Cosmophony - PS3 - PS4 - PSvita - Wiiu - PC | Retrogaming History
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    Cosmophony

    Un retrogiocatore, almeno una volta nella vita, si sarà sentito rivolgere la seguente domanda: “ma perché intestardirsi nel voler completare giochi tecnicamente datati e dalla difficoltà sovrumana”? Questi amici evidentemente non comprendono ancora il fascino del retrogaming. Se dovessimo dare una risposta rapida… beh, innanzitutto, perché una volta la maggioranza dei giochi era davvero, ma davvero, difficile - per motivi a noi ben noti -, mentre per quanto riguarda il comparto tecnico… ogni volta che vediamo qualcosa – qualsiasi cosa – risalente a 15/20 anni prima, nonostante ottime caratteristiche, potrebbe apparire obsoleto anche ai nostri occhi (certo, per noi sarebbe vintage, e non farebbe parte dei malus).

    Quindi, per dimostrare ai nostri incauti amici di poter essere anche noi “al passo coi tempi”, perché non sfidarli a giocare Cosmophony? Giunto tra il 2014 ed il 2015 su console come PS4, Wii U, PS Vita e PC - ed anche su smartphone -, per convincerli a giocarci dite loro che i livelli sono pochi, che le vite sono infinite, che ci sono pure i checkpoint… magari ci daranno retta! In quei dieci minuti che trascorreranno prima che optino per la disinstallazione, forse anche loro proveranno le sensazioni del retrogamer, destinato a lottare con elementi dello scenario sempre un passo avanti a lui, comprendendo la necessità di molti tentativi, di pianificare accuratamente, e di lanciare una gran quantità di irriferibili improperi…



    Questo perché, nonostante l’anno di pubblicazione, Cosmophony potrebbe facilmente rassomigliare ad un purissimo arcade dei tempi andati. Tralasciando la trama, piuttosto leggera (dovremmo andar contro una dea che non è stata capace di gestire il cosmo a dovere), sappiate che dovrete fare in modo di portare la vostra navicella in fondo ai vari percorsi. A prima vista potrebbe ricordarvi l’attempato Skyroads od anche il primo F-Zero (ma con la grafica ispirata all’pluri-citato Rez), dato che il punto di vista che abbiamo rispetto alla nave spaziale è molto simile. In questo caso, tuttavia, potremo muovere il nostro veicolo solo lateralmente, e dovremo muoverci tra 7 strade, o scie, nelle quali potremo scorrere liberamente per la metà inferiore dei lunghissimi tunnel dove ci troveremo costretti. Non ci sarà da saltare, tornare indietro o sconfiggere nemici: si potrà solo muoversi lateralmente, evitare ostacoli e - se uno sarà così masochista da volerci provare - sparare per distruggere triangolini d’energia sparsi attraverso il livello, come fossero dei collezionabili. Ma lo scopo è uno solo: arrivare al termine dell’area senza danni.
    La difficoltà è… semplicemente estrema. Non lasciatevi trarre in inganno dal primo livello: di aree ce ne sono solo 5 e nonostante ogni area possa potenzialmente durare solo una manciata di minuti, Cosmophony potrebbe durarvi davvero molto più del previsto. Vero è che c’è la presenza dei checkpoint, ma sono presenti solo nella practice mode: non completerete davvero un livello a meno di non portarlo a compimento in una singola istanza. Ma per raggiungere questo obiettivo ci sarà un tributo di lacrime e sangue…



    Lasciarsi catturare da Cosmophony è tuttavia abbastanza semplice: la commistione tra suoni e immagini è data da un piazzamento splendidamente efficace degli elementi, delle forme geometriche che formano lo scenario. Tra cubi da evitare e triangolini da (eventualmente) colpire, potrete gustarvi ad una colonna sonora moderna ma sferzantemente vecchio stile, di cui vi invito a vederne (e sentirne) un livello su Youtube per farvi un’idea. Le musiche si fonderanno così perfettamente nel gioco che sarete voi i primi a notare se quanto starete facendo sarà corretto o meno. Ci sarà qualcosa che non vi convincerà e ciò potrebbe spronarvi a concentravi maggiormente. In effetti, nonostante ci troveremo al comando di una navicella, siamo quasi dalle parti di un rhytm game su binari, il tutto esaltato, come detto, dalla perfetta commistione tra gameplay e musiche, composte dal francese DJ Salaryman (ma il team francese è composto nella sua interezza da appena tre persone).

    Evitare tutti gli elementi dello scenario non sarà una passeggiata, ma proprio per niente, meglio ribadirlo. Così come la necessità di memorizzare i livelli: anche coloro i quali pensano di possedere un eccezionale controllo occhio–mano si ricrederanno quando proveranno la durezza di Cosmophony: qui conta il perfetto ricordo del livello, ma anche una sorta di memoria muscolare per interiorizzare i passaggi più critici. Come detto in precedenza, ci sono dei punti di controllo, ma sono presenti solo nella practice mode, cui è consigliabile fare un bel po’ di allenamento prima di affrontare seriamente il livello. In questo caso, mediamente, ogni 10% del brano potrete trovare un punto di controllo: quando si dovesse morire, si riprenderà dall’ultima porzione raggiunta, senza punizioni.



    Dal bianco e nero della practice mode potrete passare ai colori e agli effetti della modalità principale: quando penserete di essere pronti e di voler osare l’inosabile, allora preparatevi a mettere in campo tutto quello che avrete assimilato di quel livello fino a quel momento. Non ci sarà alcuno sconto: o si arriverà alla fine senza un graffio o ci si disintegrerà al primo impatto con uno degli ostacoli sapientemente e crudelmente piazzati dallo Studio Bento. È difficile da spiegare, ma se dedicherete a Cosmophony il giusto livello di concentrazione arriverete al punto in cui non dovrete neppure più “riflettere” coscientemente sulla mossa successiva da compiere, poiché le vostre mani già la sapranno. Uno stato di tensione-rilassatezza che ormai proviamo raramente nell’affrontare i giochi più recenti, ma che qui possiamo ritrovare e che vi potrebbe permettere di proseguire nella strada. Questo fino all’ostacolo successivo.

    COMMENTO FINALE


    "Solo cinque livelli, purtroppo, ma - credetemi! - vi faranno davvero imprecare! Che questo sia un fattore positivo o negativo, la risposta la possiede solo il giocatore dentro di voi. Nonostante l’assenza di altre modalità, contenuti o sfide, dato il prezzo contenuto, mi sento comunque di consigliarvi di dargli una possibilità, ma solo a patto di possedere ottimi riflessi e una pazienza di Giobbe, oltreché di essere alla ricerca di una vera sfida."





    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Kintaro
      Kintaro -
      Preso su Steam e devo dire che merita davvero