Homer's Reviews: Robo Pit - Blog - Retrogaming History
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Homer's Reviews

Homer's Reviews: Robo Pit

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Robo Pit
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Mazzate nipponiche:
Negli anni '90, il genere dei picchiaduro a incontri stava vivendo la sua golden age, giochi come Street Fighter II, King of Fighters e Mortal Kombat spopolavano in sala giochi e nelle console casalinghe. Nel 1994 uscì un titolo che prendeva spunto da questi capolavori e decise di offrire un bel beat'em'up a incontri con mezzi meccanici, si chiamava Rise of the Robots e sappiamo tutti com'è andata a finire, una ciofeca in tutti i sensi. I giochi che vi ho citato però sono tutti in 2D ma cosa succederebbe se aggiungessimo una dimensione in più e tenessimo dei robottoni però giapponesi? Semplice si otterrebbe un titolo per console come Sega Saturn e PS1, prodotto e pubblicato a basso costo di nome Robo Pit.

La precisione è un’opinione:
Bene, inseriamo il nostro disco sulla Play Station, introduzione abbastanza insulsa, via si parte. Il nostro obiettivo è semplice si costruisce un robot (o se ne prende uno predefinito), si partecipa a un torneo sfidiamo altri 100 ammassi di latta e dobbiamo sconfiggere il cattivone di turno, tutto qui, nulla di strepitoso. Graficamente, il titolo Kokopeli non si presenta certo bene, le ambientazioni sono piuttosto spoglie e poco dettagliate, mentre i personaggi sono accettabili, anche se hanno pochi poligoni, ma questo non è un grossissimo difetto. Tutto comunque è molto fluido ma le animazioni mi sono sembrate come dire... un po' troppo forzate (lo so non mi dovrei aspettare una grande fluidità nei movimenti in un gioco dove i robot si picchiano, ma sembra che i loro meccanismi siano arrugginiti). Il sonoro invece non è fatto male, anzi gli fx sono decenti da ascoltare e non sono invadenti mentre è molto buona la colonna sonora contenente musiche adatte all' atmosfera robotica anime del gioco. Veniamo ora alla giocabilità e qui iniziano i dolori, troppe volte la risposta ai comandi è imprecisa e di conseguenza confusionaria.
Spesso, infatti, non riusciremo a capire cosa succederà, come un avversario riesca a sconfiggerci perché le collisioni sono imperfette, come mai continuano a girare a vuoto, infatti, non hanno nemmeno un’intelligenza artificiale troppo sviluppata. Tutto questo è condito anche da una difficoltà schizofrenica in cui avremo avversari immobili, pronti a farsi colpire e altri a cui bastano quattro mazzate per mandarci in corto circuito. Eppure tra tanti aspetti negativi, ne ho trovato uno positivo; la possibilità di poter modificare il proprio androide a proprio piacimento, equipaggiandolo con diverse armi che vanno dai pugni ai boomerang, da spade a missili ecc... una bella modalità che tenta di dare un po' di pepe al gioco. Possiamo acquisire le armi vincendo gli scontri contro gli altri mezzi robotici ma anche perderle se veniamo sconfitti ma non solo, acquisiremo capacità di manovrare un determinato tipo di arma ogni volta che usciremo vincitori dai combattimenti e riceveremo dei punti che ci faranno salire nel ranking dei 100 migliori robot.
La longevità è nella media del genere ma non ci sono minigiochi che spezzino la monotonia dell’azione che può essere riassunta in, picchia e/o spara all’avversario, mossa speciale e ritorna a picchiare. Pensare che a molti, questo titolo è molto gradito, io non ci ho davvero trovato nulla di speciale probabilmente perché sono cresciuto con titoli molto più tecnici e spettacolari come Tekken e Street Fighter e vedere androidi darsene di santa ragione, non è che mi affascini. La versione Saturn è simile a quella pubblicata su console Sony, forse la grafica è peggiore nei dettagli, ma è più fluida e colorata, quindi più adatta all’atmosfera da manga del gioco.

Commento finale:
Un titolo mediocre, con una grafica piuttosto povera di dettagli, un gameplay troppo confusionario oltre che ripetitivo e voglia di rigiocarlo che passerà molto presto. Gli unici aspetti positivi sono: la colonna sonora, il design dei robot e la possibilità di personalizzarli arbitrariamente. Peccato, perché l'idea non era per nulla malvagia ma tra dire e il fare c'è di mezzo il mare. Se volete recuperarlo, prendetelo ma se possedete il Saturn, è meglio puntare su Virtual On, un titolo che è notevolmente superiore!

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Informazioni:
Sistema: PS1
Anno:1996
Sviluppatore: Altron
Casa: Kokopeli
Genere: Picchiaduro a incontri

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PS1 games

Commenti

  1. L'avatar di Robbey
    bella recensione il gioco è orrendo e hai ragione virtual ON è cento volte meglio e sa come divertire