Videogames Celebrities: Chocobos | Retrogaming History
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    Videogames Celebrities: Chocobos

    Nei mondi puntualmente diversi della storia di Final Fantasy, gli elementi di raccordo fra un episodio e l'altro vedono come grandi esclusi proprio le figure primarie di ogni avventura. Così, a fare da trait-d'union tocca al contorno, rappresentato dalle magie, dalle evocazioni, dai nemici e dai... Chocobo!

    Un profilo piuttosto complesso
    Sarebbe simpatico poterci credere per davvero, perchè la definizione di Chocobo scelta dalla Nonciclopedia è esilarante: “Il chocobo è il risultato di un piccione esposto alle radiazioni degli esperimenti nucleari nell'Atollo di Bikini”. Le fondamenta di queste parole risiedono nell'aspetto dell'animale, soprattutto nei Final Fantasy graficamente più cartooneggianti: grasso, buffo e sgraziato.
    Il busto del chocobo è tondeggiante e piumato, solitamente di colore giallo, benchè esistano razze differenti, come se fosse un pulcino over-size, viste le sue dimensioni maggiori di quelle degli umani. E' dotato di ali, ma non può volare quasi mai, tuttavia la loro presenza torna molto utile per aumentare l'equilibrio, conferendo alla bestia delle eccellenti qualità podistiche.
    Quasi la totalità delle razze di Chocobo sono di carattere mite e capaci di instaurare un rapporto di ottima confidenza con gli umani se approcciati nella maniera corretta. E' per questo motivo che sono sempre utilizzati come mezzo di locomozione, sfruttando la loro capacità di coprire distanze territoriali notevoli in tempi rapidi. I chocobo, come tutti gli animali, possono accoppiarsi, ma la cosa più divertente è che in Final Fantasy essi possono addirittura sposarsi e ciò suggerisce che tale specie sia dotata di interessanti qualità intellettive oltre che fisiche. Nel tempo, essa rivelerà doti sociali impressionanti, tanto nel momento del divertimento quanto in quello delle difficoltà. Infine, il chocobo può essere anche evocato da particolari eroi nei combattimenti.

    La paternità artistica dei chocobo non è certa. Alcune fonti attribuiscono il merito a Koichi Ishii, uno degli autori dei primi Final Fantasy, per i quali egli ha rivestito ruoli relativi al game design. Il leader artistico di quegli stessi primi episodi, tuttavia, era Yoshitaka Amano, del quale è stato trovato anche un primo concept design di chocobo, seppure distante dalle evoluzioni successive dell'animale.

    Alcuni suppongono che l'ispirazione sia arrivata da Kyorochan, un uccello protagonista della pubblicità di una marca di cioccolata giapponese, il quale condivide con i chocobo soltanto le origini da volatile ed un verso simile a quello che questi ultimi emettono nei Final Fantasy più moderni. Considerata proprio la vicinanza solo a quelli delle generazioni più recenti, il legame pare poco credibile. I chocobo, infatti, hanno variato negli anni il loro verso, riconducibile ad un "Cooc Cooc" nei primi tempi, per passare ad un "Wark" fino ad arrivare al "Kweh" attuale.

    Una vita in prestito
    Pur avendo guadagnato carisma e popolarità in abbondanza, l'esistenza dei chocobo è indissolubilmente legata a quella dei Final Fantasy. Non da sempre, però, visto che il primo della saga non li prevedeva affatto. La Square, tuttavia, è riuscita a porre una pezza in occasione del remake, piazzando una statua dell'animale nella sala del trono a mò di tributo, sebbene perdurasse l'impossibilità di incontrarne uno vero.
    Final Fantasy II segnò la svolta, introducendoli a partire del concept di cui sopra ma lasciandoceli utilizzare soltanto durante una fuga in una foresta.
    Il terzo episodio non è da meno: ci sono, infatti, delle zone che “odorano di chocobo”, nelle quali non solo potremo trovarne alcuni (soprattutto introrno alle foreste), ma potremo persino evocarli in combattimento. Come se non bastasse, ai chocobo viene per la prima volta dedicato un minigioco!
    Nel quarto capitolo della serie vengono presentate nuove specie di chocobo, come quello nero per volare o il bianco che ci consente di recuperare il mana.
    Final Fantasy V, pur non offrendo ulteriori sviluppi relativi all'animale, ci presenta uno dei suoi rappresentanti più riconoscibili: è Boko, di proprietà del protagonista, che svolgerà compiti di primo piano nelle fasi iniziali e finali della sceneggiatura.
    Nulla di rilevante da segnalare in Final Fantasy VI, mentre il settimo ci permette di sperimentare l'ibridizzazione dei chocobo, combinandone di varie specie. Il risultato saranno razze specifiche per superare terreni altrimenti inaccessibili ed entrare nelle importantissime cave di Materia.
    L'ottavo episodio ci porta i chicobos, come vengono chiamati i giovani della specie che saranno protagonisti di specifiche quest.
    Il nono fa un passo indietro e ci consente di controllare il solo Choco, al quale viene dato tuttavia molto risalto, ponendolo come protagonista della più rilevante sidequest nella quale lo vedremo scovare le cosiddette chocografie, pietre che rivelano la posizione di tesori.
    In Final Fantasy X e XI, i chocobo ritornano a vestire principalmente il classico ruolo di “trasportatori”, soprattutto nel capitolo online dove rappresentano il più comodo ed accessibile mezzo di locomozione. Nemmeno negli ultimi due episodi della serie questa razza di animali presenta particolari introduzioni, eccezion fatta per il loro utilizzo “a tempo”: si lasceranno cavalcare, difatti, per una quantità di secondi prestabilita prima di lasciarvi appiedati ed in preda agli avversari.

    Fuori dalla serie principale, l'importanza dei chocobo subisce un calo drastico, al punto da essere citati soltanto nel nome di un oggetto in Crystal Chronicles, mentre lo spin-off Tactics li prevede come elementi da combattimento in varie razze. Interessante la presenza dei chocobo in Final Fantasy Adventure proprio per gli spostamenti, ma, essendo tale gioco legato alla saga di Seiken Densetsu e chiamato Final Fantasy solo per scopi commerciali, alla Square hanno ben pensato di eliminare le bestie nel remake Sword of Mana.

    Visto il grande affetto della casa produttrice verso questa specie animale, i chocobo compaiono in numerose produzioni targate Square e proprio nella serie Seiken Densetsu riappariranno con Legend of Mana e Friends of Mana, senza dimenticare dei piccoli cameo in Parasite Eve e Kingdom Hearts. Anche i picchiaduro non li hanno dimenticati, tant'è che saranno una summon in Dissidia e persino un combattente sbloccabile in Tobal 2!

    I riflettori, finalmente
    Dopo molti anni vissuti all'ombra dei tanti eroi di Final Fantasy, le luci della ribalta si accesero esclusivamente per loro. La Square (forse nemmeno con troppa convizione) iniziò a dedicare alle sue creazioni dei titoli esclusivi, sebbene programmati con piccoli budget.
    Il primo fu Chocobo Dungeon, titolo in realtà legato alla serie “no Fushigina Dungeon” ideata dalla giapponesissima Chunsoft. Pur essendo riconducibili a giochi di ruolo, i prodotti di questo team ostentavano un'impostazione incentrata fortemente sui combattimenti e sull'esplorazione dei dungeon. Vista la loro popolarità in terra nipponica, la Square ne chiese in prestito i diritti per indicare al pubblico chiaramente quale fosse la direzione del prodotto. Nonostante alcuni difetti tecnici e di gameplay, il successo fu clamoroso e il primo episodio superò il milione di copie vendute pur rimanendo confinato nel solo Giappone. La Square pensò bene di produrre subito un seguito da importare anche sul territorio americano, dove però la critica non fu troppo generosa e le vendite poco convincenti. Dopo una lunga pausa, la serie Dungeon è stata recentemente riesumata per sviluppare un episodio dedicato alla Wii molto apprezzato.

    Numerosi altri prodotti aventi come protagonisti i chocobo vennero pubblicati, dal simil-board game Chocobo Land ad Hataraku Chocobo, una sorta di life-simulation per Wonderswan, ma solamente Chocobo Racing riuscì a guadagnarsi un seguito rilevante. In realtà, il gioco non era molto di più che un racing game alla Mario Kart con poche idee originali. Alcuni critici accusarono la Square di aver prodotto un titolo a basso costo solo per marciare sul momento d'oro del genere e di Final Fantasy. Fatto sta che, a fronte di qualità tecniche e ludiche criticabili, Chocobo Racing riuscì nell'impresa di vendere qualche centinaio di migliaia di unità.

    Oggi la specie dei Chocobo è in gran forma e lo testimonia l'episodio della serie Dungeon per Wii che vi ho citato poco più sopra. Non solo: essi sono e rimarranno il simbolo del gioco di ruolo giapponese per eccellenza, quel Final Fantasy che, nonostante ciò, sembra muoversi verso una corrente artistica che non sempre va a braccetto con l'inclinazione dei chocobo.
    Il web pullula di siti messi in piedi da fan e l'immancabile Facebook prevede la solita pagina dedicata che è seguita davvero da migliaia di fan.



    Gianluca "musehead" Santilio



    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..un'eccellente "calamita" d'interesse by Square...ma far uscire il chocobo dorato su FF VII è stata un'impresa non da poco