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gekido_ken

Commerciale? ...no, grazie!

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Questo termine ha rovinato molti sogni, tolto fascino a quello che poteva essere il mondo più ordinato e pulito: quello dell’informatica.
Ricordo ancore che poco più di una ventina di anni fa, durante i periodi ozianti in attesa dell’inizio del nuovo anno scolastico, trastullandomi tra una cosa e l’altra, a volte andavo a casa di qualche amico appena tornato dalle vacanze estive, che condividesse anch’egli la passione per i computer. Erano tempi transitori tra un’evoluzione e l’altra e spesso cose semplici apparivano ai nostri occhi come vere e proprie magie.
A quei tempi l’approccio con quelle “macchina infernali”, quali gli Home Computer, non era di certo dei più facili; tutto veniva svolto direttamente dalle tastiere, che per i nostri affascinati occhi sembravano immense, non vi era il normale concetto di “mouse” e chi possedesse tale strumento era esclusivamente e prettamente per motivi professionali, utilizzandolo soprattutto su PC da prestazione che attualmente non sfiorerebbero neanche quelle del più economico telefono cellulare odierno.
Quello che si provava era un contatto magico, quel suono caratteristico dei tasti in plastica che risuonavano dolcemente nelle nostre orecchie mentre ricopiavamo lunghi listati in Basic, da riviste più o meno conosciute, avendo come risultato (dopo una serie interminabile di errori di battitura da correggere)giochini di livello mediocre, che però con i loro movimenti scattosi e qualche decina di colori, facevano risplendere nei nostri occhi “pixellosi” arcobaleni”, atmosfera enfatizzata magicamente dai classici suoni “crash”, “boom”, “zzap!”...ove la fantasia più sfrenata sostituiva la mancanza di definizione grafica; oppure digitare i vari “LOAD” per caricare dal registratore o, per i più fortunati, da un lettore floppy, giochi precompilati già pronti per l’uso, ma che comunque ti facevano avere un contatto diretto con la macchina, dandoti la strana sensazione che quei computer avessero un’anima e che non ti avrebbero mai abbandonato sul più bello, come invece accade spesso con i PC odierni.
C’era davvero di tutto in giro: chi aveva un Vic20 col quale poteva avere un primo approccio col mondo dell’informatica, chi rimaneva deluso invece perché dalla pubblicità ingannevole di questo computer era convinto di aver acquistato una macchina potente al pari di un Commodore 64 ma ad un prezzo molto ridotto…ricordo ancora molto bene la pubblicità italiana del Vic20 nel quale scorrevano le immagini di alcuni giochi tra cui International Soccer per C64…chi pensava che con l’Atari VCS possedesse una sala giochi in casa senza aver fatto i conti con il Colecovision, chi si limitava ad usare il suo home computer come una console per i giochi non sapendo nulla a livello hardware, ma pavoneggiandosi con gli amici dichiarando con atteggiamento prosopopeico di avere il computer più potente del mondo, chi viveva in famiglie un po’ anticonformiste e preferiva l’effettiva versatilità di un computer, acquistando macchine poco conosciute e supportate, come fece mio padre con me acquistando un TI-99/4A della Texas Instrumets, che poi si rivelò una scelta azzeccata per chi voleva toccare con mano il “vero” mondo dell’informatica; c’erano poi i possessori dello ZX Spectrum della Sinclair che spesso si vedevano beffeggiati dai “commodoriani” dando luogo alle famose e tutt’ora interminabili diatribe Commodore 64 vs ZX Spectrum…
Tutto questo dettato però da un’atmosfera affascinante e fantasiosa, che dava luogo ad un vero e proprio mondo a parte, dove nulla era dato per scontato e il senso di stupore era sempre lì dietro l’angolo, rendendo vivo e dinamico quel mondo. …un insieme di fattori che l’attuale “regime commerciale” ha distrutto, senza che nulla più ci stupisca, pensando “tanto prima o poi lo inventeranno”…mentre prima le poche novità pubblicate ce le gustavamo fino in fondo, anche perché ci veniva dato il tempo di farlo, di scoprire ogni cosa che riguardasse quella novità, celarne i segreti più nascosti ed emozionarci per ogni nuova scoperta… rendendo duraturo quel magico sogno costellato di pixel colorati che disegnavano le nostre avventure virtuali di un tempo…
Non si tratta di retorica ma di un fatto reale e cioè che quella magia non tornerà mai più, nemmeno con le tecnologie moderne, ormai siamo abituati ad avere qualsiasi cosa ci serva, senza provare un minimo di stupore a riguardo.
Vivere l’informatica molti anni fa era come leggere uno dei nostri libri preferiti : stava a noi costruire il sogno che faceva da sfondo alle nostre avventure preferite.



Semplici ricordi di un eterno adolescente... :cool:

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Commenti

  1. L'avatar di Cthulhu
    Non torneranno più, vero, ma penso che dovremmo ritenerci fortunati ad averle vissute, ad aver visto praticamente al 100% l'evoluzione di tutto questo, siamo stati pionieri e di ciò ritengo che sia giusto andarne fieri, pensa alle nuove generazioni che non hanno visto e capito tutto ciò poverine...