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Another World

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  • Another World

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ID: 249347Penso che scrivere una recensione su Another World sia indisponente. Riuscireste a descrivere un’opera d’arte con le parole? Riuscireste a raccontare la meraviglia della Gioconda leonardesca con fredde lettere? No, non ci riuscireste, così come non riuscireste a rendere giustizia alla magnificenza di questo capolavoro del francese Eric Chahi. Another World è un gioco seminale, è stato il primo vero action-adventure, inaugurando un filone chiamato dei “cinematic platform”. Che definizione deliziosa! Eppure ancora riduttiva.. Si, perché non si tratta semplicemente di un film in due dimensioni, Another World è un’esperienza. Osservate la copertina, per favore: fu disegnata dalla stessa mano del game designer e racconta, come dice egli stesso, perfettamente lo spirito del gioco con quell’uomo dai capelli rossicci sull’orlo di un baratro, la chioma smossa dal forte vento e le braccia protese verso il cielo, un mondo sconosciuto che si propaga nell’immensa profondità dell’immagine e una strana figura aliena che copre le spalle a quell’uomo. Avventura, paura, disperazione e amicizia, tutto ciò ci coinvolgerà con prodigioso impeto.

    L’uomo dai capelli rossi è uno scienziato che, a causa del solito esperimento andato male, viene fiondato in un altro mondo, probabilmente una dimensione parallela. Le prime schermate del gioco sono già molto esplicative per quanto concerne la linea artistica scelta per questo titolo: qui lo stile sovrasta il dettaglio, rendendolo essenziale e nel contempo espressivo. I fondali sono disegnati da pochi tratti, pochi colori, tenui ma perfettamente calibrati e tesi a rendere l’atmosfera dell’avventura surreale. I personaggi si fondono meravigliosamente col resto dell’immagine ma sono disegnati usando dei poligoni per ottenere la maggior fluidità possibile dalle animazioni. La rappresentazione, come dicevamo, è strettamente bidimensionale, con telecamera laterale e completa assenza di scorrimento dello schermo. Di Another World, tuttavia, sono indimenticabili le cut-scene, che qui trovano per la prima volta il perfetto incastonamento con l’azione di gioco, senza mai interromperla noiosamente ed elevando il coinvolgimento del giocatore: trovo indimenticabili gli occhi dell’alieno che troverete nella gabbia. Già, l’alieno. Forse Another World non è stato il primo a introdurre alcuni concetti nel mondo dei videogiochi, ma è stato il primo a riunirli e fonderli con ricercata eleganza: con l’alieno di cui parlavo viene sviluppato il concetto di cooperatività nei platform-adventure, tra l’altro con indiscutibile efficacia. Per necessità reciproca, i due protagonisti dovranno soventemente aiutarsi, coprendosi vicendevolmente le spalle a seconda dell’occasione e risultando importanti per il proseguo dell’avventura egualmente. La grande sceneggiatura poi, ci porterà inesorabilmente a vivere intensamente questi momenti di collaborazione, legandoci con reale affetto al personaggio alieno anche se non potremo scambiarci alcuna parola. Si, perché non esistono conversazioni in Another World, ma stranamente, non ne sentiremo mai il bisogno: non è una scelta di design come avviene in tanti altri giochi, ma accade semplicemente perché non vi è via di comunicazione tra i due eroi, ma non importa perchè quei gesti, quegli occhi, parlano più di qualsiasi frase. In questo ci ricorda, e non è un caso, Ico, il capolavoro per Playstation 2 firmato da Fumito Ueda che ha, infatti, dichiaramente ammesso di essersi ispirato al lavoro di Eric Chahi di cui stiamo trattando.
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    Per quanto riguarda il gameplay, si tratta di un concept in realtà molto semplice ma realizzato con grande competenza: Lester –questo il nome dello scienziato- può compiere un numero di azioni piuttosto limitato tra cui saltare, tirare calci e sparare una volta trovata la pistola. All’occorrenza correrete, rotolerete, ma mai nulla di particolarmente rilevante, tuttavia tutto funziona così bene che basta e avanza.

    Il vero problema di Another World è un altro: la longevità. E’ come il volo di una farfalla, è come affondare il respiro nei capelli della donna si ama, ci si inebria di quel meraviglioso profumo ma un attimo dopo tutto svanisce: Another World è cosi. La sua brevità è per lui croce e delizia: da un lato ci tiene sempre incollati alla sedia per via di una trama che si dipana a un ritmo assai sostenuto e mai pedante e dall’altro ci lascia una profonda amarezza nel mostrarci così presto la sequenza finale. Non è neanche un problema di difficoltà, quella è calibrata veramente bene per lo stile di gioco. Perché questa scelta da parte dei programmatori? Sicuramente per regalarci una esperienza che potesse essere la più intensa possibile, ma forse anche per occupare poco spazio ed evitare un tutt’altro che poetico swap disc: vi ricordo, infatti, che Another World era stipato su due soli dischetti, occupava quindi circa 1,5 megabyte, lo spazio occupato da un mp3 di meno di un minuto, di una immagine a pochi megapixels o dal logo delle software house che compare quando inseriamo un dvd nella nostra console next-gen… e alla Delphine Software, invece, ci hanno costruito un’opera d’arte che, come temevo, forse non ha ricevuto con questa recensione la gloria che meritava. Ma voi aiutatemi, prendete questo gioco, possibilmente per Amiga anche se è uscito per qualsiasi formato, e vivetelo. Il favore lo farete a voi stessi...

    COMMENTO FINALE



    "Successo artistico e tecnologico di prim’ordine. La Delphine frantuma il limite della macchina ed erige un colosso. Nuova frontiera del platform nonché storico anello di congiunzione fra cinema e videogioco."


    Gianluca "musehead" Santilio




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    • AlextheLioNet
      #1
      AlextheLioNet ha commentato
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      Another World non mi ha mai conquistato a causa del suo approccio spiccatamente "try-n-die" che lo rendeva a tratti abbastanza frustrante.
      Nonostante risentisse di una palese rigidità in termini di gameplay, il titolo firmato dal game designer Eric Chahi riusciva in ogni caso a conquistare e affascinare in virtù della realizzazione grafica, dell'ottima valorizzazione della grafica poligonale integrata al rotoscoping (tecnica già utilizzata da Jordan Mechner in Karateka e Prince of Persia), dell'accattivante stile grafico (le cui peculiari scelte estetiche sono, a mio modo di vedere, più suggerite da esigenze di ordine pratico che non scaturite da particolari ispirazioni artistiche) e dell'efficacia del taglio cinematografico adottato.
      Il successo di questa breve ma intensa "esperienza pseudo-cinematografica" consentì, fra l'altro, alla Delphine / Virgin / Interplay di "esportare" Another World / Out of This World dalle originali piattaforme (Amiga, Atari ST, Apple IIGS e PC MS-DOS) alle console (Mega Drive, Super Nintendo, 3DO e Game Boy Advance). Un seguito dell'originale titolo Delphine, Heart of the Alien, fu, peraltro, realizzato per Mega CD / Sega CD.
      Ultima modifica di AlextheLioNet; 26-01-2011, 09:49.

    • LordRey
      #2
      LordRey ha commentato
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      Un capolavoro assoluto per Amiga e non solo.

      Consiglio di provare anche Flashback, altro titolone abbastanza simile ma dall'ambientazione più classica.

      Ciao

    • Guybrush
      #3
      Guybrush ha commentato
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      Capolavoro, opera d'arte, gioco fantastico.
      Credo sia il mio gioco preferito di sempre, una perla!
      Assolutamente da provare per chi lo ha perso all'epoca

    • Cthulhu
      #4
      Cthulhu ha commentato
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      Unico e meraviglioso, l'atmosfera è incredibile e già dall'inizio ci da quel senso di perdizione, di solitudine, persi in un mondo sconosciuto cercando di sopravvivere.

    • Akiba
      #5
      Akiba ha commentato
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      Mi associo: capolavoro. Giocato su PC ai tempi dei tempi. Un'atmosfera veramente da "un altro mondo" e una trama avvincente che si regge splendidamente senza uno straccio di testo.

    • Big_Paul86
      #6
      Big_Paul86 ha commentato
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      Capolavoro senza se e senza ma. Una di quelle esperienze di gioco a tal punto trasversali da oltrepassare i confini del semplice intrattenimento.

    • Bert
      #7
      Bert ha commentato
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      A tutti i fan di Another World consiglio di dare una bella occhiata anche ad "Heart Of Darkness" (PC, PSX), stessa atmosfera da improbabile mondo alieno, identico gameplay e medesimo autore.

      Spoiler:
      Ultima modifica di Bert; 25-01-2011, 23:56.

    • Super Fabio Bros
      #8
      Super Fabio Bros ha commentato
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      Concordo con la segnalazione di Bert, HOD è un ottimo erede di AW, il cui sviluppo è durato tantissimo ma il risultato è spettacolare.

      Il primo Another World è indubbiamente uno dei migliori titoli mai prodotti, talmente intrigante e bello da superare il medium stesso.

      Come sono solito dire "tutto passa, Another World resta".

    • Amy-Mor
      #9
      Amy-Mor ha commentato
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      E dire che quando vidi la prima volta Another World, non ne capii subito l’avveniristica grafica!Preso com’ero dalla voglia di avere anche su Amiga lo stile “tondeggiante” delle console, bistrattai completamente e ingiustamente AW. Giocato e finito solo nel “tardo” 1997, quando riuscii a comprendere quanto fosse avanti il titolo di Eric Chahi. Come segnalato in sede di recensione, possibilmente da giocare e vivere su Amiga, due floppy di pura poesia riversata in videogame.
      Ultima modifica di Amy-Mor; 12-12-2011, 17:31.

    • AlextheLioNet
      #10
      AlextheLioNet ha commentato
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      A proposito delle numerose versioni di Another World e, in generale, dei "dietro le quinte" del titolo Delphine...


      Tutti gli Another World:




      Le origini di Another World:




      La realizzazione di Another World:




      La re-release per mobile phone e Windows XP di Another World:


    • maxtex74
      #11
      maxtex74 ha commentato
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      Anche io all'inizio ebbi qualche dubbio su quasto gioco ,più che altro per la giocabilità ostica e ripetitiva ,ma per il resto la grafica era una meravigli a quesi tempi ,come anche la storia del gioco ,una perla nel mondo vodeoludico ,stile e poesia ,rari di questi tempi.

    • sawyerlost
      #12
      sawyerlost ha commentato
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      Ma questo gioco è... fantastico! sto provando la versione per GBA e devo ammettere che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso (la grafica poi ha un non so che; affascina).
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