Batman Arkham Origins Blackgate - PSVita | Retrogaming History
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  • Batman Arkham Origins Blackgate

    Batman Arkham Origins Blackgate

    “Ma cosa vogliono fare? Conquistare Gotham City?” - “No, sarebbero bastati due di loro!”

    Come passa il tempo: adesso ci si mettono in tre e nonostante tutto riescono appena a impadronirsi di un carcere! Non siamo più nella silver age del fumetto e, per certi versi, è un peccato. Certe opere di altri tempi, infatti, sono così intense che permettono di ingenerare nostalgia anche nei più giovani lettori che, per motivi anagrafici, non hanno potuto vivere quegli anni. Tuttavia, pur potendo ricordare le ere d’oro, d’argento e di bronzo dei fumetti americani, si può affermare con certezza che un Batman “spensierato” come quello interpretato dal grande Adam West non può trovare troppo spazio nel nuovo millennio, non con gli anni ’60 da tempo trascorsi, né con una criminalità organizzata sempre più spregiudicata. Le minacce, infatti, si sono fatte sempre più serie e i criminali sempre più pericolosi. Di conseguenza fumetti, film e videogiochi, in quanto specchio dei nostri tempi, rappresentano una realtà inevitabilmente più disincantata.

    Sulle prime console HD (PS3, X360) abbiamo visto risorgere il Pipistrello in una trilogia di giochi davvero di alto livello, in grado quindi di ritagliarsi il suo spazio nel pur vasto panorama dei giochi d’azione e d’avventura presente su tali console. Parliamo della serie Arkham che, dopo i notevoli capitoli Asylum e City, sviluppati dalla talentuosa Rocksteady, si è conclusa con Arkham Origins, prequel altresì ottimo realizzato da Warner Bros Montreal. Il publisher si sarà poi giustamente chiesto: “perché limitarsi alle sole console domestiche, se possiamo anche raggiungere l'utenza delle portatili?”. Ancora meglio: anziché realizzare un porting faticoso e magari “barcollante”, ovvero una conversione troppo “pesante” che PS Vita e 3DS avrebbero mal sopportato, si è pensato di creare il sequel del prequel. È nato così Batman Arkham Origins – Blackgate, action-adventure che racconta quanto accaduto dopo gli eventi di Origins. Poco sorprendentemente, visto il titolo, gli eventi rappresentati sulla nostra console portatile si svolgeranno essenzialmente nel penitenziario Blackgate. Per chi non lo sapesse, si tratta del carcere di Gotham City... l’altro, non Arkham. Se quest’ultimo, infatti, è un manicomio criminale, Blackgate è un penitenziario ordinario, pensato cioè per i delinquenti comuni. Comuni, certo, ma non meno pericolosi, soprattutto se capeggiati da dei supercriminali.



    “Saranno anche bevitori, ma son comunque esseri umani, fors'anche redimibili”

    Non credo, amico mio. Qui il vecchio detto non vale: non sono bevitori, e di sicuro non intendono redimersi. Sono 75 anni che Batman combatte il crimine e i nemici storici... rimarranno per sempre acerrimi avversari. Maschera Nera? Il Pinguino? Joker? Ai tempi di Adam West gli ultimi due erano solo dei buontemponi non particolarmente pericolosi. Si vede che si sono incattiviti con gli anni, forse a causa delle brutte frequentazioni (Roman Sionis, ovvero Maschera Nera, non è proprio una personcina ammodo, basta aver letto un fumetto che lo vede come protagonista, o giocato al prequel su PS3 o Xbox 360 per rendersi conto della sua pericolosità). E adesso questa tripletta si sta rivelando devastante per Gotham City. Loro e tutti i tirapiedi che si sono portati dietro. Dopo gli eventi di Origins, questo trio ha iniziato a spadroneggiare nella prigione gothamita, spezzando le catene che tenevano segregati i detenuti. Dovremo così preoccuparci anche di sedare la rivolta in corso. Senza troppe baruffe, infatti, si sono spartiti il penitenziario e toccherà a noi, col solo aiuto di Catwoman, cercare di ristabilire l’ordine. Non posso che convenire sul fatto che la degustazione del lato narrativo sia indubbiamente una cosa soggettiva, ma si tratta comunque di un parametro da non trascurare. Escludendo le piccole chicche ad uso e consumo dei divoratori del fumetto, comunque meno presenti rispetto ai capitoli “maggiori”, la trama, nelle sue linee essenziali, non può forse dirsi il piatto forte di questo Blackgate, per quanto raccontata efficacemente tramite delle vignette piuttosto piacevoli che di certo saranno apprezzate dai fan.

    Una caratteristica importante è che le tre macroaree dell’edificio saranno esplorabili fin da subito, a discrezione del giocatore. Batman potrà dunque avventurarsi in un’ala del complesso, risolvere alcuni enigmi, recuperare un po’ di utili ed immancabili gadget e poi esplorare il resto secondo le sue preferenze. Un conto, però, sarà vivere tutto questo dagli occhi dell’appassionato dell’immaginario batmaniano, tutt'altro paio di maniche per un giocatore “ateo” nei confronti di tale universo, che troverà diversi difetti su cui non passerà sopra troppo volentieri.
    Un aspetto che non andrà molto a genio al giocatore medio sarà il continuo girovagare per la prigione. Idem come sopra per quanto riguarda il muoversi in maniera bidimensionale avendo a che fare con troppi elementi tridimensionali, i quali faranno facilmente perdere l’orientamento, con la mappa che aiuterà solo fino a un certo punto). Introdursi nei cunicoli o in aree nascoste sopraelevate, infatti, potrà comportare un totale cambio di prospettiva a causa delle molte svolte e tutto ciò non sarà facile da leggere sulla mappa, rischiando così di procurare un po’ di confusione.



    Anche la sola ambientazione proposta in questo titolo è più limitata e limitante rispetto a quelle degli Arkham casalinghi: siamo a Blackgate, penitenziario di massima sicurezza, unico teatro della nostra avventura che, per forza di cose, comporterà un continuo girare per stanzoni un po’ simili tra loro. La varietà, dunque, spazierà solo fino a un certo punto. Certo, non avremo a che fare con un unico corridoio, non drammatizziamo... ma come location Blackgate non regge comunque il confronto con l'Arkham Asylum del capostipite della saga, episodio in cui pure tutta l’azione si svolgeva nella famigerata struttura. Questa volta, in effetti, ci troviamo in una prigione “semplice”, quindi è giustificabile che ci siano meno picchi d’inventiva. Meno comprensibile, invece, è la necessità di reperire continuamente chiavi d’accesso per sbloccare le porte e tutti i cunicoli da attraversare. Insomma, Batman è il miglior detective del mondo e può sempre analizzare le scene del crimine con la “visione detective” (in questo caso sottosfruttata), ma... con tutti i gadget tecnologici a disposizione, hackerare o forzare un po’ più in fretta le porte non era proprio possibile?

    Il sistema di combattimento è un “vorrei ma non posso” rispetto a quello delle versioni per console HD. Apparentemente simile a queste ultime, questa caratteristica soffre più di altri elementi il passaggio alle due dimensioni. Non tanto per la qualità grafica, che non subisce ridimensionamenti notevoli – i colpi inferti sono sempre belli pesanti – , ma a causa, appunto, del sistema stesso di combattimento, il free flow combat system. Questo, infatti, garantisce mosse e combo spettacolari da fare e da vedere, ma si tratta comunque di azioni tanto appaganti da realizzare su PS3 e 360 quanto farraginose se provate su Vita e 3DS. In una lotta non potremo focalizzarci facilmente sui nemici più lontani, poiché Batman punterà al cattivo più vicino e le relative dinamiche di gioco saranno quindi un po’ troppo scarne per risultare pienamente convincenti. Non si può dare la colpa agli sviluppatori (né gli originali Rocksteady, né la Warner Bros. Montreal del capitolo Origins, bensì l’Armature Studio), che hanno comunque fatto il possibile per replicare con una certa fedeltà in un gameplay ancorato al 2D il buon sistema di combattimento della serie. Ma è come la quadratura del cerchio: una chimera. O comunque una pratica assai difficoltosa. Senza arrivare a tanto, è molto dura far “funzionare” un prodotto allo stesso modo quando gli viene sottratta una dimensione. All’inizio il senso d’esaltazione non manca... ma sul lungo termine – e bastano poche ore – ci si troverà immersi in un alone di ripetitività che neanche i nuovi poteri del Pipistrello o i nuovi nemici che sarà chiamato ad affrontare riusciranno ad evitare.

    Forse anche a causa dei combattimenti standard non troppo ispirati, quelli con i boss si dimostreranno finalmente più interessanti, tanto da poter essere considerati uno degli aspetti migliori della produzione. In queste fasi, purtroppo non abbastanza numerose, la qualità torna infatti ad essere ben più che discreta, anche perché non si tratterà più di prove di forza bruta, ma scontri dove si richiede di usare l’intelligenza per indebolire i nemici, quasi come in un puzzle.



    Certi giorni non riesci a liberarti di una bomba!

    O anche di una cartuccia di Batman Arkham Origins: Blackgate per 3DS o Vita, verrebbe da dire. Ma potete tenerla tranquillamente sullo scaffale, non dovete liberarvene, visto che il gioco ha comunque dei lati positivi. In effetti, questo Blackgate non è del tutto sprovvisto di frecce al suo arco. Peccato però che le molte qualità passino in secondo piano a causa di alcuni difetti strutturali. Questi, in effetti, si sarebbero potuti smussare se solo si fosse intervenuti con qualche limatura in più, forse mancata per far sì che non si distanziasse troppo l’uscita del piccolo Blackgate dal fratellone Origins. E sì che i presupposti non sarebbero certo quelli di una produzione modesta... peccato che ad ogni pro corrisponde il suo contro. Il combattimento, infatti, è sì potenzialmente buono, ma non ottimale nella sua impostazione bidimensionale (coi nemici che spuntano fuori da più livelli di parallasse). Gli ambienti risultano ampi, seppur a volte si riducano a vuoti stanzoni, ma la mappa è farraginosa e fasi stealth poco curate. Queste ultime, difatti, anziché ingenerare tensione, potrebbero invece far sbadigliare qualcuno, dato che spesso si tratterà di aspettare che i nemici si “mettano in posizione” per procedere rapidamente alla loro rapida eliminazione, magari dirigendo il batarang via touch screen. In più il backtracking imperverserà, costringendo ad attraversare più volte le zone centrali del carcere. Ma, ehi, anche nei Metroid di epoca GameCube si rivisitavano spesso certe zone e di sicuro non ce ne siamo lamentati. Certo, la possibilità di giocare una seconda partita tramite New Game Plus, oltre a mantenere alcuni upgrade, comporta anche la scomparsa di un po’ di nemici (risultato: aree mezze vuote), rendendo così i giri seguenti certamente più monotoni.



    Interessante notare la presenza di finali multipli, differenziati a seconda dell’ordine in cui si affronteranno i boss. Peccato che ci vorrà un giocatore dotato di molta passione o pazienza per scoprirli tutti. La veste grafica è di buon livello, ma anche un po’ troppo cupa e ripetitiva (certo, siamo in un carcere, ma un minimo di varietà in più non avrebbe guastato...). Le differenze tra PSV e 3DS sono minime e riguardano il solo comparto visivo. Non che spinga l’hardware ai limiti, ma la versione Vita da me giocata più a fondo presenta comunque delle buonissime textures e qualche dettaglio in più, grazie ad una risoluzione maggiore ed un taglio più ampio della versione 3DS, con quest'ultima che però potrà contare sul secondo schermo, ovvero sulla possibilità di avere sempre sotto mano la mappa (ma essa aiuta solo relativamente...), nonché ovviamente sulla ben implementata visualizzazione stereoscopica 3D. Per la preferenza sull'una rispetto all'altra versione si va a gusti, visto il gioco è il medesimo in entrambe le console. Anche la scelta di giocare su schermo LCD (3DS e le PSV nate dopo il 2014) o OLED (Vita primo modello) può far le differenza, considerando che in Blackgate saremo spesso immersi nell’oscurità... Dipenderà dunque dalla volontà e dalla disponibilità hardware del giocatore la scelta della piattaforma su cui gustarsi quest'avventura.

    In aggiunta, in questo periodo (inizio 2014) si stanno susseguendo voci sempre più fondate su un porting di Blackgate per le console HD (immaginiamo: PS3, Wii U, XBox 360 e anche PC), sulla falsariga del trend inaugurato da Resident Evil Revelations, Castlevania: Lords of Shadow: Mirror of Fate e Assassin’s Creed Liberation, nati sulle portatili Nintendo e Sony e convertiti su macchine da salotto dopo un anno dall'esordio su sistemi handheld. Queste trasposizioni possono risultare interessanti, soprattutto per chi non possiede le suddette portatili e ambiva a giocare ugualmente a tali prodotti. In ogni modo è difficile che vengano introdotti elementi innovativi, in questi pur validi porting HD, eccettuando ovviamente il comparto grafico, mentre Blackgate, viceversa, necessiterebbe di migliorie di non poco conto per essere in grado di competere sul medesimo terreno degli altri episodi della serie Arkham.

    COMMENTO FINALE


    "Di giochi ispirati all’eroe di Gotham City ne sono stati creati molti e buona parte di quelli usciti in passato non si sono certo rivelati dei capolavori. Quindi, trovare un gioco su Batman “semplicemente” di buona fattura come questo e non straordinario come altri è sì un peccato, ma non per forza un “sacrilegio”, sebbene permanga il sapore dell’occasione perduta. Purtroppo la premessa della rivolta carceraria porta il nostro eroe ad affrontare un gameplay troppo lento e dispersivo rispetto a quel che ci si potrebbe aspettare anche dalle prime impressioni. Non che dal miglior detective del mondo si debba desiderare solo azione a palate, con nient’altro che sganassoni e volteggi col rampino. In Blackgate, ad ogni modo, la varietà non sarà troppo di casa e il divertimento che ne scaturirà non potrà essere costante... e questo deve ammetterlo anche un appassionato dell’Uomo Pipistrello come me. Bisogna poi considerare i difetti inerenti alle fasi di combattimento, per non parlare delle fasi investigative semplificate rispetto al passato e della dispersività degli ambienti, che non ricorderemo a lungo quanto le aree delle precedenti avventure svoltesi in quel di Arkham. In ogni modo, siamo dalle parti della piena e abbondante sufficienza ed è chiaro che gli appassionati riusciranno a chiudere anche due occhi sulle lacune del gioco, compiacendosi per la narrativa di buon livello, per l’atmosfera convincente –nonostante la moderata piattezza delle aree , senza tacere dei buoni combattimenti contro i boss e del più che discreto comparto tecnico. In quest'ultimo, poi, spicca particolarmente il comparto audio, con i brani ben orchestrati e l’altrettanto ottimo doppiaggio che permettono di creare una atmosfera calzante e rispettosa in particolar modo del fumetto, fonte ispiratrice primaria delle saga Arkham. Al contrario, il giocatore meno interessato alla cornice batmaniana e semplicemente alla ricerca di un valido action-adventure noterà presto le mancanze che Blackgate porta con sé."





    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di SamusPowerSuit
      SamusPowerSuit -
      Da batmaniaco mi è piaciuto. Ha i suoi difetti ma alla fine è divertente ed è questo quello che conta
    1. L'avatar di VIC-30
      VIC-30 -
      Troppo guidato e semplificato... peccato!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Il gameplay delle sequenze di combattimento (sbirciate su YouTube) mi ha dato l'idea di un mix tra Batman Returns per Super Nintendo e...

      Spoiler:
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      La struttura alla Metroid e il 2D mi avevano fatto presagire un sano ritorno all'antico e in definitiva un gran gioco, poi però mi resi conto che la realizzazione non era pari alle aspettative e rimandai l'acquisto. Comunque Batman è sempre Batman e prima o poi questo Blackgate lo darò in pasto alla mia Vita
    1. L'avatar di Nembulus
      Nembulus -
      Attenzione, ci sto giocando tuttora e ribadisco come siamo certamente sopra la sufficienza. Per un appassionato di Batman è una cosa fantastica, seppure piuttosto diversa da quanto visto negli episodi casalinghi: qua il ritmo è molto più blando, ma Blackgate merita di essere giocato senza dubbio da un fan: nei suoi momenti migliori, si ritrova la purezza del Batman Detective. Ma c'è veramente una progressione lenta e dilatata, oltreché una mappa che fa rabbrividire. Il 2.5D non è male, ma per gli spostamenti meglio affidarsi alla propria memoria.