Star Wars: The Arcade Game - Atari VCS | Retrogaming History
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  • Star Wars: The Arcade Game

    Star Wars: The Arcade Game

    All’ inizio degli anni ’80, la Parker Bros, illustre azienda produttrice di giochi di tutti i generi e, in questo specifico caso, anche di videogiochi, vinse la corsa all’ acquisizione dei diritti per la produzione di giochi basati sui films dell’allora popolarissima saga di Star Wars, alias Guerre Stellari.
    Per merito delle ottime capacità dei programmatori ed una buona campagna di marketing questi giochi ebbero un discreto successo, senza però mai raggiungere i livelli di eccellenza dei capolavori “targati” Parker quali Frogger, Popeye e Q-Bert.
    Non a caso ho citato queste trasposizioni di giochi “ARCADE” (“da sala”), dato che QUESTO “The Arcade Game” è anch’ esso, come dice la parola stessa, classificabile come tale, mentre i “precedenti” Star Wars Parker sono giochi originariamente realizzati per home consoles e home computers.

    Un compito ASSOLUTAMENTE non facile, questo, per i programmatori...
    L’ “ORIGINALE” Star Wars Arcade di “mamma” Atari fu un gioco che, alla sua apparizione nelle sale di tutto il mondo, evidenziò numerose caratteristiche sensazionali e, in un qual modo, innovative.
    La grafica, in primis, era basata sul concetto di “vettori”, tipologia di visualizzazione non proprio “nuova” (anche se parecchio progredita rispetto agli illustri capostipiti Asteroids, Battlezone e altri) ma di grande effetto scenico, nonché notoriamente assai difficile, se non impossibile, da riprodurre su consoles “casalinghe” neanche tanto “prestanti” come il nostro buon vecchio VCS (Vectrex a parte).
    Il sonoro, poi, era un’eccezionale miscela di musiche, voci sintetizzate ed effetti vari, diffusa da un sistema audio potente ed efficace come non lo si era mai sentito! Chiunque abbia potuto giocare a Star Wars, magari nella sua splendida versione “cockpit”, non potrà far altro che darmi ragione!
    I controlli: una stupenda cloche completamente analogica, dotata di quattro tasti per il fuoco (due trigger posizionati DIETRO le impugnature e due SOPRA alle stesse), ci permetteva sia di manovrare rapidamente la nostra astronave che di spostare in maniera alquanto precisa il mirino di puntamento.

    EBBENE...
    Nonstante tutte queste caratteristiche fondamentali apparentemente irriproducili della versione Arcade, i “maghi” della Parker riuscirono a rendere in maniera più che dignitosa il feeling del gioco anche nella loro realizzazione per la “piccola” console di casa Atari!

    Ed è proprio QUESTA la versione di Star Wars Arcade che andremo ora ad analizzare.

    Vediamo innanzitutto che il gioco si presenta con la classica confezione Parker: scatola di colore “base” argento e serigrafia frontale molto scenica, anche se l’insieme dei colori restituisce all’occhio un risultato un po’ “tetro”, ma d’altronde in piena sintonia con lo spirito Star Warsiano!

    Essendo uno “SHOOTER”, diciamo, “vecchia maniera”, lo scopo è facilmente intuibile:
    distruggere quanti più nemici possibili ed evitare di farsi colpire!

    La configurazione dei nemici e dell’ambientazione di gioco varia a seconda del livello in cui ci si viene a trovare . In ogni caso noi dovremo pilotare la nostra astronave, un classico X-WING (quelle “astronavette” che, da come si evince guardando i film, durante il combattimento hanno le ali dispiegate a forma di “X”, appunto), della quale possiamo scorgere il musetto frontale e i cannoni laser (che nel gioco “da casa” sono DUE , mentre nell’ arcade sono QUATTRO…). La porzione alta dello schermo di gioco è dedicata all’indicatore di SCUDI PROTETTIVI a disposizione della nostra astronave che all’inizio della partita sono NOVE e diminuiscono in ragione di una unità ogni qualvolta verremo colpiti, e un counter numerico che rappresenta il punteggio della partita in corso.

    Dimentichiamoci la stupenda grafica a vettori multicolore e il fantasmagorico audio dell’arcade e gustiamoci un po’ di “sana” grafica “pixellosa”, ma dalla resa senza dubbio OTTIMA, e una parte sonora più che dignitosa!
    I nemici sono resi adeguatamente bene ed assomigliano molto ai rispettivi “parenti” cinematografici .
    Finalmente non si fa fatica a capire che quella che ci sta attaccando è un’ astronave e NON una “suppostona”, un “cappello anni’50” o un “puntino animato” (… Defender ? … mah ?!!).
    I suoni sono “standard” per il VCS, con i classici effetti di sparo (ancora Defender...) e di esplosione . In più, appena dopo l’accensione della console, si può udire un motivetto che “stilizza” in modo più che decente il tipico tema di Star Wars, anche se riprodotto da uno solo dei tre canali gestibili dal chip audio (in un momento così di utilizzo parziale delle risorse della console, si poteva fare senz’altro di meglio!).

    Sono disponibili due livelli di difficoltà, selezionabili con il selettore “Difficulty” SINISTRO:
    posizione “B” : livello “Novice” ; il gioco parte dalla “wave 1”
    posizione “A” : livello “Expert” ; il gioco parte dalla “wave 3”, ovvero da un livello di difficoltà pari a quello che si incontrerebbe iniziando il 3’ “giro” ( cioè dopo avere distrutto 2 Death Star ) del livello “Novice” .

    Una pressione sulla levetta “Game Reset” ed il gioco parte, riproducendo lo stesso motivetto già sentito all’ atto dell’accensione della console .

    Il PRIMO LIVELLO è ambientato nello spazio aperto nel quale dovremo volare per un certo periodo di tempo nel tentativo di avvicinare la gigantesca stazione spaziale nemica che si vede apparire di tanto in tanto: la MORTE NERA (Death Star).
    Una nutrita squadriglia di astronavi nemiche, i cosiddetti TIE FIGHTER, tenteranno di sbarrarci la strada svolazzandoci intorno e sparandoci contro numerose “bolle di plasma energetico”.
    Ed ecco che noi, muovendo il nostro fido joystick, dovremo pilotare la nostra navetta, seguire i movimenti dei nemici e, agendo sul tasto di fuoco, COLPIRE con i nostri cannoni laser sia essi che le loro bolle di plasma.

    Da quanto mi è parso di capire, giocando e rigiocando, questi Tie Fighter, contrariamente da quello che succede nell’Arcade, seguono uno schema predeterminato, perciò è abbastanza semplice colpirli (almeno nel primissimo livello…). Trascorsi all’incirca 30 secondi dall’ inizio della partita, la prima sessione d’attacco termina e i velivoli superstiti fanno rotta verso la Morte Nera, seguiti “a ruota” dalla nostra navetta.

    “NON E’ UNA LUNA! E’ UNA STAZIONE SPAZIALE!”
    Il SECONDO LIVELLO si svolge sulla superficie della Death Star, ed il nostro compito è abbattere quante più “cime” delle torrette che via via ci appariranno di fronte, allo stesso tempo evitando o colpendo altre bolle di plasma opportunamente sparateci contro dalle cime in questione.
    Attenzione alle torrette perché fanno male!

    In questa fase la porzione alta dello schermo si arricchisce di due indicatori aggiuntivi, proprio al di sotto dello score counter: le tre cifre a sinistra rappresentano il “bonus” che va incrementandosi ogni qualvolta colpiremo una cima, mentre le cifre a destra rappresentano il numero di cime ancora da colpire per poter acquisire un certo numero di punti “bonus”.

    “USA LA FORZA, LUKE”
    Il TERZO LIVELLO è ambientato all’interno della “trincea” della Morte Nera, ovvero una specie di tunnel “aperto” in alto che taglia lungo una linea equatoriale tutta l’immensa stazione spaziale, costellata di torrette (che QUI nel gioco del VCS SONO INVISIBILI... !!!???) che ci sparano contro… indovinate un po’ COSA? Bolle di plasma!

    Scopo di questa fase di gioco è riuscire ad arrivare alla fessura di scarico dei gas della stazione ed “infilarci” dentro uno dei nostri siluri (suona complicato… ma è sufficiente continuare a sparare nella parte bassa del tunnel quando questi sta per finire). Il risultato è una spettacolare (???) deflagrazione della base nemica, con conseguente acquisizione per noi di un buon punteggio extra e il rifornimento di qualche unità di scudi protettivi.

    Giusto il tempo di respirare e si deve subito ripartire per una nuova missione!
    Ovviamente via via che si progredisce il gioco diventa più difficile, sia per le aumentate velocità e cattiveria “globali” dei nemici che per la comparsa del "Tie fighter "avanzato" di Darth Vader (LUI !!!) nella prima fase di gioco e di alcune barriere energetiche orizzontali (nei livelli avanzati dell’arcade erano anche verticali), ovviamente da evitare, nella fase del tunnel della Morte Nera.

    Fino a qui tutto bene...
    Ma veniamo al punto debole del gioco: i controlli.
    In ogni momento di gioco si ha un po’ la sensazione di pilotare un’ apparecchio LENTO… quasi come se la nostra leggera astronavetta da combattimento fosse un cargo interstellare in fase di manovra.
    In più i comandi sono del tipo “a cloche”, quindi con le direzioni alto-basso INVERTITE!
    Una cosa è avere una VERA cloche come nel gioco da sala, ed un’altra è avere in mano un normalissimo joystick! L’abitudine di muovere lo stick in modo “diretto” (stick in alto = movimento verso l’alto) sarà difficile da perdere...
    Un’altra caratteristica un po’ sconcertante è l’impossibilità di muovere il mirino mentre si sta facendo fuoco. Ciò significa che il giocatore dovrà PRIMA mirare accuratamente e POI sparare (!!!), oppure lasciare il mirino in una posizione “standard” e sparare all’impazzata.
    Caratteristica peraltro già vista in altri giochi del VCS... fa pensare che la macchina non sia completamente in grado di gestire contemporanamente parecchia “roba” che si muove sullo schermo.
    In realtà il VCS è ASSOLUTAMENTE capace di fare molto di più, attraverso dei “trucchi” di programmazione che in questo gioco non sono stati sfruttati...





    "In conclusione direi che questo Star Wars – The Arcade game per Atari VCS / 2600, come già anticipato all’ inizio della recensione, è un gran bel tentativo di riproporre sul nostro amato VCS un gioco da sala allora pressochè impossibile da convertire per una home console o computer che sia... Bravi i programmatori Parker! Dal punto di vista prettamente commerciale il gioco non ebbe un grandissimo successo… un po’ come QUASI tutti i giochi usciti proprio nel bel mezzo di quegli anni “neri” per il mercato delle home consoles in U.S.A. quali sono stati il 1983 e l’84. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui le copie tuttora in circolazione non sono proprio tante ed hanno un discreto valore sul mercato collezionistico, specialmente se complete di scatola e istruzioni. La “rarity guide” ufficiale assegna a SW-Arcade un “5”, ( voto “nella media”, da come si vede nell’immagine qui sotto) ma il prezzo da pagare per averlo è ben superiore a quello di un “normale rarity 5”... diciamo che per una cartridge “loose” (senza né scatola né istruzioni) questo prezzo può aggirarsi intorno alle 40€, toccando picchi di 60€ (nonostante ciò il sottoscritto è riuscito ad averne una per MENO DI 20€ !), mentre una “boxata” completa di istruzioni (e magari ancora con il cellophane) può arrivare anche a 100€ e più!"

    Marco "MacDLSA" Marabelli




    Altre immagini:




    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bello il cabinato, l'originale per Atari vcs è meglio evitarlo
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Bello il cabinato, l'originale per Atari vcs è meglio evitarlo
      quoto, in sala giochi quando c'era era preso d'assalto
      ..quanto tempo è passato..