi nelle varie modalità. Verranno così in mente nuovi metodi per conseguire i risultati e questo porterà prima alla conquista del trofeo e poi alla soddisfazione per aver capito il modo migliore di affrontare una sfida. In pratica, il trofeo metterà sulla giusta strada per arrivare a traguardi importanti. Ad esempio, nella modalità Bombardiere si otterrà un riconoscimento arrivando ad ottenere 15 bombe. Ciò non riguarda la modalità in sé: il giocatore partirà con dieci bombe (potrà usare solo quelle, in tale modalità) e dovrà far più punti possibile distruggendo ciò che comparirà a schermo. Ovviamente facendo brillare subito tutte le bombe non si otterrà nulla, né un punteggio decente né un trofeo. E allora ci si chiederà: come fare per migliorarsi? Ecco, ogni tanto compariranno dei barili di materiale nucleare e, se verranno coinvolti nell’esplosione, permetteranno di ottenere una bomba in più. Ovviamente tali contenitori compariranno di rado, quindi bisognerà sopravvivere schivando il più possibile, intercettare la traiettoria dei barili e innescare una potente esplosione. E, nel marasma generale, questo porterà moltissimi punti e si arriverà ad avere molte bombe. Risparmiandone un po’ all’inizio, se ne avranno di più per le sessioni successive, in cui saremo subissati da corpi celesti.



    Per chi non avrà almeno un’oretta da dedicarvi, ma solo un quarto d’ora, c’è sempre la modalità Pianeta, che permetterà, per l'appunto, di affrontare un solo Pianeta. Un buon modo per allenarsi nelle aree più complicate senza ricominciare sempre da capo.

    Molto interessante si rivelerà la modalità Senza Fine, in cui non c’è molto da aggiungere: si tratterà di resistere il più possibile, avendo una sola astronave a disposizione. Dovremo affrontare ondate casuali di detriti e di nemici, ma è chiaro che più passerà il tempo e più sarà dura restare in vita.

    La modalità Impatto desta simile interesse: usando solo il Turbo si dovrà andare addosso ai nemici. Problematico solo all’inizio, quando di materiale alieno ce ne sarà ancora pochino. Non appena, viceversa, lo schermo si affollerà di elementi da colpire il nostro compito sarà molto più facile, dato che l’accelerazione del Turbo perdurerà fino a che continueremo a colpire ripetutamente nemici, cosa che garantirà un’ulteriore iniezione di velocità. Il problema sorge quando si penserà: col turbo che mi resta, riesco ad arrivare a quel gruppo di nemici o la spinta terminerà prima? Conclusosi il turbo, difatti, esso si dovrà ricaricare e noi cozzeremo contro il nemico, morendo inesorabilmente. Anche qui, quindi, sangue freddo!

    Nella modalità Twin Gun muoveremo l’astronave con i giroscopi della console (dovremo proprio inclinare la Vita). In compenso, potremo sparare raggi con entrambi gli analogici. Sarà che è complicato orientare la navicella solo con la tecnologia Sixaxis, ma non mi ci sono molto ritrovato. Meglio muoversi poco, visto che la doppia potenza di fuoco renderà più facile falcidiare i nemici. Muovendosi troppo in fretta, infatti, sarà facile rischiare di cozzare contro qualcosa.

    Come se tutto questo non fosse abbastanza, alla Housemarque hanno trovato pure il tempo di inserire anche dei minigiochi. Saranno ulteriori prove, piuttosto rapide, visto che modalità come Disco Spaziale o Camionista difficilmente vi prenderanno per lungo tempo: si tratterà per lo più di diversi minigiochi che punteranno molto sul touch screen, come la modalità Disintegrazione, in cui ci sarà solo da toccare lo schermo per distruggere un po’ di asteroidi. Comunque sono aggiunte piacevoli, e che non hanno sottratto impegno alla modalità principale e a quelle alternative già descritte.



    COMMENTO FINALE


    "Super Stardust si rinnova ancora una volta e, dietro una classica giocabilità del tutto votata ad un’esperienza arcade, propone diverse innovazioni che rendono onore alle caratteristiche della PS Vita. In questa incarnazione, lo spirito della serie resterà comunque invariato, presentando una modalità classica in cui, su vari pianeti, si dovrà distruggere tutto il possibile attraverso i controlli a doppio stick. A fianco di tale esperienza, poi, troveranno spazio diverse altre modalità che non faranno altro che aumentare la longevità di questo titolo, reperibile solo sullo Store online Sony per una decina di euro. Attenzione al livello di sfida, che non perdonerà alcun calo di attenzione da parte del giocatore. Accettando la sfida, metterete le mani su uno dei migliori shooter a doppio stick disponibili. In questo caso, Super Stardust Delta grazia la nuova Vita fin dal suo esordio: se amate scalare le classifiche e apprezzate questo tipo di gameplay, retrò ma attualissimo, non potrete esimervi dal provare Super Stardust Delta."





    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Se possedessi una PSV, da amante degli shoot 'em up sarei molto ben disposto nei confronti di questo titolo. La trama è inesistente? Beh... visto il genere e l'impostazione, direi che non è certo un problema...

      Da notare che la Housemarque è ricordata dai possessori di Amiga anche per Elfmania...
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      Superstardust HD su PSN è un capolavoro, se questo ne segue le orme allora è da acquistare assolutamente.
    1. L'avatar di bandito
      bandito -
      un vero gioiello, è stato il primo acquisto sul PSN appena comprata la PS3 (nell'anno di uscita), è stato il primo acquisto appena comprata la PSvita ed ogni tanto rigioco volentieri su CD32 le prima versione, è il classico che ti tiene attaccato per cercare di battere il record anche se una volta arrivati a buoni punteggi richiede molto tempo.
      Semplicemente stupendo, da avere se possedete una delle due console Sony!!!