L'Angolo dell'Ignoto: Hotel Mario | Retrogaming History
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    L'Angolo dell'Ignoto: Hotel Mario

    Avvicinamoci ad una console insolita, all'elite del trash videoludico: il Philips CD-I. Trash per modo di dire, il CD-I non è stato un prodotto fatto male, anzi, era dotato di specifiche tecniche quasi avveniristiche e probabilmente sovradimensionate all'utilizzo videoludico dell'epoca. Qualche esempio? Full Motion Video, risoluzione 768x560 con supporto ai rarissimi schermi widescreen, palette di 16 milioni di colori con 32000 contemporaneamente su schermo, processore derivato dal Motorola 68000 a 15 mhz... Mica robetta per il 1991!
    Ma se il CD-I ha un posto nel cuore di non pochi videogiocatori è perchè ogni tentativo di produrre qualcosa di divertente è quasi sempre fallito. Già, e poi non dimentichiamoci gli spin-off dei brand Nintendo, Zelda e Mario. Solitamente vengono additati quale ciarpame videoludico, e se ciò può valere per i Zelda, bisogna riconoscere che per Mario il discorso va affrontato diversamente.

    Tralasciando il purtroppo mai ultimato Wacky Worlds, Hotel Mario rappresenta l'unica escursione dell'idraulico su una console non prodotta dalla Nintendo. Grazie ad accordi che avrebbero dovuto prevedere una fornitura di lettori CD-ROM per la casa di Kyoto, la Philips riuscì a scucire alla grande N questa incredibile esclusiva che nel 1994, a ridosso dell'avvento di Playstation e Saturn, si tradusse non in uno scontato platform quanto piuttosto in un inatteso puzzle-game.

    L'obiettivo del giocatore è il solito: salvare la principessa Peach che si è messa nei guai col solito Bowser. Pensate che il cattivone ha tramutato il Mushroom Kingdom in un agglomerato di hotel, sette per la precisione, dove tiene prigioniera l'amata principessa. Ovvio che ci toccherà cercarla, altrettanto ovvio che ogni hotel corrisponda ad un diverso mondo, con tanto di guardiano finale annesso.

    Il concetto di superamento del livello è quantomeno inusuale: ogni stage rappresenta un porzione dei vari hotel, ognuno con tante porte e ascensori. Se la funzione di questi ultimi è semplicemente quella di portarci da un piano all'altro, in perfetto stile Elevator Action, le porte rappresentano il nostro lasciapassare per il livello successivo: ci basterà chiuderle tutte per proseguire nel gioco. Perchè? Non ci è dato saperlo. Misteri dei videogiochi... A metterci i bastoni fra le ruote troveremo buona parte dei cattivi della serie che potremo ammazzare col solito salto in testa. C'è l'immancabile tempo limite e non mancano delle monetine buone per il punteggio.

    Il divertimento non è trascendentale, ma non siamo certo ai livelli catastrofici di cui si parla spesso su internet. Un po' come accaduto per E.T. su VCS secoli addietro, anche di Hotel Mario si scrive troppo senza sapere nulla, in quanto di brutto gioco non si dovrebbe parlare. E' un puzzle game nella media, senza acuti né tantomeno bassi, confortato semmai da un reparto audiovisivo rispettabile. Gli sprite sono decisamente ben disegnati e molto colorati, piccoli ma definiti, e anche i fondali sono gradevoli e sfruttano bene la buona risoluzione della macchina. Gli effetti sonori sono nella media ed alcune musiche sono pure orecchiabili e l'unico aspetto relativamente sconcertante riguarda le cut-scene: sia nella presentazione che tra un hotel e l'altro, assisteremo a delle scenette d'intermezzo con i vari protagonisti del gioco, peccato che siano caratterizzate da disegni e doppiaggio discutibili. Le animazioni sono quasi disturbanti a causa di proporzioni e movimenti poco armonici, spiazzanti anche per l'assenza di legami con la tradizione figurativa giapponese che stacca brutalmente con l'immaginario comune relativo al mondo di Mario.

    Per concludere, grattando sotto la dura scorza di filmati fenomenalmente trash, si cela un gioco da rivalutare, magari immaginandolo su un'altra piattaforma e con un altro protagonista. Chissà, fosse uscito su Super NES con il marchio Nintendo sulla cartuccia, forse oggi parleremmo semplicemente di una prestazione sottotono dell'idraulico. Ad ogni modo, se avete un CD-I dovete procurarvene una copia. Diciamo anche per mancanza di alternative.

    PS: il video a corredo della recensione è stato catturato tramite emulazione e, a causa di uno stadio ancora immaturo del programma, sono presenti piccole imperfezioni grafiche ed una fastidiosa freccia del mouse. Scusateci!

    VIDEORUBRICA




    Gianluca "musehead" Santilio



    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Puzzle game carino, peccato che il CD-I è stato ultra snobbato per colpa della sua tecnologia avveniristica e dei due penosissimi Zelda
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Provato tramite emulazione per avere una idea di questo gioco del CD-I se fosse stato marcato Nintendo e pubblicato anche sulle altre consoles esistenti il gioco sarebbe stato un successo perchè è lungo difficile originale e bello graficamente e anche nel sonoro. I video sono straordinari ,per allora, e ben disegnati. Da recuperare la console e questo puzzle game.