La Ribollita Videoludica: ovvero le controverse riproposizioni dei vecchi videogiochi - Blog - Retrogaming History
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La Ribollita Videoludica: ovvero le controverse riproposizioni dei vecchi videogiochi

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Tratto da http://ricette.giallozafferano.it/Ribollita.html

"La Ribollita è sicuramente uno dei piatti tipici più conosciuti della tradizione gastronomica Toscana che potrebbe ricordare un minestrone per la grande varietà di verdure utilizzate per la sua realizzazione.
Non c'è dubbio che la ribollita abbia un origine prettamente contadina infatti, sia il metodo di cottura utilizzato, sia la sua composizione suggeriscono che si tratta di un piatto molto umile.
Il termine Ribollita infatti, significa "bollita di nuovo" e si riferisce al fatto che per preparare questo piatto si utilizzavano le verdure cotte avanzate dai pasti dei giorni precedenti e le si facevano cuocere nuovamente insieme al pane raffermo, con l'aggiunta di un filo d'olio d'oliva a fine cottura.
Anticamente era tradizione preparare la ribollita il venerdì in grande abbondanza, con gli avanzi della settimana, in modo da poterne mangiare anche nei giorni seguenti facendola ribollire ogni volta.
Naturalmente, in tutta la Toscana, ogni provincia e ogni città o paese ha la sua versione della ribollita che quindi non ha una ricetta standard ma presenta comunque una regola fondamentale: per chiamarsi davvero ribollita deve contenere obbligatoriamente i fagioli e due tipi di cavolo, il cavolo verza ed il cavolo nero.."

No... non mi sono improvvisamente flashato su MasterChef... ho solo trovato abbastanza suggestivo questo paragone culinario, in riferimento alle riproposizioni dei vecchi videogiochi tramite nuove riedizioni per sistemi moderni... una pratica che potremmo anche definire: "Ribollita Videoludica".

Si tratta di operazioni commerciali a basso costo che fanno leva sulla cultura del retrogaming (in particolar modo sul fronte più nostalgico della stessa) per ri-vendere dei prodotti già commercialmente "passati" che, grazie alla riscoperta delle passate generazioni videoludiche, tornano ad essere appetibili presso un pubblico di nicchia.

La notizia di una nuova Ribollita Videoludica ha lati positivi e negativi:

+ benchè quasi sempre (se non sistematicamente) esosa in termini di prezzo, la re-release, in teoria, può contribuire a far conoscere meglio la vecchia gloria ad un pubblico marginalmente più vasto;

- la re-release è una pura e semplice operazione commerciale che non può essere considerata "vero retrogaming", visto che quest'ultimo "esige" il real hardware e il software originale nel suo supporto nativo.

Due obiezioni su entrambi i punti:

sul + ---> è molto probabile che chi acquista una Ribollita Videoludica conosca già abbastanza bene la pietanza originaria e punti semplicemente a rigiocarla (presumibilmente con qualche 'extra' -pseudo 'HD', modalità aggiuntive, online features, versione 'alternativa' con il 'trucco rifatto...-) sulla sua nuova (o seminuova) console senza "sciropparsi" tutta la trafila imposta dal "retrogaming ortodosso real hardware & real software". Se si tende a dare per scontata (o quasi scontata) questa conoscenza preliminare, si assottiglia moltissimo l'assunto del "pubblico più vasto", che potrà andare oltre al "retrogamer pigro & 'non ortodosso'" solo tramite passaparola e grazie al multiplayer offline con amici bendisposti che non conoscevano il titolo oggetto della re-release.

sul - ---> quali sono i reali confini del retrogaming? Forse che non ero un retrogamer a tutti gli effetti (senza saperlo) quando facevo girare (ottimamente) il NeoRage sul mio buon vecchio Pentium III e rigiocavo ai titoli del Neo Geo già conosciuti in sala giochi grazie a quei particolari (e ricercatissimi) file-che-si qualificano-con-una-breve-parolina-sinonimo-(improprio)-di-zingaro? Per essere un retrogamer devo possedere "per forza" la retroconsole o il retrocomputer? Chi gioca a titoli del passato tramite Virtual Console (tanto per fare un esempio) può "fregiarsi" della qualifica di "retrogamer"? I nuovi titoli indie moderni che imitano la vecchia "8-bit graphics" sono o non sono "retrogame d'adozione"?

Poi sul fatto che l'industria videoludica non si fermi di fronte a nulla dal momento che si apra una sia pur minima prospettiva di guadagno... nulla da dire: è innegabile che sia così. Ma il fatto stesso che queste Ribollite Videoludiche non siano affatto rare, dimostra di per sè l'esistenza di un pubblico tendenzialmente bendisposto... pubblico che non è nemmeno di recentissima formazione.

Già... perchè le re-release di questo tipo non sono un'invenzione dell'attuale generazione videoludica. Basti pensare a Super Mario All-Stars (1993) per Super Nintendo e a Mega Man: The Wily Wars (1994/95) per Mega Drive... o ancora ad Arcade Classics (1996 - Mega Drive) e al multi-piattaforma Williams Arcade's Greatest Hits (1996). Una cosa è certa: se nella seconda metà dei '90 mi avessero proposto l'acquisto di cart come queste (mi riferisco alle ultime due -le compilation-) la reazione sarebbe stata ben diversa da quella odierna nei confronti di una proposta più o meno paragonabile.

Ah... tornando alla ribollita (quella culinaria), vi posso assicurare che, se preparata come si deve, è veramente buona. Peccato che si tratti di un "ex 'piatto povero'" che ora, tolti gli ingredienti, se ordinato ad un ristorante "tipico", visto il conto di "povero" non ha più molto...

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Commenti

  1. L'avatar di mimtendo
    Già se si parla di arcade il discorso è più interessante, dato che gli hardware originali sono ben più ostici da avere (reperibilità-costo-"stoccaggio" ;D). Poi se le raccolte son davvero fatte bene, sono QUASI invitanti come la ribollita toscana!