Nello sconfinato mondo degli indie game, compare ogni tanto qualche titolo geniale e gustoso. Una occasione certo più facile da manifestarsi in questo indipendente che vive di picole soddisfazioni, che nel mercato mainstream di titoli dalla tripla a, tanto amati da grandi e bambini, specialmente questi ultimi.
in questo universo di piccoli giochi dal cuore grande
ecco apparire dal nulla Evoland (sottotitolo).
sottotitolo
Dopo aver superato con brillante agilità la schermata inziale e avviato la partita, inizia l'avventura di un piccolo eroe, senza nome, il mondo in cui vive è anonimo, primitivo e facile da riconoscere per quei videogiocatori che, qualche hanno fa, hanno iniziato simili avventure. il suo percorso è prestabilito da un semplice sentiero, ecco che compare sullo schermo uno scrigno.
Conterrà il solito tesoro o la solita valuta usata nel gioco, sicuramente. Lo apriamo e scopriamo:"l'inventario". Il nostro anonimo eroe ora è in grado di accedere a una semplice lista di oggetti posseduti, non ci resta che continuare a cercare altri scrigni e sparerare di trovare qualche arma o qualche oggetto per alimentare il nostro arsenale.
Un altro tesoro e poi un altro ancora, le casse sembrano moltiplicarsi, una ci da la possibilità di combattere e difenderci da fantasiose creature già viste da qualche parte, un altra cassa nasconde dentro il mondo, un intero mondo esterno da esplorare, anche se ancora limitato.
Entriamo in un paese deserto, con case dalle porte chiuse a chiave e, indovinate un pò. nei cortili e negli angoli, quasi nasoste, alcune casse, una volta aperte rivelano i personaggi non giocanti, i dialoghi di interazione tanto cari quanto banali e la possiblità di entrare all'interno delle case. Un ambiente in continua evoluzione, adesso è chiaro il senso del titolo.
Dentro un negozio troviamo una cassa e sblocchiamo la possiblità di riposare, per recuperare quei punti ferita e i punti mana che non abbiamo ancora, ma sono sicuro più avanti di trovare. Dalla stessa origine mettiamo in piedi un teatro fantasioso e nostalgico dei giochi di ruolo d'annata, abbiamo quindi una storia e il personaggio privo di identità, trova un nome, e siamo noi a darglielo.
Arriva anche un compagno di avventura, una ragazza; dove l'ho già vista? E' in grado di curare, ma come implementarla, non ci sono ....
hai sbloccato il combattimento a turni!
improvvisamente non siamo più blande identità che attraversano lo schermo senza scopo, aprendo casse senza apparente motivo, ma abbiamo un ruolo e uno scopo nella nostra vita virtuale, non ci resta che portarlo a termine per entrare a far parte di quella storia che può mutare in mito per l'eternità!


Con un rispetto reverenziale verso il passato, non è solo il gameplay di Evoland a mutare repentinamente, bensì anche la grafica, nelle prime sessioni semplice e poco cromatica come quella leggendario gameboy, per digi-evolversi, anche troppo repentinamente, sino all'ultima e definitiva manifestazione tredimensionale con effetti di luce e ombre, abitudinari ai nostri occhi, migrando per tutta una serie di architetture grafiche portate sulla storia videoludica dell'hardware delle passate macchine da gioco; come l'immortale Nes, l'innovativo supernintendo con il suo mode 7, una fugace apparizione della playstation e i suoi caricamenti da compact disk e l'arrivo alle più moderne console o dalla più moderna configurazione pc.
Divertente e emozionante, la sfilata degli stili e modalità di combattimento che iniziano con i fendenti di spada stile Zelda, passando per i turni adottati dai primi capitoli della serie Final Fantasy e migrare, con ancora più sorpresa, nelle multikill frenetiche di Diablo.

Evoland è un riassunto delle ultimi anni videoludici che commuove anche il giocatore meno avvezzo alle smancerie e riesce a istruire il neofita che ha visto il suo primo videogioco sulla playstation 3.
una buona idea sviluppata però con mezzi limitati, anche se nel complesso il prodotto rimane comunque molto godibile e apprezzabile.
Purtroppo però oltre il fattore nostalgico e la sua nobile funzione didattica di giocabilitò ne troveremo bem poca; non abbiamo il tempo di affezionarci a una modalità di gioco o a uno stile di combattimento, perchè Evoland muta cambiando volto repentinamente.
Portare a termine Evoland richiede poco impegno e, purtroppo, ancora più poco tempo, anche se ci intratteniamo oltre con la ricerca di tutti i segret che, oltre a una soddisfazione personale, non portano a altri benefici.
Una delle mancanze più evidenti a rendere il gameplay più snello è l'impossibilità del personaggio a correre, affrontando con calme passeggiate il pellegrinaggio tra un evoluzione e l'altra.


Comparto Tecnico:
Ogni mondo virutale, dall'8-bit al nostro-bit risulta evocato con molto dettaglio e attenzione dei partiolari, specialmente non solo nel lato più vintage del gioco ma anche nel periodo di transizione tra la grafica a cavallo della playstation 1 e la più attuale. sono presenti molti spunti che riconducono a glorie videoludiche passate che solo i videogiocatori di una certa età ricorderanno e questo non riguarda solamente la cerchia dei giochi di ruolo giapponesi. nel bene o nel male, Evoland cerca di abbracciare nel lato tecnico ogni tipologia passata di videogioco.
assieme alla resa visiva, anche il comparto tecnico migra mano nella mano assieme nelle epoche di evoluzioni, trasfomandosi la monotona musica in pochi toni squillanti, un una moderna sonorità monotona e ricca di accordi. Anche gli effetti sonori possiedono lo stesso destino di evolversi in suoni che comunque non raggiungeranno mai l'eccellenza, rimanendo nella loro più banale funzionalità.



Commento Finale:
Con il costo di quasi 9 euro, Evolad semba essere un must per tutti i lettori di retrogaming history e tutti gli altri nostalgici del "bel gioco di una volta", quello che richiedeva un certo impegno e quello che non chiedeva al giocatore di cambiare. Un museo virtuale, giocabile, dove è impossibile perdersi nei suoi meandri, perchè il percorso è delimitato da un sentiero predefinito che serpeggia in questi ultimi 20 anni di evoluzioni videoludiche, passate nella nostra memoria come i tempi morti del caricamento. un viaggio di sola andata verso un passato che, in alcuni passaggi, forse abbiamo completamente dimenticato.










Pro:
Una lezione sulla evoluzione dei giochi di ruolo per tutti
Intenso
Curioso

Contro:
Breve
Nessuna rigiocabilità.
La funzione per giocare con il pad si sblocca...alla fine (!!!)