Evoland - PC | Retrogaming History
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    Evoland

    Nello sconfinato panorama degli indie game, compare saltuariamente qualche esemplare unico dalle origini sconosciute e con un titolo senza molto significato, che nasconde però un contenuto del tutto inaspettato.
    Certo è un evento più facile da manifestarsi in questo piccolo mondo indipendente, che sopravvive di piccole soddisfazioni e chissà quante copie vendute, piuttosto che nel mercato di titoli dalla tripla A, da milioni di supporti andati a ruba, nelle prime settimane lanciati sul mercato.
    Cosi succede che un giorno, mentre guardi senza interesse la lista di nuove uscite su Steam...

    ...ecco apparire dal nulla; Evoland!

    Dopo aver superato con agilità la schermata iniziale, adornata semplicemente del titolo del gioco e avviato la partita con una bella pressione sulla scritta:"New Game", iniziano le peripezie di un piccolo eroe, senza nome, girovago in un ambiente arido, primitivo e facile da riconoscere per quei videogiocatori che, qualche hanno fa, hanno vissuto simili avventure davanti a un piccolo schermo luminoso, mentre altri giocatori, meno avvezzi a questo tipo di arte, potrebbe chiamarla:”Pixel Art”.
    Il percorso di questo nuovo eroe è prestabilito da un sentiero, ma...

    ...ecco comparire sullo schermo, uno scrigno!

    Conterrà il solito tesoro o la solita valuta usata nel gioco?.
    Ne siamo assolutamente certi, siamo abituati a questi cliché.
    Lo apriamo e, invece, scopriamo con sorpresa:"l'inventario".
    L'ignoto protagonista ora è in grado di accedere a una semplice lista di oggetti posseduti, prima inesistente. Non ci resta che continuare a cercare altri scrigni e sperare di trovare qualche arma o qualche oggetto per infoltire il nostro arsenale.
    Un altro tesoro e poi un altro ancora, le casse sembrano moltiplicarsi, in una di queste troviamo la possibilità di combattere e difenderci da fantasiose creature già viste da qualche parte (un altro deja vu), un'altra cassa nasconde dentro il mondo; più precisamente la mappa del mondo esterna, possiamo quindi vagare in questa vergine landa e cercare qualcosa da fare.



    Dopo qualche secondo di pellegrinaggio, scopriamo una costruzione.
    Entriamo in un paese privo di abitanti, le case hanno le porte chiuse a chiave e, indovinate un po?
    Nei cortili e in alcuni angoli della mappa, alcune casse aspettano il nostro arrivo: una volta aperte rivelano i personaggi non giocanti (tecnicamente chiamati anche “NPC”), i dialoghi di interazione tanto utili quanto banali (...) e la possibilità di entrare all'interno delle case.
    Un ambiente in continua evoluzione, il titolo di questo originale titolo ora acquista di significato, svelando il suo contenuto ad alto fattore nostalgico.
    Dentro un negozio troviamo una cassa e sblocchiamo la possibilità di riposare, per recuperare i punti ferita che ancora non abbiamo, anche se sono sicuro che più avanti, li troveremo. In poco tempo mettiamo in piedi una brillante evocazione dei giochi di ruolo d'annata; scopriamo quindi una storia; la solita fiaba che avremo letto e visto milioni di volte, dove c'è un cattivo chiamato Zephiroth (anche questo mi ricorda qualcosa...), due pezzi di un medaglione magico da trovare e il solito mondo da salvare.

    Volete sapere come va a finire?
    Il personaggio privo di identità, trova un nome, e siamo noi a darglielo. Sveliamo anche un compagno di avventura, una ragazza; (dove l'ho già vista?) dotata di abilità magiche, abbiamo quindi un Team e poi sarò il turno dei....

    ...hai sbloccato il combattimento a turni!


    Improvvisamente non siamo più inermi identità che respirano pixel e aprendo casse senza apparente motivo; abbiamo un ruolo e uno scopo nella nostra vita virtuale, non ci resta che portarlo a termine per ripercorrere quel sentiero che porta dal mito alla leggenda!
    Il resto, cari miei, ve lo dovrete scoprire da soli!.



    Mantenendo un rispetto reverenziale verso il passato, non è il solo gameplay di Evoland a mutare repentinamente, bensì, anche la grafica, le musiche e gli effetti sonori. Nelle prime sessioni siamo immersi nella semplice e poco cromatica orgia di pixel, riconoscibile all'hardware del gameboy, quindi digi-evolveremo attraversando ere geologiche di architetture hardware, comparse nella storia videoludica, nelle passate macchine da gioco; come l'immortale Nes, l'innovativo Supernintendo (SNES) con il suo inseparabile Mode 7, una fugace apparizione della playstation e i suoi caricamenti da compact-disk e il raggiungimento (forse troppo repentino) alle più moderne console, nella ultima e definitiva manifestazione grafica, con un moderno comparto tecnico, completo di effetti di luce e ombre volumetriche, oramai di abitudine per le nostre pupille.
    Evoland ci intrattiene e ci istruisce grazie a diversi stili e modalità di combattimento; i fendenti di spada stile Zelda nei primi minuti di gioco, passando per i turni adottati dai primi capitoli della serie Final Fantasy e migrare, con ancora più sorpresa, nelle multi-kill roboanti all'action-rpg stile Diablo.

    Questo titolo è un biglietto di sola andata, per un viaggio attraverso gli ultimi anni di storia videoludica, che commuove anche il giocatore meno avvezzo alle smancerie, con il merito di istruire quel neofita, che ha messo mano al sul primo videogioco, solo dalla playstation 3.
    Una buona idea sviluppata, però, con mezzi modesti. Anche se nel complesso il prodotto rimane comunque molto godibile e apprezzabile, oltre il fattore nostalgico e la sua nobile funzione didattica, purtroppo di giocabilità, ne troveremo ben poca. Non abbiamo tempo di affezionarci a una modalità di gioco o a uno stile di combattimento, che Evoland cambia nuovamente volto ancora e ancora.
    Risulta quindi sbiadito quell'affetto che, nasce tipicamente tra il giocatore e il protagonista, che porta a giocare a un'avventura con un attaccamento verso la trama, oppure verso la crescita del personaggio.
    Portare a termine Evoland richiede poco impegno e, purtroppo, ancora meno tempo, anche se ci impegneremo nella solita ricerca dei “Segret” che oltre alla soddisfazione personale, non portano a altri benefici.



    Comparto Tecnico:

    Ogni citazione del mondo virtuale è resa con attenzione nei particolari, non solo nel lato più vintage del gioco, ma anche nel periodo di transizione tra la grafica stile Playstation e la più moderna. Sono presenti molti spunti che riconducono a glorie videoludiche passate, che solo i videogiocatori di una certa età ricorderanno con affetto, e non riguarda solamente la cerchia dei giochi di ruolo giapponesi. Nel bene o nel male, Evoland cerca di abbracciare dal lato tecnico ogni tipologia passata di videogioco, rendendo ogni momento del gameplay un piacevole Deja-vu.

    Assieme alla resa visiva, anche il comparto sonoro migra assieme, mano nella mano, nelle ere videoludiche, trasformando la monotona musica principale dai toni squillanti, un una moderna armonia ricca di accordi, che comunque rimane monotona. Gli effetti sonori possiedono lo stesso destino di evolversi in suoni che non raggiungeranno mai l'eccellenza; alcuni rimanendo nella loro più banale funzionalità, mentre altri risulteranno fastidiosi (come i passi cadenzati nel movimento del protagonista)
    I comandi di gioco sono semplici e rispecchiano le configurazioni dell'epoca, riuscendo a muoversi e a combattere con la pressione di pochi tasti della vostra tastiera.



    COMMENTO FINALE


    "Con il costo di quasi 10 euro (9.99 per la precisione è il prezzo corrente su Steam), Evoland è un must-have per tutti i lettori di Retrogaming History e tutti gli altri nostalgici del "bel gioco di una volta"; quando i televisori erano voluminosi e avevano lo schermo curvo, quando non serviva tanta grafica per farci vivere avventure coinvolgenti, quando i boss finali ci facevano tremare le mani.
    Un museo virtuale, interattivo, dove il percorso è delimitato da un sentiero predefinito che serpeggia tra questi ultimi venti anni di evoluzioni passate cosi velocemente, che tra le pieghe del tempo, qualcosa abbiamo completamente dimenticato."





    Commenti 6 Commenti
    1. L'avatar di Liqu1d82
      Liqu1d82 -
      E' gelosamente custodito da tempo ormai nel mio disco duro, in attesa del proprio turno per essere giocato e gustato. Sono certo che sia una piccola perla da scoprire anche per quelli che a certi panorami ci si avvicinano raramente.
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Ottimo articolo e azzeccatissima idea... un RPG "videoludicamente evolutivo". In un certo senso parrebbe un po' l'"equivalente" dello shoot'em up Genetos nel settore dei giochi di ruolo ( http://www.idealsoftblog.it/2008/06/...otemup-in.html e http://www.tatsuya-koyama.com/softwa...netos_eng.html )
    1. L'avatar di biometallo
      biometallo -
      Prima di tutto grazie per questa recensione, credo che promuovere i giochi indy di qualità sia cosa buona e giusta, detto questo mi permetto di aggiungere un piccolo appunto:
      Il gioco è arrivato su Steam solo dopo un lungo percorso, il progetto originale infatti vede la luce per la ventiquattresima edizione del Ludom Dare, un concorso in cui autori di videogiochi si sfidano realizzando progetti in appena 48 ore, il tutto partendo solo da un semplice tema di base, che in quel caso fu proprio l'evoluzione, successivamente dati numerosi riscontri l'autore ha deciso di sviluppare e ampliare l'idea originale fino a renderlo un prodotto commerciale, poi il gioco è stato pubblicato su Greenlight e grazie ai voti ricevuti è arrivato fino a Steam.

      Link alla versione originale:
      http://www.ludumdare.com/compo/2012/...d-post-mortem/

      Articolo su Ludum Dare che annuncia la maturazione del gioco:
      http://www.ludumdare.com/compo/2013/...has-grown-big/

      In fine faccio notare un errorino grammaticale, dopo il punto interrogativo e il punto di domanda non si mette il punto fermo, diventa solo un'inutile ripetizione.
    1. L'avatar di For_Great_Justice
      For_Great_Justice -
      Carinissimo
      C'è anche su steam quasi quasi me lo faccio un regalino anticipato hehe
    1. L'avatar di karka
      karka -
      Citazione Originariamente Scritto da biometallo Visualizza Messaggio
      Prima di tutto grazie per questa recensione, credo che promuovere i giochi indy di qualità sia cosa buona e giusta, detto questo mi permetto di aggiungere un piccolo appunto:
      Il gioco è arrivato su Steam solo dopo un lungo percorso, il progetto originale infatti vede la luce per la ventiquattresima edizione del Ludom Dare, un concorso in cui autori di videogiochi si sfidano realizzando progetti in appena 48 ore, il tutto partendo solo da un semplice tema di base, che in quel caso fu proprio l'evoluzione, successivamente dati numerosi riscontri l'autore ha deciso di sviluppare e ampliare l'idea originale fino a renderlo un prodotto commerciale, poi il gioco è stato pubblicato su Greenlight e grazie ai voti ricevuti è arrivato fino a Steam.

      Link alla versione originale:
      http://www.ludumdare.com/compo/2012/...d-post-mortem/

      Articolo su Ludum Dare che annuncia la maturazione del gioco:
      http://www.ludumdare.com/compo/2013/...has-grown-big/

      In fine faccio notare un errorino grammaticale, dopo il punto interrogativo e il punto di domanda non si mette il punto fermo, diventa solo un'inutile ripetizione.
      Appunto più che dovuto direi.
      Buon retrogaming a tutti!
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      L'idea è davvero brillante e interessante soprattutto per noi appassionati e videogiocatori di vecchia data (ma, come anche detto nella recensione, anche il valore didattico, perlomeno per gli esponenti più curiosi delle nuove generazioni, non è da trascurare). Peccato che pare non essere altrettanto brillante la realizzazione. In ogni caso prima o poi lo proverò di sicuro.