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Cthulhu

Videogiochi, forma d'arte?

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Ebbene si, parto con un titolo banale.
Si parla sempre più di videogiochi come arte, il fatto è che per essere considerati tali vengono spesso paragonati ad altre forme di essa come ad esempio il cinema; il fatto è che un videogioco sarà considerato realmente come forma d'arte "a sé" quando questo paragone non sussisterà più.
In molti casi, quando è necessario mostrare qualcosa che possa convincere gli scettici sul fatto che i videogiochi debbano essere considerati arte, si prendono come paragone giochi con storie bellissime, musiche stupende o immagini con inquadrature, appunto, cinematografiche; questo non è completamente sbagliato, ma la cosa fondamentale è il gameplay, esso è la base da cui partire per definirlo realmente forma d'arte, proprio perché lo distingue dal resto, l'interattività e l'originalità o la qualità di essa sono le fondamenta.
Quando si smetterà di paragonare i videogiochi alle altre forme d'arte, forse, anch'essi saranno considerati tali.

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Commenti

  1. L'avatar di AlextheLioNet
    Verissimo! Al momento si tende a considerare i videogiochi come prodotti eventualmente capaci di veicolare elementi artistici legati alle arti figurative, alla musica, alla narrativa e alla cinematografia. Su cosa si baserebbe la valenza artistica di un videogioco? Sull'insieme di tutti questi elementi o su qualcosa di trasversale che s'intreccia con essi per poi discostarsene e andare oltre? Sulla giocabilità e sul divertimento? E' possibile che un titolo abbia un notevole valore artistico legato all'estetica, alla musica, alla storia, alla sceneggiatura... ma non sia altrettanto notevole sul fronte ludico? E' possibile, viceversa, che un videogioco sia un capolavoro senza veicolare alcun contenuto artistico riferibile ad ambiti già da tempo codificati? Il tema estetico-filosofico del rapporto/identità tra arte e videogiochi non è poi così facile da sviscerare...
    Aggiornato il 07-02-2012 alle 18:06 da AlextheLioNet
  2. L'avatar di musehead
    Perfettamente d'accordo col thread. Ci si può anche ricollegare a quanto diceva Synapsy a proposito del cinema, che è un'arte coi mezzi propri per narrare, mentre il videogame è un'arte coi mezzi propri per intrattenere interagendo. Sempre arte è, rimane espressione di creatività in una particolare forma, che si tratti di ICO, di Golden Axe o di Sensible Soccer. Cercare riferimenti con arte, musica, cinema nei videogiochi è abbastanza ottuso dato che essi sono semplicemente altro e che possono solo limitarsi a condividere alcuni aspetti. Giudicare il videogame con i criteri di altre discipline impedirà solo ai conti di tornare, sbarrando la strada della comprensione.

    Arte diversa, la mia preferita
  3. L'avatar di AlextheLioNet
    Citazione Originariamente Scritto da musehead
    Cercare riferimenti con arte, musica, cinema nei videogiochi è abbastanza ottuso dato che essi sono semplicemente altro e che possono solo limitarsi a condividere alcuni aspetti. Giudicare il videogame con i criteri di altre discipline impedirà solo ai conti di tornare, sbarrando la strada della comprensione.
    I riferimenti con le arti figurative, con la musica, con il cinema e con la narrativa sono al momento tendenzialmente ineludibili, visto che i canoni dell'intrattenimento videoludico non risultano ancora pienamente codificati, nè universalmente definiti e riconosciuti. E' dunque giocoforza che l'eventuale valenza artistica di un videogioco venga commisurata sulla base di quanto di "artisticamente rilevante" sia possibile ritrovarvi in relazione ad ambiti già da tempo assimilati. E' comunque probabile che in futuro sarà possibile attribuire ad un prodotto videoludico la qualifica di "object d'art", a prescindere da tutti quegli elementi (considerati singolarmente) che attengono, per l'appunto, all'universo figurativo, musicale, cinematografico e narrativo.
    Aggiornato il 08-02-2012 alle 12:37 da AlextheLioNet
  4. L'avatar di Cthulhu
    I riferimenti con le arti figurative, con la musica, con il cinema e con la narrativa sono al momento tendenzialmente ineludibili, visto che i canoni dell'intrattenimento videoludico non risultano ancora pienamente codificati, nè universalmente definiti e riconosciuti.
    Purtroppo il problema è che facendo così si rischia di considerare solo le produzioni recenti, le quali in molti casi puntano appunto più su una componente artistica basata sulle altre arti (cinema, musica, narrativa). Menomale che ci sono ancora solide eccezioni, spero solo che il tutto non prenda la piega sbagliata...
  5. L'avatar di musehead
    Citazione Originariamente Scritto da AlextheLioNet
    I riferimenti con le arti figurative, con la musica, con il cinema e con la narrativa sono al momento tendenzialmente ineludibili, visto che i canoni dell'intrattenimento videoludico non risultano ancora pienamente codificati, nè universalmente definiti e riconosciuti. E' dunque giocoforza che l'eventuale valenza artistica di un videogioco venga commisurata sulla base di quanto di "artisticamente rilevante" sia possibile ritrovarvi in relazione ad ambiti già da tempo assimilati. E' comunque probabile che in futuro sarà possibile attribuire ad un prodotto videoludico la qualifica di "object d'art", a prescindere da tutti quegli elementi (considerati singolarmente) che attengono, per l'appunto, all'universo figurativo, musicale, cinematografico e narrativo.
    Ma anche domani e dopodomani ci saranno grafica e sonoro, ma quando noi giudichiamo nelle nostre recensioni lo facciamo basandoci sulla semantica videoludica. Sbaglieremmo a usare lo stesso criterio di giudizio per Chris Huelsback ai Pink Floyd perché fanno due cose diverse: lo useremmo qualora Huelsback producesse un CD nato e pensato per l'esclusivo ascolto (cosa tra l'altro accaduta) o se i PF musicassero un videogame (ormai...).
    Analizziamo la grafica pur ispiratissima di Agony in termini videoludici, né pensando a Klimt né a un film.

    Tutto questo lo abbiamo già assimilato, infatti nella quotidianeità possiamo fare riferimenti ad altre arti, ma assolutamente circostritti, mentre usiamo criteri propri dell'arte videoludica per parlare di arte videoludica.

    Questo non significa che un videogame non possa adottare uno stile impressionista o che una musica non debba far riferimento a rock, metal o altro, ma saranno costruite attorno ad un prodotto interattivo che presenta esigenze diverse da un CD da ascoltare o un film da guardare. Farle giudicare ad un critico di Rolling Stone sarà inutile quanto sottoporle a quello di Mymovies. Bisogna rivolgersi ad RH! (...)

    Ci sono stati critici che hanno analizzato per lungo tempo il cinema coi canoni del teatro, muovendo pesanti sentenze al primo proprio perché lo inquadravano con l'occhio sbagliato, venendo ricordati oggi come esempi negativi.

    In laboratorio misuravamo la qualità dell'olio d'oliva con test per valutarne caratteristiche fisico-chimiche. Serviva per vedere quale olio era migliore per farne un cosmetico, ma uno che risultava eccezionale poteva essere una porcheria per cucinare e viceversa. L'olio straordinario per l'analista poteva risultare pessimo ad un sommelier. Chi ha ragione? Ogni cosa va giudicata coi canoni del proprio ambito, anche se sono a tratti simili.
  6. L'avatar di AlextheLioNet
    Citazione Originariamente Scritto da musehead
    Ogni cosa va giudicata coi canoni del proprio ambito, anche se sono a tratti simili.
    Verissimo! E tuttavia, a mio avviso, è altrettanto vero che i "canoni artistici-videoludici" appaiano difficilmente definibili, in quanto "sfuggenti" e in buona parte "risultati" di altri canoni preesistenti. A volte la qualità complessiva di un titolo può non avere nulla a che vedere con il comparto visivo. In altri casi vi sono dei giochi esteticamente stupendi quanto abbastanza ordinari sotto il profilo del gameplay. La questione, dunque, è abbastanza vaga e problematica da rendere tendenzialmente aleatorio un rapporto tra arte e videogiochi che non si configuri come "prestito" a vario titolo della prima nei confronti dei secondi.

    Questo almeno è il mio personale punto di vista sull'argomento.
    Aggiornato il 08-02-2012 alle 17:19 da AlextheLioNet
  7. L'avatar di Big_Paul86
    Io, da "addetto ai lavori", posso dire che i videogiochi possono sfociare nell'arte anche se raramente perché le due cose, di base, hanno finalità diverse. Tuttavia per me ciò accade quindi in definitiva sì, sono una forma d'arte.
    Sfociare nell'arte avviene quando, che sia per l'estetica o per il gameplay, giocando noi esuliamo dal contesto del videogioco per ritornare a noi stessi ovvero l'esperienza di gioco diventa un'esperienza di vita che ci tocca e che ci modifica dopo il contatto con essa. E' un'esperienza, quella artistica, che non è un'esperienza come le altre. E' un'astrazione che nasce da un oggetto/concetto per poi esulare da quello facendoci capire di più su noi stessi. Detto più banalmente, quando si percepisce che dal giocare si passa anche "all'esser giocati", molto probabilmente ci troviamo davanti ad un gioco/opera d'arte o ad un gioco che, parzialmente, contiene delle piccole opere d'arte.