Titoli per Mega Drive da riscoprire o rivalutare? | Retrogaming Forum - Pagina 32
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  1. #311
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    Yu Yu Hakusho: Makyo Toitsusen (Treasure, 1994 - http://segaretro.org/Yuu_Yuu_Hakusho:_Makyou_Toitsusen -)



    Ci stavo ripensando proprio di recente per la forte tentazione di comprarlo... frustrata dai prezzi . Magari un'eventuale repro... chissà In ogni modo questo è un picchiaduro davvero interessante sotto diversi aspetti. Tra tutti il multiplayer per 4 giocatori (via multitap) su due distinti livelli di gioco à la Fatal Fury / Real Bout
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    "The game will never be over. Because we're keeping the dream alive." (Freiheit, "Keeping the Dream Alive")

  2. #312
    certo che le arene sono un tantino semplicistiche, per il resto mi sembra ok.

  3. #313
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    Shin Souseiki Ragnacenty / Crusader of Centy / Soleil (Nextech / Sega / Atlus - 1994) - Un nuovo longplay del valido action-adventure che, insieme a The Story of Thor, è generalmente considerato come una "risposta" di Sega a The Legend of Zelda: A Link to the Past per Super Nintendo:



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  4. #314
    Ne sapevate niente di questo gioco di akira mai uscito??? :O



    Inviato dal mio JY-G4 utilizzando Tapatalk
    Ultima modifica di Tiger; 01-05-2016 alle 15:35

  5. #315
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    Citazione Originariamente Scritto da Tiger Visualizza Messaggio
    Ne sapevate niente di questo gioco di akira mai uscito??? :O
    No... l'ho saputo solo ora, grazie della segnalazione

    http://segaretro.org/Akira

    In ogni modo gli sviluppatori sarebbero dovuti essere i Black Pearl Software, visto il loro "curriculum gamae" su Mega Drive, ho come l'impressione che questo tie-in non si sarebbe poi rivelato una killer application :

    http://segaretro.org/Black_Pearl_Software
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  6. #316
    Difficile giudicare un gioco solo da un video (anche se in effetti sembra un po' "legnoso") ma non sembra così male. Sicuramente ha varietà di situazioni e fedeltà alle ambientazioni del manga! :P

  7. #317
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    Wani Wani World (Kaneko/Interstate, 1992 - Mega Drive): il simpatico fixed-screen cute platform che rilegge Lode Runner in chiave estetica à la Bubble Bobble :-)

    Rilasciato unicamente in Giappone (Wani Wani World appunto) e Sud Corea (Ageo Nara -letteralmente: "La Terra dei Coccodrilli"-) ha una genesi particolare. Com'è facile intuire da sturuttura, gameplay e sviluppatore, le origini sono di matrice arcade e chiamano in causa The Berlin Wall / Berlin no Kabe (Kaneko, 1991), sorta di modernizzazione ammiccante a ben noti eventi storici di Space Panic (Universal, 1980).

    Wani Wani World non è però la trasposizione per Mega Drive di The Berlin Wall, visto che questo coin-op venne effettivamente convertito per Game Gear nel 1991, salvo poi essere oggetto di una sostanziale rielaborazione grafica prima di sbarcare appunto nel 1992 sul 16-bit Sega. :-)

    Indubbiamente un valido cute game penalizzato dalla sua mancata distribuzione sui mercati occidentali, il titolo Kaneko/Interstate si articola in 45 livelli di divertente arcade action piattaformica in single e 2-players co-op à la Lode Runner resa in una coloratissima estetica in pseudo "stile Taito" :-)

    Da riscoprire! :-)

    (secondo me, complice l'utilizzo dei colori, l'estetica cute, e la risoluzione 256x224 -meno frequente su MD della più diffusa 320x224-, Wani Wani World può sembrare un titolo della ludoteca PC Engine -tipo la conversione del coin-op Don Doko Don ;-) - uscito per errore su Mega Drive. :-) )

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  8. #318
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    WeaponLord: il "Samurai Shodown barbaro" pubblicato da Namco per Super Nintendo e Mega Drive



    Parlando di picchiaduro ad incontri all'arma bianca per Mega Drive si tende a menzionare la conversione di Samurai Shodown, trascurando il valido VS fighting WeaponLord (Visual Concepts / Namco, 1995), di fatto il "Barbarian III" per MD e SNES, forse il titolo 16-bit più conforme alla "Legge Dell'Acciaio"

    Per quanto appunto pubblicato dalla storica casa di Pac-Man, questo "cugino" barbaro del noto arcade hit SNK reca la firma dei californiani Visual Concepts, team di sviluppo nato nel 1988 e tuttora attivo, nonché generalmente conosciuto per gli sportivi della serie 2K.

    WeaponLord risulta purtroppo fortemente limitato in termini di varietà dalla rosa risicatissima di personaggi e non riesce a riscattarsi se non in parte e dopo sessioni di gioco abbastanza approfondite in forza di un gameplay inaspettatamente complesso e molto ricco di mosse. In effetti i 7 combattenti selezionabili possono sbizzarrirsi con 9-12 mosse speciali per personaggio, tra le altre mosse avanzate per i tempi una parata aggressiva anticipatrice della "Parry" di Street Fighter III e un ragionevole assortimento di combo.

    Senz'altro più complesso ed elaborato di Samurai Shodown, il picchiaduro di Visual Concepts sacrifica l'immediatezza in favore di un approccio potenzialmente più gradito agli aficionados del genere. In altri temini: chi intendesse approfondire con la pratica il relativamente profondo sistema di combattimento fino a cimentarsi nelle varie sanguinose fatality à la Mortal Kombat è benvenuto.

    Certemente inferiore sul piano grafico a quella Super Nintendo con particolare riferimento ai fondali, sensibilmente depauperati in termini di dettaglio e soprattutto sul fronte dei colori, la versione Mega Drive (Genesis) mantiene una scenografica pavimentazione prospettica e l'ottimo tratto dei pittoreschi personaggi. Apprezzabile, inoltre, il piano sonoro con effetti campionati di livello superiore alla media del 16-bit Sega e musiche sufficientemente grintose.

    Interessante notare come nel team di sviluppo di WeaponLord figurino gli ex-Capcom James Goddard (concept creator di Street Fighter II′: Champion Edition e designer del combattente Dee Jay di Super Street Fighter II) e Dave Winstead (Super Street Fighter II Turbo).

    Da riscoprire, tenendo conto che parte del ridotto impatto sul mercato è dipeso dall'essere stato rilasciato solo nel 1995 e distribuito unicamente in Nord America



    Ultima modifica di AlextheLioNet; 22-10-2019 alle 13:49
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  9. #319
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    The Ooze (Sega Technical Institute, 1995 -Mega Drive-)


    Titolo davvero peculiare questo di STI... :O al punto da non aver intercettato i gusti di un largo pubblico (complice un livello di difficoltà poco amichevole). Va comunque dato atto agli autori di aver effettivamente realizzato un titolo originale e di averlo fatto senza incorrere in defaillance tecniche.


    In The Ooze il vostro sgradevole alter ego digitale è una sorta di melma verde in grado di muoversi in tutte le direzioni all'interno di uno scenario visualizzato a volo d'uccello.


    Il nostro "Slime verde" è in grado di estroflettersi velocemente in una direzione vibrando una sorta di "pugno" e di sputare un grumo ovviamente verde verso il nemico. Lo scopo di "La Melma", brilante scienziato trasformato dagli stessi colleghi dopo aver scoperto le malefatte del Direttore della sua azienda chimica The Corporate, è fermare i suoi ex colleghi e appunto il malvagio capo per riassumere infine ancora una volta la sua forma umana. Per raggiungere questi obiettivi The Ooze deve trovare le eliche del DNA sparse in cortili, terreni e laboratori della Corporate, per non finire tristemente i suoi giorni in forma liquido-viscosa chiuso in un barattolo.


    Le caratteristiche più interessanti di questo titolo Sega Technical Institute sono certamente l'originalità di guidare una massa appunto liquido-viscosa basata su animazioni particellari generati algoritmicamente (con "viscosità" -simulata- peraltro variabile che viene ridotta quando si raccoglie il bonus speed-up :O ), tecnica questa piuttosto elaborata per un sistema 16-bit.


    Il dato saliente di questo protagonista è la variabilità delle sue dimensioni, con l'incremento della sua massa direttamente proporzionale alle sua resistenza e il decremento legato a quanti colpi subisce. In sostanza The Ooze funge anche da barra di energia "vivente", altro tratto distintivo di questa peculiare produzione STI.


    Interessante notare come nel team di sviluppo di questo originale action riecheggiante in certi aspetti The Chaos Engine e in altri The Toxic Avenger, nonchè vagamente "cartonistico-gigeriano", siano inclusi sviluppatori che in seguito avrebbero lavorato in forza a Blizzard North su Diablo e Diablo II, tra cui il designer Stieg Hedlund.


    L'accattivante soundtrack "grunge" è firmata da Howard Drossin, musicista videoludico che allora aveva già nel curriculum titoli del calibro di Sonic Spinball e Sonic & Knuckles (in collaborazione con altri) e Comix Zone.

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  10. #320
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    Per la serie titoli di buon livello di cui forse si parla meno di quanto meriterebbero

    Rastan non è mai stato convertito su Mega Drive, dove ha fatto la sua comparsa solo il seguito, "grazie" ad una conversione complessivamente valida di un coin-op indubbiamente molto ma molto modesto se non proprio mediocre

    Dunque: sul 16-bit Sega niente Rastan con l'infelice sequel invece presente ma come il coin-op ampiamente trascurabile e tuttavia...

    ...c'è Blades of Vengeance :-)

    Un po' Rastan e un po' Cadash ... e tutto scuola "occidentale" (idealmente -non geograficamente, visto che gli sviluppatori sono australiani-) ispirata da quella nipponica

    Blades of Vengeance (Electronic Arts / Beam Software, 1993 - Mega Drive), è un interessante action-platform uscito in esclusiva per il 16-bit Sega che, pur non avendo certamente lasciato il segno nella ludoteca della console, vanta comunque i suoi pregi, tra cui una buona varietà d'azione e una certa ricchezza di contenuti: tre personaggi selezionabili (Guerriero, Amazzone e Mago), 17 diversi nemici, 8 stage e altrettanti boss.

    C'erano dunque tutti gli ingredienti per un buon vg da cucinare in salsa fantasy ;-) e gli australiani Beam Software non hanno certo sbagliato le dosi, nè tantomeno compromesso la cottura con qualche errore "tecnico". Blades of Vengeance risulta infatti ben definito e discretamente dettagliato, non lasciando quasi nulla al caso nè sul fronte della fluidità nè sul lato musicale, quast'ultimo "nobilitato" da un sound engine proprietario (Beam Software/Trevor Nuridin) chiaramente più flessibile del "ben poco rinomato" Electronic Arts/Steve Hayes "in voga" ai tempi sui titoli pubblicati per il 16-bit Sega dalla casa di Trip Hawkins. :-)

    Da non sottovalutare, infine, il 2-player co-op mode :-) , per quanto ovviamente vincolante nei movimenti dei personaggi come da prassi per un action platform a scorrimento multidirezionale con vista laterale e dimensioni relativamente generose degli sprite protagonisti

    Ultima modifica di AlextheLioNet; 24-10-2019 alle 17:19
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