(Dis)Gusto: Attack of the Saucerman | Retrogaming History
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    (Dis)Gusto: Attack of the Saucerman

    Psygnosis, che nome, che pezzo di storia! Probabilmente nessuna software house è stata amata così tanto in Europa, soprattutto nell'era dei 16-bit. E quando le cose cominciarono a girare male, la casa di Liverpool fu prelevata dalla ricca Sony e riprese a produrre capolavori come Wipeout o Destruction Derby sui 32-bit. E pubblicò anche Attack of the Saucerman. Chiiiiiiii?

    Oltre a programmare in prima persona i loro titoli, alla Psygnosis erano soliti occuparsi anche della pubblicazione di giochi prodotti da terze parti, naturalmente opportunamente selezionati. Ma, alla fine degli anni Novanta, a Liverpool devono aver esagerato con la birra e si sono viste immonde offese al videludo recanti il logo della civetta.

    Attack of the Saucerman nasce negli studi della Fubi Industries, società di programmazione comprensibilmente ignota al pubblico. L'obiettivo del gioco è quello di metter su uno shooter che oggi potrebbe ricordarci Destroy All Humans, dove la guerra tra uomini ed alieni viene posta dalla prospettiva delle creature spaziali. Nulla di male, soprattutto se l'approccio è scanzonato ma competente. Bene, Attack of the Saucerman è scanzonato e INcompetente.

    Fin da principio si capisce che qui si punta veramente tutto sulla simpatia, e bisogna ammettere che i personaggi sono sufficientemente caratterizzati, almeno come aspetto. Quel che latita è il coinvolgimento: i dialoghi non sono particolamente divertenti e, fatta eccezione per pochi spunti riusciti, vi verranno presto a noia, in special modo a causa della loro inopportuna lunghezza.

    Il gameplay è straordinariamente povero: bisognerà seguire le indicazioni forniteci dal nostro compagno d'avventure Zunk, recandoci in varie zone della mappa indicate sul radar e sbarazzandoci di alcuni nemici che incontreremo lungo il percorso. Nel frattempo, ci toccherà familiarizzare con i controlli, veramente pessimi. L'alieno è nervoso a dir poco, l'imprecisione nei salti è ragguardevole e per fortuna c'è una mira automatica ad assisterci nei combattimenti. Peccato che li renda anche troppo semplici, complice anche l'inesistente intelligenza artificiale dei nemici che li costringerà a minimi movimenti.

    Se la struttura di gioco è a dir poco deludente, cosa dire dell'impianto tecnico? Obbrobrioso. Gli scenari sono costituiti da un paio di poligoni messi in croce, davvero. Le varie stanze spesso non mostrano altro che le texture delle pareti e, quando c'è qualche elemento decorativo, esso è pure rappresentato tramite bitmap che soffrono di uno scaling capace di renderle fastidiosamente blocchettose. Bidimensionali sono anche i protagonisti e i nemici del videogioco che, in un'era in cui si giocava ad Half Life e Metal Gear Solid, stonavano da morire. Perdipiù, erano anche dotati di pochissimi frame d'animazione. Senza esagerare, avremmo criticato un simile livello tecnico anche su console di potenza inferiore alla Playstation come 3DO, Jaguar o 32X.

    VIDEORUBRICA

    Gianluca "musehead" Santilio



    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Ce l'ho ancora tra i titoli psx che possiedo, e quoto la review, molta delusione inside
    1. L'avatar di Axe_N_Sword
      Axe_N_Sword -
      questo per fortuna me lo sono perso, tutta la mia stima a Musehead che ha dovuto giocarci per realizzare questo bell'articolo
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Gioco deludente in tutti i sensi, non sapevo che esistesse questo gioco.
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Madonna che fastidio tutto quel "nero" negli sfondi, un po di fantasia cacchio, stiamo parlando della PlayOne.Certo che per Psygnosis erano davvero lontano i tempi di Shadow of The Best, ma anche quelli di WipeOut a questo punto.Blah!
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      Applausi per la rubrica, "gustosa" come al solito... Un pò meno per gli sviluppatori di questo Attack of the Soucerman, e per la gloriosa (un tempo) Psygnosis che, malinconicamente, l'ha prodotto. La PSX nel '97-98 era una console in forte ascesa, tutti gli sviluppatori ci si buttavano: inevitabile che accanto a capolavori come Matal gear solid, Gran turismo, Tekken 2 e molti altri uscissero giochi dalla qualità discutibile, come questo, realizzati in quattro e quattro e con cui comunque si sperava di ottenere qualche facile guadagno cavalcando "l'onda playstation" che all'epoca "si ingrossav" sempre più...