L'era dell'utente medio - Blog - Retrogaming History
Registrati!
Visualizza Feed RSS

Cthulhu

L'era dell'utente medio

Valuta Questa Inserzione
Sono tempi bui questi, in cui il gioco online è diventato dipendenza per le nuove generazioni quasi come una droga, tempi in cui i giochi perdono il loro valore diventando serie infinite, ne compri uno, esce quello nuovo e butti via il vecchio, e non parlo di serie come FIFA che esistono dai tempi del Megadrive, ma roba come Call of Duty, campagna in singolo breve ed incentrata sulla storia e poi via con l'online, e appena esce quello nuovo tutti a lanciarsi a vendere il precedente a prezzi stracciati visto che probabilmente nessuno lo vorrà...
Eppure c'è ancora chi combatte, i Platinum Games sono tra questi "guerrieri" che ancora ci regalano perle uniche, da conservare gelosamente nella nostra collezione e riprendere ogni tanto, giochi che appena terminati vien voglia di ricominciare subito, o riporre con cura sul proprio scaffale e lanciargli un'occhiata ogni tanto, sicuri che a breve quel piccolo disco brillante verrà reinserito nella nostra console.
Spesso si dice che negli ultimi anni, nell'ambito videoludico, l'occidente è riuscito a riprendersi e sormontare lo strapotere delle produzioni Giapponesi.
Beh certo, ci sono grandi produzioni, la serie God of War ne è un esempio... Un momento... Ma prima non c'è stato "Rygar the legendary adventure" su Ps2? Direi di si, e God of War prende a piene mani da questa produzione GIAPPONESE.
Comunque è vero, Ci sono perle occidentali da non dimenticare, Mirror's Edge in primis, come non apprezzare e rimanere estasiati quando a inizio gioco ci ritroviamo sui tetti di questa bianca città, nella quale ci muoviamo di corsa a tutta velocità di tetto in tetto provando realmente un senso di vertigine dato dall'inquadratura in prima persona... Eppure, quanto ha venduto? Poco, è stato criticato negativamente da moltissimi utenti e probabilmente non vedrà un seguito, o se lo vedrà, come ha detto EA, cercherà di andare incontro alla massa presentandosi con un gameplay più classico; d'altronde proviamo ad immedesimarci nel classico minch... utente medio, cosa può pensare giocando a Mirror's Edge? "Ma le armi non servono a niente!" "Oh ma io voglio massacrare tutti sti poliziotti e invece devo scappare" "Ma come si fa a fare il salto all'indietro?" "Mi viene la nausea" "Ma non c'è l'online!" Specialmente nell'ambito del sistema di controllo, probabilmente l'utente medio (con una prontezza di riflessi media) non ha compreso ed apprezzato il concetto di "flusso" che permea tutto il gioco, non ha apprezzato i colori appositamente accesi, non ha capito un cacchio insomma e quindi lo ha bollato come "schifezza".
Prendiamo ora Vanquish, partorito appunto da quelle menti geniali dei Platinum, un gioco frenetico ma che richiede precisione, basato su un sistema di coperture di certo già utilizzato in altre produzioni, ma che sprizza originalità e divertimento da tutti i "pori" eppure, nonostante la critica lo abbia abbastanza apprezzato, l'utente medio come minimo non sa neanche che cacchio sia, e comunque... "non c'è l'online".
Insomma, nel mio essere spesso sconclusionato, ho citato questi due esempi per dire che i veri giochi, le vere perle, non sono quelli che puntano sulla grafica, sulla storia, sulla longevità o sull'online, non potranno mai essere grandi giochi da ricordare per sempre quelli che nascono per diventare serie infinite e spillare soldi ai poveri utenti (certo banalità), ma neanche quelli che obbligatoriamente ricercano l'originalità (no, neanche questa).
Un grande gioco lo si riconosce da una cosa che esiste da sempre, dalla voglia di rigiocarci, e dalla passione dei programmatori che per forza trasuda. Perché giochi come i vecchi Sonic o Mario (aaah che sofferenza pronunciarlo! ) li rigiocheremo per sempre?
Ma non solo, ci sono anche giochi di ruolo che ogni tanto riprendiamo, insomma è il concept che conta, Shadow of the Colossus ha una storia bellissima, ma è alta anche la rigiocabilità, reimmergersi in quelle terre desolate, riaffrontare i colossi...
E comunque il Giappone dimostra di essere ancora forte nella produzione videoludica e di sicuro più originale.
(Si oggi scrivo alla cazzo quello che mi viene in mente al volo e allora? )

Invia "L'era dell'utente medio" a Google Invia "L'era dell'utente medio" a Digg Invia "L'era dell'utente medio" a del.icio.us Invia "L'era dell'utente medio" a StumbleUpon

Categorie
Non Categorizzato

Commenti

  1. L'avatar di musehead
    Parto con l'unica cosa sulla quale non mi trovo d'accordo, ovvero che in Giappone c'è una produzione più originale: solo in parte, a mio avviso. Proprio le ultime mosse delle nipponiche Konami e Sony che ci inonderanno di remake in HD (apprezzatissimi, per carità) ci dicono che c'è una crisi creativa pesante, testimoniata anche dai grandi brand che faticano a rinnovarsi.

    Per il resto, siamo sulla stessa linea d'onda. Ogni azienda rincorre i grandi numeri, ma già oggi non so EA si pronuncerebbe alla stessa maniera su Mirror's Edge, anche per me un giocone sottovalutato (e pensare che ero tra gli scettici). Dopo i diktat su Dragon Age 2 sulla Bioware e la delusione conseguente, e alcuni flop tra i titoli "very easy" come Create spero che si ravvedano.

    L'utente medio è un pirla (scusate l'affermazione politically incorrect), ma ha il grande pregio di fare sempre le solite cose, cioè affidarsi a quei 4-5 brand molto noti e poi comprare un po' di titoli random. Il problema è questo: l'utente medio non si informa, si affida alla pubblicità! Inutile produrre Mirror's Edge per tutti, lui comunque non arriverebbe a comprarlo, nel frattempo si deludono i vecchi fan per rovinare quindi completamente la serie.

    Le softco in questo momento si stanno muovendo tutte verso la stessa fascia di mercato, proprio quella nel peggiore rallentamento e proprio quando la qualità paga nelle vendite. Un paradosso che non può ancora essere arrestato perché le attuali uscite sono state programmate secondo gli obiettivi e le stime di 1-2 anni fa, nella golden age del casual gaming.

    Come dimostrato dal 3DS, la qualità del software è irrinunciabile. Penso che ciò che si sviluppa in questo momento per il futuro, a partire dalla Wii 2 e dalla NGP, sarà di elevata caratura. Sono convinto che il mercato abbia dato risposte in questa direzione e che questa fase del videogioco per tutti sia solo transitoria e che il prodotto per tutte le fasce di mercato si ridimensionerà a favore di una REALE stratificazione dell'offerta, per ora ancora confusa e talvolta casuale e inerziale.
  2. L'avatar di Bryan Fury
    Condivido quanto ha scritto muse riguardo l'ottimo mirror's edge: personalmente aggiungo che l'avvento di robaccia come gta ha rovinato tutto: ora si hanno le armi? Perchè non deviare dallo scopo principale e far fuori una manciata di poliziotti?! Perchè non posso gettarmi giù dal palazzo per rubare un'automobile ad un passante per poi far tornare tutto come prima?!
    Sono tutti ossessionati dall'eccessiva libertà alla gta, per me è una trashata immane che a partire da vice city ha rovinato praticamente tutto con il suo meccanismo di gioco insulso.
    Per quanto riguarda l'online invece, da valore aggiunto si sta rivelando una minaccia alla profondità dei titoli stessi dato il modo sbagliato in cui spesso viene adoperato, un uso che è specchio perfetto dell'utente (medio, appunto) che ormai vede il videogioco come un pretesto per cazzeggiare in rete a sfidare qualche tizio dall'altra parte del mondo solo perchè "fa figo giocare online" fino a che non uscirà il capitolo per l'anno prossimo del medesimo titolo e gettare l'allora attuale versione sulle aste ebay da 1 centesimo!
    Senza contare la rinnovata versione turbo hd a cristalli iperliquidi over-lcd dell'ennesimo gioco dedicato a super mario...la creatività, quella vera, per me sta svanendo.
    O meglio, non viene più apprezzata come una volta, le generazioni attuali vogliono solo girovagare su facebook, sprecare online la console e fare i ficcanaso in rete!

    Prossimo capitolo:
    "Faccialibro - finalmente nelle tue mani

    Creati un'identità virtuale esattamente come fai su faccialibro, gironzola in giro e spulcia i fatti degli altri esattamente come sul tuo profilo in rete, tutto questo solo su powerstation1000 e gigabox3000, ora faccialibro è anche nel tuo joypad oltre che nel tuo mouse, vivi il futuro!"

    Tutto questo per dire che purtroppo nel marketing si fa quello che oggi la gente vuole, quindi non affido più di tanto la colpa alle case produttrici, ma, appunto, all'utenza ed ai suoi gusti vuoti e bislacchi....quindi per me sarebbe giusto dire:
    "La creatività (e di consequenza la qualità)? La stanno facendo svanire!"

    Nintendo esclusa, ovviamente, dato che 50000 versioni differenti di Mario mi hanno stancato: un conto è una tua icona al lancio della console, ma cloni su cloni su giochi basati sul medesimo personaggio no!
    Aggiornato il 04-06-2011 alle 15:19 da Bryan Fury