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Castlevania: Symphony of the Night Playstation

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  • Castlevania: Symphony of the Night

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ID: 251835È al tempo stesso un onore e un onere dover parlare di SOTN. Un privilegio perché si è di fronte, indiscutibilmente, ad uno dei migliori videogiochi mai creati, per alcuni il migliore addirittura; un fardello perché le parole sembrano inadatte a descriverne la magnificenza, e la tentazione di riempire la recensione di superlativi è forte.
    Memore della grandiosità di Dracula X per PcEngine, il miglior Castlevania “old style” mai creato, Konami ha operato in questa versione PlayStation alcune scelte a livello di gameplay, svecchiandolo, rinnovandolo e dandogli una marcia in più. Finita l’epoca in cui un membro della famiglia Belmont armato di una misera frusta affrontava gli scagnozzi di Dracula sino allo scontro finale col vampiro in persona, oggi si impersonificherà niente meno che suo figlio, dicendo al contempo addio all’arma simbolo di questa saga in favore di un arsenale ben più vasto, comprendente non solo decine di armi da taglio, ma armature, pozioni curative, calzature ed item di vario genere.

    Questo SOTN, infatti, introduce elementi RPG alla solita (e solida) formula platform come accadde a suo tempo in Simon’s Quest per NES, con la differenza che il tutto viene ampliato, migliorato, arricchito. Alucard, il protagonista, parte come personaggio discretamente potente, ma nel corso del suo cammino cresce di esperienza e con essa la resistenza, la forza, e nel mentre aumentano gli oggetti raccolti, che spazieranno da semplici monili collezionabili a oggetti indispensabili per risolvere determinati enigmi, o ancora item utili per sconfiggere certe creature o affrontare talune situazioni.
    Konami ha anche detto addio alla classica struttura sequenziale dei livelli: ora la mappa è unica, con le varie stanze comunicanti, benchè non tutte immediatamente accessibili; se da un lato si è persa la possibilità di affrontare livelli nascosti come in Dracula X, va detto che, una volta finito, si dovrà riaffrontare l’intero castello rovesciato (con le stanze capovolte, letteralmente) con relativo pauroso incremento della longevità. Inoltre, la mappa è zeppa di stanze segrete, e per scoprirle si va dal semplice colpo di spada contro una parete (che si sgretolerà rivelando un’entrata nascosta) a veri e propri passaggi sbloccabili solo effettuando una determinata azione o usando un certo item in una precisa locazione: ce n’è per tutti i gusti, davvero.

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    Si diceva del personaggio principale: Alucard (Dracula al contrario ma ormai lo sanno anche i sassi) è dannatamente ben caratterizzato (al contrario di quanto accadeva nel titolo per Pc Engine, causa un taglio smaccatamente anime, mentre qui si è tornati su lidi più maturi e oscuri), trasuda carisma da ogni pixel, tanto da far impallidire persino il buon Dante di Devil May Cry (dotato della stessa chioma canuta… un caso?), ed animato fluidamente (l'impatto riporterà alla mente l'esordio di Prince of Persia) con quel portamento regale e austero ricco di fascino.
    La grafica è variegata e pulita, gli sfondi minuziosamente dettagliati e vari, ricchissimi in oggettistica e mobilio, sempre attinenti al tema dello scenario, lo stesso dicasi per gli avversari, i boss poi appaiono semplicemente clamorosi, spesso enormi, nonostante tali combattimenti non raggiungano le vette di intensità e tecnicismo, inarrivabili per chiunque, di Dracula X, ma sarebbe stato chiedere davvero troppo.
    Capitolo a parte per la colonna sonora che, senza remore o indugi, è tra le migliori in assoluto mai composte per un videogioco (e non), spaziando da musiche rock (con tanto di chitarra elettrica in bella evidenza) a pezzi simil-techno, passando per pompose arie operistiche fino all’immancabile organo a canne, che ragala autentici brividi. A volte si avrà persino il dubbio che il gioco sia stato creato per valorizzare la soundtrack e non viceversa, se solo la bontà ludica non fosse più che assodata.

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    L’introduzione, giocabile, in cui nei panni di Richter si affronterà lo scontro finale di Dracula X (benchè semplificato al massimo) è una delle tante chicche di cui è infarcito il titolo, e consente di creare una sorta di continuum col precedente, oltre a stuzzicare la curiosità di chi non ha avuto modo di giocare lo splendido capolavoro per Pc Engine.
    SOTN è e sarà, per molti anni a venire, un esempio di design perfetto, da prendere come modello dalle nuove leve di game designer, con la sua costruzione architettonica encomiabile, una struttura platform curata al millimetro, ed una mappa immensa studiata in ogni suo più piccolo particolare. Giocandoci, probabilmente, il coinvolgimento sarà tale da non rendersi realmente conto della grandezza del tutto, e solo dopo la conclusione, facendo mente locale, si realizzerà cosa questo Castlevania rappresenti, non solo nella saga ma nella globalità dell'universo videoludico.
    Ovvio che il titolo abbia qualche difetto, la difficoltà generale, soprattutto, non è elevatissima, complice la possibilità di recuperare in toto la propria energia in determinate stanze (che fungono anche da save point), inoltre non tutti i personaggi godono della stesso livello realizzativo, vedasi la metamorfosi in lupo, onestamente bruttina (Alucard potrà tramutarsi anche in pipistrello e in nebbia, acquisendo al contempo nuove mosse speciali e abilità), e l’ampiezza della mappa comporta un po’ di backtracking, specie nel caso in cui si voglia scoprire tutto, ma trattasi di nei trascurabili a fronte di una qualità generale elevatissima.


    COMMENTO FINALE


    "L’idea di un Castlevania senza Belmont e senza frusta (sacrilegio!) poteva indispettire i fan più oltranzisti della saga, ma di fronte a questo risultato anche il più scettico non potrà che ricredersi. Un solo avvertimento: dopo aver giocato a SOTN, la maggior parte degli altri titoli, siano essi platform e non, potrebbero apparire d'un tratto piatti, banali e scontati... pronti a correre questo rischio?"





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    Castlevania: Symphony of the Night Videogameplay

    • Cthulhu
      #1
      Cthulhu ha commentato
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      Capolavoro indimenticabile

    • LordRey
      #2
      LordRey ha commentato
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      Ottimo gioco, tra i miei preferiti per PSX (Non ho provato la versione Saturn, ma ho sentito dire che è sostanzialmente uguale se non migliore.)

      Non penso sia addirittura il migliore in assoluto, ma comunque ottimo.

      Ciao

    • AlextheLioNet
      #3
      AlextheLioNet ha commentato
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      Questo è uno di quei titoli che purtroppo non ho mai avuto modo di giocare dal momento che, per quanto mi riguarda, gli anni 1996-2001 furono il mio "periodo Nintendo 64" (in seguito acquistai il Dreamcast). Probabilmente un action-platform-adventure con queste caratteristiche sarebbe rientrato nei miei gusti (se avevo apprezzato Castlevania: The New Generation / Castlevania: Bloodlines su Mega Drive, non vedo come non avrei potuto non stravedere per Symphony of the Night)... se non altro per l'inarrivabile colonna sonora firmata da Michuru Yamane, Rika Muranaka, T. Ohsono, J. Karashima e K. Okada.

    • diaboliko90
      #4
      diaboliko90 ha commentato
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      Ogni tanto mi capita di dire delle bestemmie videoludiche ed anche SotN non scampa a ciò: sono restio a definirlo il miglior capitolo della saga visto che questo titolo l'ho affidato ad Aria of Sorrow. Per quanto SotN mi piaccia e per quanto non abbia nulla da ridire su questo titolo.

    • cino77
      #5
      cino77 ha commentato
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      stupendo...l'ho scaricato sull'xbox 360!

    • JoustSonic82
      #6
      JoustSonic82 ha commentato
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      Devo proprio a questa bella recensione, letta ormai qualche anno fa (come passa il tempo!) sul vecchio sito di RH , la scoperta di questo grandissimo gioco: mosso dalla curiosità lo recuperai e ebbi la fortuna di giocare quello che è rapidamente diventato uno dei miei titoli preferiti di sempre e che, devo dire, conserva un notevole appeal anche giocato oggi, a distanza di molti anni dalla sua data di uscita. Level design geniale, character design ispiratissimo e colonna sonora fuori parametro (che ormai staziona perennemente nel mio lettore MP3 portatile ) sono soltanto i primi tre pregi che mi vengono in mente di un gioco straordinario, da scoprire e riscoprire (anche per via dei numerosi segreti, stanze nascoste e trucchi) e che incredibilmente (ma non troppo visto che quando uscì si pensava che i giochi bidimensionali fossero ormai superati e destinati a essere sostituiti totalmente dal nascente 3D) fu snobbato e sottovalutato all'epoca (conservo ancora un PS magazine come testimonianza ).
      Ultima modifica di JoustSonic82; 05-04-2011, 15:27.

    • maxtex74
      #7
      maxtex74 ha commentato
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      Capolavoro, il mio primo gioco su PSX, eccelente grafica e giocabilità ,notti ha bestemmiare e ululare...un must

    • saxabar
      #8
      saxabar ha commentato
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      Ottimo titolo, la versione saturn è tecnicamente inferiore.
      Anche se il mio preferito resta sempre il buon Akumajo per Sharp

    • bovas
      #9
      bovas ha commentato
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      unico ed inimitabile
      lo sto rigiocando su saturn
      capolavoro

    • wish
      #10
      wish ha commentato
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      bella recensione.Ma Chi no rondo rieccheggia in ogni angolo del castello, ed è giusto che sia così visto che questo ne è il sequel. Quanto era avanti i pc engine...

    • fantasyste
      #11
      fantasyste ha commentato
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