Journey - Blog - Retrogaming History
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JoustSonic82

Journey

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Ieri sera ho potuto finalmente immergermi nel nuovo gioco della Thatgamecompany, che tanto attendevo dopo aver apprezzato i due precedenti lavori (Flow e Flower) e dopo aver ammirato i meravigliosi trailer che venivano rilasciati nei mesi scorsi.
Inizio subito da un aspetto che può essere considerato da molti negativo e che in effetti mi ha sulle prime (non appena finito il gioco) lasciato un pò d'amaro in bocca: la longevità molto ridotta. Journey lo si finisce in due ore abbondanti, diciamo anche tre ore se decidiamo di prendercela comoda girando a piacimento (ma fino a un certo punto, visto che delle raffiche dei vento non ci permettono un'esplorazione totalmente libera) senza andare dritti verso la destinazione, non di più. Poi però sono giunto alla conclusione che una durata in linea coi videogiochi tradizionali sarebbe stata poco consona al tipo di esperienza e avrebbe diluito la straordinaria intensità che caratterizza appunto l'esperienza di gioco così com'è. E qui arrivo al punto (e al motivo che mi ha spinto a lasciare questo post per condividere le mie impressioni e vedere se anche chi di voi ci ha giocato le ha provate): per tutto il (poco) tempo che dura, Journey dà quella impagabile sensazione di vivere un sogno, uno di quei sogni da cui non vorremo mai svegliarci (anche se vi sono alcuni momenti inquietanti che tendono a trasformare il sogno, a tratti, in un incubo) ed è questo forse il motivo principale che lascia delusi per la brevità dell'esperienza. Ecco, più che un videogioco, Journey è, secondo me, un'esperienza onirica! Poi ovviamente Journey è un viaggio: prima di tutto metaforico ed esistenziale, più che fisico: la montagna con una fessura luminosissima che si staglia sullo sfondo rappresenta la destinazione, l'obiettivo, se vogliamo il desiderio. Ma ognuno di noi ci può trovare i significati che preferisce. Così come ognuno può interpretare in maniera diversa (e ricavarne emozioni diverse) i glifi che di tanto in tanto si trovano fra le rovine o i pittogrammi che fanno da intermezzo animato fra un "capitolo" e l'altro. Quella della vaghezza e dell'apertura della narrazione è un aspetto che ho apprezzato molto in Journey (come in Dear Esther) perchè stimola molto l'immaginazione, anche perchè portata avanti in maniera molto elegante e raffinata.
Ma l'aspetto che più colpisce in Journey è l'ispirazione degli scenari e la bellezza delle musiche (altro punto di contatto con Dear Esther, così come la limitata interattività, anche se in Journey l'interattività, seppur limitata c'è tutta, mentre in Dear Esther è praticamente assente). Se Journey è un "viaggio emozionale" che colpisce al cuore, questo lo dobbiamo soprattutto alla bravura dei grafici e dei compositori. In particolare l'accostamento dei colori è fatto ad arte. La fisica della sabbia è fatta in modo magistrale. Alcuni scorci lasciano davvero a bocca aperta
Spoiler:
(come quando si scivola sulla sabbia sotto un porticato con sullo sfondo un suggestivo tramonto, o nella scena finale)

. Credo che si possa davvero parlare di grafica che emoziona (un pò come può emozionare un quadro). E a questo proposito va detto, a beneficio di chi non ci ha giocato, che per poter apprezzare Journey bisogna mettersi nella giusta predisposizione, che è più vicina a quella che si ha ammirando appunto un bel quadro o un bel paesaggio invece che quella che si ha giocando un normale videogioco. Altrimenti uno potrebbe rimanere deluso dalla giocabilità abbastanza scarna (ci sono solo due tasti da usare, oltre ai controlli per il movimento e per la telecamera) e dalla linearità del percorso
Spoiler:
(anche se qualche possibile deviazione c'è, per trovare i vari glifi e i vari simboli luminosi, il cui ritrovamento è comunque opzionale e non impedisce il proseguio del cammino)

. Ecco, se fossi stato nei panni del programmatore, probabilmente avrei alzato un pò il livello di sfida
Spoiler:
(mettendo magari dei salti più difficili da compiere, o nascondendo un pò di più i tessuti che ci servono per "ricaricare i salti")

. In fin dei conti ciò avrebbe giocato ad immedesimarsi ancor di più nelle difficoltà e nei momenti di sconforto del viaggio (che comunque ci sono, ma in misura molto ridotta e comunque non tali da bloccarci nel cammino). Ma probabilmente è stata anche questa una scelta ben ponderata: quella di porre l'accento sulle caratteristiche "artistiche-emozionali" del titolo piuttosto che su quelle ludiche (cioè di pura sfida). Anche se resto convinto che una sfida più alta ma ben implementata non avrebbe stonato...
Un altro aspetto che mi ha colpito è il multiplayer online, assolutamente anomalo. Potremmo definirlo cooperativo (sicuramente non competitivo) ma neanche questa definizione è esatta visto che nei fatti non c'è bisogno di reale cooperazione perchè si riesce ad andare avanti benissimo da soli
Spoiler:
(anche se incontrare un altro che ti emette un suono permette di ricaricare il tessuto)

. Comunque vi assicuro che incontrare casualmente un altro durante il percorso è una bella emozione, è come condividere un viaggio o un'esperienza (ad es. guardare un bel film con un'altra persona anzichè in perfetta solitudine) e questo attenua il senso di totale solitudine e dà un senso di conforto, non so come dire. E il bello è che non si conosce l'identità di chi ci accompagna,
Spoiler:
almeno fino ai titoli di coda, quando invece compariranno gli ID delle persone che avremo casualmente incontrato

. Alla fine è una bella trovata, a mio avviso, e testimonia che le possibilità del multiplayer online sono potenzialmente tante e ancora inesplorate.
Comunque una volta che si sono metabolizzati i difetti (o comunque quelli che potrebbero apparire tali a qualcuno di noi) e che ci si è messi nel giusto spirito, io credo che ciò che si vive è una delle esperienze più emozionanti e allo stesso tempo inusuali che possiamo fare con una console. E per questo non vedo l'ora di "viaggiare" un'altra volta.


P.S. Spero di aver messo gli spoiler giusti, non linciatemi se ne ho dimenticato qualcuno... Ovviamente invito chi non ci ha ancora giocato e ha intenzione di farlo a non leggerne il contenuto.


@Cthulhu: ieri sera ho visto che eri online e che anche tu giocavi a Journey. Non è che abbiamo "viaggiato" insieme senza saperlo?

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Commenti

  1. L'avatar di musehead
    Ridatemi la mia PS3!!!

    Mi hai anticipato di qualche ora, ne stavo per parlare nelle news, ma molto meglio un approfondimento di chi ci ha giocato.

    E' tangibile una corrente nuova nel mondo dei videogiochi, più adulta e meno fracassona, finalmente in contrasto con il casual gaming. Che poi, come ben spieghi, non è che serva abilità per giocare a Journey, piuttosto lo stato mentale adatto di chi pone fuori dal "tunnel del divertimento". E' una nuova generazione di esperienze mature, che prima erano identificabili quasi solo col cosiddetto "hardcore gaming" ma che adesso propongono tempi e temi diversi. L'interazione del videogioco aveva bisogno di sdoganarsi dal diktat della distruzione, della corsa o, recentemente, dello scuotimento.

    Massimo rispetto per Sony e Valve che sono state le uniche, e da tempo, a credere in questa nuova strada.
  2. L'avatar di Cthulhu
    Ops, copio e incollo quello scritto dall'altra parte

    Eh si, ieri dopo aver finito Binary Domain (il quale mi è piaciuto molto ma non è qui il luogo giusto per parlarne), ho giocato e terminato anche io Journey, e puoddarsi anche che abbiamo affrontato parte del viaggio insieme, purtroppo non mi ricordo gli utenti
    Sono comunque pienamente d'accordo con te sull'opinione (piena ed esaustiva) che hai dato su questo gioco, un viaggio onirico in effetti, la cosa che un pochino mi è dispiaciuta è la brevità, nel senso che i Thatgamecompany questa volta hanno ideato un gameplay un pochino più complesso (in senso mooolto buono) rispetto a Flower, ed esso a parer mio si sarebbe potuto sfruttare molto di più, quindi l'ho visto un pò "sprecato" in un opera del genere; comunque bellissimo anche se forse leggermente ancora sotto a Flower.
  3. L'avatar di JoustSonic82
    Gianluca, se abitassimo più vicini (ci separano quasi 800 km: sei di Siena no?) te la presterei volentieri, visto che il tempo è quello che è e magari ne approfitterei per giocarmi finalmente qualche titolo su steam (ne ho comprati a decine durante le offerte natalizie: la maggior parte mai iniziati!) e per darmi un pò al retrogaming, anch'esso trascurato ultimamente...

    Comunque non parlare di "approfondimento": sono quattro frasi sconnesse buttate giù velocemente (tra l'altro mi sono accorto di alcuni errori, sia di punteggiatura sia grammaticali e lessicali - non ho riletto bene, confesso - ma non riesco a fare le correzioni che vorrei: il blog non è modificabile una volta postato?)

    Comunque hai detto bene. Bisogna ringraziare la Sony che ha creduto in questa piccola software house che ha chiesto, e ottenuto, finanziamenti per progetti "fuori dal coro" e, se vogliamo, un pò rischiosi nel mercato videoludico attuale. Un pò come la Quantic dream, anch'essa supportata dalla Sony. Non che i videogiochi tradizionali debbano essere considerati negativamente, io mi diverto e continuerò a farlo con i vari action-adventures o giochi sportivi, però, ecco, se ogni tanto presentano un progetto innovativo e magari più maturo, lo accolgo molto volentieri (ecco perchè non amo troppo la Nintendo, che in questo senso è abbastanza "conservatrice", per dirla con un eufemismo, oltre che ancorata a quei due-tre personaggi e quattro-cinque tipologie di giochi, tutti indirizzati allo stesso target o quasi, e guai a chi li tocca!)
    Aggiornato il 15-03-2012 alle 15:58 da JoustSonic82
  4. L'avatar di JoustSonic82
    @Cthulhu: a pensarci bene non ho visto il tuo ID nella lista che è apparsa durante i titoli di coda, quindi mi sa che non ci siamo incontrati...

    Comunque sono d'accordo con te. Fermo restando che Journey è un gioiellino così com'è, una giocabilità un pò più "strutturata" e complessa e una longevità maggiore lo avrebbero reso anche un capolavoro videoludico (in senso stretto), oltre che un'esperienza emozionalmente coinvolgente. Però se già così ci hanno messo diversi anni per svilupparlo... E poi il prezzo è quello che è... Credo che Journey vada assaporato per quello che sa dare (un pò come Flower) e non per le sue eventuali carenze.
  5. L'avatar di Cthulhu
    Assolutamente d'accordo, le mie piccole critiche non vanno ad intaccare la qualità dell'opera in sé.
  6. L'avatar di musehead
    In realtà sono lucano ma, sì, vivo a Siena. Ti ringrazio, ma temo che avrei poi problemi a restituirtela

    Purtroppo sono in una fase di estrema precarietà di dimora e non ho neppure accesso fisso ad una tv. Meno male che c'è il PC...
  7. L'avatar di JoustSonic82
    In realtà saprei io come "garantirmi" la restituzione della PS3: prenderei in pegno la tua collezione di titoli Jaguar, più l'Experia play
  8. L'avatar di musehead
    Ah, allora lo scambio funzionerebbe sicuro