Dodge 'Em - Atari 2600 | Retrogaming History
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    Dodge 'Em

    La premessa di Dodge 'Em, titolo Atari del 1980, è il cosiddetto “gioco del pollo”, competizione di origine incerta in cui due piloti si lanciano a tutta velocità su auto fiammanti puntate l'una contro l'altra su una strada stretta: se uno dei due difetta del giusto agonismo e sterza fuori dalla carreggiata per avere salva la vita, fa la figura del “pollo” e consegna la vittoria all'altro svitato; se invece nessuno dei contendenti la vuol dare vinta... bisognerà trovarne altri due per continuare a giocare, ma che gran divertimento per il pubblico!

    Nella versione VCS che vado a descrivere, la variante principale è costituita dal percorso, che non si snoda su una singola corsia ma in quattro corridoi concentrici, con varchi ai quattro punti cardinali per consentire di passare da uno all'altro. Dalle immagini potrete ricavare l'impressione di una sorta di labirinto, cosparso di pallini che dovremo racimolare per concludere ogni stage: “come in Pac-Man!”, diranno subito i miei piccoli lettori. Sì e no, perché nel 1979, quando Head On, l'antesignano arcade di cui Dodge 'Em è di fatto la conversione, esordiva in sala giochi, Pac-Man doveva ancora vedere la luce, quindi è semmai il mangiapillole Namco ad essere in debito di qualcosa, e forse il buon Tohru Iwatani non dice tutta la verità quando narra che l'ispirazione per il suo capolavoro gli sia venuta dalla visione di una pizza dopo averne tagliato una fetta...



    Ma bando alle polemiche, e veniamo al gioco, che ci pone alla guida di una macchinina oltremodo stilizzata all'interno del labirinto anzidetto. Esattamente alle nostre spalle, prende il via in direzione opposta un uguale veicolo manovrato dalla cpu. Il guaio è che il nostro avversario è un maniaco suicida e, in spregio allo spirito del chicken-game sopra descritto, mira esclusivamente a schiantarsi contro di noi. Per evitare la morte, dovremo fuggire ai suoi tentativi di collisione ed eliminare tutte le barrette sparse sullo schermo semplicemente passandoci sopra, in modo da avanzare al livello successivo. Com'è facile intuire, diventa cruciale sterzare rapidamente da un corridoio all'altro con il giusto tempismo, in modo da scongiurare il rischio di trovarsi lanciati contro il nostro nemico quando si è già all'interno della stessa corsia e, quindi, irrimediabilmente spacciati. Il nostro mezzo è in costante movimento, ma sono disponibili due diverse velocità selezionabili tramite il pulsante del controller, con un'unica, importante avvertenza: ad andatura normale è possibile muoversi di due corsie in prossimità delle aperture, ma accelerando a tutta birra ci si può spostare di una soltanto.



    Superfluo spendere troppe parole sulla realizzazione estetica e sonora: Dodge 'Em è titolo che punta tutte le sue carte sulla propria meccanica di base, così che grafica e suoni, pur non disprezzabili, risultano trascurabili, strettamente funzionali alla pura sfida. Fortunatamente il sistema di azione, assistito da controlli buoni pur se non impeccabili, si rivela solido, serrato, ed avvincente in modo persino insospettabile. Trattasi del classico giochillo tanto semplice quanto cattivo, che pungola con la giusta dose di fastidio ad ogni sconfitta, senza sfociare troppo presto nella frustrazione. La “soluzione” sembra sempre a portata di mano, dato che l'intelligenza artificiale non arriva a concepire strategie più complesse che quella di spostarsi nella nostra direzione ad ogni occasione, eppure progredire di uno stage costa non poca fatica, e la partita del giocatore occasionale non arriva a due minuti. Lo stimolo a migliorarsi, a vendicarsi della macchinina avversaria così stupida eppure così fatale, porta a premere più e più volte il tasto di riavvio secondo il mantra bugiardo di ogni buon gamer: “ancora una partita, solo una...”.



    Il gioco non ha molta pietà, e la difficoltà sale rapidamente: se il primo stage è presto padroneggiabile, il secondo comincia subito a testare le nostre capacità, mentre il terzo fa decisamente selezione, considerando anche le vite eventualmente perse in precedenza. E' da qui, infatti, che le cose iniziano a farsi seriamente problematiche, allorché fa la sua comparsa una seconda auto assassina con cui fare i conti, in aggiunta alla prima. Il cervello è improvvisamente costretto a ponderare non uno ma due ostacoli, che oltretutto si dipartono da posizioni molto differenti. L'approccio richiesto è ancora più ragionato, e solo la pratica assidua permette di superare lo stage. Per i pochi che non soccombono, il prosieguo della partita offre un'alternanza di tre livelli con due nemici e due con uno, giusto per non fare abituare la mente del giocatore a un'unica strategia.



    La sfida in Dodge 'Em è veramente alta, e occorre una certa dose di masochismo per incrementarla, ma i programmatori hanno pensato anche a questo: settando lo switch destro della console sulla A, la macchina nemica non inizierà la propria corsa sempre alle nostre spalle, bensì in posizione ogni volta diversa, impedendo così di studiare una tattica standard per ogni stage.

    Esistono anche due opzioni di gioco in multiplayer: una è la solita, inutile modalità a turni alternati. L'altra, molto più originale, consente ai due avversari umani di avvicendarsi nel ruolo dell'automobile impegnata a rastrellare tutte le barrette del maze e in quello, forse più appagante, dell'inseguitore suicida. E' innegabile, comunque, che Dodge 'Em sia pensato espressamente per il single player: è lì che il suo gameplay severo, eppure mai sleale, dà il meglio di sé.




    "Dodge 'Em è la sublimazione di un concetto videoludico vecchio di trent'anni: se sia miseramente antiquato, o piacevolmente antico, è questione di gusti personali. E' l'esempio tipico della costruzione di un videogame a partire da un meccanismo semplice eppure avvincente, che diventa protagonista assoluto a scapito di qualsiasi orpello. Non c'è contorno, né appagamento grafico o sonoro: c'è solo pura azione, chiusa dentro un sistema di gioco minimale eppure proprio per questo ancora più arduo da padroneggiare. Come si suol dire: easy to learn, hard to master.





    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Questa e' Gioventu' Bruciata (con l'altro pilota in rotta di collisione al posto dello strapiombo ) sul VCS! Bellissima recensione e, per quanto mi riguarda, scoperta molto interessante. In effetti l'unico titolo motoristico in salsa maze game che abbia mai giocato e stato Raimais della Taito
    1. L'avatar di VIC-30
      VIC-30 -
      Mi ha ricordato a sproposito Rally-X