Breaking Bad - L'ambiguo fascino della deriva morale di un uomo qualunque - Blog - Retrogaming History
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Breaking Bad - L'ambiguo fascino della deriva morale di un uomo qualunque

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Breaking BadWalter White (Bryan Cranston) è un professore di chimica che, giunto ormai alla svolta dei 50 anni, ha ormai riposto nel cassetto le sue ambizioni (in passato era sulla strada per divenire un riconosciuto luminare nel suo campo) e sa di dover continuare a far fronte a grosse problematiche familiari (un figlio, Walter Jr. portatore di handicap) e a un nuovo carico di preoccupazioni in arrivo (una figlia nascitura). Un uomo qualunque, un "Prof." che insegna in un liceo di Albuquerque, New Mexico, ripetendo che la “chimica è trasformazione, cambiamento”. E proprio il cambiamento giunge devastante anche per il Prof. White: un cancro ai polmoni, incurabile.

Cambiamento, degenerazione, azione e reazione... a catena.
Di pari passo alla proliferazione delle cellule cancerogene in atto nel proprio organismo, Walter inizia anche la propria deriva morale. Breaking Bad, infatti, è un espressione gergale che significa “rompendo le regole/andando contro l'autorità”. Proprio questo si verifica nella mente di Walter.
L'uomo sa di essere condannato a morte, sa che la moglie Skyler non lavora ed è incinta di una bambina, sa di avere a carico un figlio portatore di handicap.
Gli si prospettano, dunque, pochi drammatici mesi di vita che si trascinaranno in costosissime quanto inutili cure... moltissimi soldi da spendere a fronte di una copertura assicurativa insufficiente. Walter, dunque, sa che la sua mortale malattia farà scivolare la sua famiglia nell'indigenza...

In preda alla disperazione, il Prof. White decide così di oltrepassare la linea sottile tra bene e male, iniziando da quella tanto evanescente quanto fluttuante che separe il lecito dall'illecito.
Per garantirsi i fondi necessari per le cure e un futuro dignitoso per i propri cari, Walter mette a frutto le proprie conoscenze nel campo della chimica per "cucinare" anfetamine e, con l'aiuto di un socio ex allievo Jesse Pinkman (Aaron Paul), venderle prima al dettaglio e poi all'ingrosso (cosa che, com'è facile intuire, pone diversi problemi, sia "di sicurezza" che "logistici"...). Tanto per complicare ulteriormente la nuova vita del nostro Prof., il cognato Hank (Dean Norris) è un poliziotto impegnato proprio nel contrasto al traffico di droga... circostanza che ovviamente sarà gravida di conseguenze (azione-reazione).

La serie di Vince Gilligan (già sceneggiatore di X-Files) segue passo-passo con puntigliosità quasi documentaristica la deriva morale di un uomo qualunque. Tappa dopo tappa, scelta dopo scelta, difatti, assistiamo al “rompendo le regole/andando contro l'autorità” di Walter White e ogni volta siamo spinti a domandarci come ci saremmo comportati nelle medesime circostanze.
La problematicità nella serie è proprio nel subdolo relativismo che la caratterizza. Il Prof. White è fondamentalmente un uomo onesto... oppure ha già in sè i semi della corruzione? Sono forse le sole circostanze che lo trasformano inesorabilmente in un delinquente? La sua "deriva morale" è in qualche modo "giustificabile"? E se non lo è... chi se la sente di condannarla senza appello nè circostante attenuanti?

Temi forti, dunque, efficacemente sviluppati in una rappresentazione sospesa tra un crudo quanto accurato realismo (i dettagli inerenti la produzione delle anfetamine e, più in generale, il mondo della chimica sono resi con grande precisione), che non lesina efferata violenza e scene "pulp", e una sardonica e corrosiva ironia di fondo che non risparmia nessuno, mandando in frantumi con nonchalance diverse apparenti certezze.

Su tutto un cast assolutamente strepitoso. Senza nulla togliere al bravissimo Aaron Paul, su tutti spicca ovviamente un grandioso Bryan Cranston che, con la sua magistrale interpretazione del Prof. White, ci travolgerà con l'irresistibile fascino della chimica... chimica delle sostanze e della materia umana, chimica alla base della nostra attività celebrale e quindi di fatto architrave di ogni decisione, di ogni scelta o non-scelta, chimica che appunto è “trasformazione, cambiamento”.

Breaking Bad ha riscosso uno straordinario successo, guadagnandosi, nell'arco di cinque stagioni: nove Emmy Award, cinque Satellite Award, tre Saturn Award, tre WGA Award e due TCA Award. Almeno per quanto riguarda la prima stagione (2008), posso dire che, a mio avviso, si tratta di riconoscimenti pienamente meritati.

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Commenti

  1. L'avatar di Psycrow
    Già... e le stagioni successive sono anche migliori...
  2. L'avatar di JoustSonic82
    Bel post, Alex, su una serie che (combinazione) ho iniziato a vedere da pochi giorni e che mi sta appassionando parecchio!
  3. L'avatar di karka
    Ho apprezzato tantissimo questa serie; un personaggio che cresce di serie in serie sino a culminare in un finale di tutto rispetto, che mantiene tutte le aspettative.
  4. L'avatar di AlextheLioNet
    Da notare come ora Breaking Bad faccia anche "proseliti cinematografici"... italiani:

    http://it.ibtimes.com/articles/62260...-al-cinema.htm
  5. L'avatar di Psycrow
    Citazione Originariamente Scritto da AlextheLioNet
    Da notare come ora Breaking Bad faccia anche "proseliti cinematografici"... italiani:

    http://it.ibtimes.com/articles/62260...-al-cinema.htm
    Già... che copioni!