Android mini-review/12: Dead Trigger - Blog - Retrogaming History
Registrati!
Visualizza Feed RSS

striderhiryu

Android mini-review/12: Dead Trigger

Valuta Questa Inserzione
Dead Trigger rappresenta il lavoro più recente del talentuoso gruppo di sviluppatori Cechi noti come Madfinger, di cui ho parlato già in passato presentando lo sparatutto noto come Shadowgun. Si tratta di una software house indipendente, che però ha dimostrato di essere in grado di sviluppare giochi interessanti (oltre a Shadowgun mi piace anche ricordare Samurai 2) in ambito mobile, settore in forte espansione negli ultimi anni, grazie al traino di iPhone, iPad ed Android. Dead Trigger rappresenta il punto di svolta del piccolo studio, in quanto è il primo titolo ad aver abbracciato la filosofia free-to-play (o quasi, visto che fino a poco tempo fa costava sul market 99 cent di euro), cosa che ha portato un certo sconvolgimento tra i fan di tutto il mondo.

L'abuso del modello F2P
Il sistema F2P, reso famoso da Zynga nel suo Farmville su Facebook, ma poi adottato in tutte le piattaforme videoludiche, si basa su un concetto semplice ma basilare: i giocatori devono continuare a giocare al gioco in questione il più possibile, e soprattutto devono acquistare potenziamenti ed oggetti che rendano il gameplay più semplice ed appagante. Come si raggiunge tutto ciò? Innanzi tutto rendendo il gioco difficile (non impossibile, soltanto molto difficile) da giocare senza spendere soldi reali per acquistare potenziamenti vari, e poi rendendolo pressocchè INFINITO! Ovvero sai quando inizi, ma non sai quando finirai, e non perchè il gioco in sè sia molto longevo, ma perchè non ne è stata programmata una fine! Anzi, non può esserci un finale, vorrebbe dire Game Over, fine dei giochi, fine dei guadagni! Purtroppo c'è da dire che il divertimento in questo tipo di giochi si trasforma presto in noia e frustrazione, perchè di fatto non si intravede la classica "luce alla fine del tunnel". Gli esperti retrogamers si ricorderanno dei primi coin-op arcade, dove i livelli erano infiniti (quando si arrivava all'ultimo livello si ricominciava da capo, all'infinito), che furono fortunatamente sostituiti da arcade in cui l'ultimo livello significava davvero ultimo livello, e spesso c'era anche una trama ed alcune scene di intermezzo e finali! Ovviamente c'erano varie eccezioni, come ad esempio Tetris, ma da metà degli anni '80 in poi la tendenza era quella di offrire un gioco in cui c'era un inizio ed una fine, e lo scopo del giocatore non era (solo) quello di fare il punteggio più elevato, ma soprattutto quello di terminare il gioco. Ovviamente il guadagno delle sale giochi era in questo caso garantito dalle difficoltà estreme dei giochi stessi, che rendevano parecchio costoso, in certi casi, terminare suddetti giochi. A meno che ovviamente non si fosse più bravi della media, in tal caso con una manciata di gettoni si passava tutto il pomeriggio con poca spesa (e massima resa)! Ovviamente non era così per la maggior parte degli avventori, che se volevano proseguire DOVEVANO PAGARE dazio: l'orribile scritta "continue?" infatti non lasciava molta via di scampo, e molti giocatori cedevano al "vil ricatto" (in senso ironico, ovviamente) ed inserivano un'altra moneta/gettone. Il successo delle console casalinghe mutò inevitabilmente il rapporto tra giocatore e gioco, introducendo giochi molto più semplici da giocare, a fronte di un prezzo molto più elevato per giocarci (in cambio però si aveva la possibilità di giocare a qualsiasi orario, un numero indeterminato di volte, senza limiti di tempo!).
Una conquista non da poco, buttata nel "cesso videoludico" da Zynga ed i suoi epigoni! Di fatto anni ed anni di level design, di filosofia del videogioco, di psicologia del videogamer, di "customer satisfaction" gettate alle ortiche, in favore di un più semplice "tu giocatore, continuare a dare denaro a noi se volere continuare a giocare". Stranamente una logica così banale pare avere ancora un certo grado di successo, per lo più forse perchè i giocatori in genere non sono così intelligenti, o forse perchè il livello di assuefazione è tale da portarli a continuare a giocare, anche se ciò volesse dire spendere ancora più denaro e sprecare ancora più tempo! Così ad esempio giochi come Temple Run godono di un successo stratosferico, mentre giochi più intelligenti e rispettosi del QI dei loro giocatori rimangono invece relegati nei meandri dell'oblio! Si dirà che forse è ingiusto, ma necessario per poter ambire a prodotti di migliore qualità, eppure forse è solo ingiusto, ed anzi la qualità sta progressivamente calando, complice la pirateria che dilaga manco fosse la peste del 1300! Cattive abitudini a parte, da parte dei giocatori, appare sempre più evidente che la crescita dei giochi free-to-play rischia di diventare la regola, e non un gruppo isolato come dovrebbe essere. Ed il brutto che tale pratica si sta insinuando anche su console e pc!

Dead Trigger is dead
Dopo questa 'breve' introduzione penserete che Dead Trigger sia un gioco da evitare? Sbagliato, o meglio, giusto, ma non è così semplice, purtroppo! Fosse stato sviluppato da un'altra software house, sarebbe stato più facile da dimenticare!
Ad ogni modo Dead Trigger da un punto di vista tecnico è assolutamente superbo: non solo graficamente troviamo infatti un 3D mai visto prima su smartphone o tablet, ma la giocabilità è davvero senza pari! Pur con tutti i limiti dei controlli touch, i momenti in cui si vorrebbe avere a portata di mano un mouse ed una tastiera sono in fin dei conti assai pochi. La trama è abbastanza banale, c'è la solita orda di zombie assassini che sta distruggendo il genere umano, ed il nostro compito è sopravvivere alla bene e meglio, cercando di non diventare la portata principale dei morti viventi. Ovviamente unici nostri compagni saranno una serie di armi da fuoco e trappole per zombie varie, che potremo tranquillamente acquistare con valuta virtuale (che potremo guadagnare svolgendo le missioni, o usando valuta reale), tanto da chiedersi se nel bel mezzo dell'apocalisse le banche troverebbero ancora senso di esistere! Ma la cosa peggiore non è questo, la cosa peggiore sono le missioni: tipicamente non si farà altro che eliminare tutti gki zombie, resistere per tot minuti alle ondate zombesche, trovare pacchi e portarli in salvo mentre si cerca di eliminare i morti viventi e, dulcis in fundo, proteggere dei luoghi dagli zombie che vogliono fare irruzione! Se vi sembra abastanza vario, provate a rifarle per decine e decine di volte...Risultato? Ve lo lascio immaginare, di sicuro vien voglia di spararsi, anzichè sparare agli zombi! Certo, ad alcuni potrebbe ancora piacere, nonostante tutto, ma vi assicuro che vi stuferete presto.

Sconsigli per gli acquisti
Dunque che dire, se non il solito 'provatelo, tanto è gratis'? A parte un motore grafico eccellente, Dead Trigger rimane forse una delle delusioni più grandi dell'intero 2012, nell'attesa del prossimo gioco Madfinger, che si spera sia meno 'free' e più 'to play'!

Invia "Android mini-review/12: Dead Trigger" a Google Invia "Android mini-review/12: Dead Trigger" a Digg Invia "Android mini-review/12: Dead Trigger" a del.icio.us Invia "Android mini-review/12: Dead Trigger" a StumbleUpon

Commenti