Nelle viscere di Orzammar - Blog - Retrogaming History
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A Videogamer Chronicles

Nelle viscere di Orzammar

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Non sembrava finire più la scalata verso l'imponente formazione rocciosa custode di Orzammar. L'ultima grande dimora della civiltà dei nani è anticipata da una piazza molto ampia, un tempo zona di contatto fra gli abitanti della terra ed il mondo esterno, oggi precario rifugio di rinnegati e vagabondi spaventati dall'orda di abomini che invade queste terre.

Mai visto un portone così imponente. E' davvero possibile vivere nel cuore di una montagna? Quale forza, quali risorse, quale ingegno può rendere concreto un simile progetto?

Con non poca eccitazione mi avvicinai alle guardie per chiedere il permesso di entrare. Erano titubanti, ma è bastato il tempo di dimostrarmi un Custode Grigio per convincerli a farmi passare.

I primi passi oltre il portone ci hanno condotto nella Sala degli Eroi, uno spazio celebrativo dedicato ai Campioni, che altro non sono che le divinità naniche. Una lunga successione di statue ci ha meglio illustrato quale fosse la consistenza della tradizione del posto, assurta addirittura a religione: qui gli dei sono venerati come tali quando ancora in vita. Nessuna entità celeste, nessun dogma. La distanza tra un nano qualunque ed una divinità è di un'invenzione, un gesto eroico, un'opera. A titolo di esempio, l'ultimo campione ritenuto in vita è Branka, una donna che ha migliorato drasticamente la vivibilità di Orzammar inventando il carbone che non produce fumo, eliminando tutti i complessi problemi relativi al riscaldamento ed al ricircolo dell'aria di un'intera città sepolta in una montagna. Oltre la Sala degli Eroi, una porta conduce al distretto popolare del luogo.

Un avventuriero della mia stirpe, che ha combattuto un'orda di prole oscura a Redcliffe, che viaggia con una strega mutaforma al suo fianco e strappa budella deformate ai non-morti per rivenderle al mercato, non dovrebbe sorprendersi di nulla, ma come rimanere impassibile di fronte ai riflessi cremisi che la luminosità della lava fa danzare sulle statue di bronzo? Come non restare senza fiato se il tuo cielo adesso è fatto di roccia pur essendo ancora così lontano?

Non so quanto ci sia voluto ai nani per costruire Orzammar, magari lo scoprirò nel corso di questo mio soggiorno, ma quello che ho visto è straordinario. Non è soltanto il ritrovarsi in una città sotterranea a stupire, ma la cura stessa riposta nel suo mantenimento. Mi dicono che, ad eccezione del distretto della polvere, tutto qui ad Orzammar sia un'opera d'arte figlia di una lunga tradizione di fabbri di altissimo livello che adorano lavorare una varietà di materiali, molto spesso acciaio rosso. La cosa buffa è che passando del tempo a contatto coi nani, ciò sembra ancora più incredibile: mai vista una civiltà più ubriacona e sgorbutica di questa, con uomini e donne quasi indistintamente barbuti e sgraziati, circondati da un'aura di aria salata che testimonia come la birra sia assai più comune dell'acqua tra i liquidi della città. La mia compagna d'avventura Morrigan, che di solito ama lamentarsi ad ogni piè sospinto, sembra avere addirittura perso la sua vena ironica e pungente, sopraffatta dal disagio e dalla nausea. Io ed Alistair proviamo un taciturno ma genuino godimento per questo...

Si avverte tensione da queste parti, ho addirittura avuto modo di assistere ad una rissa tra parteggiatori di diversi candidati al trono di re. Inutile aggiungere che ci sia scappato un morto, i nani non vanno molto per il sottile e le forze dell'ordine sembrano vagare senza bussola. Harrowmont e Bhelen, due nobili locali, vorrebbero governare Orzammar, ognuno con le sue buone ragioni: il primo è più acculturato, più saggio, sebbene non si risparmi metodi politici criticabili in questi giorni, mentre Bhelen è il principe naturale, ma suo padre Edryn lo ha rinnegato, chiedendo al Consiglio di non permettergli mai di raggiungere il trono. Ma le tradizioni sono tutto in questo posto e la popolazione è in una fase di stallo, non sapendo chi incoronare.

Dopo avermi visto arrivare assieme ai miei amici armato di tutto punto, mi hanno chiesto l'improponibile: cercare la dispersa Branka. Se la troverò, in veste di Campione e quindi divinità, potrà esprimere una preferenza sul re che non potrà essere contestata. E' sparita da due anni, da quando è scesa nelle Vie Profonde sotto Orzammar per estirpare un nido di prole oscura. Ci è andata con tutto il suo clan, ma di quelle centinaia di nani non è tornato nessuno. Come sperare che siano ancora vivi? Capisco che la forza della religione riesca ad instillare una fiducia straordinaria, ma da quelle caverne da tempo non spuntano che demoni.

Sono costretto ad andarci, purtroppo. Non posso che ignorare le perplessità dei miei amici: la guerra che sta per incombere nel mondo esterno richiede la cooperazione di tutte le razze, nani compresi. Alistair sta pregando la sua dea Andraste. Prega bene, amico mio. Nelle Vie Profonde ci servirà la migliore delle benedizioni.


(ispirato da Dragon Age: Origins)

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