Alla luce di quanto sopra la sfida che i programmatori della Crave Ent. si sono trovati ad affrontare nel tentativo di riproporre, e possibilmente migliorare, una simile pietra miliare non appariva certo delle più agevoli. Sfida che come vedremo sono riusciti a superare solo in parte, andando a rivoluzionare con successo proprio l’aspetto all’apparenza più delicato e complesso, ovvero il gameplay.
Per migliorare un’idea come quella che ha decretato l’universale successo di Tetris ne occorreva sicuramente un’altra di pari caratura, e i ragazzi della Crave l’hanno
Trattandosi essenzialmente di una sfida a tempo di breve durata, l’azione risulta decisamente più frammentaria che in passato e perciò poco adatta a lunghe e rilassanti sessioni di gioco. Ma niente paura, se una simile impostazione non dovesse incontrare i vostri gusti, The Next Tetris è in grado di offrirne molte altre, che spaziano da una versione molto simile alla precedente ma senza il limite di tempo, alla classica maratona con difficoltà crescente vista
Degna di menzione è inoltre la possibilità di sfidare un amico in un’inedita modalità testa a testa, in cui ad aggiudicarsi la vittoria sarà il primo che riuscirà a ripulire per tre volte lo schermo. Inspiegabile risulta infine l’assenza, nella versione europea del gioco, della modalità on-line presente invece in quella americana. Pecca che per ovvi motivi risulta ormai del tutto trascurabile.
Segnaliamo infine la possibilità di accedere alla versione classica del gioco, caratterizzata dalle vecchie regole ma da un comparto audio/video totalmente identico alla nuova. Sembra quasi assurdo a dirsi, ma è proprio sotto quest’ultimo aspetto che il titolo Crave finisce col mostrare tutti i suoi più evidenti limiti. Se infatti è pacifico che non è certo l’estetica ad aver determinato l’universale successo di Tetris, non possiamo fare a meno di notare la piattezza e il senso di monotonia che questa nuova incarnazione finisce purtroppo col trasmette. Volendo benevolmente sorvolare sulla presenza di un solo sfondo decisamente smorto e poco inspirato (di certo non all’altezza dell’hardware del Dreamcast), lo stesso non può essere fatto con la colonna sonora, composta da dei techno-remix dei temi originali talmente orripilanti da imporre un drastico abbassamento del volume fin dalle primissime battute. Considerata l’indiscussa bontà delle musiche di partenza, la valutazione finale del titolo non può che risentire pesantemente dello scempio qui perpetrato.
