Videogames Celebrities: Lara Croft | Retrogaming History
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    Videogames Celebrities: Lara Croft

    Lara Croft, da esploratrice ad icona simbolica.


    Quanto del suo successo deve Tomb Raider alla sua protagonista Lara Croft e quanto invece Lara deve al gioco vero e proprio? Oggi su RetrogamingHistory analizziamo i motivi che hanno portato Lara ad avere un simile successo mediatico, visto raramente per un protagonista dei videogiochi del passato. Lara appartiene all’età moderna del videoludo, eppure ha superato idealmente mostri sacri del settore come Pac-Man, Mario, Sonic o Donkey Kong. Il tocco di Lara è stato a lungo come quello di Mida, capace di trasformare in oro tutto ciò che toccava… Come ha fatto la signorina Croft a diventare una vera e propria diva virtuale? Scopriamolo insieme nella nuova puntata di Videogames Celebrities!


    La storia di Laura Cruz


    Nella metà degli anni ‘90 alcune persone si riunirono con l’intenzione di progettare un gioco innovativo e totalmente tridimensionale, che prendesse le migliori caratteristiche concettuali dei titoli del passato e riuscisse anche ad evolverle in un tipo di gameplay davvero nuovo e coinvolgente. Moltissime idee sono state scartate prima di trovare la formula giusta. La nazione era l’Inghilterra, nella città di Derby, e la compagnia di sviluppo rispondeva al nome di Core Design. Dopo aver dosato perfettamente azione e riflessione in un contesto avventuroso c’erano da decidere solo le modalità d’interazione del personaggio. La totale libertà in uno spazio 3D andava quindi associata alla possibilità di fare moltissime mosse con pochissimi limiti: correre, saltare, arrampicarsi e gettarsi da uno strapiombo in equilibrio, come nelle scene che ogni film d’avventura che si rispetti deve presentare. Dopo aver ultimato tutto mancava solo un ultimo tassello, il protagonista del gioco. L’idea di partenza era quella del classico eroe intrepido ed amante dell’avventura alla Allan Quatermain, un antesignano inglese di Indiana Jones, ma l’altissimo numero di personaggi simili nei videogames precedenti richiedeva qualcosa di nuovo. La scelta cadde su una donna, e non una donna qualunque, ma una di quelle che non si dimenticano. Inizialmente concepita col nome di Laura Cruz, archeologa di origini latine, il personaggio è stato poi naturalizzato inglese col nome di Lara Croft, su richiesta di Eidos che preferiva dare al personaggio un background più anglosassone rispetto allo stereotipo sudamericano ideato dalla Core. Lara si era ritrovata d’improvviso addirittura origini nobili sulla carta d’identità. Come avrebbe potuto la contessa di Abbingdon, il cui nome completo era Lady Lara Henshingly Croft, lasciare il suo mondo fatto di lustrini, feste di gala e tacchi a spillo per indossare i rozzi hot pants e canottiera verde ideati come look della popolana Laura Cruz? Per donarle il carattere forte e superbo di cui aveva bisogno, i suoi autori inventano un escamotage narrativo, facendole perdere i genitori e mettendo sul suo cammino molte avversità che la rendono quell’esploratrice di tombe impavida che tutti noi conosciamo. Nella foto possiamo ammirare uno dei primissimi Artwork disegnati per il personaggio di Laura Cruz.


    Lara Croft, orfana nella fiction come nella realtà


    Nella trama ufficiale di Tomb Raider, l’intrepida Miss Croft risulta orfana di entrambi i genitori, il padre Richard James Croft e la madre Lady Amelia De Mornay, ma anche nella realtà Lara ha subito lo stesso triste destino. La notorietà è infatti costata a miss Croft la perdita del padre Toby Gard, indispettito dalla strumentalizzazione commerciale del suo personaggio. La stessa Core Design mal sopportava la pressione esagerata che Eidos le metteva addosso pur di produrre continui seguiti del franchise, fino al punto di costringerla a rilasciare sul mercato Angel of Darkness, controverso capitolo della saga, secondo la stessa Core uscito sul mercato ancora largamente incompleto. Questi forti dissidi con la casa produttrice hanno dato brutti risultati, poiché Core Design si sentiva ormai costretta a produrre ogni anno un nuovo Tomb Raider, come fosse un franchise sportivo, e pur avendo allargato molto il team di persone al lavoro sulla serie, le continue pressioni di Eidos, unite alla mancanza di Toby Gard, hanno fatto abbassare anno dopo anno il livello qualitativo della serie. L’insuccesso del primo titolo per PS2, il contestatissimo Angel of Darkness, ha poi portato al totale reboot della saga grazie all’episodio Legend realizzato stavolta dalla softco americana Crystal Dynamics. Durante la realizzazione di Tomb Raider: Legend e del remake del primo titolo intolato Anniversary, Lara ha temporaneamente ritrovato il padre perduto, poiché Gard si è riavvicinato alla serie, grazie ad un annuncio messo sul sito che diceva pressappoco le parole “cerchiamo un artista alla Toby Gard per il nuovo episodio di Tomb Raider a cui stiamo lavorando”, letto l’annuncio il brillante designer decise di contattare la Crystal Dynamics. Il game designer inglese ha seguito da vicino la produzione dei capitoli Legend, Anniversary e Underworld , ricoprendo ruoli differenti ma sempre fondamentali e dando notevoli contributi per poi riabbandonare la serie in tempi recenti durante la lavorazione del futuro Tomb Raider 9, attualmente in sviluppo presso lo studio, per seguire nuove strade e nuovi progetti.


    Nude Raider


    Buona parte del successo presso il pubblico pcista si deve indubbiamente alla possibilità di applicare al gioco una particolare patch che non aggiunge nulla al codice originario, ma invece “toglie” alcune caratteristiche grafiche. La ben nota patch Nude Raider non è stata, ovviamente, creata da Core Design e non rappresenta un prodotto ufficiale. Grazie ad essa è possibile far giocare Lara con un costume molto alternativo, ovvero quello adamitico che farebbe la gioia delle associazioni nudiste. Una simile idea non era in realtà nuova nel mercato videoludico, poiché già altri personaggi erano stati visti agire nei loro giochi senza vestiti, grazie alle versioni cosiddette “hack” dei titoli originali. Il fenomeno è sbarcato sia su C64 che su NES, ad esempio nel primo Metroid, in cui la serissima Samus Aran era dotata dell’inedita “Nude Suit” o in Tennis, dove le giocatrici si esibivano in versione nature. Dopo la comparsa di Lara Croft, personaggio molto più realistico dei suoi colleghi pixellosi, allegramente nuda sullo schermo, le “nude patchs” sono diventate una vera moda tra gli appassionati di modifiche amatoriali dei titoli originali, il cosiddetto “Mod”. I titoli più gettonati per queste modifiche sono ovviamente quelli con personaggi femminili procaci, ispirati magari dalla stessa Lara, come in Heavy Metal: FAKK 2, ma anche titoli più “insospettabili” come World of Warcraft e The Sims hanno visto le loro versioni nature. Nel caso di Tomb Raider la patch è sintomatica del grande successo del titolo e del grande attaccamento che si era sviluppato da parte dei fans al personaggio. Le nude patchs di Lara sono poi col tempo divenute una tradizione, e sono disponibili per tutti gli episodi della saga.


    Cinematografia e marketing: Lara come fenomeno mediatico


    Tra i tanti mezzi mediatici utilizzati per pubblicizzare le avventure di Lara non sono mancati nel 1996 la radio ed il cinema, ma pochi avrebbero scommesso che proprio al cinema sarebbe giunta prima o poi questa nuova diva virtuale. Per il debutto americano del gioco è stato il film Star Trek – Primo Contatto a fare da traino ad uno spot memorabile di soli 30 secondi trasmesso nelle sale. Attualmente le avventure della procace archeologa sono diventate una saga cinematografica, con Angelina Jolie ad impersonare la coraggiosa Lara. La Jolie, che aveva appena vinto un oscar per Ragazze Interrotte, non era sicura di essere all’altezza del personaggio complesso ed affascinante di Lara, e ci scherzava su dicendo che non avrebbe potuto interpretarlo avendo tre taglie in meno di reggiseno. Le due pellicole hanno avuto un discreto successo sia tra il pubblico generalista che tra gli appassionati di videogiochi, anche se molti hanno fatto notare i limiti di entrambi i film. Il primo, intitolato semplicemente Lara Croft: Tomb Raider, esce a cinque anni di distanza dal gioco originale, in un periodo in cui la fama di Lara è molto alta, tanto che il suo nome precede addirittura quello della saga. Per il suo ruolo nel terzo film è stato fatto il nome di Megan Fox, ma molti sperano torni l’inossidabile Jolie. Già fin dalle prime apparizioni della signorina Croft, sul mercato era lampante che la sua verve e presenza scenica non sarebbe passata inosservata. Nel corso della sua carriera come personaggio dei videogames Lara Croft ha spesso fatto delle incursioni in altri media, comparendo su moltissime copertine di importanti periodici internazionali, in alcune serie di fumetti, come Tales of Lara Croft e le pubblicazioni dell’editore americano Top Cow o le edizioni italiane di Mondadori. Lara è arrivata persino negli stadi, in un memorabile video diffuso durante i concerti degli U2. Oltre alla scena alternativa degli appassionati che decretarono subito Lara come simbolo iconico fondamentale, anche la stampa generalista ed in genere l’informazione tradizionale si era avvicinata a Lara Croft, non trattandola come personaggio videoludico, ma come una vera e propria eroina mediatica virtuale. Questo presenzialismo ed incursionismo verso il mondo “esterno” al puro videogaming è stato senza dubbio studiato a tavolino dai geniali addetti al marketing della Sony, che hanno intuito le potenzialità del personaggio, ma l’affetto che i fans le hanno tributato nel tempo è senza dubbio reale e tangibile.


    L’altra faccia del successo, le parodie di Tomb Raider
    Il grande successo di una serie porta inevitabilmente ad una sua conoscenza di massa da parte del pubblico, che spesso, oltre alle manifestazioni di affetto dei fans, genera anche critiche da parte dei detrattori e persino parodie che prendono in giro i capisaldi e le convenzioni dei giochi, rivelandosi spesso divertentissime. Nel caso di Lara il successo è stato a trecentosessanta gradi, e di conseguenza le parodie sono state moltissime, diffuse attraverso tutti i canali di comunicazione, dal web, dove impazzano i filmati amatoriali, tra cui ricordiamo Tum Raider, divertentissimo eroe sovrappeso emulo di Lara. Non poteva esimersi dal dire la sua anche il sempre fiorente mercato del porno: non mancano, infatti, anche produzioni del cinema a luci rosse dedicate a Tomb Raider, evidentemente ispirate dalla grande avvenenza e dal forte richiamo erotico della protagonista. Ne ricordiamo soprattutto una rilasciata in Italia, Doom Fighter con protagonista la celebre pornostar Venere Bianca, candidata a miglior attrice a luci rosse al festival Hot D’Or 2001 di Cannes, proprio grazie a questo film. Il cinema hard ha addirittura anticipato Hollywood nello sfruttamento cinematografico del personaggio, proponendo il DVD diversi mesi prima del film ufficiale con la Jolie! All’epoca della sua uscita era stato chiesto il ritiro del prodotto da parte di Raphael Galante, di Halifax, che ha attaccato la produzione con queste dure parole “Questo film rappresenta un grave danno di immagine per il mondo dei videogame e per Lara Croft. Da parte nostra interverremo chiedendo di bloccarne l'uscita". A difesa del film, prodotto in Ungheria, c’è da dire che la protagonista si è dichiarata appassionata della serie e ha studiato a lungo le movenze di Lara per risultare più credibile. Doom Fighter inoltre ha una ricca post produzione digitale, costata oltre mezzo milione di euro, raramente vista in produzioni a luci rosse, ed infatti è stato premiato con la Ninfa D’oro al festival di Barcellona per i migliori FX in un film per adulti. Il tocco magico di Lara ha colpito ancora, persino in un settore alternativo ed innominabile come quello del cinema osè. Persino sui più tradizionali schermi televisivi si è vista una versione “tutta italiana” di Lara, nel programma Ciro, in concomitanza con il terzo episodio del gioco. La simpatica attrice Sabrina Impacciatore ha infatti dato vita alla parodia di Tomb Raider, scherzando sulla procace avvenenza della protagonista digitale e sugli aspetti meno riusciti dei titoli. La brillante comica criticava la legnosità dei movimenti di Lara e molti aspetti del gioco sono presi di mira come la sua interazione con i personaggi umani, ad esempio il divertentissimo maggiordomo. Alcune volte la Lara della TV si rivolge direttamente al giocatore e maledice il suo leggendario “dito a banana”, responsabile dei movimenti casuali del personaggio, creando dei siparietti comici indimenticabili. Il controllo poco preciso nel gioco era dovuto teoricamente ad una scarsa calibrazione dei comandi, presente nei seguiti del primo titolo, ma nella parodia diventava completamente colpa del povero giocatore incapace di eseguire le mosse più elementari.


    L’importanza storica: ispirazioni ed influenza di Tomb Raider


    Tomb Raider è un caso emblematico, pur rifacendosi a modelli chiari e ben conosciuti dei videogiochi e del cinema precedenti e a chichè tipici della narrativa d’avventura, ha saputo miscelare alla perfezione tutte le intuizioni, creando qualcosa di nuovo ed unico. Gli stessi sviluppatori hanno dichiarato di essersi ispirati a determinate icone, prima tra tutti quella di Indiana Jones, da cui Lara mutua gli scenari e l’atmosfera esotica ed avventurosa, ma anche al primo Prince of Persia di Jordan Mechner, che ha fatto da modello per le atletiche movenze di Lara. Una delle fonti iconografiche e sceniche meno note è però quella dei “dungeon crawler”, genere molto amato dai creatori di Lara, che ha senza dubbio contribuito al risultato finale del gioco. La struttura a corridoi è di chiara derivazione ruolistica. Molte sono quindi le fonti di ispirazione per il gioco Core Design, ma altrettanti sono i titoli debitori di Tomb Raider. Piccoli rimandi ad altre avventure classiche si rilevano inconsciamente in alcuni punti, e quando ci troviamo in un corridoio dai cui lati scoccano delle frecce contro di noi il pensiero va magari ad Aztec Challenge, e nel momento in cui il terreno ci frana sotto i piedi pensiamo subito al classico Prince of Persia. Concettualmente innovativo il titolo ha ispirato moltissimi giochi, non è possibile oggi concepire un action adventure senza guardare indietro a Tomb Raider, e come per le avventure di Mario per i platform, o Final Fantasy per gli RPG, Tomb Raider è diventato un modello. Tra i tantissimi debitori, oltre al recente Uncharted c’è anche il secondo capitolo della saga di Legacy of Kain, Soul Reaver di Crystal Dynamics.


    Lo sfruttamento commerciale di Eidos


    L’incredibile successo di pubblico e critica attribuito a Lara e al suo Tomb Raider, unito allo sconfinamento dello stesso franchise nei media tradizionali ha portato però l’originale idea iniziale ad uno sfruttamento troppo intensivo. Eidos, spinta da mire imperialiste del mercato e accecata dalle enormi possibilità lucrative del successo del gioco, ha calcato troppo la mano e ha costretto Core a produrre un Tomb Raider l’anno, semplicemente perché il mercato lo voleva, tutti desideravano ancora Lara, la bramavano. Non potevano ormai farne a meno. Ma come tutti sanno la serializzazione di un prodotto, per quanto buono, porta sempre ad un suo decadimento qualitativo. Quanto veramente si poteva dire ancora con nuove avventure che non avesse già detto il primo episodio? Quali innovazioni si potevano apportare ad un titolo già virtualmente perfetto che aveva fatto un tale uso artistico del Saturn? A Eidos non importava. Il mercato vuole Lara? E loro davano nuovi episodi di continuo. Il rischio di passare dall’arte al manierismo era forte ed infatti così è stato. Anche se il primo, vero Tomb Raider era stato concepito dallo staff di Toby Gard per i circuiti del Sega Saturn, il franchise è stato presto spostato in esclusiva sulla ben più remunerativa console Sony. Eidos ha dunque legato il proprio nome a Tomb Raider e a PlayStation, reiterando all’infinito le idee di Gard e soci, e mettendo sotto stress la stessa Core Design, ormai costretta a sfornare continui seguiti e non lasciata libera di esplorare nuove idee di gameplay, presa com’era dalla gestione di Lara, ormai decisamente troppo ingombrante. Forse anche queste pressioni forti, unite all’esigenza di far uscire sul mercato al più presto il nuovo episodio per PlayStation 2, hanno portato all’insuccesso del titolo, considerato spesso il peggiore della serie. Il controverso Angel of Darkness ha causato la rottura tra Eidos e Core Design, ed il passaggio di Lara nelle sapienti mani della californiana Crystal Dynamics, che si era fatta valere già per titoli come Gex e Legacy of Kain, ed ora si ritrovava la “patata bollente” della gestione del franchise di Lara. In un'interessante intervista pubblicata qualche anno dopo l’uscita di Angel of Darkness sul mensile Edge, gli sviluppatori della Core hanno poi rivelato che le pressioni di Eidos per l’uscita anticipata del titolo hanno portato a non poter curare come volevano moltissimi aspetti del gioco. Core Design è nota a chi la segue come casa di software perfezionista, che ripone moltissima cura nei suoi prodotti di punta e costringerla a pubblicare un gioco incompleto per accelerarne la commercializzazione è ciò che di peggio si poteva fare nell’industria videoludica. Solo Ubisoft, tagliando deliberatamente il finale del nuovo Prince of Persia in HD per venderlo separatamente è riuscita a superare l’ottusità commerciale di Eidos.


    Le vie del franchise sono infinite


    Non contenti dei continui seguiti che invadevano irreparabilmente il mercato, inflazionando il personaggio, i detentori dei diritti di Tomb Raider hanno dato il loro assenso per la commercializzazione di centinaia di prodotti ispirati alla procace archeologa. Nel decennio 1996-2006 c’è stato quindi un proliferare incontrollato di gadget più o meno pertinenti al videogame, e se era giustificabile l’arrivo di una memory card con le fattezze di Lara Croft, comprensibile per il mondo videoludico e a conti fatti persino utile per riunire tutti i salvataggi della saga, non si poteva dire lo stesso dei prodotti di bellezza come il bagnoschiuma Lara, lo spazzolino elettrico ufficiale di TR3 (si, esiste davvero!) o delle gomme da masticare Gum Raider, spesso oggetti dal dubbio gusto. Il mercato parallelo a quello strettamente ludico è stato sommerso di statuette, fumetti, libri e romanzi, come quello di Domenico Carzo “Lara Croft o il destino delle passioni” ma anche semplici album di figurine, abbigliamento, caschi per le moto, orologi, cappellini, occhiali, zainetti, diari, quaderni per la scuola e gli oggetti più disparati, come Lara in versione Lego, così dal successo si era passati quasi al fanatismo. Persino il settore alimentare è stato preso d’assalto dalla Lara-mania e non sono mancate le barrette di cioccolata, le bibite energetiche Lucozade, l’immancabile Coca Cola ed anche un raffinato vino commemorativo. Moltissimi anche le action figures prodotte, tra cui ricordiamo quelle realizzate nel 1997 da ToyBiz e dedicate alla prima avventura, quelle della Playmates dedicati a Tomb Raider III prodotte in soli 10.000 esemplari, o le recenti creazioni della Tonner Doll che nel 2008 ha rilasciato sul mercato le bamboline Lara ispirate dall’episodio Legend. Gli esperti di marketing della Sony forse hanno spinto Eidos all’eccesso, e si è vista Lara diventare protagonista di campagne pubblicitarie dedicate a prodotti tipici per adulti, dalle automobili fino alle carte di credito. Oltretutto molti degli oggetti commercializzati sono stati distribuiti in edizione limitata e numerata, per spingere il pubblico al collezionismo. Non mancano nell’elenco molte attrazioni di parchi a tema in tutto il mondo, Italia compresa, dedicate alla nostra Lara, ormai sinonimo di avventura al pari del suo collega, l’archeologo Indiana Jones. Il suo marchio, come sempre, trasforma in oro tutto ciò che tocca ed ogni prodotto ha avuto un successo enorme. Anche questi fattori, forse, hanno aumentato le pressioni dei media e dei produttori riguardo alla saga, spingendo Core Design a commettere dei passi falsi pur di sfornare di continuo nuovi giochi di Lara.


    I mille volti di Lara


    Insieme all’imporsi del marchio nell’immaginario collettivo come sinonimo di videogioco, si è affermata contemporaneamente l’idea che la bellezza di Lara dovesse essere rappresentata da una modella ufficiale, che cambia periodicamente all’uscita dei nuovi episodi. Molte sono state le ragazze coinvolte nelle campagne pubblicitarie della saga, presenti nelle fiere videoludiche e pronte ad esibirsi nelle pose plastiche tipiche di miss Croft. Questa idea di marketing è geniale, poiché le modelle entrano subdolamente nei sogni degli adolescenti e fanno scattare in loro il parallelo psicologico, belle ragazze = bei videogames, semplice ma commercialmente molto efficace. Tra i tanti nomi, volti e soprattutto corpi che hanno fatto vivere nella realtà il personaggio ricordiamo in ordine di apparizione Natalie Cook (TR1 1996), Rhona Mitra (TR2 1997), Nell McAndrew (TR3 1998), Lara Weller (Last Revelation 1999), Lucy Clarkson (Chronicles 2000), Jill De Jong (Angel of Darkness 2003), Karima Abebide (Legend 2006 e Anniversary 2007) fino all’ultima arrivata Alison Carrol (2008 Underworld).
    In occasione dell’uscita del remake del primo Tomb Raider, Eidos ha fatto una incredibile rimpatriata, riunendo ben cinque delle modelle storiche in un’unica indimenticabile serata commemorativa, intitolata “Lara Croft Live Models Reunion” tenutasi nel 2007. A questa imperdibile occasione mancava purtroppo Rhona Mitra, assente giustificata poiché impegnata in un set dall’altra parte del mondo. L’interpretazione di Lara da parte di così tante modelle, a cui va aggiunta anche la già citata attrice Angelina Jolie, che l’ha impersonata nei film, ha portato Tomb Raider nel Guinnes dei primati, poiché a Lara, già presente in altre categorie, è stato riconosciuto il record di “maggior numero di attori reali che interpretano un personaggio di un videogames”. Come già anticipato, per il terzo film si è fatto spesso il nome di Megan Fox, che dovrebbe sostituire la Jolie, ma tutti i fans sperano che Angelina, figlia del leggendario attore Jon Voight, sia confermata ancora una volta. Anche per lei vale il “tocco magico di Lara” ed è stato proprio il film sull’archeologa a consacrarla sul grande schermo.


    Cosplay


    Oltre alle interpreti ufficiali è doveroso ricordare le tantissime fans che si divertono a far rivivere Lara Croft grazie alla loro passione per l’affascinante fenomeno del cosplay. Per chi non lo conoscesse ricordiamo che il cosplay è l’arte di ricreare dal vero i personaggi di fantasia di film, libri, cartoni animati, manga o videogames, ed è una moda diffusissima in Giappone e Stati Uniti, che di recente ha preso piede anche nel Belpaese. Oramai presente ad ogni fiera del settore, il popolo dei cosplayers è molto attivo e variegato, e non fa mancare un personaggio nella sua grande rosa di interpretazione dei celebri eroi, che vanno dall’onnipresente Lamù fino alla nostra amata Lara, oggetto dell'articolo. Tra le numerose comunità di cosplayers che rendono omaggio a Lara ricordiamo quella del sito anglosassone Tomb Raider Cosplay o la celebre cosplayer francese Julie Michelet ma non mancano le interpreti tutte italiane come la nostra Ivana “Piperina” Arcieri, che potete ammirare in foto o visitare sul suo sito Heaven Corner.


    Lara & Kain, un amore impossibile


    Cosa lega l’affascinante Lara Croft, avventuriera inglese contemporanea a Kain e Raziel, protagonisti della splendida saga vampiresca creata da Crystal Dynamics nel 1996? Molti direbbero solo l’anno di nascita eppure non è così. Nato come action RPG all’occidentale, il primo Blood Omen: Legacy of Kain sviluppato da Silicon Knights si è trasformato nel suo secondo episodio del 1999 in un vero e proprio Action Adventure alla Tomb Raider. L’ispirazione è evidente in moltissimi fattori, l’agilità del protagonista Raziel, lo splendore architettonico ed ambientale dei reami di Nosgoth, la visuale posta alle spalle del protagonista ed altri particolari minori, riportano infatti alla mente i fasti dell’originale Tomb Raider, a cui i programmatori della Crystal Dynamics hanno dichiato di essersi liberamente ispirati per l’impostazione del gioco. Lo stesso Toby Gard ha definito all’epoca Soul Reaver come il “miglior clone fantasy di Tomb Raider”, col suo solito simpaticissimo stile inglese, ed ha sempre avuto molta ammirazione per lo sviluppatore americano, al punto da collaborarci in seguito.
    La Crystal Dynamics è una società americana di sviluppo facente parte del gruppo Eidos, come la Core Design. Allo sviluppatore americano è stato affidato in seguito il franchise di Lara forse proprio per merito della grandiosa realizzazione della sua serie ammiraglia, ispirata appunto da Tomb Raider stesso. All’interno dei nuovi episodi realizzati dalla Crystal Dynamics ci sono spesso auto citazioni ed omaggi alla loro saga classica, una delle armi segrete del loro remake Tomb Raider Anniversary ad esempio è proprio la Soul Reaver, spada usata da Raziel, ma possiamo trovare anche i simboli della stirpe vampiresca nascosti negli abiti di Lara o in alcuni misteriosi tatuaggi. La citazione più imponente è però l’apparizione dell’enorme quadro che ritrae lo stesso Kain durante la sua vita mortale, già incontrato da Raziel durante le sue peregrinazioni e ritrovato improvvisamente da Lara durante i suoi viaggi attorno al mondo. Chi ama entrambe le saghe resta sempre impressionato da questi inaspettati cammei, simili al citazionismo dei vecchi classici tipico di Nintendo.


    L’arte di Tomb Raider


    Per Lara sono stati spesi fiumi di inchiostro e milioni di caratteri sulla stampa e sul web, compreso l’articolo che state leggendo, e non è difficile trovare saggi interessantissimi sul fenomeno sociologico che l’eroina di Derby rappresenta o libri che trattano del rapporto tra reale e virtuale e del ruolo che Lara ha ricoperto come tramite tra i due mondi. Tra i tanti motivi del successo di Lara abbiamo senza dubbio i tanti grandi artisti che dietro di lei hanno lavorato. Già nel gioco originale si erano messi in mostra il musicista Nathan McCreee il game designer Toby Gard, ma nel tempo si sono aggiunti moltissimi altri tra illustratori, designers, animatori, sceneggiatori oltre ai disegnatori degli splendidi artworks che da sempre accompagnano la serie. Man mano che l’avventuroso mondo di Lara si estendeva, nuovi artisti la dipingevano sulle loro immaginarie tele, rendendola ogni volta differente e nuova.
    In Italia parte del successo di Lara è dovuto anche alla sua doppiatrice ufficiale, l’attrice teatrale Alda Olivieri, che con la sua voce suadente e sensuale ha contribuito a dare carisma e personalità all’esploratrice. Moltissimi gli artisti esterni al mondo di Tomb Raider che hanno tributato il loro omaggio a Lara con quadri, disegni, sculture o canzoni. Tra i brani musicali italiani dedicati alla nostra eroina ricordiamo Larasong dei Litfiba e Amami Lara di Eugenio Finardi. Nata proprio il 14 Febbraio per San Valentino, Lara è stata scelta dal destino per conquistare milioni di cuori.


    Conclusioni


    Il grande progetto di Core Design di creare l’action adventure definitivo ha avuto, come sappiamo, successo, ma ha generato dietro di sè un infinito e variegato mondo fatto di interconnessioni mediatiche e culturali che continua fino ai nostri giorni. Forse il sogno di Toby Gard era solo quello di creare una grande ed appassionante avventura, ma i tanti fattori esterni hanno contribuito ad affrancare Lara dal semplice ruolo di protagonista di un videogioco, fino a farne una star crossmediale. Dai soli 440 poligoni iniziali che la componevano Lara è passata all’attuale aspetto altamente realistico, ma non è migliorata solo a livello grafico, Lara è cresciuta, ha vissuto tante avventure ed è stata approfondita la sua psicologia. Certo la serie ha risentito di tutte queste pressioni dal punto di vista puramente ludico, poiché il reiterarsi continuo di concetti e situazioni già abbondantemente approfondite dai primi episodi ha portato ad un decadimento qualitativo inevitabile. Eppure Tomb Raider ha superato i suoi stessi limiti, travasando le sue alte potenzialità dal proprio media interattivo ai media tradizionali e soprattutto conquistando l’immaginario collettivo di pubblico e critica. Oggi è una cosa del tutto normale trovare giochi, film o fumetti in italiano dedicati alla nostra avventuriera. Proprio Derby, città che diede i natali al primo gioco della serie, sta considerando l’idea di dedicare una strada a Lara Croft, per riconoscerne l’alto valore culturale e l’impatto sociale del personaggio. Ormai non è più questione di quanto fosse valido il gioco Tomb Raider, ma di quale fosse il destino di Lara, trasformata da semplice personaggio ad icona immortale dell’intrattenimento digitale.






    Fabio "Super Fabio Bros" D'Anna



    Commenti 16 Commenti
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      e beh... che dire di Lara? Le sue due "lauree" l'hanno sicuramente aiutata. ahahah Una in "Scienze Stocastiche" e l'altra in "Filosofia Dell'Abete Pendulo" Grande personaggio, comunque, ma meglio le modelle che l'hanno impersonata...
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Bello speciale, Fabio. Per quanto riguarda la mia opinione su Lara, credo sia un personaggio palesemente fuori parametro, in grado di tenere a galla una saga che già dal secondo episodio ha conosciuto un decadimento inarrestabile per assestarsi sul medio-buono dell'era Crystal Dynamics. Ho detestato i film, davvero mediocri e senza ispirazione, troppo distanti dalle mire di Indiana Jones al femminile.
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Adoro Lara Croft nei videogames e soprattutto Angelina Jolie che nei suoi 2 film di Tomb Raider era molto simile alla controparte videoludica
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Citazione Originariamente Scritto da musehead Visualizza Messaggio
      Bello speciale, Fabio. Per quanto riguarda la mia opinione su Lara, credo sia un personaggio palesemente fuori parametro, in grado di tenere a galla una saga che già dal secondo episodio ha conosciuto un decadimento inarrestabile per assestarsi sul medio-buono dell'era Crystal Dynamics. Ho detestato i film, davvero mediocri e senza ispirazione, troppo distanti dalle mire di Indiana Jones al femminile.
      Bello speciale, Fabio. Per quanto riguarda la mia opinione su Lara, credo sia un personaggio palesemente fuori parametro, in grado di tenere a galla una SAGA hihi
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Adoro Lara Croft nei videogames e soprattutto Angelina Jolie che nei suoi 2 film di Tomb Raider era molto simile alla controparte videoludica
      ..oh yes, quoto
    1. L'avatar di Viol3tIsViol3nt
      Viol3tIsViol3nt -
      Bel personaggio ma sfruttato in modo incoscente...il primo e il secondo tomb raider furono da oscar.Dal terzo in poi è stato sempre e solo un riciclo...e' verissimo quando viene detto che ne usciva uno l'anno come fifa!!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Mitica Lara !!! Personaggio assolutamente azzeccato... da tutti i punti di vista (letteralmente parlando... ). Ho conosciuto il secondo e il terzo capitolo della serie e devo dire che mi sono piaciuti entrambi (anche il 3 che non mi sembrava soffrisse di alcuna particolare magagna... a parte l'ormai logora struttura "a cubature" degli ambienti 3D). Il personaggio, come giustamente esposto in questo bellissimo speciale, è ormai entrato a pieno titolo nell'immaginario collettivo dei videogiocatori appartenenti a diverse "generazioni"... e devo dire che quella di Lara è una presenza assai gradita...
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Aldilà dei videogame che si sono autoreciclati col tempo, il personaggio funzionava, e anche alla grande.Persoanlmente mi è sempre piaciuta, fino all'arrivo della signorina Jolie, che ha distrutto e reso ridicolo anche il poco salvabile.
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Amy-Mor Visualizza Messaggio
      Aldilà dei videogame che si sono autoreciclati col tempo, il personaggio funzionava, e anche alla grande.Persoanlmente mi è sempre piaciuta, fino all'arrivo della signorina Jolie, che ha distrutto e reso ridicolo anche il poco salvabile.
      Il fenomeno dei 2 film ha sovraesposto troppo Tomb Raider e Lara...senza contare il fumetto della top Cow arrivato qui da noi...ottimi disegni, ma storie & c. hanno lasciato molto a desiderare..tanto che la testata ha chiuso qui da noi, seguito a ruota con witchblade & darkness...
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      Citazione Originariamente Scritto da Big_Paul86 Visualizza Messaggio
      Bello speciale, Fabio. Per quanto riguarda la mia opinione su Lara, credo sia un personaggio palesemente fuori parametro, in grado di tenere a galla una SAGA hihi

      eppure di belle fanciulle ne abbiamo viste tanto nei videogame ma senza il successo clamoroso ottenuto da Lara: un pò di merito io lo darei anche al gioco in sè e per sè... E' vero che col passare degli episodi la serie ha iniziato sempre più a stancare (dal quarto in poi secondo me: il terzo era ancora molto godibile...) e che il gameplay e la grafica a dure il vero sono invecchiati maluccio però non dimentichiamo quello che rappresentava all'epoca: un gioco di esplorazione totalmente in 3d (quando ancora il 3d era poco usato) innovativo e per certi versi esaltante... quindi rivaluterei l'importanza storica di Tomb raider, di cui spesso ci si dimentica per colpa del decadimento qualitativo che è venuto dopo... fermo restando che Lara (al di là del gioco) resta un gran pezzo di figliola...
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Lara uscì quando si affacciavano sul mercato i primi giochi in 3d in terza persona , poi il personaggi sexy e l'ambientazione fecero diventera il gioco un grosso successo oltre altre al relativo grande merchandising che si formò intorno al personaggio.
      Io ho apprezzato solo il 1° ,gli altri erano solo reciclati e ripetitivi , fu anche l'ultimo grande gioco della Core design che sie ra fatta le ossa sulla Amiga.
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da maxtex74 Visualizza Messaggio
      , fu anche l'ultimo grande gioco della Core design che sie ra fatta le ossa sulla Amiga.
      sono d'accordo.
    1. L'avatar di Alerage
      Alerage -
      non capisco perchè tutti dicano che angel of darkness "fa schifo", a me è piaciuto
    1. L'avatar di MacDLSA
      MacDLSA -
      Ricordo che TR 1 fu il mio SECONDO gioco per PS (il primo, che poi è anche il titolo per il quale acquistai la console stessa, è stato Formula 1 , 1996) ed allora rappresentava per me il non-plus-ultra della grafica e della giocabilità. Un titolo che accalappiava il giocatore immergendolo in quelle cupe e antiche atmosfere, lasciandolo spesso in compagnia della sola natura circostante. Per rendersi conto di questo si pensi allo stupendo e sconfinato livello della "Cistern"...
      Un vero capolavoro, insomma.
      Ritornando, invece, "in topic" io direi che il piccolo particolare del SENO PIRAMIDALE (o triangolare se si preferisce...) di Lara nel primo TR ha guastato non poco la sua immagine, mentre invece già dal secondo capitolo questa PREPONDERANTE (e, oserei dire, PRIMARIA...) parte anatomica della protagonista ha riacquisito la sua corretta forma "geometrica" ! Per il resto Lara è da sempre la gran pulzellona che è stata sino alla sua ultima avventura vista anche sulle console da me considerate "nextgen" (la PS3 e l' Xb360 ) !
      COMUNQUE
      Visti e RIvisti i 2 films con la Jolie, finiti e STRAfiniti svariate volte i 5 giochi per la PS, posso dire che la mia grande e personalissima soddisfazione è stata quella di vedere MIA MOGLIE (. ..non vestita come Lara Croft !!! ) portare al termine una dopo l'altra TUTTE le avventure di Lara su PS1 !!! Addirittura abbiamo praticamente giocato e risolto insieme gli episodi 4 e 5 ... e attualmente potrei dire anche che stiamo giocando ad "Underworld" su PS2... ma purtroppo siamo fermi ad un punto e non riusciamo ad andare avanti, un po' perchè non abbiamo tempo e un po' perchè manca la VOGLIA e lo spirito di avventura che albergava in noi solo qualche anno fa !
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Alerage Visualizza Messaggio
      non capisco perchè tutti dicano che angel of darkness "fa schifo", a me è piaciuto
      de gustibus... a me piace Lara anche se la mettono in un jrpg
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      A breve farò un aggiornamento dell'articolo che include il reboot prodotto da Square-Enix, restate sintonizzati