Canis Canem Edit - Bully- PlayStation 2 | Retrogaming History
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  • Canis Canem Edit

    Canis Canem Edit

    Ogni uscita di un nuovo gioco targato Rockstar è da sempre accompagnata da una lunga sequela di critiche e levate di scudi da parte di quei moralisti che vedono nella violenza presente nei videogames la fonte di quasi tutti i mali che attanagliano i giovani. Abile nel saper sfruttare tutta la pubblicità indiretta che una tale situazione comporta, la software house in questione sembra ormai provarci gusto nel pubblicare titoli sempre più controversi e al limite del censurabile. Sebbene nella maggior parte dei casi un tale atteggiamento si sia rivelato vincente (come nel caso della fortunata serie di Grand Theft Auto), in altre la Rockstar si è vista addirittura proibire la pubblicazione del proprio prodotto (emblematica in tal senso è la sorte toccata a Manhunt2 sul suolo europeo). Il titolo che ci apprestiamo ad analizzare non fa certamente eccezione a tale regola. Uscito originariamente negli States con il nome di “Bully”, il gioco, che ci vedrà vestire i panni di un teppistello liceale, ha dovuto cambiare il proprio nome in un più innocuo quanto incomprensibile “Canis Canem Edit” (“cane mangia cane” in latino) per passare il vaglio della censura comunitaria.

    Presentandosi come una versione in chiave adolescenziale del ben più famoso Grand Thef Auto 3, CCE metterà a nostra disposizione la solita mappa dove, tramite degli appositi “hot spot”, saremo in grado di attivare le varie missioni, utili sia a proseguire lungo la storia principale che ad ottenere extra di vario genere. Logicamente, come la tradizione oramai impone, non mancherà la possibilità di interagire con i vari passanti o di fare una capatina nei numerosi negozi, dove, tra l’altro, potremo acquistare nuovi capi d’abbigliamento o cambiare la nostra acconciatura.
    Le somiglianze con il ben più famoso capostipite si esauriscono però qui. Infatti, il nostro alter ego non sarà un super delinquente in cerca di vendetta, bensì uno studente parcheggiato da dei genitori poco amorevoli in uno dei più malfamati college del paese. In quanto tali la nostra giornata risulterà scandita sia dall’orario delle varie lezioni che dall’immancabile coprifuoco. Incombenze che potremo comunque decidere di ignorare andando ovviamente incontro alle ire degli onnipresenti guardiani.
    Una nostra eventuale permanenza nelle varie classi si esplicherà tramite una serie di differenti minigames, i quali spazieranno da una simpatica prova di anagrammi fino ad arrivare ad un clone dello storico Qix, passando per un semplice simulatore di pallamano e molti altri ancora. Portando a termine tali “lezioni” riceveremo in cambio tutta una serie di potenziamenti, come ad esempio nuove armi o mezzi di locomozione, oppure incrementi permanenti per le statistiche del nostro personaggio. Nonostante ciò è indubbio che, con il passar del tempo, il richiamo della strada si farà via via più impellente, spingendoci a saltare i nostri obblighi scolastici per poter proseguire più speditamente lungo la trama principale.
    Lo scopo principale del gioco non sarà infatti l’ottenimento di una pagella da primo della classe, bensì quello di guadagnarsi il rispetto delle varie gang che popolano la scuola; la quale risulterà popolata da tutti quegli stereotipi resi famosi dai numerosi film americani a sfondo scolastico. Nel gradino più basso della scala sociale troveremo perciò gli immancabili secchioni o “nerds”, seguiti dai “fighetti” con il loro atteggiamento snob e classista, e dai “truzzi” infatuati di giacche di pelle e motori potenti. Al vertice, come nella migliore delle tradizioni, risiederanno invece i membri della squadra di football, che non mancheranno di far valere i loro muscoli per imporsi sul resto degli studenti. Lo scopo ultimo delle numerose missioni sarà appunto quello di ottenere il controllo dei vari gruppi, organizzando gli scherzi più disparati, vincendo le sfide che ci verranno di volta in volta lanciate e non di rado passando direttamente alle vie di fatto.
    Per riuscire in questa impresa avremo a nostra disposizione un discreto repertorio di mosse per il combattimento a mani nude, molto simile tra l’altro all’ottimo sistema già visto in “The Warriors”, nonché un piccolo arsenale di gadgets adatti ad un giovane adolescente, come fionde, fialette puzzolenti, fuochi d’artificio e via discorrendo.
    Le armi non saranno l’unica cosa a risentire della giovane età del protagonista. A differenza di quanto accadeva in GTA non ci sarà possibile rubare auto o altri mezzi di locomozione motorizzati. Per i nostri spostamenti dovremo perciò accontentarci di uno skateboard al quale potremo acceder in qualsiasi momento, oppure di biciclette che potremo acquistare in appositi negozi o più semplicemente rubare a qualche sfortunato passante.

    Dal punto di vista tecnico il gioco sfrutta un ormai ipercollaudato engine, molto solido ed in grado di riprodurre con risultati più che soddisfacenti sia le varie ambientazioni che i personaggi. L’unica vera pecca è la costante presenza di un leggero effetto “nebbia” che affligge gli oggetti in lontananza, ma che, tutto sommato, contribuisce a creare un’atmosfera molto “british” e perciò in tema con l’aspetto generale del gioco. Il comparto audio è invece contraddistinto da un’orecchiabile accompagnamento di sottofondo senza infamia ne lode (mi dispiace, ma in CCE mancando le macchine non ci saranno nemmeno le tanto osannate stazioni radio di GTA) e da un parlato che si attesta invece su dei livelli di assoluta eccellenza, sia per la qualità del doppiaggio (esclusivamente in inglese) che per i contenuti. Ma la vera forza di CCE non risiede certamente nel numero di poligoni presenti contemporaneamente su schermo, quanto sullo spiccato umorismo di cui tutto il gioco risulta permeato. Grazie all’ottima sceneggiatura e alla natura caricaturale dei vari personaggi non saranno pochi gli spunti per farsi qualche grassa risata; aspetto questo che finisce col rappresentare la vera chiave di lettura dell’intera opera.
    Tirando le somme CCE è sicuramente un gioco valido e divertente, che trova nella somiglianza con gli altri titoli Rockstar sia i suoi pregi che i suoi maggior difetti. Infatti, se il non dover riprogrammare il gioco da zero ha consentito agli sviluppatori di dedicarsi maggiormente ad altri aspetti, come ad esempio la storia, il doppiaggio e i vari extra, la struttura del tutto simile ai suoi “predecessori” rischia di togliere, a chi ha già avuto modo di provarli, gli stimoli necessari per portare a termine la tutt’altro che breve avventura.


    COMMENTO FINALE


    "Nonostante l’eccessiva somiglianza con i restanti “sandbox” a marchio Rockstar, CCE resta un’esperienza appagante e ricca di sfumature, che non mancherà di divertire i tanti estimatori del genere. Facendo leva su di un marcato senso dell’umorismo ed un’ambientazione assai poco sfruttata, quest’ennesima fatica della controversa software house non fallisce nell’inserire alcune significative novità all’interno di uno schema tutt’altro che originale."

    Emiliano "MasterGen" Valori





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