Videogames Celebrities: Raiden | Retrogaming History
Registrati!
  • Videogames Celebrities: Raiden

    Videogames Celebrities: Raiden

    La tunica bianca e celeste ed il largo cappello da risaia che porta sempre sul capo gli hanno sempre donato un'aria molto distinguibile, tuttavia non sempre elitaria e non esattamente divina. Come ogni società politeista, anche quella fittizia di Mortal Kombat ha il suo dio del tuono ed alla Midway lo hanno rappresentato con un abbigliamento davvero poco lusinghiero per un abitante dei cieli. Per la precisione, nel primissimo MK Raiden si presentava solo con una tuta bianca, una cinta nera ed una specie di maglia della salute anch'essa nera che faceva tanto "signore attempato". Unico segno di fierezza ed autorità era il bagliore elettrico che si protraeva da lì dove sarebbero dovuti essere gli occhi, un azzurro chiarissimo e luminescente che impediva di immaginarne i tratti del viso. Cosa volete, del resto la forma umana era provvisoria e Raiden la assunse giusto per fare lo sborone tra i mortali, barando addirittura sulla carta d'identità nella quale è dichiarato che egli misuri in altezza ben sette piedi, circa due metri e venti, quando in realtà non è affatto più slanciato di quel vecchio rinsecchito di Shang Tsung.

    Il suo stile di lotta non poteva che basarsi sulle capacità soprannaturali conferitegli dalla sua essenza divina. In veste di dio del tuono, Raiden ha il pieno controllo dell'elettricità sulla quale basa tanto le sue “special moves” quanto le “fatalities”: l'attacco speciale più semplice è una banale ma efficace scarica elettrica lanciata orizzontalmente, ma anche nel corpo a corpo può far valere delle scosse chiamate “electrocutions”; in maniera molto simile ad Honda di Street Fighter può scagliarsi contro il suo nemico con la mossa “air torpedo”, ma è nel “teleport” che le sue origini divine si manifestano meglio, grazie al quale può piegare le barriere spaziotemporali per materializzarsi alle spalle dell'altro lottatore e coglierlo di sorpresa. Negli episodi più avanzati della serie sono stati introdotti stili di lotta diversificati (da Deadly Alliance in avanti) e le armi (in Mortal Kombat 4 per la prima volta) e da allora abbiamo potuto osservare il dio del tuono cimentarsi con le tipiche movenze del jujutsu e del nan chuan, senza dimenticare spettacolari performance con staffa o martello fra le mani. Le famose fatality, vera peculiarità della saga di Mortal Kombat, sono basate quasi esclusivamente sull'elettricità, con Raiden che si diletta ad inondare i corpi inermi dei nemici di scariche violentissime che spesso culminano con l'esplosione delle membra.

    Con la gente "comune" ha avuto a che farci, non come cronologia delle uscite ma biograficamente, quando Sub-Zero si rese protagonista di un mix di fischi e applausi col suo Mythologies: fu proprio Raiden ad istruirlo su come scongiurare il pericolo portato da Shinnok. Nei primi due Mortal Kombat classici, il dio del tuono era là per combattere il male e sgranchirsi un pò. Pur essendo una divinità fondamentalmente giusta, egli ha sempre mostrato l'arroganza che tradizionalmente caratterizza i suoi simili, al punto che nel primo torneo, in caso di vittoria, finiva col distruggere comunque la Terra per avere invitato i suoi amici dei a combattere in loco, provocando una tale potenza distruttiva da far collassare il pianeta. Divinità ignoranti...
    Nel terzo episodio della serie, non se ne capisce il perchè, scompare per tornare in pompa magna nel Trilogy che, si sa, è per sempre (...). Fu un torneo importante perchè Raiden, per riprendere a combattere, fu costretto a rinunciare al suo status di dio, accollandosi i rischi della mortalità. A quanto pare, andò tutto per il meglio visto che egli è poi ricomparso in ogni nuovo Mortal Kombat, a partire proprio dal quarto, dove i malvagi Shinnok e Quan Chi ritornarono con un popò di semidivinità al seguito intenzionate a metter su davvero un gran fracasso. Raiden era uno degli ultimi dei rimasti a protezione della Terra e fu un grande protagonista della battaglia.

    In Deadly Alliance, ancora una volta decide di rinunciare ai poteri da dio in quanto irritato dalla miopia dei suoi colleghi riguardo ai temibili piani di Quan Chi e Shang Tsung. Stavolta, però, Raiden non ci pensa proprio a ritornare nella sua dimessa tutina bianca e la consunta maglietta della salute nera gli fa ribrezzo: meglio trasformarsi in un figo dai lunghi capelli bianchi alla Sephiroth e col fisico di gente di un certo livello, chessò, Costantino Vitagliano. Anche in Deception il buon Raiden ritorna umano, ma stavolta lo fa assai controvoglia in quanto disgustato dalla bassezza umana che non fa altro che mettergli i bastoni fra le ruote. Stanco dell'influenza che noi poveri comuni mortali esercitiamo sull'universo e sul cosiddetto Earthrealm tanto caro al dio del tuono part-time, Raiden ci manda a giocare a mosca cieca sui tetti e decide di occuparsi personalmente del Dragon King, il nuovo nemico, anche a costo di distruggere l'intero Creato. In occasione dell'episodio Armageddon, invece, il nostro eroe perde un po' il lume della ragione per la fissa di proteggere l'Earthrealm: scende a patti con Shao Kahn, concedendogli di conquistare ogni reame tranne il suo, arrivando persino a pianificare l'assassino di Taven, un giovane guerriero protagonista di questo capitolo di Mortal Kombat, che intende contrastare le azioni del tiranno.
    Le opere di Raiden si chiudono, temporaneamente, con MK vs DC, dove gli sceneggiatori superano sé stessi e fantasticano su una collisione con l'universo dei fumetti americani dovuta all'apertura contemporanea di due portali nei quali il dio del riso, ops, del tuono e Superman lanciano dei temibili avversari, ma lo scontro fra loro causa una fusione e la nascita di Dark Kahn. A quel punto la Midway ha ben pensato di fallire per la vergogna.

    La carriera videoludica di Raiden è stata piena di onori eppure anche una sua incursione cinematografica è ben impressa nelle memorie. Nel 1995, infatti, nelle sale di tutto il mondo veniva proiettato “Mortal Kombat: il Film”, dove il nostro amato eroe veniva interpretato dal celebre Christopher Lambert, più noto grazie ad Higlander. Un Raiden così piacione non l'avremmo mai immaginato: Lambert non fa nulla per camuffare la sua espressione da sciupafemmine ed il sorriso un po' da ebete e, assieme alla folta chioma grigio-chiara, ci offre un'interpretazione del dio del tuono che riesce a sorprendere per l'irriverenza nei confronti del videogioco e per la barbara pochezza della qualità recitativa. Nonostante tutto, un must assoluto. I suoi successori nel secondo film di Mortal Kombat e nella serie tv, rispettivamente James Remar e Jeffrey Meek, non hanno mai sopperito adeguatamente all'assenza della star di Hollywood (ma di nazionalità francese) che, in questi anni di intenso appannamento internazionale, pare avere intenzione di ritornare in Devastation, prossima pellicola su questo gioco. Incrociamo le dita!

    Non possiamo che chiudere con l'immancabile link al gruppo Facebook del caro Raiden che conta ormai quasi duemila fan e testimonia l'affetto del pubblico verso questa serie di videogiochi e questo personaggio in particolare. E prima o poi su Videogame Celebrities ne vedrete tanti altri...



    Gianluca "musehead" Santilio



    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      uno dei miei preferiti nella saga MK.