The Legacy - Realm of Terror | Retrogaming History
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  • The Legacy - Realm of Terror

    The Legacy - Realm of Terror

    Ogni cinquant’anni l’antico maniero dei Winthrop è sconvolto da strani fenomeni paranormali, nelle notti particolarmente cupe si percepisce un’innaturale luminescenza che lo sovrasta, così come si osservano dei misteriosi bagliori fluorescenti che lo attraversano in lungo e in largo. Già a partire dalle cronache dell’ottocento si leggono delle inquietanti segnalazioni a riguardo, benché a preoccupare maggiormente siano in realtà le innumerevoli denunce riguardanti la scomparsa di tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, si trovavano ad aggirarsi nelle sue immediate vicinanze. Dopo la prematura dipartita dei Prentiss, l'ultima famiglia nota per averlo abitato, e come ultimi discendenti della summenzionata dinastia, abbiamo appena ereditato questo misterioso edificio. Purtroppo per noi, ciò che all’inizio pare essere un inaspettato colpo di fortuna, ben presto si trasformerà nel peggiore dei nostri incubi. Una malaugurata notte, infatti, all'oscuro di quanto riportino i rapporti ufficiali, decidiamo di avventurarci incautamente all'interno della nostra nuova proprietà, proprio nel periodo in cui si assiste al maggior numero di questi fenomeni.

    Appena varcata la soglia, la porta sbatte violentemente alle nostre spalle e raggeliamo nell’udire una malefica risata. Nel giro di pochi istanti ci rendiamo conto di essere stati intrappolati e da lì a poco comprendiamo inoltre di non essere gli unici imprigionati al suo interno. Dalle pagine di un diario disseminato per le stanze della magione, un investigatore privato di Boston, Marcus Roberts, ci mette in guardia su quanto sta effettivamente avvenendo: una misteriosa entità malefica ha preso possesso della villa ed ora brama di estendere la propria influenza all'esterno. Che l'incubo di cui ora facciamo nostro malgrado parte, abbia a che vedere con la follia che ha sempre contraddistinto i Winthrop? Comunque stiano le cose, nei panni di uno sventurato ereditiere, dobbiamo fare quanto in nostro potere per scovare una via di fuga ed impedire che il Male possa raggiungere la vicina città di Longport, nel New England.



    The Legacy si presenta come un classico “dungeon crawler”, la cui atmosfera a carattere prettamente horror molto deve alle opere letterarie di H. P. Lovecraft ed Edgar Allan Poe. A livello strutturale, in altre parole, riprende l’impostazione e le meccaniche di controllo introdotte da titoli come Dungeon Master ed Eye of the Beholder. L’interno dell’inquietante edificio, pertanto, ci viene mostrato attraverso una visuale in prima persona contraddistinta da spostamenti a griglia e rotazioni panoramiche di novanta gradi. Al contrario dei due sopraccitati capolavori, non governiamo un manipolo d’impavidi eroi fantasy, ma piuttosto un unico personaggio scelto da una rosa di persone comuni. All'inizio della partita abbiamo la possibilità di selezionare il nostro alter ego tra otto possibili candidati, fra essi spiccano: gentiluomini, signore, professionisti e studenti. Ciascun personaggio possiede una serie di parametri che ne specificano le abilità fisiche ed intellettuali. Alcuni, inoltre, essendo ferrati nelle arti magiche, sono anche capaci di lanciare potenti incantesimi. Qualora un candidato non soddisfi le nostre esigenze, sarà comunque possibile modificarne le abilità distribuendo opportunamente gli appositi skill-point a disposizione.



    Una volta entrati nel vivo del gioco, non dobbiamo far altro che esplorare i numerosi corridoi e le innumerevoli stanze che caratterizzano la vecchia magione, ricorrendo spesso e volentieri anche all’aiuto dell’utilissima mappa automatica che tiene traccia di ogni nostro spostamento. Gli enigmi in cui incappiamo lungo il corso dell'avventura, devono essere risolti recuperando ed utilizzando vari tipi d’oggetti, così come leggendo e venendo a conoscenza di numerose informazioni disseminate per gli ambienti dell’enorme abitazione.



    Naturalmente, la villa dei Winthrop è tutt'altro che disabitata, fin da subito, infatti, c’imbattiamo nelle creature più disparate: zombie, scheletri, licantropi, gargolle, demoni, mummie, fantasmi e quant'altro. Fortunatamente, The Legacy non ci costringe a fronteggiarle per forza, quando è possibile abbiamo l’opportunità di darcela a gambe rifugiandoci in una zona più tranquilla, sempre che gli effetti della paura, dovuti ad un incontro inaspettato, non ci paralizzino sul posto, lasciandoci alla mercé del nemico. Nei casi in cui lo scontro diventa inevitabile, possiamo sfruttare varie tipologie di armi ed oggetti contundenti: vasi, bottiglie, acqua santa, spranghe, coltelli, spade, pistole e fucili, insomma tutto ciò che possa arrecare danno alle summenzionate creature.



    Il sistema di combattimento prevede l'uso di entrambe le mani, con ognuna possiamo sferrare due tipi d'attacco: uno istintivo, tramite il quale l'arma desiderata viene utilizzata alla bene e meglio, colpendo cioè un po’ a casaccio, ed uno mirato. Quest'ultimo, consente di prendere la mira e di godere pertanto di una maggior precisione, sebbene i tempi di reazione si dilatino di conseguenza. A noi, naturalmente, spetta capire quando prediligere l'uno rispetto l'altro, fermo restando la limitazione dovuta al fatto che una delle mani, spesso e volentieri, sarà impegnata a reggere il contenitore volto a trasportare gli oggetti del nostro inventario.



    Come premesso, alcuni personaggi sono anche in grado di lanciare degli incantesimi di vario tipo, purché tengano in mano un apposito libro. Il gioco ne contempla di offensivi, come ad esempio la classica fireball, difensivi, tipo la tradizionale armatura magica, e rigenerativi, come l’immancabile healing tanto caro agli appassionati di questo genere di giochi. La natura degli incantesimi dipenderà sia dal personaggio selezionato che dal livello delle sue abilità magiche ed intellettuali. Per rimpinguare l'energia magica necessaria ad effettuare i sortilegi, saremo continuamente costretti ad individuare, e di conseguenza a sfruttare saggiamente, degli appositi manufatti incantati. Naturalmente, lungo il corso della partita avremo modo di scovare e d’imparare degli incantesimi più sofisticati. Per rigenerare la nostra salute, oltre ad utilizzare i medi-kit ed i sopraccitati sortilegi curativi, possiamo anche riposare in particolari stanze contrassegnate da uno speciale simbolo.



    A mano a mano che sconfiggeremo i nemici e verremo a capo degli enigmi disseminati per il maniero, in piena tradizione ruolistica, ridistribuiremo i punti esperienza accumulati tra le varie abilità che intendiamo migliorare. Raccogliendo e sfruttando a dovere l’equipaggiamento disseminato per la villa, saremo anche in grado di migliorare le nostre capacità offensive e difensive, benché la mole d’oggetti messaci a disposizione, rispetto all’esiguità dell’inventario, non mancherà di giocare a nostro sfavore in più di un’occasione. Come in ogni buon gioco di ruolo che si rispetti, inoltre, sarà possibile conversare con i personaggi non giocanti mediante dei dialoghi a risposta multipla.



    L'interfaccia di controllo è basata su un sistema punta e clicca ed una serie di finestre ridimensionabili. Le azioni sugli oggetti, così come sui vari elementi dello sfondo, si effettuano mediante un comodo menu contestuale. The Legacy, è un titolo indubbiamente impegnativo, il livello di difficoltà si attesta su dei valori medio/alti e non è esente da alcuni sbilanciamenti in tal senso. La longevità è altrettanto elevata, contempla una quindicina di livelli, se così possono essere definiti, ripartiti tra i differenti piani della villa, diversi altri dungeon, il mausoleo ed i piani eterei ed astrali. Naturalmente, è stata prevista anche la possibilità di salvare i nostri progressi, lo stesso manuale ci invita ad utilizzarla piuttosto frequentemente.



    Il comparto grafico è tutto sommato curato, sebbene talvolta riveli qualche soluzione stilistica decisamente stravagante. Nonostante la maggior parte degli spunti artistici svolga adeguatamente la propria funzione, altri, al contrario, stonano vistosamente col contesto stilistico complessivo. Al di là di questo curioso effetto collaterale, il resto della grafica resta pur sempre di buona fattura, benché alla lunga si percepisca una certa ripetitività delle soluzioni impiegate. La colonna sonora che accompagna l'azione, è anch'essa di buona qualità e contribuisce non poco a calare il giocatore nell’inquietante atmosfera che permea il gioco. Un plauso va speso anche per la sapiente gestione degli effetti sonori, l’alternanza tra i vari spunti musicali, gli effetti sonori ambientali ed i passaggi in cui domina il più assoluto silenzio, è in grado di suscitare un vasta gamma di sensazioni contrastanti.



    The Legacy è disponibile in tre diverse localizzazioni: inglese, francese e tedesco. L’articolo in questione fa riferimento alla versione distribuita su supporto CD-Rom, sebbene ne esista anche una commercializzata su dischetti.




    The Legacy - Realm of Terror Video Gameplay





    COMMENTO FINALE


    "Nonostante una certa macchinosità di fondo e le restrizioni dovute al limitato inventario, nonché l’impegnativo livello di difficoltà ed il rispettivo sbilanciamento, The Legacy resta pur sempre uno dei migliori esponenti di questo particolare tipo di videogiochi. L'inquietante atmosfera che ne permea ogni singolo pixel, unita agli effetti paralizzanti che la paura è in grado di suscitare sul nostro sventurato alter ego, non fa altro che amplificare ulteriormente il profondo senso di disagio ed oppressione che è in grado di offrire questa interessante produzione. Tirando le somme, al di là delle sopraccitate imperfezioni, si cela, senza alcun dubbio, un buon survival horror che ben poco ha da invidiare ai più blasonati capisaldi del genere."





    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Venticello
      Venticello -
      Ci ho giocato quando uscì. Aveva un comparto tecnico strepitoso per l'epoca ma ci voleva un signor 486 per goderselo appieno
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Titolo interessante, come del resto l'ottimo articolo. Questo è uno dei tanti giochi per PC che non solo mi sono perso, ma che non ho neppure sentito nominare. D'altra parte nel 1993 giocavo a Mega Drive, Mega CD e coin-op... e stop. Il mio PC gaming è di pochi anni più "recente"... fermo restando che, in generale (con rare eccezioni), si è limitato a fps, pinball, shoot 'em up e platform in 3D.