Il genere ha iniziato a perdere popolarità e, salvo rare eccezioni, è rimasto in letargo fino a qualche anno fa. Titoli come Streets of Rage 4 e TMNT Shredder’s Revenge gli hanno restituito il posto che meritava nell'industria e, da allora, una nuova ondata di uscite ha iniziato a riempire i cataloghi dei vari negozi digitali. In questo ultimo gruppo troviamo Fallen City Brawl, un beat ‘em up dal taglio classico che mira a omaggiare i grandi del genere utilizzando risorse ben conosciute e aggiungendo una dose di originalità. Purtroppo, e per quanto sia divertente andare in giro a menare avversari, il gioco di Fallen City Studio non riesce a centrare pienamente il gameplay, pur mostrando cuore e potenzialità per il futuro.
Fallen City Brawl rimane nei limiti della sicurezza. I quattro personaggi giocabili sono ben differenziati, sia esteticamente sia nel modo di giocare. Oltre a una serie di colpi base con le rispettive versioni aeree, tutti hanno a disposizione un’arma speciale che si adatta al loro stile di combattimento. Da una catena gigante a un fucile a pompa, questo strumento fa la differenza e aggiunge una buona dose di varietà nelle battaglie. Lo stesso vale per la meccanica di attivazione dei poteri speciali o degli attacchi limite. In base alle nostre prestazioni, misurate dall’estensione dei combo, i nemici rilasciano cristalli che servono a riempire una barra di energia. Una volta raggiunto uno dei tre livelli possiamo eseguire un devastante attacco unico che offre bonus extra di salute, vitalità e velocità.
A dire il vero, non c’è molto altro da segnalare se non il fatto che il gioco mantiene ciò che promette. Mi riferisco, ovviamente, a livelli dove si avanza da sinistra a destra distribuendo pugni e calci a tutto ciò che si muove. Il comparto tecnico è attraente e rustico. I personaggi sono enormi a schermo e si pixelano facilmente. Questo è un chiaro omaggio ai picchiaduro di Neo Geo degli anni ’90, però, una volta passata la prima impressione, il trucco stanca. I design sono accattivanti ma gli scenari lasciano parecchio a desiderare, non per mancanza di bellezza, ma perché sono corti e avanzano lentamente. Per darvi un esempio concreto: l’immagine di sfondo è piccola e quando si cammina in avanti il gioco blocca rapidamente l’avanzata con una battaglia.
Questo offre una sensazione contraria a ciò che dovrebbe dare un rullacartoni. Voglio dire che non sembra di attraversare una parte della città mentre si sconfiggono nemici, ma sembra piuttosto che ci si diriga verso un luogo specifico per colpire gli avversari che vi si trovano. In altre parole, è un beat ‘em up che si sviluppa nello scenario di un gioco di combattimento stile Street Fighter. Il risultato è una proposta in cui si avanza da un’estremità all’altra del ‘ring’ con dieci scontri lungo il percorso. Non sono sicuro di quale sia il criterio di design adottato da Fallen City Studio, ma vedere un’auto disegnata sullo sfondo che appare pochi centimetri alla volta durante cinque combattimenti, è davvero strano.
Potrà sembrare un dettaglio o un commento troppo pignolo. E forse lo sarebbe, ma solo se il resto della proposta fosse eccellente. Invece, conta su una colonna sonora che brilla solo in pochissime occasioni, con brani dimenticabili per il resto del tempo. Il sistema di combattimento è buono ma tende a generare ingiustizie per entrambe le parti. O veniamo rapidamente circondati e disarmati a colpi, oppure finiamo per sollevare i nemici – e persino i boss – in aria finché non ci stanchiamo di aumentare il contatore combo. Sembra mancare un po’ di equilibrio. Infatti, gli attacchi speciali possono distruggere qualsiasi boss appena si presentano. Questo fa sì che, quasi senza accorgersene, arrivino e se ne vadano senza lasciare un’impressione duratura.
