Electro Freddy - Amstrad CPC | Retrogaming History
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  • Electro Freddy

    Electro Freddy

    Si sa, noi videogiocatori siamo dei nostalgici incredibili e a volte può capitare che un videogioco, che di bello non ha niente o quasi, si riveste a portatore di ricordi ed ad essere addirittura ricordato come un bel titolo. Electro Freddy fa parte del mio curriculum ludico e non vi nascondo che al giorno d’oggi mi fa sempre un certo effetto vederlo e una partitina ogni tanto ci scappa ancora, anche se purtroppo non parliamo certo di un grande titolo, anzi. Realizzato da Amsoft nell’ormai lontano 1984, Electro Freddy ha dalla sua una trama simpatica, forse troppo semplice (ma come vedremo in linea con il gameplay del gioco) ma comunque originale e racconta di Freddy, magazziniere del negozio di informatica dello zio che, nonostante la parentela (mai lavorare con i parenti!) lo tratta male e per farsi rispettare e invogliarlo a lavorare gli tira addosso pezzi di materiale elettronico (!!!). E ‘ proprio questo il compito che avremo durante tutti i quindici livelli che compongono il gioco: guidare Freddy nel mettere i vari computer sul nastro trasportatore stando attenti al malefico zio che in tutti i modi ci disturberà nel nostro lavoro. Freddy si presenta ai nostri occhi come una sorta di gioco action a schermata fissa molto semplice in cui tutto quello che dobbiamo fare è salire fisicamente sull’oggetto e spostarlo con i piedi verso il nastro trasportatore fino a quando non avremo caricato tutti gli oggetti e completato il livello. A rendere le cose difficili ci sarà il summenzionato zio che basta che ci tocchi o ci colpisca con le cose che lancia per perdere o un oggetto che cade dall’alto in maniera random che sarà per la maggior parte del tempo di gioco lo strumento della nostra morte. Inoltre, con l’avanzare dei livelli verranno aggiunti altri ostacoli che però non salvano Electro Freddy dalla sua grande monotonia. Infatti tutto è alquanto ripetitivo, con un gameplay ridotto all’osso e poca sfida. I quindici livelli finiranno presto, anzi vi basterà superare i primi cinque schermi che già avrete visto tutto ciò che ha da offrirvi il titolo Amsoft. Non migliorano le cose con l’aspetto tecnico, molto semplice, quasi spartano, con il solo sprite di Freddy a risultare simpatico, ma non certo eccezionale. Il resto non spicca per cura e alcune cose, come una sorta di bonus punti che compare all’angolo superiore dello schermo, si fa a stento a capire cosa sia (io, dopo anni, ancora lo devo capire). Anche il sonoro, se di suoni possiamo parlare, è quasi assente. Non c’è musica e a sottolineare le azioni ci saranno si o no quattro semplici suoni. Non proprio esaltante.

    Come piccola curiosità finale, volevo segnalarvi che di Electro Freddy ne hanno addirittura prodotto un remake che potete scaricare gratuitamente a questo link. Simpatica l’idea di sostituire gli anonimi computer che il nostro Freddy deve caricare sul nastro trasportatore con home computer realmente esistiti come l’MSX o lo ZX Spectrum. In più, oltre ad un restyling grafico, sono stati aggiunti degli effetti sonori, una simpatica musichetta e altri dieci livelli che migliorano sensibilmente il gioco originale.




    "Anche se fa parte dei ricordi della mia infanzia più gioiosa e al sottoscritto può risultare anche simpatico, alla prova dei fatti Electro Freddy risulta essere molto ripetitivo per colpa di un gameplay piatto, quasi inesistente e di conseguenza riesce a divertire poco o almeno diverte per i primi classici cinque minuti. A peggiorare le cose ci pensa un quadro tecnico carente, nel 1984 su Amstrad CPC 464 già c’erano videogiochi ben più complessi."

    Sandro "Sunstoppable" Prete




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