Koronis Rift - Commodore 64 | Retrogaming History
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  • Koronis Rift

    Koronis Rift

    Koronis Rift è uno sparatutto in prima persona sviluppato dalla LucasFilm Games nel lontano 1985. Il gioco è basato interamente sull’esplorazione del remoto pianeta Koronis: un mondo radioattivo caratterizzato da una superficie accidentata solcata da numerose fenditure denominate Rift. L’esplorazione di un particolare canyon, visto l’alto tasso di radiazioni atmosferiche, avviene tramite un apposito mezzo, un rover, che deve coprire sistematicamente la più ampia porzione di superficie possibile. Lo scopo di ciascuna ricognizione consiste nell’individuare gli Hulk, degli antichi veicoli da guerra. Questi congegni sono ciò che rimane di un’antica razza aliena che utilizzava il pianeta alla stregua di un centro di collaudo per i suoi ultimi ritrovati bellici. Gli Hulk si presentano in varie forme e racchiudono al loro interno delle tecnologie straordinarie cui tutti mirano. Per poterli localizzare utilizziamo una sorta di bussola che ci indica la direzione da seguire, ovviamente assecondando tutti gli ostacoli naturali che ci si parano davanti.

    Una volta avvistato un veicolo, iniziamo la manovra di avvicinamento fino a giungere nelle sue immediate vicinanze. Arrivati sul posto, inviamo il nostro robot da recupero, il Repotech, che pian piano si fa strada all’interno del relitto alieno. Dopo pochi istanti, ci restituirà un particolare modulo tecnologico, una scheda elettronica se vogliamo, che in seguito potrà essere installata sul nostro mezzo. Dopo essere stato depredato, l’Hulk si disintegrerà sotto i nostri occhi. In ogni fenditura vi sono otto antichi congegni da individuare, ciascuno dei quali con diverse tecnologie da recuperare. Non è necessario affrontare le Rift in successione, alcune possono essere addirittura saltate, l’importante è che si riesca a portare a termine la missione ambientata nell’ultimo canyon del pianeta.



    In qualsiasi momento, in genere dopo il ritrovamento di una nuova tecnologia, possiamo ritornare sull’astronave madre che ci attende in orbita. Qui, il nostro droide scientifico Psytek, analizzerà ogni singolo manufatto ritrovato sulla superficie e ci fornirà un resoconto in termini d’efficienza e di requisiti energetici necessari per il suo funzionamento. Sul nostro ricognitore potremo installare fino ad un massimo di sei schede, ognuna delle quali graverà sul bilancio energetico del mezzo. Dopo aver installato la nuova scheda, le rispettive informazioni appariranno in uno dei sei monitor della cabina. Alcune schede, inoltre, potranno essere smantellate così da ricavarne dei punti che andranno ad aggiungersi al punteggio finale della partita. Ciascun modulo tecnologico è rappresentato con una coppia d’icone che indica quali sistemi del nostro rover sono interessati dalla sua azione, in particolare: il laser, gli scudi, il radar, il generatore di energia, il propulsore ed altri congegni più o meno utili come il dispositivo di occultamento. Ogni icona possiede un particolare colore di sfondo che ne descrive l’efficienza. Dall’astronave madre decideremo, in seguito, quando ritornare sulla superficie del pianeta, rincominciando dal medesimo canyon o da una fenditura differente.



    Naturalmente, l’esplorazione di Koronis non sarà un compito così semplice, poiché il pianeta è protetto da un sistema di sicurezza tuttora in funzione. Durante i nostri spostamenti verremo frequentemente disturbati dall’intervento dei guardiani, degli apparecchi difensivi che hanno le stesse sembianze dei classici dischi volanti. Questi, tendono ad apparire sempre nel momento meno opportuno, in genere proprio mentre stiamo per far incetta di tecnologia aliena, spesso sparandoci addosso senza tanti convenevoli. Per sopravvivere, ci difenderemo a colpi di raggi laser, cercando di trarre riparo anche dalla stessa conformazione del terreno, rifugiandoci magari dietro una collina solitaria. L’unico modo per poter neutralizzare definitivamente la minaccia dei guardiani e completare così il gioco, consiste nel distruggere la loro base situata nell’ultima Rift del pianeta, la ventesima. All’inizio della partita purtroppo non saremo sufficientemente potenti per fronteggiare un simile obiettivo, e in verità nemmeno per esplorare le fenditure di livello più avanzato, pertanto dovremo potenziare progressivamente il nostro veicolo recuperando le tecnologie dalle fenditure che ci sembrano più alla nostra portata.



    Dal punto di vista tecnico, Koronis Rift è stato un titolo piuttosto all’avanguardia per l’epoca della sua uscita, utilizzava, infatti, una versione migliorata del motore grafico di Rescue On Fractalus, un precedente gioco della LucasFilm Games. In entrambi questi titoli, la superficie rugosa ed accidentata del pianeta viene riprodotta mediante i frattali, ossia delle formule matematiche impiegate per ricreare artificialmente le conformazioni naturali. Quest’approccio ha permesso di ottenere uno scenario molto dettagliato e incredibilmente realistico per i tempi, sebbene in Koronis Rift il realismo fosse nettamente superiore per via del rover che assecondava ogni asperità dello scenario. L’aggiornamento dello schermo non è fluidissimo, ma nemmeno troppo scattoso considerando la complessità della scena e le capacità hardware della macchina, benché la versione originale sviluppata per l’Atari 400/800 offra un aggiornamento leggermente più veloce grazie alla velocità di clock più sostenuta. Il comparto grafico è di buona fattura, quantomeno in linea con le altre produzioni del periodo. Le splendide animazioni impiegate per le movenze del droide Psytek, meritano senza alcun dubbio una menzione particolare, soprattutto quelle che lo ritraggono mentre è intento ad analizzare i moduli tecnologici.


    L’audio è di qualità superiore rispetto a quello offerto dal chip Pokey, anche se in entrambe le versioni si tratta, senza alcun dubbio, dell’aspetto più debole della produzione. Durante la partita, infatti, vi sono pochi effetti sonori, giusto il rumore del motore, del laser e di qualche esplosione isolata. L’unica musica presente nel gioco è quella introduttiva, brevissima ma tutto sommato di buona qualità. La difficoltà del gioco si attesta su un livello medio/alto, benché dipenda, però, anche dallo stato tecnologico del nostro rover. Affrontare le fenditure più avanzate con la dotazione iniziale, significa la morte certa in meno di un minuto, per proseguire nel gioco dobbiamo migliorare i sistemi del nostro ricognitore recuperando la tecnologia dagli Hulk che incontriamo lungo il nostro tragitto.



    Tempo fa è stato sviluppato anche un remake per Windows. Questo rifacimento vanta uno scenario totalmente poligonale, in verità molto meno realistico della versione originale, ed un’interfaccia di controllo basata sull’impiego del mouse e della tastiera. Il link da cui scaricarlo liberamente: http://www.georg-rottensteiner.de/files/koronisrift.zip


    Koronis Rift - Video Gameplay





    "Koronis Rift è sicuramente d’atmosfera, probabilmente per via del paesaggio desolato e del silenzio innaturale dell’ambiente circostante, una sorta d’effetto collaterale se vogliamo. Spesso, all’entrata in scena di un guardiano corrisponde un balzo sulla sedia, soprattutto nelle Rift più avanzate, poiché gli scontri tendono a diventare quasi sempre letali. Inoltre, è anche un valido esempio di programmazione, oserei definirlo un piccolo miracolo visto le scarse capacità di calcolo della macchina in questione. La LucasFilm Games è riuscita a creare un motore frattale in tempo reale su un computer piuttosto lento, non particolarmente adatto per questo genere di produzioni. Al di là del lato puramente tecnico, si tratta comunque di un titolo sicuramente impegnativo, capace di coinvolgere tutti gli amanti degli sparatutto in prima persona, purché non disdegnino qualche piccola digressione prettamente strategica/gestionale. Tirando le somme, non posso far altro che confermare quanto già scritto dalle testate dell’epoca, Koronis Rift è indubbiamente un capolavoro su Atari 400/800, ma resta un gran bel gioco anche sul Commodore 64, sebbene questa versione forse soffra maggiormente in termini di velocità."





    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Confermo sulla versione Atari 400/800 al tempo era impressionante... come del resto lo era Reascue on Fractalus (e pure The Eidolon e Ballblazer, entrambi firmati dalla Lucasfilm Games, non mancavano di farsi notare). Al tempo non mi piaceva molto se non per l'impatto grafico. Questo, infatti, spiccava tra gli altri titoli che possedevo sul mio Atari 800XL. Così mi gustavo la intro, mi facevo un giretto a caso per il pianeta e poi mettevo qualcosa di più immediato & "normale" (tipo Ms. Pac-Man, Robotron: 2084, Gremlins -se non ci giocava mio padre-, Dropzone, International Karate, Bristles, Trailblazer...). In seguito l'ho rivalutato per le qualità tecniche e l'audacia del concept.
    1. L'avatar di Gedeone de Infortunis
      Gedeone de Infortunis -
      Un titolo affascinante e dall'impianto tecnico all'avanguardia che ho scoperto mio malgrado troppo tardi. Ad ogni modo, sembra che sia stato lanciato sul mercato contemporaneamente su c64 e atari 8 bit (il dischetto presentava entrambe le versioni, una per lato)

      http://en.wikipedia.org/wiki/Koronis_Rift

      per quanto riguarda le differenze fra le due versioni, la versione atari è si' più colorata e leggermente più spedita, ma dalle bande verticali viola laterali, l'area in cui si svolge l'azione sembra più ridotta (ho l'impressione che anche in altezza ci sia qualche pixel di meno, ma non ne ho la conferma).

      E non è finita, in quanto c'è persino una versione MSX 2 (oltre a comparire su Coco3, Spectrum, Amstrad & Apple II):

      http://www.mobygames.com/game/koronis-rift/screenshots