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il gioco non è bello se non spari a questo e quello...

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  • musehead
    ha risposto
    Sparare è sinonimo di chiasso, esplosioni, baldoria e derivativo divertimento. A volte, bisognerebbe aggiungere, perché i giochi possono essere belli, brutti o troppo uguali fra loro e quindi superflui. Ma un uomo con la pistola in copertina ti comunica subito l'idea di azione e quindi circonda di appeal il prodotto agli occhi dell'acquirente disinformato. GunFight negli anni Settanta ci metteva già a sparare contro un altro cowboy, per cui il concetto è vecchio e indubbiamente vincente, in realtà non mi preoccupa.

    Mi inquieta, invece, la deriva dell'FPS a tutti i costi. Trasformare Resident Evil e Mass Effect in third-person shooter ha pagato? Non lo sapremo mai, di sicuro è una scelta che ha sostenuto le vendite, ma chissà cosa sarebbe accaduto se fossero rimasti fedeli ai primi episodi.

    Il vero problema sono i grandi numeri: se vuoi vendere devi offrire un'idea di divertimento sfacciata e successivamente fare in modo di assecondare ciò che il giocatore pensa di aver comprato. Le sorprese sono per giocatori maturi, navigati, solo loro possono apprezzare e non è un mistero che rappresentino una piccola parte del popolo dei videogiocatori. Creatività e coraggio si piegano alla legge del mercato, e nonostante sia un peccato è difficile che le cose non vadano così, nessun publisher preferisce dedicarsi a un buon prodotto piuttosto che ad uno dai guadagni facili, situazione che per fortuna ha permesso alla scena indie di emergere.

    FPS o hack'n'slash, però, è lo stesso. Di quest'ultimo genere subito dopo GoW è spuntato veramente di tutto, hanno persino tirato in ballo Dante ed hanno ucciso la saga di Golden Axe con un obbrobrio da incubo. Il mercato e la pazienza dei giocatori viene insidiata dall'ingordigia dei publisher: sto giocando Syndicate e non ti dico come umilia le sue origini, poco tempo fa ho finito il reboot di Turok ed è stato imbarazzante. Duke Nukem lasciamolo riposare in pace.

    Poi, come vedi, polemiche a parte, tutti sono affezionati a dei brand e comprano anche se consapevoli (soprattutto dopo averci giocato) che sarebbe stato meglio non riprenderli in mano. Ma non si tratta dello sparare, adesso è solo ciò che va più in voga, ed io che amo tantissimo il genere FPS posso assicurarti che una flessione dell'attenzione c'è nonostante rimangano alcuni grandi numeri. Domani magari toccherà di nuovo ai JRPG o ai platform, chissà.

    Non mi stancherò mai di dirlo, non sottovalutiamo questa generazione: la qualità media dei giochi è alta e ce n'è per tutti i gusti. La stratificazione attuale è fenomenale ed i veri problemi sono dei publisher, molti con l'acqua alla gola, che non riescono più a centrare i bilanci da record assicurati da giochi venduti a 70 € che ormai sempre meno persone sono disposti a sborsare. E dire addio alla pessima THQ che tra qualche mese saluterà il mondo dei videogiochi mi dispiace molto poco. Mi piacerebbe anche salutare Ubisoft, non si sa mai.

    ps: consiglio la lettura di QUESTO articolo sulle nostre pagine riguardante la metafora dello sparare, scritto da Braunluis che come sempre non è affatto scontato

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    Da amante dei vecchi shoot'em up, sono "inevitabilmente" passato agli fps... per cui non ho nessuna pregiudiziale verso questo genere. In ogni modo sono assolutamente d'accordo con il fatto che il troppo storpia o stroppia e non è il caso fps-izzare forzosamente le serie che non nascono con un'anima shooter.

    E verissimo che la CoD series ha polverizzato tutti i record sul fronte delle vendite, con gli sviluppatori che, comprensibilmente, hanno mantenuto una certa continuità in ragione dell'eccellente risposta a più riprese riservata dal mercato ai loro prodotti, ma è altrettanto vero che l'ultimo MW sembra aver esaurito la sua spinta più rapidamente del predecessore (pur facendo comunque registrare cifre di assoluto rilievo) e il duo Activision & Electronic Arts (quest'ultima, se non sbaglio, principalmente con Battlefield 3) non lascia poi molto agli altri publisher / sviluppatori.

    Nonostante quello dei first-person shooter resti un genere importante, rischia comunque una sovrapposizione / stagnazione che sarebbe bene superare con ibridazioni e idee nuove... fermo restando che con "ibridazioni" non intenderei indebite invasioni di campo in altri generi che non hanno un reale bisogno di fps-izzarsi.


    A proposito... potrebbe essere interessante questo articolo pubblicato tre giorni fa (Dylan Jobe -Lightbox-: “Il genere Shooter è di fronte ad un bivio storico importante"):

    http://www.unlimitedammo.org/2012/04...co-importante/
    Ultima modifica di AlextheLioNet; 21-04-2012, 00:08.

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  • Axe_N_Sword
    ha iniziato la discussione il gioco non è bello se non spari a questo e quello...

    il gioco non è bello se non spari a questo e quello...

    Prendo in prestito il titolo del topic da un utente di un forum privato che frequento per proporre il mio punto di vista sull'argomento.
    Partendo da uno spunto nel topic dell'annuncio di God of war Ascension, con Santa Monica impegnata in una nuova IP orientata allo sparatutto (almeno così sembra da prime indiscrezioni), come fa giustamete notare Joustsonic non è detto che debba essere l'ennesimo clone di CoD, il punto però credo sia un altro.

    In questa generazione, le pallottole stanno avendo un successo senza precedenti su console. Per seguire le regole di mercato, a volte è capitato che una serie è stata snaturata o addirittura è stata imposta una virata sparatutto ad una IP neonata.


    -Shadow of the Damned: consegnato nelle mani di EA, quest'ultima ha imposto un aumento massiccio del fattore pallottole, perchè tirano le vendite, risultato: concept originale snaturato, vendite non esattamente esaltanti;

    -Ken Fieldman, direttore artistico di SCEA, aveva proposto una virata FPS per la serie God of war col terzo capitolo, non oso immaginare cosa sarebbe potuto succedere, per fortuna è andata com'è andata col gioco che è rimasto fedele a se stesso (ecco perchè difendo, è proprio il caso di dire, a spada tratta questa serie, pur essendo alla quarta incarnazioe su home console almeno non s'è adeguato alla massa, mantiene alto il baluardo dell'action all'arma bianca)

    -Parole di Kawata circa Resident Evil 6:

    Penso che Resident Evil 6 debba orientarsi su un gameplay più votato all'azione, specialmente per il mercato del Nord America, dovrà essere un'estensione di quanto visto nel quarto e nel quinto capitolo della serie. Resident Evil 4 ha iniziato a proporre ai videogiocatori più azione e Resident Evil 5 ha proseguito in quella direzione e anche Revelations è stato pensato in questo modo", dichiara Kawata. Il producer prosegue parlando di volumi di vendita: "Guardando i dati di mercato dei survival horror ci accorgiamo che è davvero limitato, soprattutto se si compara con le vendite dei giochi d'azione come Call of Duty, acquistato da 6,5 milioni di utenti solo al giorno di lancio. Un Resident Evil impostato come survival horror non credo che riuscirebbe fare quei numeri"


    -Mass effect, dal secondo capitolo è diventato molto più shooter oriented, a detta di molti appassionati della serie non è stato necessariamente un bene avendo perso buona parte della complessità che caratterizzava il primo più credibile come GDR;

    -Persino Uncharted, si è venuto a sapere, non era stato pensato così com'è, adesso non riesco a trovare link ma da quanto ricordo su "consiglio" di Sony stessa sono state aggiunte le fasi shooter con le famose coperture.


    Ora, detto ciò, i succitati giochi sicuramente offrono alti livelli qualitativi o comunque la promettono, nella peggiore delle ipotesi riescono ad essere comunque titoli godibili.
    Quindi il punto non è questo quanto....perchè cercare a tutti i costi di convergere verso un'unico punto rappresentato dalle pallottole?
    Non è detto che più spari più vendi (con Shadow of the damned non ha funzionato, magari fosse stato più originale chissà), così come non è detto che senza pallottole si floppa sicuramente, God of war le sue copie le vende, neanche Heavy Rain è andato male.

    Certo, i numeri di CoD non si discutono, però è anche vero che prima o poi si satura il mercato, si vuol forse arrivare ad una sitazione di stallo simile alla valanga di cloni che contribuì al crash dell'industria nel lontano '83?
    Io direi che è ora di rendersi conto che un prodotto ha bisogno per prima cosa di essere ben curato, quindi pubblicizzato a dovere per poter attirare e quindi vendere.

    Prima che sia troppo tardi, converebbe forse che le varie IP più famose possano restare fedeli a se stesse e che le nuove possano essere immesse sul mercato senza dover necessariamente convergere verso il genere shooter, altrimenti si rischia per davvero che, di punto in bianco, il mercato si satura definitivamente e poi vai a ripartire da zero...

    Voi cosa ne pensate?
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