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Rocket Knight Adventure MegaDrive

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  • Rocket Knight Adventure

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ID: 251846Come sostenuto anche nel testo “L’eroe dai mille volti” di Joseph Campbell (seguito anche da Lucas nel creare la saga di “Star Wars”), la struttura di ogni fiaba, fin dalla notte dei tempi, è caratterizzata da alcuni specifici elementi ricorrenti: un eroe, una condizione di iniziale tranquillità che viene sovvertita da uno o più malvagi (o entità malvagie), il viaggio che l’eroe intraprende per ripristinare lo status quo, i pericoli e ostacoli che incontra sul suo cammino, l’intervento propizio di alcuni “aiutanti magici”, lo scontro finale e il ritorno alla felice situazione iniziale. Nella semplicità della sua trama, “Rocket Knight Adventure” ricalca fedelmente questo schema: un prode eroe che affronta un viaggio avventuroso per salvare la bella principessa rapita dal cattivo di turno. Secondo la migliore tradizione Disney, poi, i personaggi sono simpatici animali antropomorfizzati, compreso il protagonista, un topastro dotato di spada in grado di lanciare boomerang d’energia ed equipaggiato con un’armatura completa di jetpack. La vicenda, sulla scia di molti anime di matrice nipponica, è ambientata in un affascinante medioevo futuribile, nel quale a castelli, torri e armature s’affiancano carrarmati, mecha più o meno enormi, dirigibili e navi spaziali, conferendo a una seppur progredita tecnologia un aspetto retrò e dannatamente metallico. Il tutto quindi appare caratterizzato, sia dal punto di vista della grafica che dell’ambientazione, da uno stile ben preciso e certo “autoriale”, che riesce a catturare pienamente il giocatore all’interno di quel mondo. A ciò s’aggiungono gustose scenette d’intermezzo improntate a un umorismo di stampo orientale in grado di strappare qualche sorriso. Il lavoro fatto sul level design è egregio, grazie, soprattutto, a una notevole varietà: ci troveremo ad attraversare pianure e deserti, foreste e grotte, mari e cascate; salteremo su navi volanti, voleremo nei cieli di città inquinate e decadenti; c’immergeremo nelle infinite profondità dello spazio cosmico.

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    Un aspetto molto interessante, che aiuta, tra l’altro, a tenere sempre alto l’interesse del giocatore, è la struttura non lineare dei livelli, sempre abbastanza lunghi e mai monotoni. Non è infrequente, infatti, scontrarsi con un boss all’inizio d’un livello, addentrarsi nei vari sottolivelli in cui è diviso, doversi destreggiare su più piani (ad esempio davanti e dietro un cascata, come avviene anche in titoli del calibro di “Super Mario World”). Il tutto gestito da uno scrolling impeccabile privo di rallentamenti. I boss finali risultano ben animati e caratterizzati, sempre di grandi dimensioni: ci troveremo di fronte a draghi robotici, mezzi meccanici, carrarmati, navi spaziali… La giocabilità (complice anche un ottimo sistema di controllo) si attesta su livelli molto alti, così come la difficoltà, che risulta ben calibrata, anche se il giocatore non deve comunque mai distrarsi e deve disporre di ottima coordinazione e riflessi pronti. Da dire che, spesso, gli avversari seguono pattern fissi, una volta capiti i quali tutto si fa più semplice. Indispensabile saper padroneggiare le varie abilità del protagonista (tra queste anche quella di appendersi con la coda a testa in giù a rami e sporgenze d’ogni sorta), basate sull’utilizzo del suo potente jetpack: salti e attacchi potenziati, super velocità e così via. Da segnalare in particolare il “beam charge”, che ricorda (così come la struttura degli schermi di volo spaziale) il leggendario “R-Type”, portando il gioco su una dimensione metaludica e citazionista.

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    A tal proposito è interessante evidenziare l’alternarsi di sessioni action platform e shoot’em up, che contirbuiscono anch’esse ad arricchire la varietà del prodotto. Potrebbe essere invece causa di frustrazione il fatto che, in caso di morte, si debba ricominciare dall’inizio del livello o dal checkpoint, talvolta molto distanti dal punto in cui si era arrivati. Il comparto grafico è, forse, l’elemento di questo capolavoro targato Konami che più colpisce i sensi: il programmatori sono davvero riusciti a spremere fino all’ultima goccia i chip del Megadrive, console che nel 1993 era sul mercato ormai da 5 anni, quando all’orizzonte iniziava già ad affacciarsi la generazione dei 32 bit, tanto da poter ritenere “Rocket Knight Adventure” un titolo che non avrebbe comunque sfigurato nelle sale giochi dell’epoca. Ci troviamo qui di fronte a un perfetto e consono uso della palette, sprite grandi e degnamente animati, addirittura 5-6 livelli di parallasse (alcuni dei quali anche in primo piano), che conferiscono allo sfondo una notevole sensazione di ricchezza e profondità, uso di effetti di riflesso (talvolta funzionali al gioco, in quanto necessari a scovare piattaforme nascoste indispensabili a superare il livello). Unico neo in un’opera pressoché perfetta viene, a mio avviso, dall’audio e sonoro: si poteva fare di più. Non mancano effetti sonori carini e musiche a tema (alcune di stampo epico, altre più action, altre ancora “nippo-demenziali”), ma una maggiore attenzione e ricercatezza avrebbero conferito decisamente più spessore e impatto emotivo al tutto attraverso un’impostazione melodica più epico-orchestrale, sull’esempio dei grandi kolossal (il già citato “Star Wars”, “Legend”, “Krull”, “Ritorno al futuro” e via dicendo). Il risultato finale, invece, riesce a malapena a strappare la sufficienza, non tanto per motivi tecnico-qualitativi, quanto di vera e propria scelta della colonna sonora.

    COMMENTO FINALE


    Un titolo quindi bello, longevo, divertente e tecnicamente egregio, da avere e provare assolutamente per portarsi a casa un pezzettino di storia videoludica. Nel 1994 uscì il seguito “Sparkster” per Megadrive e Super NES.

    Luca "Synapsy" C.



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    • AlextheLioNet
      #1
      AlextheLioNet ha commentato
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      Uno dei miei platform preferiti! Rocket Knight Adventures è uno dei titoli esteticamente più raffinati tra quelli realizzati dalla Konami per il 16 bit Sega.
      Tecnicamente, infatti, è impeccabile e stupisce per la ricchezza di colori, per il dettaglio e per la brillante colonna sonora.
      La cosa, più importante, comunque, è che risulta divertentissimo, beneficiando, inoltre, di un particolare feeling "da sala giochi" che lo rende praticamente irresistibile.

    • Robbey
      #2
      Robbey ha commentato
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      Cacchio, devo prenderlo assolutamente, sono un patito dei platforms

    • cino77
      #3
      cino77 ha commentato
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      non lo conosco :-(

    • JoustSonic82
      #4
      JoustSonic82 ha commentato
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      Quanti pomeriggi ci ho passato su questo gioco, prestato da un amico di mio fratello, ricordo come fosse ieri il primo giorno che lo ebbi, era un sabato pomeriggio
      A parte tutto, grandissimo gioco, per molti versi superiore allo stesso Sonic. Concordo con la recensione, l'unico aspetto a non eccellere era il sonoro, per il resto veramente ottimo come grafica e giocabilità, i livelli molto vari e godibili, rispetto alla maggior parte dei platform poi era più profondo per via dei piani plurimi che davano maggiore complessità, non ci si annoiava mai.

    • maxtex74
      #5
      maxtex74 ha commentato
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      Giocato e rigiocato da mio cugino ,rimasi molto colpito dalla grafica e dalla giocabilità eccelente ,pieno di ottime trovate ,non finiva mai di stupire...ci rigiocherei volentieri

    • wish
      #6
      wish ha commentato
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      Il bello dei giochi per le macchine a 16 bit è che invecchiano benissimo, come Rocket knight

    • deadhead
      #7
      deadhead ha commentato
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      mi ricordo che amai questo platform da morire, non lo comprai, lo affittai solamente ma ci giocai notte e giorno per finirlo in poco tempo, accendendo la tv di notte, di nascosto dai miei e mettendo la musica a zero per non farmi sentire!!
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