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il gioco non è bello se non spari a questo e quello...

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    Originariamente inviato da Killing Moon Visualizza il messaggio
    Internet non ha dato una mano a questo genere, ma a mio avviso lo ha proprio fatto decollare facendolo diventare il genere più importante di oggi. Adesso le Killer application sono Halo, Gears of War o Call of Duty, non più Street Fighter o Mortal KOmbat. L'importanza di internet è anche riconducubile all'attenzione che le softwarehouse mettono nelle opzioni multiplayer e non mettono nella modalità single player degli fps.
    Già... l'online è un'arma a doppio taglio. Decisamente positivo perchè aumenta la longevità del gioco... ma per certi versi negativo perchè catalizza buona parte dell'attenzione di giocatori e sviluppatori, con questi ultimi che trascurano la modalità single player per il semplice fatto che "tira meno".
    Ultima modifica di AlextheLioNet; 03-10-2012, 17:28.

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  • Killing Moon
    ha risposto
    L'fps è sempre stato un genere amato, particolarmente nell'ambiente Pc e già nel periodo degli esordi della rete, mi ricordo gruppi di ragazzi che si incontravano la domenica per poi collegare i Pc e giocare insieme. Uno s-p-e-t-t-a-c-o-l-o.

    Internet non ha dato una mano a questo genere, ma a mio avviso lo ha proprio fatto decollare facendolo diventare il genere più importante di oggi. Adesso le Killer application sono Halo, Gears of War o Call of Duty, non più Street Fighter o Mortal KOmbat. L'importanza di internet è anche riconducubile all'attenzione che le softwarehouse mettono nelle opzioni multiplayer e non mettono nella modalità single player degli fps.

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    Originariamente inviato da MBry0 Visualizza il messaggio
    Se parly di mulitplayer non saprei. E' sicuramente un'incentivo, ma non credo sia il successo del genere. Gli fps sono nati molto prima del multiplayer globale alla portata di tutti, ed ha sempre riscosso successo.
    Anch'io penso che non sia stato il solo multiplayer on-line a porre le basi dell'odierno successo riscosso da certi first-person shooter, ma credo comunque che la rete abbia ampliato esponenzialmente le proporzioni di una popolarità già consolidata, ripartendola, però, tra pochissimi nomi.

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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    Originariamente inviato da Killing Moon Visualizza il messaggio
    Per me la chiave del successo degli fps è internet
    Se intendi come piattaforma di distribuzione, ti do ragione. doom ha intasato mezzo mondo alla sua uscita (ed era la versione shareware). Se parly di mulitplayer non saprei. E' sicuramente un'incentivo, ma non credo sia il successo del genere. Gli fps sono nati molto prima del multiplayer globale alla portata di tutti, ed ha sempre riscosso successo.

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    Originariamente inviato da Killing Moon Visualizza il messaggio
    Io credo che il successo degli FPS sia legato anche dal fatto che ci si può giocare/sterminare in 200 su schermo. L'fps è l'unico genere in cui si può far giocare tantissime persone in diversi modi, a squadra, bandiera, tutti contro tutti, ecc.ecc. e risultano divertenti, longevi e appaganti. Questo loro caratteristica ha tagliato le gambe a generi che in rete sono molto meno frenetici, ex. beatm'up in cui ci si può affrontare soltanto in 2 o 4 al massimo o volendo anche i giochi di corsa soffrono la stessa cosa.

    Per me la chiave del successo degli fps è internet, titoli che sono esplosi come call of duty ,o guardando altre categorie come WoW , hanno sempre la rete come arma in più.

    Vero! Ricordo che ancora 6 anni fa mi divertivo veramente moltissimo a giocare in LAN a Unreal Tournament 2004 e Half-Life 2 con un gruppetto di amici. Uno spasso! Se il multiplayer è ben implementato e si riesce a trovare in rete degli avversari al "giusto livello" di competenza, i first-person shooter risultano sempre godibili... anche quando hanno diversi anni sulle spalle (come l'apprezzato Wolfenstein: Enemy Territory). Ricordo che ancora nel 2006 organizzavano tornei di Counter-Strike negli internet & game point...

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  • Killing Moon
    ha risposto
    Io credo che il successo degli FPS sia legato anche dal fatto che ci si può giocare/sterminare in 200 su schermo. L'fps è l'unico genere in cui si può far giocare tantissime persone in diversi modi, a squadra, bandiera, tutti contro tutti, ecc.ecc. e risultano divertenti, longevi e appaganti. Questo loro caratteristica ha tagliato le gambe a generi che in rete sono molto meno frenetici, ex. beatm'up in cui ci si può affrontare soltanto in 2 o 4 al massimo o volendo anche i giochi di corsa soffrono la stessa cosa.

    Per me la chiave del successo degli fps è internet, titoli che sono esplosi come call of duty ,o guardando altre categorie come WoW , hanno sempre la rete come arma in più.
    Ultima modifica di Killing Moon; 26-09-2012, 23:39.

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  • Zip
    ha risposto
    personalmente a parte Metalslug che è una parodia della situazione bellica
    odio i giochi dove bisogna sparare, e in ogni caso dove c'e violenza gratuita e non.
    Trovo stupido che tutti i piu incalliti (tipo non esco di casa per 10 giorni per giocare) siano incollati a giochi di guerra. e nessuno si "infossa" a giochi piu carini e NON violenti.
    La violenza nei videogame dopo un certo livello, (diciamo sono escluse le violenze tipo picchiaduro, giochi alla street of rage) non la tollero proprio. metti ad esempio Mad World, ero attratto dalla grafica 3d completamente bianca e nera, provato, ho visto che bisognava impalare le persone e buttare la gente in una spece di tritatore, e messo da parte.

    l'unico gioco in cui spari in prima persona che mi ha divertito è point blank (non quello per pc. quello per psx e arcade)

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    Originariamente inviato da Axe_N_Sword Visualizza il messaggio
    Perchè investire nella realizzazione di titoli se poi vai a fare campagne pubblicitarie costosissime (clamorosa quella di Halo con tanto di party e celebrità invitate ma anche i vari spot di CoD non scherzano) solo di titoli orientati allo shooting selvaggio?

    Il fatto è che, almeno nel caso della CoD-MW series, in linea di massima il "massiccio ritorno" è, almeno per ora, assicurato. I numeri totalizzati da questi titoli sono così notevoli da funzionare come un irresistibile polo d'attrazione per tutti i publisher.
    Dato che agli "eletti" di questo settore si associano enormi guadagni, le campagne pubblicitarie sono proporzionate all'entità degli incassi previsti.

    L'errore commesso da determinati publisher, però, è quello di snaturare in senso shooter delle serie che non hanno determinate dinamiche del loro DNA. Questa politica è assolutamente miope, poichè ha buone possibilità di far storcere il naso ai fan storici e, al contempo, di non attirare più di tanto gli aficionados degli shooter. Alla fine gli shooter spin-off tratti da serie che non nascono, per l'appunto, come shooter, finiscono non di rado per scontentare un po' tutti.
    Ultima modifica di AlextheLioNet; 22-04-2012, 19:24.

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  • Axe_N_Sword
    ha risposto
    il fatto è che, più che il genere in se, a tirare maggiormente sono più specificatamente le pallottole. Mirror's Edge più che FPS è un FPA, se vogliamo anche Red Steel 2 (che ho adorato pazzamente) è più FPA che FPS, pur avendo infatti un armamentario abbastanza vasto composto da pistole, fucili e mitra vari, l'accento è posto indiscutibilmente sulla katana con la quale è possibile effettuare le mosse più disparate e spettacolari, con uno dei pochissimi supporti al motion plus degni di nota.

    Purtroppo hanno venduto pochissimo, sarà anche colpa di una pubblicità inesistente o quasi?
    Perchè investire nella realizzazione di titoli se poi vai a fare campagne pubblicitarie costosissime (clamorosa quella di Halo con tanto di party e celebrità invitate ma anche i vari spot di CoD non scherzano) solo di titoli orientati allo shooting selvaggio?

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    Una considerazione aggiuntiva su Call of Duty: Modern Warfare 3, questo military fps è stato sostenzialmente ben accolto dalla critica (Metascore di 88/100 su console e 78/100 su PC), per cui sarebbe fuorviante descriverlo come un fenomeno puramente commerciale. Idem come sopra per Battlefield 3 (Metascore di 85 e 84/100 su console e di 89/100 su PC).

    In realtà questi titoli hanno ottime probabilità di risultare deludenti se si considera prioritaria l'esperienza di gioco legata alla single-player campaign. Per quanto riguarda il multiplayer, invece, si tratta di due meccanismi di divertimento assai ben rodati che, a quanto si legge in giro, funzionano ottimamente e risultano assai soddisfacenti per i militari virtuali che conducono online le loro campagne.

    E' giustissimo che i publisher investano ingenti risorse in titoli di questo genere, dal momento che sono apprezzati da una vastissima platea di giocatori e divertono molto chi predilige giocare online... ma sarebbe altrettanto giusto dare maggior spazio a first-person shooter più articolati e "narrativamente" longevi sul fronte della single-player campaign.
    Ultima modifica di AlextheLioNet; 21-04-2012, 12:38.

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  • JoustSonic82
    ha risposto
    In effetti è vero ciò che dici, Axe. Molti produttori, visto il successo pazzesco di alcuni FPS nei primi anni 2000, si sono fatti ingolosire e hanno quantomeno influenzato (se non "premuto") gli sviluppatori a progettare quanti più giochi possibile secondo determinati canoni (sparatutto, preferibilmente in prima persona, preferibilmente di ambientazione bellica, preferibilmente poco profondi, senza altre "scocciature" come elementi gdr, che rendono il gioco troppo complesso per alcuni, o trame mature, che comportano la necessità di ingaggiare bravi sceneggiatori con aumento dei costi, e via dicendo).

    Il problema secondo me è proprio questo. Il genere di per se non va criticato perchè contiene molte potenzialità ludiche e di coinvolgimento, vanno criticate invece gli eccessi (troppi come numero, a discapito di altri generi) e le degenerazioni (a volte - troppo spesso - scadenti come qualità) che, come al solito, si presentano quando ci si mette di mezzo il dio denaro e prende il sopravvento su tutto il resto. Cioè, se mi annunciano, tanto per dirne uno, Half life 3 (che, pur con le sue contaminazioni con altri generi, sempre sparatutto resta) io sarei strafelice.

    Fortuna che, come dice Muse, il mercato attuale, pur non essendo "il migliore dei mondi possibili", è talmente ampio da accontentare, oltre che i gusti delle masse, anche i palati più fini dei giocatori più maturi e smaliziati o comunque di chi vuole godersi anche altri generi. La nuova ondata di platform degli ultimi tempi, ad es., personalmente mi fa molto piacere. Ho letto di recente che Rayman origins ha avuto delle vendite nei primi mesi abbastanza basse (soprattutto in America, dove gli FPS sembrano davvero, negli ultimi tempi, fagocitare quasi tutto il resto) ma ora si sta riprendendo alla grande e Ubisoft ha dichiarato di essere intenzionata a proseguire il brand. Questa è una notizia positiva e significa che c'è un mercato anche cospicuo di persone che vogliono qualcosa di diverso oltre ai soliti FPS multimilionari.

    L'unica cosa che possiamo fare noi è non comprare l'ennesimo Battlefield o Modern Warfare e rivolgerci ad altro. Se poi leggo delle dichiarazioni del tipo "Mirror's edge 2 potrebbe essere un FPS più classico" (notizia vera di qualche tempo fa!) certo non mi fa piacere però per fortuna i prodotti di livello alto (e coraggio: vedi proprio Mirror's edge, che nei primi tempi ha venduto pochino!) ancora oggi vengono sviluppati e pubblicati. Sta a noi riconoscerne la qualità e premiare lo sforzo degli sviluppatori comprando il gioco in questione anche se magari non ha ricevuto recensioni altisonanti o si trova nell'angolo più nascosto dell'ultimo scaffale del negozio di videogiochi dove ci riforniamo. Fra l'altro una cosa che ho notato è che la qualità alla lunga paga (non sempre ma spesso). Fatto salvo l'esempio nefasto di Shenmue (condizionato dalla crisi del Dreamcast) mi vengono in mente diversi esempi di grandi giochi (anche per certi versi "elitari") che sono partiti maluccio o malissimo (come successo di vendite e a volte persino anche come responso della critica) per poi ingranare nel medio lungo termine grazie anche al passaparola degli utenti: Mirror's edge e Rayman origin's, ma anche Dead space e, andando indietro negli anni, Planescape torment e Castlevania Symphony of the night e chissà quanti altri che non ricordo o non conosco.
    Ultima modifica di JoustSonic82; 21-04-2012, 12:30.

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  • AlextheLioNet
    ha risposto
    In generale i titoli della serie CoD e Battlefield sono molto divertenti nel multiplayer, ma scarsamente longevi o mal implementati nel single. Il multiplayer è positivo dal momento che prolunga notevolmente la fruizione del titolo, ma nei first-person shooter militari la brevità delle campagne in singolo è dovuta anche al fatto che la maggior parte degli utenti sono meno interessati a giocare offline, per cui non stupisce che gli sviluppatori si regolino di conseguenza.

    A conti fatti, se si predilige giocare online, non vi sono particolari controindicazioni per acquistare un MW o Battlefield 3. Il divertimento è assicurato e la longevità (online) non manca... come del resto sancito dalla stragrande maggioranza delle recensioni. Se viceversa si preferisce il single player, la delusione è in agguato.

    L'accento sul multiplayer, peraltro, comporta alcuni vantaggi per lo sviluppatore che, in generale, deve "sbattersi" molto meno sul fronte della componente narrativa e su quello della IA e può vincolare più efficacemente l'utente al prodotto videoludico.

    Come superare questa sorta di contraddizione tra single e multiplayer e rendere i first-person shooter appedtibili e divertenti per la più ampia platea possibile? L'articolo pubblicato qualche giorno fa su Unlimited Ammo ( http://www.unlimitedammo.org/2012/04...co-importante/ ) è piuttosto interessante a questo proposito. Si citano titoli come Warhawk (PS3 - 2007) e il futuro Starhawk (PS3 -in uscita-) e le linee guida che il designer dylan Jobe intende perseguire per rendere coinvolgenti le dinamiche di gioco e garantire il divertimento:

    "Il mio istinto mi suggerisce che siamo giunti ad una sorta di bivio epocale per questo genere di giochi; potremmo continuare a seguire la stessa strada dei titoli che tentano di riproporre le atmosfere ‘action-packed’ di un blockbuster, o andare verso direzioni differenti. Non voglio dire che Starhawk abbia imboccato il percorso giusto discriminando l’esperienza lineare per abbracciare invece un tipo di avventura più aperta, ma abbiamo fiducia del fatto che esso potrà creare un precedente inedito nel suo proprio genere di appartenenza.

    "La sfida durante la produzione della modalità storia di Starhwak era che il giocatore dovesse e potesse essere in grado di fare quante più cose possibili. Certo, attraverso un opportuno game design si potrebbe tentare di ‘guidare’ l’utente verso il compimento di certe scelte anziché altre, ma come abbiamo chiaramente compreso durate le varie fasi di playtest ci sono molte situazioni in cui il comportamento degli utenti non è affatto prevedibile come credevamo in origine; semplicemente, molte persone proveranno a fare tutto quello che gli passa per la testa quando dai loro in mano un joypad.

    "Il fatto è che anche quando lo stile e le scelte di gioco di un utente vanno palesemente in senso contrario a quelle che erano le intenzioni iniziali dello sviluppatore, deve sempre e comunque essere data la possibilità a tali tipi di persone di divertirsi per quanto possibile. Non per nulla, ricordo di alcuni momenti del playtest in cui avevamo cinque persone impegnate nella stessa identica missione e tutte e cinque hanno tentato di completare il livello utilizzando approcci completamente differenti. E’ stato un momento di grande soddisfazione per me, poiché ho avuto la dimostrazione fattuale che stessimo costruendo un nuovo tipo di shooter; nuovo rispetto a quello che è lo standard attuale del genere per il single-player."

    "Lo dico onestamente, non so se ciò che stiamo facendo sia quello che i giocatori vogliano; si potrebbe arguire per esempio che stiamo impiegando un sacco di lavoro in più per ottenere poi un tipo di ricezione che potrebbe essere la stessa di un gioco completamente lineare. Tuttavia sono molto contento dell’impegno profuso in Starhawk per creare un prodotto diverso dalla massa."

    Secondo me il genere dei first-person shooter non è necessariemente giunto ad un punto di non ritorno che vincoli senza via di scampo al more of the same (più poligoni, maggiore complessità dell'engine, più giocatori, mappe più ampie, "ricche" e dettagliate, realismo più sofisticato), ma può rivitalizzarsi e differenziarsi se i game designer puntano molto anche sull'appetibilità e sulla longevità delle single-player campaign.

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  • musehead
    ha risposto
    Il remake è già una storia diversa e mi trovano favorevole perché sono prodotti onesti, dichiarano apertamente ciò che offrono e ci possono stare, magari mi dispiace quando, come quest'anno, ne spuntano a bizzeffe semplicemente portando in HD giochi della PS2.

    Il successo dell'FPS/TPS si trova nella sua duttilità narrativa e ludica: si presta praticamente a tutto. La telecamera in prima o terza persona è molto coinvolgente e lo sparatutto può variare moltissimo come sottogeneri, passando dal classico Doom a un survival horror come Condemned al gdr alla Skyrim fino al picchiaduro come Zeno Clash. Giochi profondamente diversi che convergono sull'impostazione grafica e di controlli. Oggettivamente un hack'n'slash rimane necessariamente più simile a sè stesso, soltanto i platform 3D, a mio avviso, possono reggere la flessibilità degli FPS.

    Come dicevo prima, sono un grande supporter dei first-person shooter, il problema è che si parla solo degli stessi. CoD e Battlefield per me non esistono e purtroppo non si fa mai parlare di Bulletstorm, per esempio che è un capolavoro, o di Mirror's Edge. Questo per dire freghiamocene del successo, il gioco che ci piace non deve per forza vendere dieci milioni di copie, l'importante è che esca. Adesso è la folata degli sparatutto, che reggono la prova del tempo grazie a questa flessibilità del genere.

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  • Axe_N_Sword
    ha risposto
    sì infatti, anche God of war è stato spesso preso come punto di riferimento per creare cloni a volte piuttosto spudorati, Wolverine (partorito come un action a se stante, trattasi quindi di reskin diventato poi tie-in dell'omonimo film "Wolverine le origini") ne condivide addirittura e clamorosamente alcune animazioni in particolari, tipo la scalata con gli artigli praticamente identica a quella con le lame del chaos, ma proprio identica nella realizzazione. Il già citato Dante, con la falce "estensibile" (?!?) per agganciarsi ai vari appigli come fa Kratos lanciando le spade, anche Castlevania, per quel poco che l'ho provato in demo, sembra rifarsi almeno come struttura action al gioco di Santa Monica, ecc ecc.

    Quello che mi sorprende, però, è che se si arriva anche solo a pensare di "fpsizzare" una serie comunque di successo come God of war allora boh, non saprei davvero cos' altro aspettarmi, Santa Monica stessa adesso è al lavoro su una nuova IP sparatutto.

    E' anche vero che si va a periodi, prima platform, poi picchiaduro, adesso sparatutto, domani sarà qualcos'altro, il guaio è che, forse si tratta solo di un'impressione, non ci si è mai spinti fino a questo punto.
    Anche perchè, almeno il digital, dimostra chiaramente come la voglia di sorprese, o comunque qualcosa di diverso rispetto al mitra della situazione, non appartiene solo ad un mercato di nicchia (Braid scaricatissimo, Journey sta avendo un ottimo successo da quanto ho capito), se non proprio nuove piattaforme come Kickstarter, con i giocatori stessi a finanziare avventure grafiche ottendendo subito riscontri clamorosi.

    Ma l'industria è proprio sicura sicura che la massa vuole solo sparatutto?
    Non si rischia forse di fare la fine del picchiaduro 1vs1 che, dopo tutto l'abuso (ed erano altri tempi!) da SF2 in poi, ci si è ridotti col nulla, un anno in particolare è stato prodotto il solo Virtua Fighter 4 ad esempio, per fortuna adesso c'è una sorta di ritorno in auge parziale del genere...


    Riguardo al riprendere in mano vecchi e gloriosi brand io dico che non necessariamente è meglio lasciarli dove sono, Golden Axe Beast Rider neanche lo voglio giocare, però come già detto un remake serio lo giocherei volentieri, magari anche soltanto via DD come h&s a scorrimento, così come un Rastan Saga...

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  • lorddanyx
    ha risposto
    Originariamente inviato da musehead Visualizza il messaggio
    dire addio alla pessima THQ che tra qualche mese saluterà il mondo dei videogiochi mi dispiace molto poco. Mi piacerebbe anche salutare Ubisoft, non si sa mai.
    Personalmente reputo ubisoft la "meno peggio"tra le grandi case,in questa generazione è stata una delle poche capace di rischiare con nuovi ip originali e restando in topic non monotematici (assassins creed) ed ha avuto la volontà di produrre giochi dalle vendite sicuramente limitate rispetto ad un blockbuster (rayman origin), cito anche l'ottimo i'm alive.

    L'unica casa che vedo superflua e palesemente mangiasoldi è l'activision,che è riuscita a bruciare brand leggendari (guitar hero) e studi fantastici (bizzare creation) nella evidente ed unica missione di trarre profitto da ogni singola goccia dei loro prodotti,call of duty fino al 4 non era la commercialata spaventosa che è diventata,nel primo e nel secondo si percepiva la volontà e la passione degli sviluppatori di fare un grande gioco.

    Anche la capcom a mio avviso si sta direzionando sulle stesse politiche dell'activision,bisogna vedere se ha le spalle grosse per reggere il calo di fiducia degli utenti dopo le ultime manovre che hanno effettuato.

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