Yuzo Koshiro: La “griffe” della game music (Parte 2) - Speciale | Retrogaming History
Registrati!
  • Yuzo Koshiro: La “griffe” della game music (Parte 2)

    Yuzo Koshiro: La “griffe” della game music (Parte 2)

    La trilogia di Streets of Rage: il beat (‘em up) dance su Sega Mega Drive

    Le colonne sonore dei tre celebri beat ‘em up a scorrimento usciti su MD nel 1991 (Streets of Rage / Bare Knuckle), 1992 (Streets of Rage 2 / Bare Knuckle II) e 1994 (Streets of Rage 3 / Bare Knuckle III) sono ascrivibili al filone dance-techno-house-jungle di Yuzo Koshiro.
    Il musicista, infatti, racconta in un’intervista che, nei giorni in cui lavorava alla soundtrack di Streets of Rage, frequentava spesso discoteche e ascoltava abitualmente dance music per avere tutte le necessarie fonti d’ispirazione.
    Il risultato, secondo le parole dello stesso Koshiro, è un vero e proprio viaggio attraverso molti sotto-generi della dance a partire dalla “house music” di Streets of Rage, per proseguire con la “hard-core techno” di Streets of Rage 2 e, infine, per concludersi con il “fast beat techno-like jungle” di Streets of Rage 3.
    Tutti i brani della trilogia sono realizzati tramite un linguaggio di programmazione denominato MML (Music Macro Language) e implementato dal musicista sul suo home computer, il NEC PC-88. Tale flessibile tool, caratterizzato da una struttura ispirata al BASIC, è via via modificato dall’autore secondo le esigenze e le sue evoluzioni, insieme alle crescenti disponibilità di memoria, influenzano le caratteristiche delle soundtracks.
    Per la realizzazione dell’OST di Streets of Rage 3, Koshiro utilizza, oltre al suddetto MML, uno strumento sperimentale denominato “Automated Composing System”, con cui crea i rapidi riffs techno-hardcore che costituiscono l’ossatura della maggioranza delle BGM.


    Streets of Rage



    The Streets of Rage
    Player Select
    Fighting in the Streets
    Dilapadated Town
    Moon Beach
    Keep the Groovin'
    Beatnik on the Ship
    Stealthy Steps
    Violent Breathing
    The Last Soul
    Level Clear
    Attack the Barbarian
    Big Boss
    Game Over
    You Became the Bad Guy!
    Good Ending

    Koshiro definisce “house” la colonna sonora di questo primo Streets of Rage. In realtà la definizione si riferisce più alla tipologia del sound adottato che al genere musicale, in cui, con i limiti sempre presenti in queste classificazioni, sarebbe possibile inscrivere le BGM.
    Yuzo, infatti, trae ispirazione da autori di dance music come Soul2Soul, Maxi Priest, Black Box, e Caron Wheeler, forgiando una soundtrack dove il ritmo domina incontrastato in un’impressionante varietà di stili, senza risentire nè delle limitazioni tecniche dell’hardware del Mega Drive nè della ridotta capacità del supporto siliceo (4 Mbit equivalenti a 512 kilobyte di memoria complessiva il che confina le BGM a poche decine di kB).

    La colonna sonora di Streets of Rage, dunque, è un tributo alla dance articolato in diversi suoi sottogeneri. Ad esempio, nell’irresistibile intro music, The Streets of Rage, Koshiro trae ispirazione da Sadness degli Enigma, replicandone la base ritmica e l’atmosfera rarefatta e aggiungendo un orecchiabilissimo riff di electric piano che, con diversi arrangiamenti, verrà replicato negli episodi successivi come leitmotiv della serie.
    Le BGM ingame, poi, sfoggiano una molteplicità di stili che lascia interdetti: si va dalla techno-dance-club sospesa tra suoni anni ’80 e base ritmica ’90 (molto belle le potenti percussioni campionate sul DAC -Digital-to-Analog Converter-, peraltro utilizzate in altri brani) di Fighting in the Streets, alla più riflessiva ed atmosferica Dilapidated Town, in cui l’intrigante riff di electric piano è accompagnato da una gustosa ritmica hip-hop, alla brillante e ritmicamente coinvolgente Moon Beach, che sorprende con il suo retrogusto vagamente latino, alla bellissima Keep the Groovin’, in cui avvolgenti sonorità caraibiche conducono al distendersi melodico in un sorprendente fraseggio di piano, alla martellante techno-ambient di Beatnik on the Ship, all’intrigante ritmica di Stealthy Steps, alla trascinante ed orecchiabilissima Violent Breathing e, infine alla drammatica ed atmosferica The Last Soul che fonde perfettamente melodia e ritmo in un crescendo incalzante e di forte impatto emotivo.
    Completano degnamente questa soundtrack le adrenaliniche boss tunes Attack the Barbarian e Big Boss, brani che sfoggiano un perfetto utilizzo dei bassi e una ritmica infernale, impreziosita da brevi samples vocali che ne accentuano la rapida progressione e il senso di pericolo e d’urgenza che ogni BGM del genere dovrebbe esprimere.

    Dal punto di vista tecnico si rasenta la perfezione. Tutti i 10 canali audio sono utilizzati, compreso il noise channel del più "primitivo" chip PSG "ereditato" dal Master System. Il DAC, come abbiamo visto, è valorizzato con campionamenti di potenti kick bass da discoteca e una discreta varietà di altre percussioni più soft.
    La sintesi FM (Frequency Modulation synthesis) arriva, infine, ad un livello di raffinatezza tale da simulare un vero e proprio set di suoni elettronici, con una resa sempre convincente e il sapientemente modulato “sostegno” dei più “poveri” toni square del PSG che risulta quanto mai utile e, in alcuni casi (The Streets of Rage e la “distensiva” Good Ending), persino protagonista.

    La colonna sonora di Streets of Rage, pur di altissimo livello, soffre di due piccole debolezze tecniche che Koshiro correggerà nel seguito. I severi limiti di memoria della cartuccia da 8 Mbit costringono il musicista a limitare la qualità dei samples con conseguente resa un leggermente “fiacca” delle percussioni più complesse (fa eccezione l’ottimo kick drum da discoteca che, insieme ai potenti synth sub bass di Stealthy Steps, non mancherà di impegnare le membrane dei subwoofer) che difettano, in alcuni casi della necessaria corposità. Inoltre, l’utilizzo di white noise e sintesi FM anche per la base ritmica tende a “sporcare” un minimo l’insieme e, quindi, a non rendere sempre un buon servizio agli altri canali FM e al DAC.
    Questi piccoli nei, quasi trascurabili nell’ottimo insieme generale, impediscono di gratificare questa soundtrack con il massimo dei voti, fermo restando che si tratta, in ogni modo, di una colonna sonora di altissimo livello.

    Voto: 9


    Streets of Rage 2



    Player Select
    Go Straight
    In the Bar
    Never Return Alive
    Spin on the Bridge
    Ready Funk
    Dreamer
    Alien Power
    Under Logic
    Too Deep
    Slow Moon
    Wave 131
    Jungle Base
    Back to the Industry
    Expander
    SOR Super Mix
    Max Man
    Revenge of Mr. X
    Good Ending
    Level Complete
    Game Over
    Go Straight (Beatmix)
    Walking Bottom
    Little Money Avenue

    La colonna sonora di Streets of Rage 2 vede il valido contributo di Motohiro Kawashima che firma Expander, Max Man e Little Money Avenue. Gli altri brani sono realizzati da Koshiro con un’unica BGM, Jungle Base, frutto della collaborazione tra i due musicisti.
    Il genere prevalente è definito dall’autore “hard-core techno”, etichetta facilmente applicabile a brani come Never Return Alive, Spin on the Bridge, Alien Power, To Deep, Jungle Base, Expander, Max Man e Revenge of Mr. X.

    Altre BGM, invece, sono caratterizzate da sound e ritmica più soft, come, ad esempio, l’irresistibile brano dance Go Straight (presente anche in una versione remixata ascoltabile solo nel sound test), impreziosito da intrigante panning synth riff, efficace uso dell’electric piano, ottimi bassi, gradevole ritmica e più che discreta varietà di sound e struttura.
    Koshiro, poi, mantiene un ottimo tessuto melodico in altri brani dance come la notevole Dreamer (particolarmente azzeccato, in questo brano, l’utilizzo dell’electric piano nell’ipnotico arpeggio), nella brillante Wave 131, nell’orecchiabile Under Logic (apparentemente ispirata a Move Any Mountain dei The Shamen, hit house-eurodance inglese datata 1991), nell’intensa ed incalzante Back to The Industry e in altri brani “lenti”, come l’atmosferica e sognante In the Bar, la godibilissima Slow Moon (ottimi piano riffs e piacevole ritmica dance-funky per una BGM pop che riprende anche la parte più melodica di Keep the Groovin’), la bellissima SOR Super Mix che remixa The Streets of Rage in un brano dalla melodia struggente (ottimo il sound dell’electric piano e ancora più marcate le assonanze con Sadness degli Enigma) e, come The Last Soul, in un drammatico crescendo.

    La colonna sonora è, in ogni caso, caratterizzata da una certa omogeneità di stile, con i brani più lenti e la gradevole parentesi dance-funk di Ready Funk e Little Money Avenue a bilanciare la prevalenza delle ritmiche techno, che, opportunamente, tendono a velocizzarsi verso ritmiche e sonorità hard-core nell’angosciante, ossessiva e “lancinante” Alien Power e nei brani degli ultimi stages, con la rapidissima Expander che, con il suo sound acido e distorto, anticipa le estremizzazioni del terzo episodio della serie.
    Particolarmente notevoli gli “energetici” boss themes, Never Return Alive e Revenge of Mr. X, le cui potenti ed incalzanti basi ritmiche si sposano con brevi samples vocali e superba sintesi per dar vita a due brani di pura adrenalina con, in più, un'efficace progressione drammatica ad impreziosire la seconda BGM e rendere, così, indimenticabile il confronto con Mr. X.

    Dal punto di vista tecnico, si nota un miglioramento della base ritmica con un drum channel (nei limiti del DAC channel del Mega Drive) nitido, corposo e potente, una sintesi più raffinata grazie anche ad un largo ed efficace utilizzo del panning e un conseguente sound più dinamico ed espressivo (sempre relativamente ad una FM synth). La valorizzazione dei chip audio è stata, quindi, ulteriormente perfezionata, complice anche la maggiore memoria a disposizione per le samples consentita dalla cartuccia da 16 Mbit.

    Il risultato è, dunque, una colonna sonora assolutamente perfetta e dalla resa affatto sorprendente (specialmente se si dispone di un subwoofer) che testimonia come Yuzo Koshiro e Motohiro Kawashima abbiano veramente spinto l’hardware del 16 bit Sega ai suoi limiti. Chi, poi, apprezza la dance-hardcore-techno anni ’90 non potrà rimanere deluso da questa eccezionale OST.

    Voto: 10


    Streets of Rage 3



    Spinning Machine
    Fuze
    Cycle I
    Dub Slash
    Dance Club
    Percussion
    Bulldozer
    Random Cross
    Happy Paradise
    Tunnelway
    Shinobi Reverse
    Beat Ambience
    Moon
    Crazy Train
    The Poets I
    The Poets II
    Cycle II
    Inga Rasen
    Boss
    Fateful Meeting
    Mr. X!
    Round Clear
    Bad Ending
    Good Ending
    Game Over
    Kama de Coco

    Le musiche del terzo episodio della serie, ugualmente frutto della collaborazione tra Yuzo Koshiro e Motohiro Kawashima, sono descritte dal primo come brani “dance-techno-house-jungle”.
    La paternità dei brani è così suddivisa: Motohiro Kawashima firma Bulldozer, Cycle I, Cycle II, Dub Slash, Fuze, Percussion, Boss, Moon, The Poets I, The Poets II e Koshiro tutti gli altri.
    Essenzialmente si tratta di BGM per la maggior parte realizzate con l’ausilio di un tool per la composizione automatica di riffs techno-hardcore, il già menzionato ”Automated Composing System”, implementato dallo stesso Koshiro.
    Questi brani techno, dunque, essendo generati tramite routine e, successivamente, integrati e ottimizzati dai musicisti, sono caratterizzati da una marcata ripetitività, un sound generalmente acido e una sostanziale assenza di melodia, nonché di tutti quei complessi elementi strutturali e relative variazioni che costituivano punti di forza essenziali delle BGM realizzate per i primi due capitoli della trilogia.

    Il taglio “estremo” dato a quest’ultima soundtrack, frutto di un processo compositivo decisamente originale e, per molti versi, sperimentale, contribuisce a creare in Streets of Rage 3 un’atmosfera particolarissima in cui il sound ripetitivo, ossessivo, destrutturato e cacofonico può generare un certo stato d’ansia e una sorta d’”ipnosi” che concentra il giocatore sull’azione.
    Certamente, se è possibile ammettere un certo valore alle BGM come brani ambient, più difficile è rilevarne un’effettiva consistenza musicale.

    Tecnicamente, l’esperienza maturata con le soundtracks precedenti consente ai musicisti di realizzare un sound di buon livello con pregevoli effetti acustici, ipnotico panning stereo, ottimi bassi e synth a tratti sorprendente per espressività. Purtroppo, la mancanza di limatura sulle composizioni dà luogo, in molti casi, a spiacevoli distorsioni e accostamenti incongrui tra suoni e ritmiche che contribuiscono a creare una peculiare atmosfera “estraniante”.

    Se, nel complesso, la colonna sonora di Streets of Rage 3 non brilla per qualità compositiva e ricercatezza del sound, non mancano, tuttavia, brani relativamente validi come la rapidissima e piuttosto varia Fuze, l’intrigante e gradevolmente cadenzata Shinobi Reverse, la discreta boss tune (Boss), l’atmosferica Moon, le due piacevoli The Poets I-II (tra le musiche relativamente più caratterizzate sul fronte della melodia, nonostante il sound distorto), la simpatica Dance Club, la brillante e discretamente realizzata Happy Paradise e, infine, Good Ending, l’ultimo gradevole remix del tema The Streets of Rage.

    La terza soundtrack della serie, dunque, segna un passo falso di Koshiro, tanto più se si considera che la maggior parte dei brani più validi è firmata da Kawashima.
    Se la title screen non avesse recato la prestigiosa “firma” del musicista, sarebbe stato possibile gratificare la colonna sonora di un 7; in questo caso l’aspettativa frustrata e il confronto con le bellissime musiche dei primo e secondo Streets of Rage riduce il voto alla mera sufficienza.
    Questa OST è da riconsiderare solo se si predilige la techno estrema, il ritmo sfrenato, la velocità psichedelica e il sound “alternativo” e “sperimentale”.

    Voto: 6


    CONTINUA
    con:

    Yuzo Koshiro: La “griffe” della game music (Parte 3)
    La doppia anima di YK-2 – Biografia e attività dal 1996 ad oggi





    Alessio "AlextheLioNet" Bianchi