Retrospettive Videoludiche 3-Spyro Terza Parte | Retrogaming History
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  • Retrospettive Videoludiche 3: Spyro (Terza Parte)

    Retrospettive Videoludiche 3: Spyro (Terza Parte)

    Spyro Fusion, Spyro: Shadow Legacy, The Legend of Spyro: Un Nuovo Inizio, The Legend of Spyro: La Notte Eterna, The Legend of Spyro: L'Alba del Drago e Skylanders: Spyro's Adventure

    Spyro Fusion (Vivendi Universal, Gameboy Advance, 2004)

    A questo punto potremmo dire un “basta così”... inteso per quanto riguarda i giochi di Spyro per GBA ben fatti.
    Avevamo raggiunto una buona alchimia con l'impostazione isometrica, quando si è detto: cambiamo completamente. Dopo la prima parte, ovvero Crash Bandicoot Fusion, ecco la seconda. Ora tocca a Spyro: gli universi dei due eroi si sono incrociati e per la prima (e unica, per fortuna...) volta le due mascotte dovranno collaborare per salvare il mondo. Neo Cortex e Ripto stanno tramando... ma noi saremo là per impedire la realizzazione di tali piani. E in che modo potremo fare ciò? In un titolo unidirezionale a scorrimento laterale con minigiochi di dubbia originalità e proseguendo per inerzia, giusto per sapere come le cose andranno a finire. La storia è abbastanza banale, ma è interessante vedere come gli eventi si dipaneranno, almeno sulla fiducia: sono pur sempre due grandi mascotte, protagoniste dei migliori platform 3D di fine millennio (2000 compreso).

    Quì però la contaminazione coi minigiochi è davvero eccessiva, mentre la vocazione platform è stata un po’ messa da parte. Le meccaniche a scorrimento laterale, poi, andavano bene per personaggi più “lenti” come Sheila, il sergente Byrd o l’Agente 9 (Bentley è stato un po' lasciato da parte...), ma per Spyro, a mio parere, questa impostazione non è azzeccata.
    Vorrei sottolineare, dunque, come sia proprio la totale disomogeneità dell’avventura a rovinare del tutto questo titolo, anche a causa di prove del tutto slegate dal contesto, assurde e pure pessimamente realizzate.
    Ribaltare completamente un impianto, magari non originale, ma funzionale, come i primi tre giochi isometrici a favore di una incerta visuale laterale, difatti, non ha portato bene. E la totale frammentarietà dell’azione, non è per me un punto a favore. I più piccoli potrebbero anche trovare qualche spunto di divertimento, ma chi ha giocato ai precedenti titoli della saga sa che qui siamo ben lontani da quei livelli. Un progetto così distante dai canoni della serie, che, in un certo senso, anticipa di sette anni l'eccentricità del discusso Skylanders...




    Spyro: Shadow Legacy (Sierra Entertainment, Nintendo DS, 2005)

    Tutto e niente: con questo Shadow Legacy si giunge ad un “pastiche” di Spyro che è difficile solo da immaginare. Comparto visivo di livello altalenante, diversi poteri magici, simboli da tracciare su schermo, 2D a volo d’uccello à la Zelda o isometrico, come i primi tre Spyro per Gameboy Advance e ancora grafica in 3D, valida a tal punto da farci chiedere perché non abbiano provato a realizzare uno Spyro simile ai primi 3 per PS1 (il DS ha dimostrato di essere in grado di gestire un titolo con certe caratteristiche e, come prova, non si deve necessariamente citare i due Dementium od Okamiden, dato che anche Super Mario 64, uscito al lancio del DS, era già lì ad attestarlo). Calma, andiamo con ordine.

    Partiamo dalla trama: Spyro e amici in campo, come spesso accaduto anche in passato. Minaccia questa volta sconosciuta, mondo scisso in due metà, luce e oscurità. Noi che ci attiviamo per salvare la situazione. Fin qui ci siamo. Tutto il resto cambia. Non per forza in meglio, ma non mancano in ogni modo le novità positive. Di sicuro le idee sono ben superiori rispetto a quanto visto nell’ultima implementazione portatile. Di che stiamo parlando? Di innovazioni che, almeno in una certa misura, saranno recepite dai titoli immediatamente successivi di questa saga.
    Restando su Shadow Legacy, si può fin da subito notare la maggior difficoltà del titolo, non lontana dalle punte di frustrazione già sperimentate nei primi episodi per GBA. Altro che raccolta di minigiochi, qua la storia è finalmente tornata a rivestire un ruolo di primo piano, ed è pure più seria, come non si vedeva da Hero’s Tail (uscito infatti solo un anno prima).
    Al di là della suddivisione tra titoli per console domestiche e portatili, Shadow Legacy potrebbe essere il seguito diretto del titolo sopracitato, nonché un ponte verso la successiva trilogia. Questo perché, sebbene restino immutate le classiche mosse di Spyro, vi siano sempre cristalli da raccogliere e ancora una volta non manchino Draghi anziani da soccorrere, molti nuovi elementi vengono introdotti in questo episodio: mosse speciali, da attivare tramite tocco di dita o di pennino, punti esperienza da raccogliere, punti vita e salita di livello del violaceo protagonista. Interessante considerare come questo capitolo si situi dalle parti dei giochi di ruolo d’azione.



    Le nuove magie e le nuove mosse che ci insegneranno i draghi nei vari dojo (accompagnarci attivamente nelle nostre avventure no, eh?) saranno sbloccabili man mano che saliremo di livello. Il Regno dei Draghi, inoltre, sarà stato diviso in due parti: una versione luminosa e la sua controparte oscura. In effetti, un simile dualismo è ricorrente nelle serie Nintendo e non solo nella la saga di Zelda, ma anche nel bellissimo e alquanto tetro Metroid Prime 2: Echoes, che, uscito proprio nel novembre 2004, potrebbe aver in qualche modo ispirato questo Shadow Legacy. Non siamo certo ai livelli d’angoscia del capolavoro dei Retro Studios, ma il mondo oscuro è comunque inquietante quanto basta da dare a questo titolo un'impronta fantasy.
    Complice un DS agli esordi, il titolo non è comunque privo di difetti. Come il primo Spyro per GBA, anche in questo Shadow Legacy la frustrazione la farà da padrona, soprattutto all’inizio. Man mano che capiremo il meccanismo, fortunatamente, il tutto verrà più naturale. Arriveremo in una zona dominata dal male, cercheremo di salvare chi è nei guai, colpiremo i nemici (con diversi punti vita e non più uno o due colpi come in passato) e aiuteremo i tapini anche nel mondo della luce.
    Dovremo raccogliere funghi e farfalle, per aumentare la barra della vita e della magia (eh già: non più soffi infiniti) e ci saranno svariati cristalli da raccogliere e da potenziare, ognuno coi suoi poteri particolari: resistenza a certi nemici, attacchi fisici o magici più forti (e pure la fortuna conterà). Qualche enigma: come raggiungere quell’altopiano? Come aprire quella porta? Non siamo agli enigmi ambientali di un Metroid, ma non mancano comunque delle prove apprezzabili.

    Tecnicamente, i personaggi risultano ben realizzati, considerata la "giovinezza" del DS e le fasi contro i boss, in puro 3D, saranno un piacere per gli occhi, anche tenuto conto che nel 2005 di certo non si era avvezzi alla tridimensionalità da tenere tra le mani. Tolti questi brevi intermezzi, Shadow Legacy resterà un buon titolo d’azione su fondali isometrici, per certi versi simile ai primi tre Spyro su GBA, ma ovviamente con un dettaglio superiore (peccato che, mentre attaccheremo caricando, potrà capitare che la fluidità abbia qualche defaillance), nonché una vera tridimensionalità dei personaggi. Le musiche risultano un po’ ripetitive e gli effetti sonori non eccezionali, ma, come già ricordato, è ancora presto per il DS.

    Da rilevare come, purtroppo, sia presente una buona quantità di bug, che mineranno l’esperienza di gioco: qualche blocco, saltuarie perdite di alcune statistiche, occasionali scomparse di elementi dello scenario e la sporadica impossibilità di proseguire nella storia. In effetti, si tratta di elemento che, in un certo senso, anticipa un trend attuale... un po’ come oggi, solo che adesso possiamo scaricare patch e aggiornamenti dalla Rete.


    The Legend of Spyro: Un Nuovo Inizio (Sierra, PS2, GameCube, Xbox, GBA, DS, 2006)

    Ecco, bisognerebbe chiedersi come mai questo titolo ha delle medie di voto così basse. In ogni modo, non fatevi fuorviare dai trailer di stampo cinematografico, poiché possono dare l’errata impressione di aver a che fare con un grandissimo gioco. I video mostrano l’arrivo di un’era oscura, i Draghi anziani che incaricano il draghetto viola di andare in missione, una grafica finalmente non plasticosa come Enter the Dragonfly o Hero’s Tail... e possiamo pure trovare al doppiaggio di Spyro l’Elijah Wood de Il Signore degli Anelli e anche Gary Oldman a quello di un drago anziano, così come Christina Ricci e Mark Hamill (sì, Luke Skywalker; sì, il Christopher Blair dei Wing Commander; sì, il Joker di Arkham Asylum e Arkham City). Comunque, è sempre disponibile la doppiatura italiana, per chi la volesse. Parla anche la libellula Sparx e non è la prima volta, ma almeno in questo caso non è fastidiosa, almeno fino a quando non ci prenderà in giro per le nostre troppe morti.

    Questo Eternal Night inaugura una trilogia caratterizzata da un'eccessiva pretenziosità. Gli sviluppatori, infatti, si sono dedicati fin troppo sulla spettacolarità del gioco, al punto da dimenticarsi di confezionare un prodotto davvero divertente. Concentrandosi sulle console casalinghe, possiamo ammettere la bontà della storia; i problemi risiedono però nel gameplay. Tanto per rimescolare nuovamente tutte le carte in gioco, si son detti: "realizziamo un bel picchiaduro a scorrimento". E vai di mazzate! Avventura lineare, vedremo sempre nuovi luoghi e non torneremo sui nostri passi. Addio alla vera esplorazione, quindi, ma questo non sarebbe un problema in sé (per me un po’ lo è, considerando il nome Spyro in copertina...). In pratica: superiamo un paio di piattaforme, incontriamo un Drago anziano che ci insegnerà qualcosa riguardo i nostri poteri (fuoco, ghiaccio, elettricità e... terra), poteri che metteremo tosto in pratica sul seguente gruppo di malcapitati nemici. Tanti, tantissimi nemici, ognuno con la sua barra vitale. Soffiar loro un po’ di fuoco? Senza "esagerare", però, poiché c’è la barra apposita. Per la verità ce ne sono più di una... facciamo ordine: barra rossa - energia, barra verde - magia, barra viola - furia. Queste barre si ricaricheranno con le gemme lasciate sul campo dai nemici sconfitti, con apposite gemme blu per i potenziamenti. Comunque, per i nemici più piccoli basterà qualche mossa di kung-fu, con annesso rallenti per far risaltare la spettacolarità (vabbé...) dell’azione.



    In effetti, sembra una via di mezzo fra God of War e Final Fight... e tuttavia i pochissimi enigmi ambientali e la potenza tecnica di questo Spyro sfigurano col primo, mentre l’azione concitata del secondo non è paragonabile ad A New Beginning. Uscito pure per le console portatili Nintendo di quegli anni, questo titolo, sia nell’incarnazione per GBA sia in quella per DS, si rivela piuttosto simile ai predecessori. Insomma, la versione Gameboy non si discosta molto dallo scorrimento orizzontale di Spyro Fusion, mentre la versione DS sembra una nuova versione di Shadow Legacy. Avendo già questo ultimo titolo innovato le meccaniche della serie, A New Beginning sembra davvero un suo sequel, sia pur con una trama un po’ diversa.

    The Legend of Spyro: La Notte Eterna (Sierra, PS2, Wii, GBA, DS, 2007)

    Eh già. Sarà che c’è Elijah Wood di mezzo, ma, come avvenuto con la versione cinematografica d’inizio secolo de Il Signore degli Anelli, anche The Legend of Spyro era stata concepita come una trilogia. E tuttavia poche sono le novità di rilievo rispetto al predecessore. Una di queste riguarda la manipolazione del tempo: potremo congelare le mosse altrui e disporremo di un bullet time davvero innovativo... una cosa davvero rivoluzionaria! Al di là delle ironie, bisogna ammettere che non mancano azzeccati puzzle da risolvere manipolando il tempo... in ogni caso nulla di nuovo. Insomma, i minilivelli temporali di Ratchet e ClankA Spasso nel Tempo erano di tutt'altra caratura. Per non parlare poi di una perla come Braid... ma è anche vero che qui si parla di brevi sessioni, inserite per spezzare un po’ il ritmo dell’azione. Quest'ultima, in effetti, rimane pressappoco la medesima, visto che davvero cambierà ben poco. Sempre un picchiaduro a scorrimento in salsa fantasy. È un peccato, per me, dover ricordare delle combo per i movimenti di Spyro...

    Proprio non si poteva proseguire col classico platforming? Anche i titoli di Crash Bandicoot hanno subito un certo calo qualitativo nel corso degli anni, ma anche i relativamente mediocri (ma alla fin fine passabili) Crash of the Titans e il Dominio sui Mutanti rimanevano comunque dei giochi di piattaforme! Eppure si è deciso di trasformare la saga in uno Streets of Rage misto ad Asura’s Wrath (quest'ultimo solo nei video). Sempre avanti, superando montagne di lava, castelli oscuri, vascelli su mari violacei, affrontando centinaia di nemici poco differenziati tra loro, tra cui dei fastidiosissimi babbuini e proseguendo verso la fine dell’area, per gustarsi un piccolo colpo di scena. Formula che vende non si cambia, no?



    In ogni modo non dobbiamo dimenticare che gli sviluppatori di questa trilogia, sempre distribuita da Vivendi Universal negli Stati Uniti d’America e dalla Sierra nel Vecchio Continente, sono i Krome Studios, team che anche allora non aveva all’attivo molti lavori. Ciò non toglie che si sarebbe dovuto riporre una maggior cura nella confezione di un gioco comunque ancora dedicato ad un pubblico adolescenziale, evitando perlomeno certi bug che rendono talvolta difficoltosa anche la semplice prosecuzione dell’avventura. In ogni caso, la scelta di non inserire molti rimandi all’episodio precedente non è certamente opportuna. Si può beneficiare di una buona trama, supportata nei video da una grafica apprezzabile, e poi... nemmeno un riassuntino! O hai giocato ad A New Beginning, oppure ti perdi l’inizio della storia. Qui siamo nel capitolo di mezzo, quello di solito meno riuscito e che di rado è buono quanto il successivo. Questa volta i nostri obiettivi sono più chiari, come del resto il nemico da sconfiggere. Abbiamo in precedenza battuto la dragonessa Cinerea, personaggio che ora si schiererà dalla nostra parte. Ma era solo un comprimario. Questa volta Re Gaul (un super babbuino, come se non ce ne fossero già stati abbastanza!) vorrà resuscitare il malvagio Maestro delle Ombre, proprio durante la notte eterna del titolo. Solo un pretesto per permettere agli sviluppatori di presentare ai giocatori un titolo molto simile al predecessore, superiore forse solo per il numero di barre (salute, soffio, furia, tempo!). Queste ultime, poi, sono anche un po’ confusionarie, la telecamera si mostra ballerina, la difficoltà si rivela tarata maluccio... Insomma, sarà forse per il fatto che gli autori avevano già pianificato la produzione del terzo episodio, titolo che sarebbe giunto per la prima volta anche su console HD, ma quest’avventura risulta, non sorprendentemente, un po' fiacca...

    The Legend of Spyro: L’Alba del Drago (Sierra, PS2, PS3, DS, Wii, X360)

    Questa sarà l'ultima avventura di Spyro nell'ambito della trilogia “Legend”. Riguardo al character design del protagonista, il titolo propone il più brutto Spyro mai visto... o almeno così pensavo prima di aver visto Skylander.... Un grugno che ben poco si addice al tenero draghetto... ma qui si entra nel campo dei gusti personali. Comunque l’Alba del Drago rende un po' giustizia all’Alta Definizione delle versioni PS360. L’esplorazione delle varie aree che si dovranno affrontare (sempre andando solo avanti, senza bivi o livelli da ripercorrere successivamente) è finalmente piacevole, sebbene la telecamera "arranchi" come nei precedenti due giochi. La longevità, poi, si dimostra buona: almeno otto ore di gioco sono assicurate, sebbene alla fine, come prevedibile, propongano poche innovazioni. E' comunque positivo che questo capitolo evidenzi meno bug del predecessore, magari grazie alla supervisione del team di sviluppatori Etranges Libellules.

    Tornando alle innovazioni introdotte, una di queste mi ha lasciato un po' freddo: una modalità multiplayer, in cui un secondo giocatore potrà controllare Cinerea, la dragonessa passata dalla nostra parte, desiderosa anche lei di sconfiggere il cattivone di turno. Questo personaggio avrà dei poteri differenti dai nostri, ma comunque complementari, per cui al secondo giocatore sembrerà quasi di controllare uno Spyro di colore diverso. Da notare, però, che ci sono delle limitazioni: niente schermo condiviso o un qualche tipo di online mode, ma i due combattenti dovranno rimanere molto vicini, dato che saranno “ammanettati” per il collo da una magia oscura. Un pretesto per non creare una modalità a schermo diviso, che finisce però per rendere poco piacevole l’esperienza multiplayer. Con o senza un amico accanto, nell’avventura i due staranno sempre insieme, ma l’intelligenza artificiale della piccola dragonessa non è proprio il massimo della vita, essendo paragonabile alla Ashley di Resident Evil 4 o alla Sheva di Resident Evil 5, in quanto all’aiuto che darà al compagno. Ecco... diciamo che si colloca poche spanne sopra Ashley, e giusto perché gli enigmi non vanno molto oltre lo spingere due leve all’unisono.



    Certo, come nella Notte Eterna, all’inizio scopriremo ben poco di quanto accaduto in precedenza: altro che riassunto... si inizierà da dove si era rimasti, ovvero imprigionati in un cristallo. Tre anni sono passati, ma ora ci siamo liberati. Riusciremo a fermar Malefor dall’evocare il Distruttore? Cinerea è davvero divenuta buona o è solo un Gollum in gonnella?
    È un peccato notare come la bontà della grafica sia svilita dal medesimo gameplay di sempre. Come sottolineato, questa volta si intravede un maggior bilanciamento nelle fasi d’azione, ma si tratta solo di quel tanto che basta per non scagliare il controller contro il muro. Se avete perso i due episodi precedenti, possedete una console HD e non ci tenete a conoscere gli antefatti narrativi, allora questo Spyro potrebbe anche rivelarsi una scelta interessante. Peccato, però, che si tratta comunque di un titolo datato 2008, e già allora non si trattava di un gioco così tremendamente affascinante. Quattro anni dopo si può notare come le textures non siano il massimo... anche se c’è da dire che la saga era nata multipiattaforma e su console non HD e quindi determinate imperfezioni erano da mettere in conto.

    Skylanders: Spyro’s Adventures (Activision, PS3, 360, Wii, 3DS, PC, iPhone, iPad, 2011)

    Certamente si tratta di un gioco in cui c’è Spyro, sia pur reduce da un pessimo intervento di chirurgia estetica e brutto come non mai... ma è solo un'opinione personale. Eppure all’inizio dei tempi del Regno dei Draghi, nel 1998, Spyro era un “mischievous little dragon”. Malizioso, birichino. Qua altro che birichino, sembra un teppistello! Che occhi ha? E che muso rincagnato! Vabbé, è solo un mio pensiero, dato che Spyro è comunque un eroe buono, sia pur ben diverso dal simpatico draghetto viola degli esordi, dagli occhi sgranati e pronto ad ascoltare con attenzione le banalità dette dai Draghi Anziani liberati dai Cristalli. Questo non è certo lo Spyro di allora, visto che in Skylanders si predenta come un piccolo ma decisissimo drago intenzionato a riportare l’ordine. Ma anche parlando del gioco in sé, non posso dire che questo sia un gioco di Spyro. Certamente Spyro c’è... eppure non è un gioco “di” Spyro, poiché di protagonisti ce ne sono altre decine. Già... gli sviluppatori hanno avuto un’ottima pensata per tirar su un bel po' di soldi. Questo Skylanders avrà pure il nome di Spyro (nel sottotitolo, sigh!), ma le meccaniche di gioco non hanno subito solo qualche innovazione, ma delle modifiche complete alla struttura classica. E una delle più eclatanti è l’aver abolito la funzione del salto, cosa che già da di per sé comporta la morte del platform! Link può anche permettersi di non saltare (a comando), ma vedere Spyro che non salta e non plana...

    Purtroppo o per fortuna non lo vedremo per molto. Una trentina saranno gli Skylanders con cui potremo giocare, ma nella confezione di gioco ne saranno disponibili pochissimi. Qua si parla di DLC così pesanti da non essere neppure scaricabili, ma direttamente acquistabili in negozio! Si sta parlando di veri pupazzetti in vendita nei negozi di giocattoli e pronti per essere poggiati su una piattaforma esterna alla console. Ogni burattino terrà in memoria il suo livello d’esperienza e sarà giocabile anche a casa di amici (anche se avranno un’altra piattaforma di gioco, e questa è un’ottima cosa). Ecco, è carina l’idea di prendere il tuo Skylander, portarlo anche in giro e non perdere i progressi, ma anzi, fargli acquisire nuova esperienza anche in trasferta. Quello che non convince è il prezzo. Per giocare ad un buon clone di Diablo, c’è da spendere assai, dato che tali statuine non sono proprio regalate... All’acquisto noterete come la confezione di Skylanders si presenti notevole in termini di volume. Non siamo agli scatoloni contenenti periferiche per giochi musicali, ma poco ci manca: troveremo il Portale del Potere (che è la piattaforma su cui poggiare il giocattolo), la statuetta di Spyro e un paio di altri personaggi. Questa sarà una periferica da collegare via USB alla nostra console... e il "bello" è appunto la possibilità di “aggiungere” sì nuovi personaggi, ma anche nuovi pezzi di livelli. Non solo potreste, ma dovreste farlo, visto che molte zone non sono accessibili dal gioco base. Più compri, più sblocchi. Facile, no?


    La trama, non proprio il massimo, verterà su questo Kaos, un po’ troppo simile ad un certo Megamind (sebbene miniaturizzato, come tutti i personaggi, che sembrano tutti un po’ tozzi), che cercherà di distruggere il mondo degli Skylanders. Tutto qua. Spyro cercherà, assieme agli altri 36 eroi (ma figuriamoci se non ne aggiungeranno altri!) di impedire che questo si realizzi. Beh, se la trama non è mirabolante, la realizzazione tecnica è perlomeno riuscita. Un po’ altalenante, poiché le scelte stilistiche difficilmente risulteranno digeribili. Passare dalla serietà della precedente trilogia a questo titolo, chiaramente pensato per un pubblico preadolescenziale, può lasciare l’amaro in bocca. Per fortuna la potenza delle console della generazione coeva è stata sfruttate a dovere, con degli effetti di luce ben riusciti, ben più avanti dei timidi primi passi avanti (in HD) fatti con L’Alba del Drago. Avrà anche influito il fatto che PS3, Wii e Xbox 360 sono in commercio già da cinque anni... ma finalmente gli sviluppatori le hanno ben sfruttate. Altrimenti ci sarebbe stato di che lamentarsi, dato che, a questo punto, non si sarebbero potuto addurre troppe scuse. Skylanders, dunque, è bello da vedere, punto. Poi lo stile può piacere o meno, ma almeno come tecnica ci siamo.

    Il multiplayer cooperativo o i minigiochi, ugualmente affrontabili in coppia, sono carini, ma nulla più, soprattutto se si cerca una bella avventura per giocatore singolo. Nel caso diceste: è Spyro, lo gioco per conto mio ed evito l’acquisto di altri titoli... meglio risparmiare. L’avventura non solo è comunque breve, ma se non si comprerà le varie statuette (al modico prezzo di 9,90 euro l’una... e sono in totale, lo ripetiamo, quasi una quarantina: buon divertimento!) il tutto risulterà ancora più effimero. Spyro e il paio di compagni allegati all’acquisto iniziale sono sufficienti per arrivare alla fine, ma come si è detto, lo scopo era quello di fidelizzare i bambini per convincere i loro genitori ad acchiapparli tutti! Oppure, se non proprio tutti, almeno uno per tipologia di potere speciale. Otto, infatti, saranno i poteri che contraddistingueranno i diversi Skylander e ogni capacità speciale sarà prerogativa di determinati personaggi. Questi poteri (tra cui troveremo, ad esempio fuoco, aria, acqua, ma anche magia o zombie -o meglio, non morto...-) saranno necessari per aprire dei portali, permettendoci così di esplorare a dovere ogni zona. Peccato che, come si è detto, non sia possibile fare a meno di comprare le varie action figures (e relativi potenziamenti: o vogliamo essere superati dal nostro compagno di classe? Non sia mai!).

    Vi piace Spyro, eh? Anche a me, altrimenti perché realizzare questa breve panoramica? Ma questo non è un gioco di Spyro. Nel mondo degli Skylanders ci sono decine di personaggi e Spyro è solo uno di loro, un nome di richiamo, un eroe che molti bambini di oggi non hanno mai provato nella sua vera forma, quella più smagliante, quella dell’epoca PS1. Una trilogia che ho rigiocato anche in questi giorni (siamo nel 2012) e che ha dimostrato di possedere delle meccaniche di gioco inossidabili, agili e dinamiche. In Skylanders il protagonista di turno non potrà far altro che effettuare un paio di attacchi e proseguire risolvendo enigmi di una banalità sconcertante, tanto che, al confronto, quelli dei Legend of Spyro sembrano paragonabili ai puzzle dei Legend of Zelda. Ciò, peraltro, ha anche senso, se si tiene conto del pubblico cui si rivolge questo Skylanders. Un titolo furbo, colorato, accattivante, un gioco che fa leva sull’atavico desiderio di supremazia. Eh sì, un vg dai DLC davvero molto costosi... ma questo non gli ha impedito di essere “il gioco per bambini n.1 del 2011, che ha rivoluzionato il mondo dei giocattoli e dei videogiochi”: parole non mie, ma del trailer di Skylanders Giants.
    Il buon successo di questo Spyro’s Adventures, infatti, porterà al rilascio nel 2012 di Skylanders Giants. Già... hanno pure eliminato Spyro dal sottotitolo. Tanto era già solo uno dei protagonisti, tanto vale togliergli ogni privilegio. Non sia mai che uno dei mostriciattoli abbia più spazio di altri! C’è già un trailer di tale Skylanders Giants, doppiato in italiano, che mostra la bontà del comparto grafico ed una sufficiente cura del gameplay, ma... ancor più di Skylanders: Spyro’s Adventure, questa volta il nostro draghetto viola sarà proprio relegato a misera comparsa e difficilmente credo che verrà la voglia di aggiungere tale capitolo a fondo pagina.
    Spero comunque che, prima o poi, il vero Spyro torni a far capolino su qualche console. In 2D, in 3D, con pochi o tanti compagni e minigiochi, ma, in ogni caso, nuovamente con lo spirito degli esordi... e non svilito in un Diablo/Pokemon creato ad hoc per insidiare le tasche dei genitori!

    Conclusione

    "La funzione della critica è indispensabile anche per il mondo dei videogiochi, che aiutano a godere e a sopportare meglio la vita. I grandi creatori videoludici sono uomini e donne di saggezza, intuito e intelligenza straordinari. I loro giochi sono serbatoi inesauribili di valori, idee e immagini che ci permetterebbero di vivere in modo più pieno, più bello, e più intenso, se compresi in maniera corretta. Ma le mode cambiano nel mondo dei videogiochi; cambia la storia e cambiano i codici comunicativi, e con troppa leggerezza questi tesori vengono messi via negli scaffali, coperti di polvere, trascurati e dimenticati. È compito del critico toglierli dal dimenticatoio, liberarli dalla polvere e riportarli alla luce del giorno. Ovviamente, per farlo, c’è bisogno di certe tecniche specialistiche: conoscenza della storia, del contesto... Ma più di ogni altra cosa sono necessari al critico l’entusiasmo e l’amore per i giochi. Ed è con la dimostrazione di questo entusiasmo che il critico ha creato un ponte fra i grandi sviluppatori ed il lettore comune."

    Righe non mie, bensì tratte dal romanzo “Il Professore va al congresso” (cit. pag. 400), di David Lodge, edito in Italia da Bompiani nel 2002. Mi sono limitato a sostituire “videogiochi” a “letteratura" e a pochi altri ritocchi et voilà: un grande testo rimane tale, anche riferito a un diverso contesto. Ciò che speravo di realizzare non era certo recensire minuziosamente ogni titolo della saga di Spyro, bensì dare una mia personale visione di ogni gioco, senza perdermi troppo nella descrizione di ogni caratteristica. Ho provato ugualmente a farlo, ma mi sono autoimposto un limite per ogni capitolo. Se viceversa avessi voluto scrivere delle super-recensioni, mi sarei focalizzato probabilmente su pochi titoli (principalmente solo quelli della Trilogia originale), per analizzarli al meglio. Avrei però dovuto astenermi anche da certe opinioni personali, per cui spero di essere perdonato (ma sono abbastanza sicuro che questi pareri saranno generalmente condivisi da molti voi).
    Ho dovuto riprendere in mano i vari giochi di questa saga per darne una buona descrizione, ma, come si sarà notato, ho dato la precedenza a certi giochi a discapito di altri. Tra le varie mancanze del testo, non posso non accennare all'assenza di riferimenti ai tre Spyro usciti su cellulare (Spyro the Dragon, Ripto’s Quest e The Legend of Spyro – Mobile). Non avendoli mai giocati, non mi azzardo a valutarli. Magari non saranno dei capolavori, ma potrebbero rivelarsi dei dignitosi platform.
    Detto questo, spero che questa carrellata sia stata non dico apprezzata o condivisa, ma che abbia fatto affiorare anche in voi dei ricordi, a volte belli e a volte un po’ meno... Per quanto fosco possa essere il futuro di Spyro, sicuramente prima o poi ritornerà, di questo non bisogna dubitarne. Spero ancora in un "vero" ritorno, ben diverso dalla parentesi Skylanders, molto (troppo?) differente dai titoli passati. Arrivederci a presto nelle Terre dei Draghi, a meno che Ripto non ci metta lo zampino!



    Commenti 7 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Bellissima quanto "triste" terza parte di questo eccellente speciale dedicato a Spyro. Leggendolo non ho potuto fare a meno di pensare a Sonic. Il porcospino blu fara' la stessa fine del draghetto viola? Spero che Sega lo mandi piu' o meno onorevolmente in pensione prima di svenderlo come lo Spyro degli Skylanders.
    1. L'avatar di unshe
      unshe -
      Citazione Originariamente Scritto da AlextheLioNet Visualizza Messaggio
      Bellissima quanto "triste" terza parte di questo eccellente speciale dedicato a Spyro. Leggendolo non ho potuto fare a meno di pensare a Sonic. Il porcospino blu fara' la stessa fine del draghetto viola. Spero che Sega lo mandi piu' o meno onorevolmente in pensione prima di svenderlo come lo Spyro degli Skylanders.
      Speriamo, magari, che gli diano un degno futuro. Possibilmente già dal prossimo episodio per wii u
    1. L'avatar di SamusPowerSuit
      SamusPowerSuit -
      Già... per quanto mi riguarda ho salutato Spyro dopo i discreti giochi per GBA. Il resto mancia...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bellissimo questo servizio su spyro e devo ammettere che questa terza parte mi ha davvero fatto piangere per come hanno ridotto spyro avevo gli episodi per ps2, di The Legend of Spyro e devo dire che li ho sempre odiati skylanders faccio finta che non esista quel gioco,
    1. L'avatar di Homerdoh46
      Homerdoh46 -
      Degli ultimi Spyro, ho appena giocato e finito A New Beginning, un titolo carino, senza grandi pretese, non m' aspettavo un capolavoro ma ammetto di esserci rimasto un pochino male, Sparx da libellula che ti aiutava a raccogliere gemme ad irritante spalla che vorrebbe imitare Daxter (di Jak and Daxter) senza riuscirci, esplorazione quasi inesistente, difficoltà piuttosto bassa e Spyro bruttino da vedere che è diventato un clone di Kratos, in compenso c'è una trama discreta! Per me, Spyro è quello degli episodi PS1, gli altri per me non esistono! Francamente io non spero nel ritorno del draghetto, perché se deve essere come questi episodi...
    1. L'avatar di Psycrow
      Psycrow -
      E questo spiega il motivo per cui i draghi si sono estinti...
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Citazione Originariamente Scritto da unshe Visualizza Messaggio
      Speriamo, magari, che gli diano un degno futuro. Possibilmente già dal prossimo episodio per wii u
      Vero... gli ultimi Sonic per Wii U e 3DS rendono bene nei trailer... vedremo. In ogni modo, ho l'impressione che la serie Sonic abbia, come dire, gia' dato. Poi, da fan di vecchissima data del porcospino blu, spero anche che questa mia impressione sia sbagliata